Napoli, Obsessions termina con Bill Callahan, alias Smog, alla Galleria Toledo domenica 25

NAPOLI – Pochi giorni all’epilogo di obSESSIONS, rassegna sullo stato dell’arte della musica indipendente mondiale curata da Wakeupandream in collaborazione con Galleria Toledo Musica. L’ultimo appuntamento vede protagonista domenica 25 maggio alle 21.30 BILL CALLAHAN ( SMOG per molti), un artista il cui nome individua un genere, uno stile ed un modello cui molti musicisti si ispirano.

Dagli esordi in “bassa fedeltà” dei primi anni novanta, allorché (non molto diversamente da quanto facevano Beck, Sebadoh e Pavement) sporcava le melodie di distorsioni e rumori d’ambiente per ottenere piccoli capolavori di cantautorato sghembo – fino al ripulito ed elegante country-folk-rock da camera dei giorni nostri – Bill Callahan ha rivelato un non comune talento da songwriter e uno stile che vanta tuttora innumerevoli tentativi d’imitazione. Come un Raymond Carver dell’arte musicale, gli sono sempre bastati pochi elementi per descrivere un’atmosfera, creare un contesto e forgiare le sue storie (di incomunicabilità, solitudine, ricerca d’amore e di comunità): un modo di cantare e gestire le strofe sospeso tra malinconia e disincanto, giri di chitarra fragili ma insinuanti, calibrati inserti d’archi, essenziali colpi di batteria, qualche chincaglieria elettronica.

Che Callahan sia una figura carismatica e decisiva della musica indipendente mondiale lo si evince dai musicisti ai quali si è accompagnato negli anni (John MacEntire dei Tortoise, Jim O’ Rourke, Jim White dei Dirty Three, per citarne solo alcuni). Emancipatosi dallo status dell’artista di culto per pochi ma fedeli fans, Callahan è ormai un classico e il suo nome staziona regolarmente al fianco dei grandi vecchi (Johnny Cash, Leonard Cohen, Lou Reed) e dei grandi nuovi (Will Oldham) della canzone d’autore in lingua inglese.

Sul palco del Teatro stabile d’innovazione Galleria Toledo, Bill si presenterà in quartetto (2 chitarre, basso, batteria, voce) e godrà di un’opening act davvero d’eccezione: Alasdair Roberts, cantautore scozzese che incide sulla stessa etichetta (la prestigiosa Drag City) ed è autore di folk ballads dal sapore antichissimo e dal fascino arcano, nella tradizione di Bert Jansch e Pentangle.