Caserta, eseguite dalle Fiamme Gialle quattro arresti e sequestrata la Costruzioni Generali

CASERTA – Nella giornata odierna, a conclusione di indagini di polizia giudiziaria coordinate dalla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere – Sez. Reati Finanziari e Societari, il Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Caserta ha eseguito quattro misure cautelari personali emesse dal G.I.P. del Tribunale, nei confronti di:

Sorrentino Antonio e Uliano Pietro, per i reati di bancarotta fraudolenta patrimoniale aggravata e di bancarotta documentale inerente la legge fallimentare.

Migliaccio Giustino e Pezone Saverio, per i reati di bancarotta patrimoniale aggravata anche loro inerente la legge fallimentare, mentre per altri tre indagati, la magistratura sta procedendo a piede libero.

È stato, altresì, disposto il sequestro preventivo della società Costruzioni Generali S.r.l. per un valore di 4,5 milioni di euro, corrispondente all’entità del patrimonio distratto.

Le suddette ordinanze sono state eseguite, nelle province di Napoli, Caserta, Ravenna e Rimini, a seguito di articolate indagini che hanno consentito di accertare plurimi fatti di bancarotta fraudolenta patrimoniale, posti in essere prima del fallimento e durante lo stato di decozione della Case Preziose S.r.l., da parte dell’amministratore della fallita, Uliano Pietro, già dipendente della medesima società, e di Sorrentino Antonio, socio e dominus dell’operazione.

Attraverso simulati atti societari, gli autori della bancarotta cedevano il ramo d’azienda ed i principali asset della fallita, in favore della Costruzioni Generali S.r.l., soggetto economico all’uopo costituito ed amministrato da Migliaccio Giustino, lasciando la società Case Preziose come una “scatola vuota”. In particolare, è stato accertato che il citato ramo d’azienda della Case Preziose S.r.l. è stato ceduto alla Costruzioni Generali S.r.l., soggetto artatamente costituito solo tre mesi prima del trasferimento, per un prezzo fissato di circa 350.839,00 euro, pagando solo 37.500,00 euro, a fronte di un valore di avviamento stimato dall’Agenzia delle Entrate di circa 4,5 milioni di euro.

Il depauperamento della fallita veniva, inoltre, aggravato da ulteriori rilevanti distrazioni. Venivano, infatti, effettuati, a vantaggio della Edilizia Pe. Sa. S.r.l., amministrata da Pezone Saverio, pagamenti non spettanti per circa 1.000.000,00 di euro, senza che nessuna fattura o formale rapporto contrattuale li giustificasse. Una volta portato a termine il fine illecito, la società veniva messa in liquidazione e poi definitivamente sciolta.

Le descritte distrazioni patrimoniali venivano celate dagli esponenti della Case Preziose S.r.l. attraverso un artificioso impianto contabile del tutto inadeguato a rendere possibile la ricostruzione a posteriori delle operazioni societarie compiute e dei pagamenti preferenziali operati, tanto da integrare anche la fattispecie di bancarotta fraudolenta documentale.