Caserta, l’Ospedale sia presidio per i malati e non fonte di illusioni

CASERTA – E’ sempre più difficile per noi casertani e campani trovare un motivo per non sentirci abbandonati a un triste destino di inesorabile declino sociale. Classifiche di qualità della vita, di prossimità e risoluzione rapida di disagi sociali da parte delle istituzioni ci vedono ormai inchiodati agli ultimi posti.

In questi giorni, ad aggravare la precarietà sociale che viviamo è la profonda crisi del nostro ospedale. Crisi creata non dalla carenza in loco di risorse umane, bensì da scellerate scelte politiche che hanno portato alla riduzione dei posti letto e al blocco del turnover, che da anni penalizza medici e operatori sanitari.

La situazione di precarietà creatasi danneggia, naturalmente, la qualità della vita di questi lavoratori del settore sanitario, ma in primis penalizza tutti noi cittadini per non aver garantito, come invece è, un nostro diritto, il servizio sanitario pubblico.

E’ vergognosa la notizia che il dipartimento di emergenza ed accettazione, con reparti quali pronto soccorso, chirurgia d’urgenza e del trauma, la neurochirurgia, deputati alla tutela della salute pubblica, funzionino oggi solo grazie al superlavoro svolto dai rispettivi direttori, che coordinano al meglio le risorse umane disponibili. Ai reparti di emergenza sanitaria si aggiunge la denuncia delle difficoltà riscontrate nel reparto di oncoematologia, reparto che svolge un’azione sempre più centrale nel nostro territorio, per la crescente incidenza di malattie tumorali, crescita causata da connivenze politico/malavitose nella scellerata gestione dei rifiuti.

Naturalmente, la crisi economica, che attanaglia la nostra provincia, provoca un’amplificazione del disagio sociale, in quanto l’assenza di una struttura ospedaliera pubblica funzionante ed efficiente diventa una questione di vita o di morte per tanti concittadini.

Nulla può essere più importante della vita umana! Nessun interesse può superare quello per la tutela della vita! Noi abbiamo bisogno e diritto ad essere curati come ogni cittadino italiano! Chiedo alla Regione e alla Direzione aziendale, profondamente turbato da tanta insensibilità sociale, ma certo di una possibile e rapida soluzione, di adottare con urgenza tutte le misure idonee per superare questa grave criticità.