Maddaloni, Antonio Bernardo compie 93 anni e si conferma pezzo di storia di Maddaloni e dei motori

MADDALONI (Caserta) – Quest’oggi Antonio Bernardo compie 93. Da tutti conosciuto per l’impegno sportivo, per la passione per la fotografia che ci ha lasciato testimonianze uniche per conoscere meglio il secolo scorso. Ma chi è Antonio Bernardo?

 

Antonio Bernardo, (Maddaloni 28 novembre del 1922) nasce in un parto gemellare con Vincenzo da Pasquale (Maddaloni 1 agosto 1896- 1 luglio 1967) e Maria  Sarracino (Maddaloni 11 dicembre 1893 – 21 marzo 1987).

La famiglia Bernardo è composta da papà Pasquale, mamma Maria Sarracino e dai figli Maria Grazia (Maddaloni 26 settembre 1920), Antonio e Vincenzo (Maddaloni 28 novembre 1922) ed Elisabetta (20 gennaio 1930).

I Bernardo a Maddaloni vivono sul corso I° Ottobre, e nella stessa arteria Pasquale aveva una Agenzia di Viaggi del circuito “Lloyd Triestino – Italia”, nella stessa città Antonio, dopo le scuole dell’obbligo presso l’Istituto “Settembrini” frequenterà l’avviamento professionale nel 1934…, qui influirà la passione per i motori inizia all’età di 8/9 anni… grazie al padre che all’epoca aveva un noleggio-rimessa di auto e gareggiava (ha partecipato alla Mille miglia nel 1933).

Era talmente intraprendente e al contempo appassionato di motori, come testimonia un aneddoto di famiglia, al punto tale che all’età di nove anni, all’insaputa del padre, prende una delle sue auto (una Balilla 3 marce) e, uscendo dal portone di casa, svolta verso la discesa del corso I ° Ottobre e indirizza l’auto proseguendo per la frazione maddalonese di Montedecoro, e qui, caso volle, fu fermato dalla polizia stradale di Benevento. Tutto si risolse grazie alla fortunata della presenza al fatto di una persona di Maddaloni, il quale, tra le altre cose, si preoccupò di accompagnarlo alla casa paterna con l’auto.

Tra gli aneddoti legati alla passione per i motori e alla sua intraprendenza si registra la testimonianza che nel 1949 partì con la sorella Maria Grazia con una Vespa 98 con sidecar non ufficiale montato sulla destra, alla volta di Lecco, percorrendo tantissimi chilometri su strade non agevoli. Più avanti dalle parole di Bernardo si approfondirà l’argomento.

Con la Vespa fu vincitore nelle gimkane Vespistiche: 1952 Telese Terme, 1953 Maddaloni, 1954 Piedimonte Matese, 1960 Avellino. Vincitore di ben 72 gimkane automobilistiche, e tante altre soddisfazioni gli hanno portato le due e le quattro ruote, in giro per l’Italia.

Altra passione di Antonio Bernardo è quella per la fotografia che inizierà a svilupparsi in lui all’età di 11 anni, anche questa ereditata dal padre ed in seguito rafforzata dall’allora fidanzato della sorella Elisabetta, quest’ultimo appassionato di fotografia.

Antonio Bernardo è un esponente della Cultura e promotore della identità (storico, archeologica, artistica, architettonica etc) maddalonese e questo suo impegno lo portò ad essere tra i soci fondatori del Gruppo Archeologico Calatino e della Pro–Loco di Maddaloni, associazioni alle quali ha partecipato attivamente per tantissimi anni.

Altre sue passioni sono state il pattinaggio ed  il volo, e per quest’ultimo negli anni ’60 ha frequentato un corso di volo all’Aeroporto di Capua dove ha conseguito il brevetto di pilota di 2° grado.

Nel tempo si passa dall’essere figlio di famiglia ad essere capo famiglia. Infatti, conosce Maria Otranto (Maddaloni 31 luglio 1925-1 luglio 1996) nell’agosto del 1940, convolando però a nozze il 16 febbraio 1953 nella Chiesa di Sant’Alfonso Maria de Liguori di Maddaloni e dalla cui unione nasceranno 5 figli: Maria (17 dicembre 1953), Pasquale (25 agosto 1955), Vincenzo (31 ottobre 1956), Grazia (1 dicembre 1959) ed Elisabetta (28 febbraio 1962).

Come più volte ripreso la grande passione di Antonio Bernardo sono le due ruote, tra i modelli la Vespa è al primo posto, passione che ha avuto la possibilità di far conciliare con la professione, infatti, era titolare di un officina, sviluppando i primi rapporti con le fabbriche i marchi ufficiali.

A Carlo Scalera, che gli ha dedicato uno speciale su Vespa Club Italia, Bernardo “ripete con fermezza che per fare il meccanico bisognava e bisogna avere innanzitutto una buona manualità, maneggiare con disinvoltura tutti i tipi di attrezzi ma non solo, avere praticità proprio nel saper usare bene le mani, secondo, avere una buona conoscenza tecnica, questa non la si imparava sui libri, si acquisisce guardando in silenzio, e lui senza fare domande”. Non a caso Bernardo stava per ore ad ammirare il lavoro del padre, un vero personaggio mitico, grande pilota di auto che nel 1933 partecipò alla storica “Mille Miglia” a bordo di una splendida Fiat 1500.

Per l’impegno profuso nella diffusione della Vespa, amata e osannata in tutto il mondo, Antonio Bernardo era uno dei pochi eletti ad essere invitato presso lo stabilimento di Pontedera per testare nuovi modelli e addirittura provarli sulla pista della Piaggio.

Antonio Bernardo è fondatore, con Luigi Caterino, del Vespa Club di Caserta, ed è considerato una fonte inesauribile delle conoscenze tecniche, di saggezza e professionalità, di passione autentica per la Vespa con la quale ha viaggiato in tutto il mondo partecipando ai vari raduni tra i quali lo storico “Giro dei 3 mari” svoltosi nel 1959.

Circa il passaggio da meccanico a pilota della vespa, Bernardo, ci testimonia, nello speciale al vespa Club Italia, che subito dopo la seconda guerra e con i primi risparmi, siamo nel 1946 (Antonio Bernardo ha svolto il servizio militare a Littoria -attuale Latina-, Rieti, Roma e Pratica di Mare nel 1940, ha partecipato alla Seconda Guerra Mondiale dal 1940  al 1945) acquista due vespe 98 di cilindrata, con cui inizia anche la sua esperienza di “latin lover”, infatti, lo stesso afferma che per via della vespa in quel territorio e in quel periodo lo fece diventare “un soggetto corteggiatissimo dalle giovanissime che la domenica facevano la fila per salire sulla mia vespa”.

Aggiungendo, “Fui subito affascinato dalla meccanica della vespa e sempre nell’officina di mio padre montai il primo sidecar artigianale, con una piccola differenza, ovvero il sidecar invece di montarlo a sinistra come lo collaudò la Piaggio lo montai a destra. Sul finire degli anni ‘40, con questo sidecar mi recai da Maddaloni a Lecco dove abitava mia sorella sposata, giunti a Lecco mio cognato subito si innamorò e si impossessò di questo stupendo mezzo, che mi fece ritornare a Maddaloni in treno”.

Un amore, quello per la Vespa, nato quasi per caso, infatti, lo stesso riferisce che “nasce perché recandomi a Napoli a comprare pezzi di ricambio per le auto e per i motocicli, conobbi il ragioniere Caterino Luigi che conoscendo la mia passione e la mia profonda competenza nei motori si trasferì a Caserta per aprire una concessionaria Piaggio e successivamente, costituimmo insieme, il primo Vespa Club della provincia di Caserta”. “Cominciarono, prosegue nella testimonianza della Vespa Club Italia, i primi raduni in Campania, a Napoli, a Pompei, ad Avellino e a Benevento. E su queste strade nacque un altro campione che oggi andrebbe ricordato per le sue tante vittorie, parlo di Topa Giacomo, vincitore di tante gare”.

“Partecipai a tantissimi raduni, gare etc., prosegue la testimonianza, con i colori del Vespa Club Caserta, incrociando i grandi del vespismo di allora, tra cui Giuseppe Cau, Cossentino, Topa, Colantuono e tantissimi altri che ora non ricordo, ottenendo tantissime soddisfazioni e portando in giro con tanti sacrifici il nome della mia terra. Ricordo che nel 1958 partecipai alla Caserta-Bari conosciuta come il Trofeo del Mezzogiorno, nel ‘59 partecipai al Giro dei tre Mari, organizzato dal Vespa Club d’Italia, fu voluto fortemente dal presidente del Vespa Club Caserta Luigi Caterino”.

Testimonianza, dunque, che si inserisce in quella aneddotica di Bernardo che ne fa testimone vivente del vespismo italiano. Tra le altre cose, Bernardo, in vista di questo appuntamento del ’59 racconta che un mese prima di quell’evento recandosi a Napoli con la sua vespa, in un fatale un momento di distrazione subì il furto della vespa. A tal punto il ragioniere Caterino, gli propose di acquistare la vespa di Giacomo Topa, da poco messa in vendita nella sua concessionaria, e quindi Bernardo partecipò con la vespa di Topa partecipò al Giro dei tre Mari e successivamente, con la stessa partecipò con il suo Club “al Raduno di Bassano del Grappa e tantissime altre manifestazioni, sempre con un spirito di gioia e di amore verso la vespa”.

Tra gli aneddoti si segnala una sua partecipazione ad una particolare selezione per conto della RAI che all’epoca trasmetteva il famoso programma “Campanile Sera” condotto da Enza Sampò, che tra l’altro si occupava di motori e prove-spettacolo in genere, ed una di queste doveva svolgersi tra Santa Maria Capua Vetere e Osimo. A questo punto l’Automobile Club di Caserta convocò numerosi “piloti” per scegliere poi l’unico che avrebbe partecipato. La prova da superare consisteva in test attitudinali all’Ospedale Militare di Caserta: concentrazione e prontezza di riflessi erano le parole d’ordine. Ebbene, tra lo stupore di tutti e, soprattutto dei più giovani, prevalse Antonio Bernardo.

Antonio Bernardo oggi è il presidente onorario del Vespa Club di Maddaloni e, nonostante la veneranda età, “non manca occasione per montare in vespa e farsi un giretto”, grazie anche alle opportunità offerte dal Vespa Club di Maddaloni e “non manca manifestazione che sale sul sidecar di d’Angelo per incontrare i tanti vespisti che in questo periodo lo vengono a trovare per stringergli la mano e scattare qualche foto ricordo, ma la sua grande soddisfazione oggi, gli piace ripetere, ci dice Scalera nella sua testimonianza, è di stare insieme nella grande famiglia del Vespa Club di Maddaloni per regalare a loro i suoi ammaestramenti”.

Il presente contributo fa parte della Pubblicazione “Chi è? 2015”, a firma dello scrivente, che pubblicata a cura della Editrice Dea Sport Onlus di Bellona, sarà presentata presso la sala consiliare di Bellona (Ce) sabato 5 dicembre 2015. Per le info biografiche, e la maggioranza dei contributi fotografici, si ringrazia Grazia Bernardo.