MADDALONI (Caserta) – I nostri lettori conoscono il ciclista Alberto Marzaioli per aver letto notevoli e numerosi contributi sulla sua figura.
Alberto è stato ricordato come simbolo delle due ruote della città delle due torri[1], su cui è stata tanta l’abnegazione di papà Domenico[2], oltre che in vita, già a pochi mesi dalla Nascita al Cielo, infatti, nel luglio 2016 è già completa la raccolta di firme della cittadinanza[3] per la dedicazione di una arteria stradale allo sportivo che sarà fatta propria dall’amministrazione del sindaco Rosa De Lucia al fine di completarne l’iter normativo[4].

Giro d’Italia 1962 10^ tappa Chieti/Fano volata finale 1° Tonucci, 2° Bruni, 3° Marzaioli.
Nel frattempo, ad onor del vero, con una interessantissima testimonianza di Amedeo Marzaioli[5] sul lega della famiglia del ciclista e don Salvatore d’Angelo veniva meglio definita e scanditi i momenti della vita del ciclista Alberto Marzaioli[6].
Ad Alberto Marzaioli dunque viene destinata per essere dedicata allo sportivo l’arteria cittadina, detta “vicolo degli artisti” che, come passaggio pedonale, mette in comunicazione via Capillo con il Corso I° Ottobre a Maddaloni e presso lo stesso luogo il 19 settembre 2016 si è tenuto un interessantissimo Caffè Letterario[7].
In questi mesi si era in attesa della conclusione dell’iter burocratico che ha visto il suo esito con la riunione che si è tenuto lo scorso giovedì 19 gennaio 2017 presso il Comune di Maddaloni dove il Commissario Prefettizio, dott. Samuele De Lucia, ha convocato ed incontrato i fratelli di Alberto Marzaioli Amedeo e Luigi, accompagnati dal dirigente ciclistico Angelo Letizia. Nel corso della riunione agli invitati è stato notificato il decreto del Prefetto di Caserta del 12 gennaio 2017 con il quale il Comune di Maddaloni è autorizzato ad intitolare l’area sita tra Via Capillo e Corso I Ottobre con la denominazione “Vicolo Alberto Marzaioli – ciclista”, il tutto come da deliberazione commissariale n. 173 del 25 ottobre 2016 previo il parere favorevole espresso in merito dalla Società di Storia Patria di Terra di Lavoro. Tra i presenti vi era anche il funzionario delegato Mario Riviezzo.
Sappiamo che l’incontro del 19 gennaio si è svolto in un clima di reciproca soddisfazione per il felice esito della pratica e per l’occasione sono stati già valutati alcuni aspetti circa la data e il programma di svolgimento della cerimonia di intitolazione.

Con l’occasione Marzaioli, a nome della famiglia Marzaioli e degli sportivi maddalonesi, ha esternato i più vivi e sentiti ringraziamenti al Commissario Prefettizio, dott. Samuele De Lucia, per la determinazione con la quale ha seguito il complesso iter burocratico della istanza a suo tempo riproposta dai familiari del compianto ex ciclista Alberto Marzaioli suffragata, peraltro, dalle firme di ben 759 cittadini e sportivi a testimoniarne la “volontà popolare” della istanza stessa.
Intanto, i presenti si sono aggiornati a nuovo incontro, alla presenza anche dei figli del compianto Alberto, al momento essenti per motivi di famiglia, nel quale meglio definire la programmazione della inaugurazione.
M intanto ricordiamo alle giovani generazioni chi era Alberto Marzaioli.
Ebbene Alberto Marzaioli (Maddaloni, 19 settembre 1938 – Caserta, 13 febbraio 2014), nasce da Domenico e Maria Carapella è considerato il gregario di Bartali ed è un simbolo del Ciclismo di Terra di Lavoro.
Particolarmente nota la sua figura anche in relazione all’intreccio del suo esordio grazie alla collaborazione di don Salvatore d’Angelo e del suo Villaggio dei Ragazzi, frutto dell’amicizia di Domenico Marzaioli, compagno di partito del sacerdote, ed il sacerdote don Salvatore d’Angelo stesso e restituzione morale, prima ancora che economica, della prestazione professionale di papà Domenico nei confronti dell’equipaggiamento di biciclette della Casa del Fanciullo/Villaggio dei Ragazzi.
Alberto sarà in pista con la bici dal 1953 su insistenza del papà Domenico, certo la fatica fu tanta prima di avere dei discreti risultati, grazie anche all’apporto e consulenza del prof. Francesco Angioni ed ai suoi validi consigli. Si dovette, infatti, accontentare del sesto posto da esordiente nella sua prima gara. Già nel 1955 si iniziano a riscontrare i primi miglioramenti e piazzamenti e nel 1958, nel suo primo anno da dilettante, inizia ad incuriosire gli addetti ai lavori favorendone le prime considerazioni così da crearne un seguito e quindi inizia la popolarità dei seguaci alle sue competizioni.

Foto gentilmente concessa da Amedeo Marziaioli: figurina del 1961 .
Come ricordano dei testimoni e confermano anche dagli ambienti familiari in questo periodo la partecipazione di Alberto a qualche manifestazione è corredata dall’organizzazione di carovane di persone al seguito delle sue tappe.
Nel 1957 passò nelle file della Internaples di Vincenzo Milano ed ebbe modo di partecipare alle date in calendario di interesse nazionale così da meritarsi una discreta considerazione da parte dei tecnici. In questo periodo Alberto inizia a diventare un idolo per gli sportivi e la cittadinanza. Con tanti sacrifici riuscì, pian piano, ad entrare nella rosa degli atleti quotati, considerato uno dei migliori.
Dalle cronache di quegli anni sappiamo che ebbe, tra il 1953, ovvero dal suo esordio, al 1960, ovvero il periodo della sua reale affermazione nazionale, ad affermarsi in oltre 50 vittorie. Sappiamo, ad esempio, che fu campione campano su strada nel ’58 e ’60, campione campano velocità su pista nel ’59, primo al Giro della Sila a Tappe, terzo nel Giro della Provincia di Salemo a Tappe, secondo nel campionato italiano dilettanti a Messina nel ’58, azzurro della strada per i mondiali di Zandwoort nel ’59 (come riserva in patria) e P.O. per le Olimpiadi di Roma del 1960.

Foto gentilmente concessa da Amedeo Marziaioli: Squadra ciclistica della US Internaples 1958 da sin. a dx Alberto Marzaioli, Antonio Volpe, Ventriglia, Domenico Milano (che sposerà Caterina Marzaioli sorella di Alberto), Vittorio La Porta e Angelo Damiano (che vincerà l’oro alle Olimpiadi di Tokio del 1964 nella velocità tandem su pista in coppia con Bianchetto).
Partecipò a tre edizioni del Giro d’Italia dal ‘62 al ‘64, ed ottenne inoltre un ottavo posto finale al Tour de Suisse ‘63, nel quale chiuse al secondo posto la quinta tappa con arrivo a Les Diablerets.

Foto gentilmente concessa da Amedeo Marziaioli: Squadra S. Pellegrino del 1961.

Foto gentilmente concessa da Amedeo Marziaioli: Squadra San Pellegrino 1963.
Alla dipartita dello stesso fu scritto che lui con Luigi Mele e Mario Acconcia, formò il trio che portò Caserta, con il suo amore sconfinato per il ciclismo, nei primi anni ‘60, al palcoscenico del professionismo. Il primo quinquennio di attività Alberto lo ebbe nella San Pellegrino di Gino Bartali (che fece ospitare in ritiro a Maddaloni), poi con la Cite, poi la Firte ed infine con la Ignis (dal 1965).

Foto gentilmente concessa da Amedeo Marziaioli: Alberto in tuta “Italia”, a Castrocaro Terme, per i mondiali dilettanti di Zandwoort 1959 eper le Olimpiadi di Roma 1960, assieme al compagno di nazionale Pifferi


Foto gentilmente concesse da Amedeo Marziaioli: Giro d’Italia 1962 .



Foto gentilmente concesse da Amedeo Marziaioli: Squadra CITE anno 1964.
Marzaioli ottenne svariati piazzamenti d’onore, come il 3° posto a Fano del Giro ‘62, dietro Tonucci e Bruni, ed analogamente a Trofeo Cougnet ‘63, a Ceprano. Ma di lui, di quell’atleta asciutto e potente, orgoglio della dinasta maddalonese dei Marzaioli, dal padre Domenico al fratello Amedeo, va ricordato altresì il primato, in tandem con Mele, nell’ essere stato il primo casertano a correre, e portare a termine la Sanremo nel ‘64. A lui di deve il primato di essere l’unico dei ciclisti casertani, ed il primo in assoluto dei campani, a partire, a ad arrivare al traguardo, in una Parigi-Roubaix, la tremenda corsa del pavè, nel ‘61.

In questa foto la squadra della “S. Pellegrino” è ospite nel Villaggio dei Ragazzi, siamo nel mese di marzo del 1961, in vista della partecipazione al Giro di Campania. Nella foto troviamo, da sinistra verso destra: Porteri, Fezzardi, La Cioppa, Della Torre (Direttore Tecnico), don Salvatore, Bartali (Direttore Sportivo), il Rag. De Maria, Fontana, il massaggiatore Chiappa (si intravede alle spalle di Fontana), Venturini, Marzaioli. L’occasione della visita e della lunga amicizia scaturita fu frutto dell’inventiva e della capacità organizzativa di Domenico Marzaioli che qualche giorno prima era andato da don Salvatore d’Angelo a chiedere di ospitare la squadra e questi mando anche il pulman per andarli a prelevare.

Questa foto probabilmente è la più bella e significativa della visita della “S: Pellegrino” a Maddaloni. In essa troviamo, da sinistra verso destra: Domenico Marzaioli, il sig. Barbarisi, il signor Loreto (l’autista del pullman), il rag. De Maria, Porteri, Della Torre (Dir. Tecnico), Fezzardi, Venturini, Bono, Alberto Marzaioli , La Cioppa, Michele Roberti. Mentre piegato sulle gambe c’è Vittorio Chiappa, il massaggiatore. Accosciati, sempre da sinistra verso destra: il sig. Vittoria (‘u ricciulillo), Michele Macaluso, Salvatore D’Agati con il figlio, un accompagnatore della squadra ovvero il meccanico Marco Aurelio. Come si nota da questa foto la “S. Pellegrino” venne prelevata a Roma al termine della gara a tappe Mentone/Roma per essere accompagnata a Maddaloni ospite del Villaggio dei Ragazzi in vista della partecipazione al Giro di Campania.
Rino Negri (storico giornalista de Gazzetta dello Sport), lo ha descritto marcantonio di 80 chili. Marzaioli ha pedalato per migliaia e migliaia di chilometri sulle strade del mondo, ha scalato le salite mitiche del Giro d’Italia, del Giro della Svizzera e della Catalogna, ha concluso gare infernali come la classica del Nord la Parigi/Roubaix e poi la Parigi/Bruxelles, Milano/Sanremo, Parigi/Nizza, la 4 Giorni di Dunkerque.
Alberto Marzaioli piaceva molto a Gino Bartali, che a suo dire era un buon passista – scalatore con ottime doti di recupero adatte per le corse a tappe. Divenne uno dei gregari più bravi del ciclismo italiano anni ‘60, i tecnici di allora lo definirono il ciclista più interessante, stilisticamente e tatticamente, che il sud aveva espresso dagli inizi del ‘900.
Questo era Alberto Marzaioli il ciclista maddalonese, che per cinque anni, dal ‘61 al ‘65 (Negli anni in cui la stampa nazionale si interessò particolarmente di Alberto Marzaioli la sua attività si svolse nelle seguenti Squadre: 1961 “San Pellegrino”, 1962 “San Pellegrino”, 1963 “San Pellegrino – Firte”, 1964 “C.I.T.E. (Italia)” e 1965 “Ignis”), entrò nell’elite del ciclismo mondiale dopo aver ottenuto da dilettante vittorie in ogni angolo della Campania e d’Italia tali da meritarsi (come accennato sopra) la convocazione nella squadra azzurra per i mondiali di Zandwoort in Olanda del ‘59 e per le Olimpiadi di Roma del ‘60. Memorabili i duelli con il recalese Mario Acconcia, nemico in gara e amico fuori corsa, che gli contrastava il primato della popolarità. Su ogni gara botte da orbi tra le opposte fazioni di tifosi, si arrivò al punto che la Federazione Ciclistica minacciò la loro sospensione dall’attività.
A livello di istruzione Alberto frequenterà le scuole elementari dopo le quali aiuterà il papà Domenico nella gestione della bottega di cicli in Via Bixio dove maturerà la sua passione per il ciclismo.
Da dipendente dell’Ignis dal 1965, per volontà del patron Ignis Guido Borghi, presso lo stabilimento di Napoli comprenderà l’importanza della logistica, quale settore strategico del terziario ed anche con funzione dirigenziale maturerà competenze a riguardo. Farà tesoro di competenze ed esperienza per coinvolgere i figli (Domenico, Pasquale, Luigi e Americo) nella creazione di un gruppo societario in tal senso orientato.
Nel mentre il il Gran Premio di Ceprano nel 1965 lascerà l’agonismo attivo svolgendo la sua attività in modo dirigenziale e da qui facendosi fautore di molteplici realtà associative e societarie del ciclismo, come ad esempio il Pedale Maddalonese, il GS Crocco, il GS Antonio Papa ed ancora il Centro Giovanile di Ciclismo di Maddaloni che sarà la società ciclistica della famiglia Marzaioli. È innumerevole il numero di atleti che direttamente ed indirettamente avvierà al ciclismo integrando le file di associazioni e società sportive come la Ciclistica Maddalonese, la Polisportiva Montedecoro, il GS Della Valle, la Polisportiva Villaggio dei Ragazzi, il Velo Club Maddaloni, ed altre.
Nel 1985 é responsabile tecnico del comitato locale della cronometro Capua/Maddaloni, Giro d’Italia, del 29 maggio, prima presenza a Maddaloni del Giro della maglia Rosa. Come ricorda il fratello Amedeo, Alberto sarà sempre un riferimento importante quando spesso il “grande ciclismo” approda a Maddaloni.
Alberto nel 1964 conoscerà Maria Magno (Marcianise 4 agosto 1942) che il 2 giugno 1966 sarà sua moglie con il matrimonio celebratosi nella chiesa di San Giuliano a Marcianise. Dallo loro unione nasceranno 4 figli maschi (Domenico 23 aprile 1966, Pasquale 20 novembre 1967, Luigi 3 marzo 1972, Americo 15 aprile 1973). Tra le soddisfazioni che Alberto ha avuto va ricordato che il suo nome è citato su Wikipedia come personalità legata alla Città di Maddaloni e che una sua scheda biografica è presente in tutti i siti mondiali di ciclismo. Il carattere di Alberto nel tempo è stato sempre umile, riservato, generoso ma determinato mentre il suo aspetto fisico nel tempo non aveva mai risentito dei problemi legati a una infiammazione al fegato che ne aveva condizionato la carriera ciclistica.

Foto gentilmente di Carlo Scalera, concessa da Amedeo Marziaioli: Alberto Marzaioli 21 giugno 2013 con polo a righe alla sua ultima uscita in bicicletta per partecipare alla pedalata notturna in memoria di Franco Imposimato, nel 30° anniversario della scomparsa.
Soltanto nell’ultimo periodo della sua vita terrena si erano evidenziati i segni di una dura lotta con il “male del secolo”. In questo modo nel febbraio del 2014, il giorno 13, lo hanno visto, abbracciato e salutato i suoi cari familiari. L’ultimo saluto ci fu nella Parrocchiale di Santa Maria Madre della Chiesa, in via Padre Pio il 15 febbraio del 2014.
A questo punto non ci resta che aspettare le indicazioni per l’intitolazione della strada in onore di Alberto Marzaioli.
[1] Si veda Michele Schioppa, Maddaloni, Alberto ricordo di uno sportivo simbolo delle due ruote e della Famiglia Marzaioli in L’Eco di Caserta di Sabato 13 Febbraio 2016.
[2] Si veda Michele Schioppa, Maddaloni, Domenico Marzaioli il capostipite di una dinastia di sportivi in L’Eco di Caserta di Sabato 19 Novembre 2016 e Michele Schioppa, Maddaloni, 30 novembre 1987 – 30 novembre 2016: ricordiamo l’ispiratore di una dinastia di sportivi in L’Eco di Caserta di Martedì 29 Novembre 2016.
[3] Si veda Michele Schioppa, Maddaloni, avviata la raccolta di firme per intitolare una strada al ciclista Alberto Marzaioli in L’Eco di Caserta di Giovedì 16 Luglio 2015.
[4] SI veda Michele Schioppa, Maddaloni, l’amministrazione dedica una stradina ad Alberto Marzaioli: il gregario di Bartali in L’Eco di Caserta di Martedì 27 Ottobre 2015.
[5] Per un profilo biografico di Amedeo Marzaioli di veda Michele Schioppa, Amedeo Marzaioli in “Chi è?, VI Volume, Vitulazione 2016; ivi a firma di Michele Schioppa si veda Domenico Marzaioli, ed a firma di Michele Schioppa si veda Alberto Marzaioli in “Chi è?” Volume III, Vitulazio 2015.
[6] Si veda Michele Schioppa, Maddaloni, Ricordare don Salvatore d’Angelo … il ricordo di Amedeo Marzaioli in L’Eco di Caserta di Sabato 01 Agosto 2015.
[7] Si veda Michele Schioppa, Maddaloni, in ricordo di Alberto Marzaioli il Caffè letterario: una voce per la Maddaloni del futuro in L’Eco di Caserta di Mercoledì 07 Settembre 2016.
