Milano, “una volta fu la scatola” (il Teatro), terza chiacchiera

MILANO – Chiacchiera terza è cosi che presento “una volta fu la scatola”: La scenografia, un concetto spaziale, mentale, segue la prima e seconda chiacchiera.

 

Una volta fu  la scatola, una volta fu la foglia che  riuscì ad entrarvi e allo stesso modo anche  la luce.

Oggi,  una scatola, una candela.

 

Uno spazio  riconosciuto per mezzo della luce di una  candela!

 

Si parla  di teatro e  vi si crea   un immaginario, un sipario, un  palco,  una candela  come astrazione da un vecchio immaginario verso uno nuovo, così  una lampadina nel vuoto come un processo hegeliano;  tesi, antitesi, sintesi!

Come vive una lampada nel vuoto?

Costruzione dello spazio scenico!

Per visionare uno spazio scenico ci vuole un osservatore.

Prospero, l’osservatore  e gli occhi di Prospero proprio  come un sipario, si aprono e  si chiudono!

 

Si ha  la parvenza, vi si cerca  la concretezza!

 

Prospero entra in scena come  un attore sul palco,

determinazione dello spazio, interazione, performance, teatro.

 

Tutti gli altri  entrano in scena e Prospero resta fuori  in platea a registrare, fotografare.

 

Fare teatro è anche questo!

 

 

A cura di

Michail Benois Letizià

Teatro Alla Scala

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Il presente contribuito rientra nello sviluppo del progetto di cui a “La via della Tela, dai Funaro ai Benois” https://www.facebook.com/laviadellatela