
CASERTA – Grande e sentita è stata la testimonianza di Rosario Carello, giornalista e autore/conduttore televisivo del programma “A sua immagine” di Rai 1, durante la presentazione del suo ultimo libro “ I Racconti di Papa Francesco”- Biografia in ottanta parole del Santo Padre Francesco, ad un pubblico attento e completamente rapito dalle sue parole, mercoledì 29 gennaio 2014 alle ore 20.00 nella splendida cornice del Duomo di Caserta.

Dopo i saluti del parroco del Duomo di Caserta, don Enzo De Caprio, durante la presentazione, organizzata dalla Società San Paolo, dalla Libreria Paoline, dalla Diocesi di Caserta e dall’Istituto di Scienze Religiose “S.Pietro Superiore” oltre all’autore sono intervenuti Mons. Raffaele Nogaro,Vescovo Emerito di Caserta, Mons. Antonio Pasquariello, Delegato Vescovile, don Nicola Lombardi, Direttore ISSR “S.Pietro”.
Nel libro, uno dei più venduti nelle librerie religiose, l’autore delinea la carismatica figura di Papa Francesco, al secolo Jorge Mario Bergoglio, in ottanta storie ed aneddoti che lo riguardano, ma soprattutto mette in risalto la semplicità e la complessità di un papa che ha fatto subito breccia nel cuore di milioni di persone in tutto il mondo. Un Papa che lo Spirito Santo e il coraggio del Conclave hanno scelto come successore di Pietro, un uomo nuovo rispetto al passato, fedele alla tradizione e al magistero dei suoi predecessori ma capace di parlare al cuore della gente in modo diverso.
“ La potenza del suo esempio dà speranza e incide sugli animi e li porta al cambiamento e al bene comune – con queste parole il Vescovo Emerito Raffaele Nogaro ha introdotto il dibattito – non potevo non essere presente, perchè amando molto Papa Francesco ed avendo letto molti libri scritti su di lui, per me era importante evidenziare che il libro di Carello è quello che lo rappresenta meglio, con la cronistoria che mette in luce che anche da giovane ha sempre avuto quel modo di approcciarsi ai fedeli, con gli aneddoti che denotano la sua coerenza e con la sua vita che testimonia il Vangelo di Cristo”.
Un libro che racconta il Santo Padre nella sua essenzialità: un papa grande, umile, vero, sempre affianco ai più deboli, dei più disadattati e pronto ad andare loro incontro dando un aiuto concreto sia materiale che spirituale e che dona con ogni suo gesto fiducia e speranza.

Povertà, sobrietà, tenerezza, misericordia, amore per le persone umili e dimenticate, non sono solo parole e dottrina, ma vangelo vissuto, con lo stile del pastore che condivide in prima persona le gioie e le sofferenze dell’umanità. Questo ha messo in risalto Mons. Antonio Pasquariello ma soprattutto la sua volontà di mantenere un basso profilo e di condividere tutto insieme ai suoi cardinali e ai suoi poveri tanto amati e da don Nicola Lombardi che si è dichiarato affascinato dalle sue capacità di comunicazione e dalla facilità con cui usa le nuove tecnologie, rendendolo il più seguito sui social Networks.

Infine, ha parlato l’autore, dopo aver ringraziato il Vescovo Emerito per le sue belle parole, considerandolo il vero precursore di Papa Francesco, gli intervenuti e tutto il pubblico presente.
“ Papa Francesco- ha affermato Carello – è una stella scelta dallo Spirito Santo che con il suo entusiasmo e la sua umiltà, vivendo la straordinarietà della normalità, illumina e ci guida nel nostro cammino. Quando io ho incontrato il Santo Padre per donargli il mio libro devo confessare di essere stato letteralmente scombussolato. Tornato a casa ho capito che quella sensazione che mi era rimasta dentro altro non era che inadeguatezza, ho capito che dovevo fare qualcosa per migliorare e seguire di più il suo esempio. Cosa che dovremmo fare tutti, andare incontro alle persone e dare un aiuto concreto in modo da migliorare tutti insieme. Sensazione che è particolarmente sentita dai carcerati, infatti quando mi sono recato a Bellizzi per donare i miei libri ai detenuti di tutte le religioni, questi mi hanno fatto capire quanto lo amano, lo stimano, quanto ha conquistato i loro cuori, soprattutto da quando ha lavato i piedi ai ragazzi del carcere minorile di Roma. E’ un papa in cui tutti si possono riconoscere, interprete del sentimento comune, per cui tutti sono uguali agli occhi di Dio e hanno il diritto di redimersi, per cui le carceri non devono essere ulteriori luoghi di perdizione ma luoghi di pentimento, conversione e recupero a nuova vita, sempre alla luce dell’amore per Cristo, perché il dolore causato e provato non deve essere fine a se stesso ma deve essere offerto a Dio per il miglioramento della propria umanità. Noi tutti dobbiamo pregare per lui e seguire il suo esempio – ha concluso Carello – perché solo così possiamo migliorare la nostra società”.

