Milano, La scenografia, un concetto spaziale, mentale. Chiacchiera prima

MILANO – Chiacchiera prima è cosi che presento “la scatola magica” : La scenografia, un concetto spaziale, mentale.

 

Involontariamente è capitato a tutti di graffiarsi, quindi di procurarsi un segno, un “segno” sul corpo, il nostro, quindi su di una “massa”.

Parleremo di segno e parleremo di massa.

Il segno e la massa sono due termini, due parole che divengono concetto quando l’uno è reciproco all’altro.

Un terreno libero, piatto, infinito si lascia percorrere con lo sguardo, la mente, sino al nulla.

Se si aggiunge un masso, un albero, un palo nel terreno, si aggiunge un ostacolo al nostro sguardo, si pone a noi un’attenzione, quindi una distrazione dall’infinito e così facendo si determina uno spazio dando rilievo sia al terreno che al masso, albero ecc.

Questo nostro spazio che adottiamo automaticamente come spazio mentale è precisamente quello che si apre in noi quando a teatro, al cinema o ad un concerto siamo spettatori.

Noi spettatori, inconsciamente determiniamo il segno, ciò che sta accadendo; un teatrante che recita, un cantante che si muove in uno spazio, la massa, che è il nostro palcoscenico, cine- schermo o altro.

A questo punto possiamo appurare quale è , o potrebbe essere, il nostro spazio scenico e quale dovrebbe essere il nostro intervento, non da spettatori questa volta ma da operatori teatrali che apponiamo un segno nello spazio scenico, nella predetta massa.

Il teatrante ( l’attore, il musicista, la costumista, il tecnico luci, lo scenografo, il regista ecc.) e tutti gli altri fanno lo spettacolo che non è altro un segno nella massa.

Per quanto ci riguarda in “scenografia ” abbiamo molta responsabilità nel dover immediatamente trasmettere il segno; da quando il sipario si apre!

Operazione analoga alla già nota “ cecità temporanea degli attori ” , quella operazione di non voler guardare, scrutare il pubblico ma di sapere che lo stesso è attento a quello che succede sul palco e quindi astratto dal resto.

 

Tutto ciò perché ?

Lo scenografo segna immediatamente lo spazio/massa.

L’attore, ballerino o altro catalizzano la propria performance negli occhi di chi guarda.

Possiamo concludere con una soluzione che ci aiuterà in tutto il percorso che faremo. Lo spazio scenico non è in primis un luogo fisico ma uno stato della psiche.

 

N.B. Può sembrare strano e dispersivo per un prologo alla SCENOGRAFIA ma si consiglia di tener presente un buon film :ANONYMOUS del regista Roland Emmerich.

 

La prossima chiacchiera sarà “ la prospettiva “.

 

L’invenzione della prospettiva è stata la rivoluzione storica del modo di concepire lo spazio o almeno di avere un metodo per la sua misurazione:

  • dal termine prospetto, prospicere, percepire, guardare e
  • dal termine prospectivus , assicura la vista.

 

A cura di

Michail Benois Letizià

Teatro Alla Scala

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Il presente contribuito rientra nello sviluppo del progetto di cui a “La via della Tela, dai Funaro ai Benois” https://www.facebook.com/laviadellatela