Eldo, la vittoria del cuore della Juve Caserta. Di Bella decisivo contro la Fortezza Bologna

 

Grande vittoria contro la Virtus di Boniciolli

CASERTA – Hanno avuto torto marcio quei tifosi che, scoraggiati dalle ultime prestazioni della Eldo, o dalla diretta televisiva, hanno disertato il Palamaggiò ieri sera. C’erano comunque 4400 spettatori, perché essere in seria A vuol dire avere finalmente la possibilità di vedere dal vivo gente come Boykins, Vukcevic, e gli altri che sono venuti e che verranno. Gente che fino a ieri potevamo solo sperare di vedere in TV; che poi si possa perdere contro certi squadroni, è ampiamente preventivabile, ma lo spettacolo sportivo resta, ed è impagabile.

Se poi, come ieri, assisti ad una sorta di miracolo agonistico, e vedi la tua squadra del cuore, la Juve Caserta, battere la lanciatissima Virtus con una supremazia dettata da una voglia incredibile di mettersi alle spalle i tanti guai di questo periodo, beh allora per quel biglietto non c’è davvero prezzo.

Eppure la partita si era subito incanalata sui binari temuti, con Boykins che fa quello che vuole in campo, vanamente inseguito dalle nostre guardie, e le “V nere” che scappano subito nel punteggio. Ma tra le nuvole del Palamaggiò c’è un pallido raggio di luce, perché se la squadra fa una fatica enorme nei due lati del campo, c’è uno Shan Foster che sembra ritrovato, tanto che nei primi minuti segna solo lui, 10 punti, ovvero il 100% del misero bottino bianconero del primo quarto, prodotto di un misero 4 su 17 dal campo contro l’ 8 su 16 degli avversari, che dopo aver toccato il +11 (7-18), chiudono 11-18 dopo il tiro libero di Michelori allo scadere.

Ma se la palla non vuole mai entrare nel canestro, c’è di contro la netta sensazione che la squadra abbia una gran voglia, e l’intensità messa in campo dà i suoi primi frutti nel secondo quarto, in cui la Eldo recupera punto dopo punto, grazie ad uno sprazzo di Jenkins, ai tanti viaggi in lunetta ed all’unico canestro di Slay, una bomba che vale il pareggio. Peccato che sulla rimessa finale, Boykins rubi facilmente palla e vada a concludere indisturbato per il 35-38 finale, che regala comunque una Juve presente, anche se imprecisa al tiro e a tratti confusa.

Boykins chiude il tempo da assoluto protagonista, con 19 punti e 3 su 3 dall’arco. Ma nella Eldo, Foster oltre al bottino personale di 12 punti, ha il merito di aver cancellato dalla gara sia Righetti che Langford, con una difesa d’anticipo eccellente, e nonostante le cattive percentuali di squadra, la partita è ancora tutta da giocare.

Ma il capolavoro dei ragazzi di Frates avviene nel terzo quarto, in cui la difesa diventa un muro invalicabile; gli anticipi sono puntuali, gli aiuti costanti e precisi, e Boykins si smarrisce, perdendo palle su palle (per lui 0 su 2 e -6 di valutazione nel secondo tempo). Con lui va alla deriva tutta la squadra, mentre Jenkins cresce in maniera esponenziale, e regala sprazzi da autentico fuoriclasse alternati a forzature fisiologiche per un giocatore ancora indietro con la forma. Ma intanto la Eldo mette la freccia e sorpassa, anche perché i lunghi cominciano a farsi sentire a rimbalzo, e le continue rotazioni di Frates danno ossigeno alle guardie, ancora sottoposte ad un super lavoro. I momenti di grande intensità sono interrotti solo da un improvviso black out dell’impianto del Palamaggiò, proprio nel momento migliore della Eldo (48-42), ma la musica non cambia quando torna la luce, ed il periodo si chiude sul 54-45, con la Virtus tenuta a soli 7 punti nel quarto!

E’ fin troppo ovvio prevedere che La Fortezza non può continuare a sbagliare tanto, e nell’ultimo quarto risorge Langford, che trova due bombe importantissime. La Virtus riprende a macinare canestri in attacco, affidandosi ad Arnold, che regala giocate di classe pura spalle a canestro, contro cui nulla possono le difese di Michelori o Slay. Anche Vukcevic dà il suo contributo, ed il sorpasso Virtus si concretizza sul 64-65 a 4’ dal termine.

E’ un momento difficilissimo, ma c’è la certezza che, comunque vada a finire, la squadra ha mostrato quel carattere e quella voglia che tutti chiedono. Ma c’è di più; perché Slay inventa un canestro in acrobazia con fallo che riporta avanti di 2 la Eldo (67-65). La Virtus si riporta subito in parità, ma arriva il momento di Fabio Di Bella. L’ex di lusso della gara non potrebbe scegliere sceneggiatura migliore per gli effetti speciali del suo trentesimo compleanno. La Virtus sta concedendo pochissimo spazio per il tiro dall’arco, ed allora Dibo sfida Boykins e si prende tre penetrazioni consecutive che spezzano la partita. Sull’ultima, subisce anche fallo, ed il 7-0 di parziale è tutto suo. 74-67, e la Virtus affretta ritmi, tempi ed errori, consegnando la vittoria ad una Eldo che chiude tra il tripudio di un pubblico tanto felice quanto incredulo, per una vittoria che, dopo le ultime uscite, sembrava lontana quanto le luna.

78-68 segna il tabellone a fine gara; ci si stropiccia gli occhi e ci si spellano le mani, mentre lo show di un indemoniato Jenkins continua ben oltre la sirena, e Di Bella si concede a lungo per le interviste del post gara e per il saluto sotto le due curve, dei suoi nuovi e vecchi tifosi; insomma, un compleanno da cinema.

Nel dopopartita Frates esalta “la prestazione tecnicamente migliore di questi due anni a Caserta”, e non è un’esagerazione. Pur sottolineando che le emozioni della promozione in A sono ineguagliabili, il coach milanese sottolinea l’impresa di battere la Virtus, senza Diaz, con una squadra senza equilibri, tenendo gli avversari a 68 punti. La chiave sta proprio nella grandissima intensità difensiva, che ha permesso la vittoria alla Juve nonostante il 6 su 20 da tre. Ma le 29 palle recuperate la dicono lunga sulla concentrazione di tutti, e questa vittoria, oltre a regalare ossigeno puro per la classifica, dà ai bianconeri una nuova consapevolezza: si può essere protagonisti anche segnando poco o tirando male, ed anzi, c’è ancora più gusto a vincere così.

Applausi, oltre che per Dibo, anche per Jenkins, in netta crescita e leader emotivo della squadra, e per Shan Foster, ritrovato in attacco, ma soprattutto presenza costante in difesa, ed il 26 in valutazione ne dimostra l’efficacia a tutto campo.

Non ci si doveva abbattere dopo la sconfitta contro Pesaro, non ci si deve esaltare dopo questa vittoria. La Eldo deve trovare continuità di rendimento, e l’assetto di gioco è ancora da formare; questa vittoria ci permette di aspettare Diaz con un po’ di affanno in meno, e di non forzarne il recupero, previsto ormai per il nuovo anno, si spera contro Rieti.

Ma adesso godiamoci questa vittoria, che ci permette di attendere le partite della domenica senza tensioni, e ci regala il momento più esaltante della nuova storia della Juvecaserta in serie A. Sulle sciarpe distribuite in tribuna c’era scritto “per Natale regalateci una vittoria”; il regalo è arrivato in anticipo, e chissà che non ci si prenda gusto sabato prossimo a Montegranaro, stesso orario, stesse telecamere di Sky. Che coincidenza!