Capua, Autunno Musicale: grande successo per i musicisti Maurizio Baglini e Silvia Chiesa

CAPUA –  Va in scena l’ennesimo appuntamento dell’autunno musicale 2011, rassegna musicale a cura del maestro Cascio e dell’associazione Anna Iervolino, che come ogni anno in autunno porta in terra di lavoro la grande musica.
Interpreti della serata del 13 novembre a Palazzo Fazio di Capua, il pianista Maurizio Baglini, premiato al concorso Busoni e Chopin e vincitore a soli ventiquattro anni del World Music Piano Master di Montecarlo, e la violoncellista Silvia Chiesa, che ha al suo attivo numerose collaborazioni con le più prestigiose rassegne musicali mondiali.
Che non sarebbe stata una serata come le altre si respirava nell’aria già prima dell’inizio, infatti la presenza di Baglini ha attirato numerosi ammiratori del maestro che già l’anno scorso l’avevano potuto godere nell’integrale degli studi di Chopin.
Nell’anno in cui decorre il bicentenario della nascita di Franz Liszt non potevano mancare dediche al compositore ungherese. Si parte con l’elegia n°1, la romance oublièe e la lugubre gondola per pianoforte e violoncello, composizioni tarde di Liszt, dove, abbandonato il virtuosismo che l’aveva reso una vera e propria leggenda in tutta Europa, vengono esplorate altre soluzioni musicali, quasi essenziali. I cromatismi del violoncello sono sostenuti da una sottile cornice pianistica quasi ad affiancare la musica di Richard Wagner e ad anticipare esiti stilistici del primo novecento.
Dopo aver ascoltato Liszt si passa a Franz Schubert con sonata in la minore D 821 originariamente per fortepiano e per arpeggione, strumento a sei corde ibrido tra una chitarra e un violoncello inventato da Johann Georg Staufer nel1823. Questa sonata commissionata all’autore da Vinzenz Schuster ha comunque lasciato intatto il suo fascino sebbene lo strumento per cui era stata composta era ormai caduto in disuso, esistono molte versioni sia per violoncello che per viola e per violino. Qui sono le capacità tecniche di Silvia Chiesa a tenere col fiato sospeso la platea.

 

La prima parte del concerto si chiude poi con la sonata in sol minore op.19 di Sergej Rachmaninov, divisa in quattro movimenti, una sorta di “sinfonia concertante tra i due strumenti” come la definisce lo stesso Baglini la sonata ha in se tutto il repertorio del compositore russo, si va dalla tecnica estrema del primo e del secondo movimento al cantabile eccezionale del terzo che ricorda altre composizioni dello stesso Rachmaninov come la celeberrima Vocalise per piano e voce. L’interpretazione di questa sonata merita una menzione particolare, Baglini e Chiesa hanno creato un’atmosfera unica, la platea era completamente assorta nell’ascolto e nel gesto dei due musicisti per poi esplodere alla fine del quarto movimento in un lungo e meritato applauso come liberazione da una estrema e positiva tensione musicale ed emotiva che aveva riempito la sala di Palazzo Fazio.

Dopo un piccolo intervallo si passa alla seconda parte della serata, dedicata al piano solo. Si inizia con le più conosciute e celebri composizioni di Liszt, ovvero i sei grandi studi dai capricci di Nicolò Paganini, opera che il compositore ungherese redige in ben trent’anni apportando continue modifiche al testo. Liszt non fu il solo a restare incantato dall’arte del compositore Genovese, esistono variazioni sui temi dei capricci ad esempio quelle di Brahms e Rachmanov, sebbene il rapporto che intercorre tra il compositore Genovese e Liszt sia molto stretto, fu infatti l’assistere ad un concerto di Paganini che cambiò l’idea di pianoforte e di musica dell’ungherese, da allora il virtuosismo fu accompagnato dal gesto plateale e dall’esaltazione della teatralità.

Baglini anche in questa occasione da saggio di grande padronanza dello strumento e soprattutto suona con eccezionale trasporto.
Come da programma segue quadri di un’esposizione di Musorgskij opera pianistica dedicata ad una mostra postuma allestita a Mosca nel 1874 con le opere di Hartmann, architetto morto un anno prima e al quale Musorgskij era legato da un profondo sentimento di amicizia. La composizione ha avuto un grande successo negli anni anche grazie alle orchestrazioni di Ravel e Rimskij-Korsacov. In quest’ opera il compositore ha voluto descrivere in musica la visita a questa esposizione. Interessantissimo il progetto multimediale in cui è coinvolto Baglini con l’aiuto del web designer Giuseppe Andrea L’Abbate visibile sul sito www.webpiano.it, dove è ricreata virtualmente la visita a questa esposizione. Anche qui Baglini riesce a catturare l’immaginazione del pubblico con un’esecuzione magistrale, che alla fine con un lungo e meritato applauso chiede il bis, cosi la lunga serata dedicata alla grande musica si conclude con fandango di Scarlatti. Il maestro Baglini ha dimostrato laddove fosse necessario, di essere un interprete importante, ma anche un uomo di una profonda cultura capace di catturare l’attenzione della platea non solo davanti alla tastiera del suo pianoforte, ma anche con le parole legate alla presentazione dei brani di li a poco eseguiti.
Un plauso va senza ombra di dubbio all’organizzazione dell’autunno musicale che ogni anno riesce a portare nella provincia di Caserta la grande musica e grandi interpreti.