
Piatti o opere d’arte?
Oggi, di blog, riviste e programmi televisivi che riguardano la cucina ce ne sono tantissimi. Quasi tutti, danno ricette e consigli per quelle casalinghe (e non) ormai stufe di reinventarsi, e che seguono a scia le parole di grandi chef.
Ma qualcuno ha mai parlato della vera gioia dello star dietro ai fornelli? E di quell’emozione di cui, nell’introduzione ai miei articoli, parlavo? Bene! È esattamente quello che intendo fare io.
La cucina è un’arte e in quanto tale bisogna spiegarne finemente, motivazioni e conseguenze che portano ad operarla.
Ebbene, signori miei, io la utilizzo come scappatoia dalla noia e voglia di fare del bene.
Che vuol dire?
Che quando guardo qualcuno assaporare ed approvare una mia pietanza mi sento una donna realizzata. Nulla di più semplice. Nessuna voglia di far carriera, denaro; nessuna grande aspirazione o presunzione. Bensì pura soddisfazione personale.
E proprio di questo parlavo con la mia già citata, nonna. Alla domanda : ”Cosa provavi a cucinare per tutta la ciurma?” (che intendiamoci, comprendeva ben sette persone, di cui tre marmocchietti), la risposta è stata immediata: “L’AMORE!”.
Ed ecco trovato un altro motivo, non meno importante, che porta le persone a cucinare.
Poi, avete mai riflettuto sulla bellezza dell’osservare la realizzazione di un piatto? Un po’ come guardare una tavolozza piena di colori separati, che poi, una volta mischiati professionalmente e artisticamente, ti danno la Monnalisa, o la Notte Stellata.
Perfettamente, stesso procedimento per il mio spezzatino funghi e limone. C’è il rosa dell’arista, molto intenso; le sfumature marroni dei funghi; il giallo fresco del limone e quello più spento delle patate; il rosso passionale della salsa al pomodoro. A fine cottura, in quella padella concava color dell’argento, tutto risulterà di un beige scuro, dal sapore sopraffino (casomai, dopo vi allego la ricetta).
Comunque è esattamente questo che intendo quando parlo d’arte. La bravura e la mano certa nel saper abbinare colori e sapori e averne come risultato, un quadro che ti riempie gli occhi, o un piatto che ti riempie lo stomaco.
Che poi diciamocelo, ad essere soddisfatto, dopo un bel piatto, è anche e soprattutto chi lo gusta. Ma questa è un’altra storia.
In ogni caso, che sia l’amore, la noia, la trasgressione (vi sono molti saggi che paragonano l’erotismo vero e proprio, alla cucina), o qualsiasi altro motivo, per chi è amante della cucina, senza differenze tra ghiottoni e cuochi, ad ogni boccone è l’anima a riempirsi più di tutto. E comunque pezzo per pezzo, piatto per piatto, alzati da tavola, siam pieni di qualcosa. Di gioia, di senso di colpa, di ubriachezza. Sempre pienezza è!
Detto ciò, consiglierei alle giovani ed alle esperte cuoche, di aggiungere anche solo un ingrediente abbinato alla pietanza. A mo’ di firma.
Se Claude Monet non lo avesse fatto (intendo firmare le sue opere), sarebbe stato un impressionista qualsiasi. Un bravo impressionista, ma uno dei tanti, non il “padre dell’impressionismo”, il “più impressionista di tutti”.
Come promesso, eccovi la ricetta:
Spezzatino Funghi e limone

Ingredienti:
700g di Arista (chiedete il più tenero che hanno)
Una cipolla di media grandezza
Mezzo dado vegetale
Due cucchiai di salsa al pomodoro
Olio q.b.
Sale q.b.
Circa 5 patate
Un bicchiere di vino bianco
Prezzemolo
Funghi (congelati o freschi)
Buccia grattugiata di mezzo limone
Un pezzo d’aglio
Preparazione:
In un pentolino ponete acqua, prezzemolo, il pezzo d’aglio, un paio di cucchiai d’olio. Quando l’acqua bolle, aggiungete il mezzo dado, sale e funghi. Lasciate cuocere per un quarto d’ora circa, finché l’acqua non si sarà asciugata almeno per metà.
In un’altra pentola, mettete mezza cipolla tritata, circa mezzo bicchiere d’acqua e olio. Lasciate appassire la cipolla, ed una volta ammorbidita a dovere, mettete mezzo bicchiere di vino bianco. Poi aggiungete l’arista e lasciatelo cuocere in tutti i lati.
Nel frattempo, in una padella soffriggete l’altra metà della cipolla, togliete l’arista dalla pentola e giratelo, nella padella su tutti i lati. Una volta diventato di colore più scuro, toglietelo dalla padella e tagliatelo a pezzi, lasciandolo in un piatto. Nel mentre, nella pentola dove avete fatto appassire la cipolla aggiungete le patate tagliate a pezzetti e aggiungete un po’ d’acqua dei funghi e i due cucchiai di salsa.
A metà cottura, rimettete i pezzetti di carne nella pentola, aggiungete tutta l’acqua dei funghi, e il restante vino. Lasciate cuocere a fuoco medio, fino a che non si è asciugato un po’ il liquido. Girare.
A questo punto, aggiungete un paio di cucchiai di farina, per far diventare il tutto più denso, e la buccia grattugiata del limone. Ancora qualche minuto di cottura,e siete pronti a gustare il vostro spezzatino.
A piacere potete aggiungere, nel padellino dei funghi, durante la cottura, qualche pezzetto di pancetta.
Per questa mia ricetta la firma è stata proprio la buccia di limone. Bon appètit!
