CASERTA – San Valentino viene venerato come Patrono dei fidanzati, anche se tale tradizione non è del tutto suffragata storicamente. Il problema di un fidanzamento in vista delle nozze rimane. Il fidanzamento è un tempo di discernimento reciproco ove l’elemento razionale dovrebbe prevalere su quello improvviso e passionale.
Molte incomprensioni si manifestano dopo le nozze, e per queste sbiadisce spesso l’essenzialità della coppia e la responsabilità personale, tutti assorbiti dai convenevoli, dall’immagine che si vuole a tutti i costi principesca, non poche volte esageratamente spendacciona. Resta quello che oggi potrebbe essere definito come un dilemma: c’è ancora una differenza tra l’essere fidanzati e lo stato coniugale? E qual’è la cifra che sintetizza tale differenza? Lasciamo da parte “il tempo passato” per navigare, anche se brevemente, nel presente. Un matrimonio non solo costa, ma molto spesso pone tutta una serie di dubbi sulla futura necessitante economia cui una nuova famiglia deve far fronte.Poi c’è il problema dell’amore di coppia che oggi più che mai è soggetta all’usura del tempo. La crisi della coppia non è un’invenzione giornalistica. A tutto ciò si aggiunge la crisi generale entro la quale nulla è certo e tutto si fa aleatorio.
Non ultimo problema il diffondersi di una cultura della superficialità alimentata non solo da una casistica sempre più generalizzata dei fallimenti matrimoniali, ma propagandata da più parti come modello di libertà da conquistare rispetto a quando la famiglia si manteneva stabile cellula sociale, costi quel che costi Si aggiunga a ciò una convinzione diffusa che identifica la sessualità come carattere ontologico del soggetto umano con la necessità impellente e fisiologica di doverla praticare. Scompare la libertà umana e si fa largo spazio all’istintualità passionale. Va ribadito con chiarezza che il fidanzamento è tempo di discernimento, bisognoso di ripensamento ove la forma dubitativa è preferibile a quella della immediata certezza.
Ciò che oggi, se mai all’età appena post-puberale, appare come oro, in età adulta si manifesta non poche volte come ferro vecchio.Bisogna recuperare in pieno la soggettività dell’essere umano che progetta il suo futuro,si sceglie accogliendo e arricchendosi dell’altrui umanità, conscio della creatività di cui è dotato e responsabile delle decisioni che pone. Non valgono soluzioni tese a rendere esclusivamente facile e piacevole l’impulso naturale, svincolato da una saggia e profetica visione della coppia. Allora ci si affatica a dimostrare la fondatezza della convivenza, o delle alternative coniugali come le coppie di fatto, o una libertà priva di scrupoli, o ad approntare da parte di alcune Municipalità i parcheggi dell’amore ove appartarsi indisturbati. Il sogno dell’amore diventa pura fantasia letteraria se non si coniuga alla realtà dell’immediato futuro. Una famiglia felice di caricarsi l’uno dell’altro, disponibile al sacrificio e al dono generoso, amati e amanti tra corpo e spirito. La felicità si conquista nel dono, non derubandosi a vicenda di quanto piace per poi scappare quando lo sfizio finisce.
Sia il fidanzamento che il matrimonio cui ci si ispira sono ambedue cuna cosa molto seria. Mentre il primo invoca un tempo adeguato a riconoscersi nell’altro come l’ideale compagnia richiede, il secondo carica la coppia delle responsabilità richiesta dalle scelte e decisioni. Non è una condanna a dover tirare il carro sudando le sette camicie, ma a gioire dei risultati che un vero amore crea.Proprio per questo un fidanzamento non coincide con lo stato coniugale, ma vi si ispira conscio della grandezza del compito cui si destina. Per questo il fidanzamento non gioca con l’amore usa e getta, ma vi dialoga rispettoso del futuro che non è ancora deciso, ma che bussa alla porta del cuore oltre che della mente, saper attendere il tempo è signore, sempre!
