CASERTA – Playoffs in apnea per le quattro squadre rimaste a contendersi un posto in serie A. Come era facilmente prevedibile, gara uno è stata combattutissima sia a Caserta che a Reggio Emilia, dove Jesi ha messo un mattoncino importantissimo per l’accesso in finale. Dal Palamaggiò siamo usciti con sensazioni contrastanti, ma a mente fredda è possibile fare un’analisi più dettagliata della gara. Intanto, sgombriamo il campo da equivoci; in semifinale playoffs c’è da sputar sangue ad ogni sfida, e l’illusione di partite facili e in discesa è meglio dimenticarla.
IL FILM DI DOMENICA
Detto questo, abbiamo rivisto a tratti la Pepsi che spaventa i tifosi, quella delle amnesie, delle palle regalate agli avversari, della difesa molle; argomenti sensibili sui quali la piazza in passato ha espresso il proprio malumore. Vederli di nuovo nella fase decisiva del campionato, getta la tifoseria nel panico più totale. Ma queste sono le valutazioni di pancia, fatte a caldo, senza passare attraverso il filtro della testa. Non che si debba minimizzare i campanelli di allarme, ma sarebbe ingiusto ed ingeneroso esasperare l’allarmismo.
LA VERA SQUADRA
A distanza di qualche ora, preferiamo mettere l’accento sull’aspetto mentale della squadra, capace di vincere partite (questa, ma anche le due casalinghe contro Rimini) che per come si erano messe, erano più facili da perdere che da vincere. In regular season, la truppa di Frates si è spesso sciolta di fronte a difficoltà tecniche, senza trovare reazioni tecniche e mentali. Atteggiamento totalmente diverso invece in queste ultime uscite, in cui ad ogni difficoltà è corrisposta una reazione di tecnica e di orgoglio.
Se sommiamo i due momenti di crisi registrati contro Soresina (il 2-16 iniziale e lo 0-14 della rimonta finale), possiamo dire che, se è vero che in 6-7 minuti abbiamo perso 28 punti, è altrettanto vero, che per 34 minuti abbiamo dominato la Vanoli, e vincere subendo due parziali del genere nella stessa partita, non è impresa facile, soprattutto quando si ha quasi tutto da perdere.
GARA DUE
Per gara due, Cioppi e Frates staranno febbrilmente cercando rimedi alle difficoltà avuto nella prima sfida. I bianconeri devono provare a recuperare Diaz, penalizzato forse dalla caviglia mal messa, ma anche da una lettura di gioco sbagliata in attacco. Childress sembra aver trovato le contromisure alla difesa adattata su di lui, e se Frosini troverà un rimedio al sudore che gli ha fatto scivolare di mano i tanti assist del prof, per Soresina ci sarà un problema in più da risolvere. La difesa casertana è stata eccellente contro Lollis, quasi mai trovato nei pick and roll, e diligente contro il pacchetto lunghi di Cioppi, che hanno inciso ben poco, soccombendo anche a rimbalzo.
Decisamente rivedibile il tentativo di zona alla fine, che ha contribuito alla rimonta pazzesca dell’ultimo quarto, ma anche la difesa di Diaz su Reynolds non è stata all’altezza, ma in questo caso siamo convinti che la caviglia del portoricano abbia un ruolo non secondario. Sarà un’altra serata di tattica e sudore, di gioco a scacchi tra le panchine e sgomitate nell’area, perché vincere è sempre una somma di testa e cuore. I ragazzi in bianconero hanno dimostrato di volere con tutte le loro forze questa vittoria, e lo si vede dagli sguardi, dai “five†scambiati in campo, dall’abbraccio di Childress a Frosini dopo l’ennesima “saponetta†finita a fondo campo.
IL PUBBLICO DEL PALAMAGGIO’
Il pubblico sembra aver assimilato tutto questo, e l’incoraggiamento è continuo, ed anche più alto quando le cose si mettono male. Ed allora continuiamo così, insieme per un sogno grande quanto una città e lungo quasi vent’anni.
