CASERTA – In questo tempo feriale, di riposo, dove il clima di vacanza si avverte sempre di più, tanti sono quelli che partono per il sospirato “riposo” per raggiungere i più importanti e prestigiosi luoghi di villeggiatura, mare, montagna, laghi ed altro, invece ci sono famiglie che non conoscono neppure il tempo di una vacanza che già devono pensare al prossimo autunno che si avvicina, in quanto devono fare i conti con il proprio quotidiano: iscrivere i figli a scuola, comprare tutto l’ occorrente, i libri carissimi e tante altre cose, per non parlare di chi deve iscrivere uno o due figli all’ università dopo che hanno conseguito il diploma di maturità.
La nostra non vuole essere una inchiesta su quanto si spenderà per mandare i propri figli a scuola o all’ università, ma vuole essere un modo semplice di colloquiare con queste famiglie che non hanno la possibilità di essere ascoltate o quanto meno far sentire qualche volta la propria voce, il loro modo di vivere in questa società che sta emarginando sempre di più la famiglia, abbandonandola a se stessa con tutti i problemi e disagi che comporta.
Pasquale e Antonella sono marito e moglie da circa venti anni, con due figli da provvedere e mantenere, abbiamo posto loro alcune domande.
Come riuscite a portare avanti il vostro sistema famiglia, in una società che non guarda in faccia a nessuno?
Pasquale:
”Lavorando, fino a quando esiste il lavoro, cercando di non far mancare niente ai bisogni della famiglia che sono tanti. Ho un mio piccolo negozio che porto avanti con sacrifici e senza l’ aiuto di nessuno, perché con l’ attuale legislatura non è possibile avere un ragazzo o un aiutante che ti possa dare una mano in quanto siamo oggetti di controlli e sottoposti costantemente alla vigilanza sulle misure di sicurezza del lavoro. Forse invece di esasperare sempre noi piccoli negozianti sarebbe opportuno una equa distribuzione sul territorio rispetto a quello che fanno i grandi negozianti e i grandi distributori. Posso di essere quasi un fortunato, perché in questo sistema famiglia, sono collaborato da mia moglie Antonella, che ha un suo lavoro di commessa, che riesce a bilanciare tutto quelle che sono le spese che dobbiamo affrontare giorno per giorno.”
Antonella:
“E’ difficile oggi portare avanti una famiglia, sapere educare i figli, in una società che non ha più valori, allora ecco che i figli, sono trascinati in situazioni che non appartengono alla famiglia, la droga, il fumo, il bere e tante altre, ti mettono nella condizione di stare sempre in lotta per i figli e con i figli, perché questa società non educa più, noi genitori facciamo difficoltà ad inculcare ai figli i principi basilari della vita. Sono moglie e mamma, svolgo anche l’ attività di catechistica nella mia parrocchia, mi accorgo che non sempre i genitori sono partecipi delle aspettative dei figli. Viviamo le difficoltà delle famiglie allargate dovute ai divorzi e alle separazioni, per non parlare delle convivenze. Tutti problemi che ci devono interrogare, forse la colpa è anche nostra che ci definiamo cristiani. La famiglia ha bisogno di essere sostenuta ed incoraggiata, non va lasciata sola di fronte alle tante problematiche che quotidianamente si presentano”.
Come si può ovviare a questa situazione?
Antonella:
“E’ necessario trovare tutti la forza per dare nuovo vigore alla famiglia, da sola non può più affrontare i problemi connessi al sistema famiglia, anche l’ attuale crisi economica è stata interamente scaricata sulla famiglia e sui lavoratori. Bisogna sostenere la famiglia con nuove regole, dare garanzie che la mettono al riparo da una situazione economica che pesa sempre di più sul piccolo ed onesto lavoratore, non riusciamo andare più avanti con quello che si guadagna perché non basta, ci sono tantissime spese da affrontare, tanta che la famiglia finisce sempre con l’ indebitarsi di più, costretta a tener fronte solo a quelle che sono le spese giornaliere. Come mamma e donna lavoratrice faccio un discorso molto semplice, la società ha bisogna della famiglia perché è il luogo dove veramente esiste dialogo e confronto, dove si vive il sacrificio a dispetto di tutti quelli che si definiscono sociologici, politici ed esperti, devono venire solo per un giorno o magari per una settimana a vivere la famiglia. Le bollette ti assalgono non ti danno respiro, sempre più care, per non parlare di tutto quello che bisogna spendere per mandare avanti il “sistema famiglia”, ogni giorno subiamo aumenti indiscriminati in tutti i settori e nessuno leva un dito a favore della famiglia o del bilancio familiare, tutto questo non fa parte di una società civile equa e giusta. Il ricco non viene mai intaccato, il povero e onesto lavoratore deve pagare per tutti. I figli non lavorano, hanno le loro esigenze, le loro spese, come possono due genitore con un piccolo guadagno fronteggiare “un nemico” più grande, quando non ci sono le risorse”.
La famiglia è la prima scuola della vita che significato ha per voi genitori “educare alla pienezza della vita:
“E’ una domanda che ci siamo posti, anzi per la nostra esperienza che viviamo questa domanda rappresenta un poco il senso di quello che viviamo all’ interno del nostro nucleo familiare, è nel nostro interno che incomincia la vita, la storia di ogni componente, è il nostro ruolo di genitori, con la nostra autorevolezza il servizio affettuoso ai componenti più deboli, ai più piccoli, il reciproco aiuto nelle necessità della vita, e la disponibilità a saper accogliere gli anziani e gli ammalati non c’ è altro modo per educare alla pienezza della vita. Nella famiglia si sperimenta il servizio alla persona, aiutarla a crescere, in particolare i figli, aiutarli a sviluppare quella dimensione personale che porta a vivere la vita e la società con equilibrio e responsabilità”.
