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PAROLA DI Gg
di Giovanna Giaquinto31 gennaio 2014

In Farmacia, non miracoli ma piccoli “assaggi di vita”

Mafalda sportello ascolto

 

Ci sono quei luoghi dove il cuore trova un riparo. Dove si sente a casa pur non essendo a casa. Accolto nel calore di un luogo familiare pur non avendo in quel luogo alcun legame. Sono quei posti dove le persone, semplicemente, si sentono le benvenute e hanno la possibilità di chiedere e ascoltare un consiglio amico. Una voce rassicurante che ti dice “non ti preoccupare, sicuramente si troverà una soluzione”. Oppure, “tranquillo, ora vediamo cosa possiamo fare”. Non miracoli ma un semplice incoraggiamento di cui, troppo spesso, questa vita ci lascia sprovvisti. No, non fraintendete, non dipende dalla vita ma da noi esseri umani. Così abbruttiti dal dolore, dalle delusioni, da quelle piccole e, talvolta, apparenti sconfitte che, a ben guardare, altro non sono che gradini per giungere all’infinito. Quell’infinito che ti conduce ad un amore senza sosta. Senza pretese. Puro. Libero. Vero. Ecco perchè lo possiamo definire Amore. L’Amore è tutto questo con la leggerezza di un abbraccio. Un sentimento che si esprime nel domani, abbandonando la zavorra di un egoismo che si è perso in un angolo sedotto da parole disperate. Ecco. Così mi sono sentita questa mattina, quando mi sono seduta su una panchetta di legno scuro, forse un po’ consumata dal tempo e non solo, in un luogo, per antonomasia, non proprio piacevole. La Farmacia. Anche se, negli ultimi anni le farmacie non sono solo sinonimo di malattia, quanto piuttosto di rigenerazione. Salute e ancora di più cura del corpo e del proprio benessere. Se a tutto questo aggiungi un sorriso caldo e avvolgente e una o più persone che, all’apparenza, sembrano grate alla vita, ecco che allora, scopri il senso di trovarsi fuori casa, con la consapevolezza di esservi rientrato. Quasi come se ti trovassi da un amico di lunga data. E si sa, gli amici sono perle preziose per l’anima che non si trovano nel fondo del mare ma nella parte più calda della nostra anima. Ebbene, in questi giorni, ho avuto un appuntamento fisso in una Farmacia. Nella fattispecie la Farmacia di un piccolo paese di montagna. E’ troppo chiamarla montagna. Direi, piuttosto, collinetta. Il paese? Pozzovetere, adiacente a Casola. Due piccole e lussureggianti “metropoli” nel cuore dei Colli Tifatini. E’ lì che in questi giorni, i miei occhi si sono divertiti a tracciare i contorni di un andirivieni di persone di ogni età. Alcune un po’ timorose. Altre così tranquille. Ognuna di loro, ha fatto un gesto che mi ha colpito in maniera preponderante. Giunte al bancone, dove le attendeva il sorriso della farmacista, hanno leggermente curvato la schiena in avanti, quasi per avvicinare il viso a quello della dottoressa e sussurrando hanno posto “interrogativi”. Hanno descritto momenti della propria vita personale. Hanno condiviso battute. Talune ilari, altre un po’ meno. Ma il senso era proprio l’appartenenza a quel luogo. Ognuno si sentiva a suo agio. Anche se, al momento di registrare una sorta di fidelity card, alla richiesta “avete un numero di cellulare?” – soprattutto le signore, ancora abitutate ai rapporti interpersonali più che a quello delle onde “elettromagnetiche” , si sentivano un po’ smarrite. Ma, nessun problema. “Subito troviamo una soluzione”. Perchè questo è il senso di tutto. L’ottimismo e la capacità di impregnare l’esistenza di gioia e positività anche se all’apparenza non sembra proprio. Un sorriso ancora e via, con una card che ci si abituerà a utilizzare alla spedizione di ogni ricetta e il piacere di ritornare, un domani, in farmacia, serenamente e senza timore alcuno.

E poi, ciò che mi ha sorpreso questa mattina è il piacere di vivere in un luogo dove le persone ti conoscono a prescindere. E dove una donna, della mia infanzia che non ha neanche una decina di anni più di mia mamma mi ha detto “bella di nonna”, e già questo ti dà un piacere infinito, perchè ti fa sentire un pochino più giovane, proiettandoti in una storia che, a quanto pare ancora non è passata ma è viva, e ti lascia senza parole ancor di più, quando riflettendo e facendo un paragone con i suoi figli ti dice “mi figlio è nato a novembre e tu a maggio”. Già sono nata a maggio ma, sono anni che non ci “viviamo”, come fa a ricordarsi una cosa così? Come? Semplice, il suo cuore è uno di quei luoghi non fisici dove una parte di me è stata posta a dimora. Cose semplici che ti fanno sorridere e ti emozionano. Gran bella mattinata. In Farmacia. “Cos’e pazz” – Un’ultima cosa, credo che, se accanto alla panchetta di legno, quella di cui vi ho parlato prima, ci fosse stato un tavolino, anche un bel tè speziato sarebbe stato molto gradito dai clienti. Ma, forse, basta così. Un po’ di colore per rendere più viva questa giornata un po’ grigia è tutto quello che ci vuole per andare alla ricerca di nuovi luoghi caldi e accoglienti. Perchè ci sono. Parola di Gg

Tag: amicizia, ascolto, casola, confidenza, farmacia, incontro, luoghi del cuore, parole, poesia, Pozzovetere dialogo, serenità, sorriso, vita

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