CASERTA – Maria Rosaria Ferrara è una giovane scrittrice di San Felice a Cancello, nel Casertano, che ha da poco pubblicato il suo primo romanzo “Chrysalisâ€. Il suo è un romanzo, che senza ostentazione o caricature, descrive una storia che narra di amicizia, di tradimenti, di amore, senza mai cadere nella retorica. Maria Rosaria, 28enne, si racconta all’Eco e descrive cosa significa per lei la scrittura e da dove nasce questa passione. Ma anche la difficoltà che incontra una giovane scrittrice nel voler vedere realizzato il suo sogno: pubblicare un libro.
Maria Rosaria Chrysalis rappresenta il tuo esordio nel panorama letterario italiano, da dove nasce la tua passione per la scrittura?
Credo sia una passione innata che mi porto dentro da quando ero piccola. La scrittura è un mezzo di comunicazione con cui posso esprimere le sensazioni che provo. Per me che sento la necessità di condividere momenti ed emozioni con chi mi circonda, la scrittura è il mezzo con cui posso farlo pienamente. Scrivendo posso concedermi senza fretta il tempo necessario per scegliere le parole che ritengo più adatte a spiegare uno stato d’animo e a condividerlo con il lettore.
Quando hai cominciato a scrivere Chrysalis, quanto tempo hai impiegato per concluderlo?
Chrysalis è nato diversi anni fa, quando frequentavo i primi anni dell’università . Era una sorta di rifugio, una valvola di sfogo per lo stress della giornata, un mondo immaginario nel quale far confluire la stanchezza e trovare nuova carica e nuova ispirazione. L’ho scritto in meno di un anno, ma poi ci abbiamo lavorato per correggerlo e pulirlo da tutti i refusi dopo anni che era rimasto chiuso nel mio cassetto.
Giulia, la protagonista del romanzo, attraverso la pittura, trova un modo per esprimere le sue emozioni, il suo vissuto. C’è una nota autobiografica in questa caratteristica?
Anche se l’ho fatto in modo involontario, credo che scegliere di fare di Giulia (la protagonista) una pittrice mi abbia permesso in modo più congeniale di ribadire proprio quello che dicevo prima: cioè la possibilità di esprimere se stessi e quello che si sente con l’arte. Sì, credo di si, credo che questa caratteristica di Giulia esprima una mia caratteristica personale.
Il romanzo affronta tematiche forti, tratta di emozioni come l’amicizia, l’amore. Ma anche il tormento del tradimento e del sentirsi diversi. Cosa ti ha ispirato?
Credo che la vita sia soprattutto questo. Ci sono momenti belli e sentimenti profondi che vanno celebrati, ma i dolori e le sofferenze non vanno trascurate. La vita non è semplice ed è per questo che ho parlato anche di momenti molto duri. Il mio scopo però era quello di trasmettere un barlume di speranza, perché anche le situazioni più complicate possono rivelare delle sorprese piacevoli, delle amicizie preziose e un tesoro per la crescita personale.
La protagonista subisce un tradimento, in più deve pagare anche lo scotto di scoprire che il suo fidanzato era omosessuale. L’omosessualità è una tema quanto mai attuale. Hai preso spunto da fatti che hai sentito?
Quando ho scritto dell’omosessualità e di tutti quei momenti difficili legati ad essa, tentavo solo di provare a confrontarmi con un mondo che non conoscevo personalmente. Ho provato a mettermi nei panni di personaggi che non avevo mai conosciuto, per immedesimarmi e provare a capire cosa essi sentivano. Però sento il mondo gay molto vicino, avendo molti amici omosessuali.
L’amore che descrivi nel tuo racconto, è un amore sincero, pulito. Un sentimento che non ha paletti e non conosce differenze di sesso o di altra sorta. Pensi sia possibile amare una persona così incondizionatamente?
Per quanto sia difficile crederlo, visto che per natura l’uomo è egoista, l’amore secondo me non può che essere incondizionato. L’amore è un sentimento incontrollabile, nasce e muore lasciandoci solo la possibilità di provarlo, e se siamo fortunati, di viverlo. E quando lo viviamo la sua pienezza è determinata proprio dalla possibilità di essere pienamente se stessi senza condizioni.
Perché hai deciso di trattare il tema della diversità ?
Quando ho iniziato a scrivere Chrysalis volevo solo immergermi in un mondo immaginario e provare a vestire i panni di personaggi che per me rappresentavano una realtà lontana. Volevo solo giocare con la fantasia. Ma poi ho scoperto che quel mondo mi dava la possibilità di descrivere uno dei sentimenti in cui credo di più, cioè quello dell’amicizia vera che va oltre le distanze, oltre le differenze, oltre il tempo. E far nascere un’amicizia tra, se vogliamo, mondo convenzionale e mondo non convenzionale, mi permetteva con pochi passi di giungere a spiegare in modo efficace la profondità del mio pensiero.
Hai presentato a Roma, al Circolo degli artisti, il tuo romanzo. Ci racconti questa esperienza?
La prima presentazione ha avuto luogo il 5 ottobre scorso presso il Circolo degli Artisti, ed è stato un evento meraviglioso. Con me non c’era solo l’editore ma un team di amici e conoscenti artisti che con la propria arte hanno dato vita a Chrysalis in diverse forme. Abbiamo proiettato il booktrailer, ideato e realizzato da Vincenzo Di Nuzzo, la serata è stata presentata e animata dalla scrittrice/presentatrice Daniela Viviano, e sono intervenuti alcuni attori della Compagnia Vulcano Metropolitano di Napoli per mettere in scena alcune parti del libro. Insomma, l’incontro con Chrysalis si è rivelato un incontro con l’arte e un’esplosione di arte in molte delle sue forme. Mi piacerebbe davvero che ogni presentazione diventasse un evento artistico.
Questa è la tua prima esperienza da scrittrice, quali difficoltà hai incontrato nel voler vedere pubblicato il tuo libro?
Purtroppo non è stato facile trovare un editore che venisse incontro alle mie esigenze, e, prima di pubblicarlo, Chrysalis è stato chiuso nel cassetto per molto tempo. Tutte le case editrici a cui negli anni scorsi l’ho sottoposto mi proponevano contratti impossibili da accettare a causa della loro onerosa richiesta di un contributo economico da parte dell’autore per la pubblicazione. Ed incontrare il dottor Liguori e la sua giovane Eiffel è stata davvero una sorpresa: quasi non riuscivo a credere che finalmente ci fosse una casa editrice piccola ed indipendente che avesse la volontà e il coraggio di credere in un giovane ed investire nel suo sogno. In questo caso il mio.
Perché hai deciso di presentare il tuo libro anche attraverso il booktrailer?
Oggi sono le immagini a rimanere più impresse. Andiamo così di fretta che ci fermiamo pochissimo tempo a goderci le cose. Ed è come se per essere incuriositi aspettiamo che le novità vengano da noi. Il booktrailer trasforma in immagini alcuni tratti del libro. Diventa un mezzo capace di diffondere con maggiore immediatezza il messaggio che può catturare l’attenzione del potenziale lettore. Diventa quindi un mezzo adatto ad una scrittrice ancora sconosciuta come me di portare all’attenzione generale in modo immediato il suo prodotto.
Le prossime presentazioni dove avverranno?
Per ora presenteremo Chrysalis il 9 novembre a Capua presso l’Ex Libris. Vogliamo fare prima un tour campano del libro, farci conoscere nel nostro territorio. Infatti contiamo di organizzare presto altre presentazioni a Caserta, Napoli, Salerno e Benevento. Poi passeremo alla volta del resto d’Italia.
Dove possiamo trovare il tuo libro, e dove possiamo vedere il booktrailer?
I punti vendita dove è possibile acquistare il libro sono alla pagina delle distribuzioni del sito Edizioni Eiffel mentre il booktrailer è visibile su internet su alcuni social networks o blogs (come http://vids.myspace.com/index.cfm?fuseaction=vids.individual&VideoID=44329145 oppure http://ilbattelloebbro.spaces.live.com/blog/cns!CF68CE42524480AA!791.entry ) e su youtube.
