Basket, Siena travolgente. Avellino nella bufera. Salgono Eldo e gli italiani: il nostro pagellone

ROMA – Se qualcuno aveva dei dubbi su Siena dopo il clamoroso ko di Barcellona si è subito ricreduto. La mens Sana cancella dal campo la Scavolini lasciandole solo le briciole. Prova di grande orgoglio e reazione per i ragazzi di Pianegiani. Ma l’ultima giornata ha visto sorridere anche la Eldo Juve Caserta, la riconferma di Roma, la rinascita di Udine, mentre Avellino è nella bufera. Da sottolineare le belle prestazioni dei pochi italiani che giocano stabilmente in lega uno, l’ottima performance di Carroll. Ecco il nostro pagellone.

10 – Jaycee Carroll – Complimenti a Teramo che in estate ha pescato questo ragazzo nella Summer League, rivelatosi da subito il più incisivo tra i tanti rookie sbarcati nel Belpaese. Sontuoso a Bologna, con 24 punti MVP nella vittoria degli abruzzesi che vale il secondo posto in classifica. New generation.carroll

9 – gli Azzurri – Dopo un anno a dir poco deprimente, si vede un raggio di sole all’orizzonte della Nazionale di Recalcati. Tantissimi i protagonisti di giornata, da Garri, che da solo ha distrutto i lunghi di Treviso, a Giachetti decisivo a Rieti, ai nostri Di Bella e Michelori fondamentali nei successi Eldo, così come Poeta e Amoroso a Teramo, fino a Mancinelli che ha guidato la riscossa Fortitudo contro Milano. Mettiamoci pure quel Belinelli che finalmente sta avendo lo spazio che merita nell’NBA, e forse vedremo la luce in fondo al tunnel per la nostra Nazionale. Italiani brava gente.

8 – Eldo Caserta – La doppia vittoria nel momento più difficile della stagione è sintomo di grande fiducia in sé stessi. Bravi i bianconeri a non rifugiarsi nel facile alibi dell’assenza di Diaz, ed a regalarsi un Natale con i fiocchi. Bianco(nero) Natale.

7– Snaidero Udine – Squadra rivoluzionata, con Sacchetti al timone (una garanzia) e due nuovi arrivi come Forte ed il lituano Buskevics, subito decisivi nella vittoria ad Avellino. Col rientro di Romero va fuori Jackson, e cambiano tutti gli assetti in campo. Se il buongiorno si vede dal mattino, per Udine il 2009 si prospetta benone. Lituano nuovo vita nuova.

6 – Solsonica – Lottomatica – Difficile bocciare una e promuovere l’altra in una partita decisa da un punto dopo un overtime. La partita è stata da otto, ma diamo una sufficienza ad entrambe le squadre, perché Roma aveva l’obbligo di vincere e l’ha fatto, magari senza esaltare, mentre Rieti fa ciò che può con il materiale umano che si ritrova, ed una società che non naviga in acque tranquille. Sei al centro.

5 – Scavolini Pesaro – Perdere contro Siena non è un dramma per nessuno; sono punti che tutti hanno già messo in preventivo di lasciare per strada. Ma dopo due sconfitte di seguito, e dopo aver lasciato Siena con un 39 totale di valutazione, la sensazione è che Pesaro sia ancora un’incompiuta, con i mezzi per stare in alto, ma forse ancora senza la convinzione necessaria. Febbre a 39.

4 – Carife Ferrara – Ora che c’è Rick Apodaca al posto dell’acerbo Riley (tagliato dopo la sua miglior partita in campionato), per Collins e compagni non ci sono più alibi. Valli non dispone di enorme talento, ma le scelte tecniche sono sue da sempre, e adesso tocca pedalare, perché la classifica piange, ed i bianconeri non sembrano dare mai l’impressione di poter spiccare il volo. Farà Bello?

3 – David Hawkins – Con i mezzi fisici e tecnici che si ritrova, ti aspetti che l’ex Roma sia decisivo in ogni partita. Il guaio è che troppo spesso lo diventa in senso negativo, per la sua cronica incapacità di leggere le situazioni nei momenti cruciali. Anche contro la Fortitudo, in una gara a chi gettava più occasioni, è lui a perdere l’ultimo pallone, buttandosi a testa bassa sapendo come partire ma senza avere idea di cosa volesse fare del pallone. Fumo senza arrosto.

2 – Bryce Taylor – Lo sappiamo, il difetto dei tanti rookie sbarcati in Italia è la continuità di rendimento. Nella sconfitta casalinga della sutor, Taylor ci ha messo del suo. A suo merito vanno lo spirito di iniziativa e l’intensità fisica, ma tutto il resto è da dimenticare, perché sbaglia tutto lo sbagliabile, soprattutto nel momento della rimonta. Serata non Premiata.

1 – La Fortezza Bologna – E’ già finita la luna di miele tra Boniciolli e la Virtus? Arrivato come salvatore della Patria, il coach dei miracoli irpini, comincia a far discutere con scelte tecniche che ti fanno genio se le indovini, o pirla se le sbagli. Una squadra con tutto quel talento forse avrebbe meno bisogno di invenzioni, e piuttosto di una gestione semplice e lineare dell’enorme potenziale umano a disposizione. Ma forse sono solo due giornate storte, ma c’è poco tempo per riflettere, perché il giorno di Natale si torna in campo. A letto senza cenone.

0 – Air Avellino – E’ vero, la squadra è in fase di involuzione, e alla fine l’Eurolega si è rivelata una palla al piede che scarica le sue tossine in campionato. Ma tutto sommato i lupi sono nel gruppone di centro, e lasciarsi andare a contestazioni così accese, quando la classifica è tutt’altro che disastrosa, ci sembra un po’ eccessivo o prematuro. Certo, dopo i fasti dello scorso anno, le ambizioni ci sono, ed il palato è diventato più fine, ma attenzione alla sindrome di Icaro, volare bassi è sempre