MADDALONI (Caserta) – I nostri lettori da tempo oramai hanno apprezzato le doti di studioso del prof. Antonio Pagliaro, riscontrando i suoi interventi di approfondimento anche in ricerche non direttamente condotte dal medesimo (a titolo esemplificativo si vedano Maddaloni, Francesco d’Orologio, il maresciallo appassionato e studioso della storia cittadina; Maddaloni, ricordo della belle époque della banda cittadina con il Maestro Antonio Grauso; Maddaloni, Antonio Tedesco: studioso della memoria e promotore della Cultura cittadina; Maddaloni, don Salvatore Izzo: il buon sacerdote ricordato a 40 anni dalla Nascita al Cielo).
Come ricorderà il lettore de L’Eco di Caserta, il prof. Antonio Pagliaro (per il cui profilo biografico si rimanda a Maddaloni, il Prof. Antonio Pagliaro una eccellenza della Città e cultore della sua Identità) è spesso oggetto di citazione per i molteplici impegni e collaborazioni, per lo più connesse al Convitto Nazionale Statale “Giordano Bruno” di Maddaloni, con le sue interessantissime scoperte storiche o ricostruzioni biografiche di personaggi che sono legati al Convitto Nazionale Statale “Giordano Bruno” di Maddaloni di cui lo stesso Pagliaro, fermo restando gli studi condotti dallo storico prof. Pietro Vuolo, è indubbiamente il più esperto conoscitore. Tra gli ultimi in tal senso si ricorda la ricostruzione dell’elenco dei Rettori dall’origine ad oggi: Maddaloni, cambio della guardia al Convitto: arriva Maria Pirozzi. Sempre in relazione al Convitto Nazionale Statale “Giordano Bruno” di Maddaloni, va citata la sua recente Guida del Convitto maddalonese (Maddaloni, edita on line la Guida di Antonio Pagliaro sul Convitto Nazionale Statale “Bruno”), con la quale si ha la possibilità di approfondire un bel po’ di contributi atti a ridare lustro allo storico edificio ed ai suoi ospiti (si veda ad esempio 1 – Maddaloni, la festa delle Forze Armate, IV Novembre, a Maddaloni nella cronaca di Pagliaro; 2 – Maddaloni, Antonio Pagliaro e la storia del Monumento ai Caduti nel Liceo Ginnasio Giordano Bruno; 3 – Maddaloni, il Convitto “Giordano Bruno” apre la “Campagna della Raccolta dei cimeli e divise; 4 – Maddaloni, al “Giordano Bruno” il responsabile della Croce Nera Austriaca con Rettore e ANMIG; 5 –Maddaloni, studio del ricovero antiaereo del Convitto Nazionale Giordano Bruno di Antonio Pagliaro; 6 – Maddaloni, Il “Giordano Bruno” nella guida del FAI mentre Pagliaro ne studia la Storia.; 7- Maddaloni, il “Giordano Bruno” ricorda il Rettore Giovanni Lagnese, 8 – Maddaloni, secondo anniversario della morte del Prof. Gianfranco De Simone, il ricordo di Pagliaro, 9 –Maddaloni, “La Cartolina a colori del Convitto” nello studio di Antonio Pagliaro; 10 – Maddaloni, il Busto del Giordano Bruno ed il prof. Severino Castorani: ne parla Antonio Pagliaro; 11 – Maddaloni, il Preside e Rettore Cav. Pasquale Celli nello studio del prof. Antonio Pagliaro; 12- Maddaloni, l’ On. Prof. Alfonso Ruggiero ex allievo del “G. Bruno” nello studio di Antonio Pagliaro altri). Tutti studi condotti dal prof. Antonio Pagliaro a cui da qualche anno è stata affidata il riordino e studio dell’archivio storico della antica istituzione scolastica interessata nonché attività di raccolta dei cimeli (Maddaloni, il Convitto “Giordano Bruno” apre la “Campagna della Raccolta dei cimeli e divise).
Come di consueto il prof. Antonio Pagliaro condivide con la nostra redazione e con la mia persona in particolare i suoi studi, per la qual cosa sia la redazione che lo scriventi siamo molto grati. Tra le altre cose proprio oggi 3 dicembre 2016 a Bellona, presso la sala consiliare, sarà presentato il V Volume della serie “Chi è?” che contiene dei contributi biografici dello stesso prof. Antonio Pagliaro (Bellona, sabato 3 dicembre Ambiente Cultura Legalità – XI° edizione e V Volume “Chi è?”).
Ma veniamo all’intervista di oggi con la quale conosceremo da vicino il Cav. Uff. Francesco Agnoloni. Innanzitutto va detto che il Preside Rettore Cav. Uff. Francesco Agnoloni amico del poeta Giovanni Pascoli.

Monumento eretto nel 1878 nel Gran Salone del Convitto e dedicato al Re Vittorio Emanuele II.
D: Prof. Pagliaro come entra a far parte della storia del Convitto Nazionale Statale “Giordano Bruno” di Maddaloni il Cav. Uff. Francesco Agnoloni?
R: Ebbene, a causa della morte improvvisa del Preside Rettore del Convitto Nazionale “Giordano Bruno” di Maddaloni, cav. Pasquale Celli, 18 marzo 1896, il censore Antonio Galli assunse il ruolo di Rettore facente funzione, dal 19 marzo al 2 maggio, giorno in cui arrivò il nuovo capo d’istituto, il cav. Francesco Agnoloni[1] di Pontremoli, in provincia di Massa, nella Lunigiana.
Del nuovo Preside Rettore non abbiamo un ritratto per poter vedere com’era il suo volto, ma in mancanza di questa possibilità ci viene incontro uno scritto di suo nipote, Luigi Campolonghi[2], figlio di sua sorella Marianna, dal titolo: «Pontremoli: Una cittadina italiana fra il 1880 e il 1900», nel quale descrive le qualità morali e il suo aspetto esteriore.
D: Potrebbe condividerci questo testo?
R: Certo, eccolo: «In occasione delle vacanze di Natale e di Pasqua, arrivava da Massa, dove insegnava storia in quel liceo, lo zio Francesco, l’unico fratello della mamma, e veniva in casa nostra a Pontremoli…
Il contrasto fra le qualità morali e l’aspetto esteriore dello zio Francesco sembrava una burla – burla di buon gusto – della natura. Quanto era profondo e torvo il suo sguardo sotto le sopracciglia lunghissime e uncinate e duro il taglio della bocca sotto i baffi neri ed arruffati e burberi i suoi modi e minaccioso il suo gesto, altrettanto era buono e candido e grande il suo cuore. Democratico e anticlericale il Professore era ospite gradito perché dava lustro alla casa, dove entrava dal portone evitando di passar per la bottega».

Luigi Campolonghi, nipote del rettore Agnoloni
D: Cosa sappiamo intanto del nuovo Preside Rettore?
R: Il nuovo Preside Rettore proveniva dal Liceo Ginnasio “Melchiorre Delfico” di Teramo, dove aveva prestato lodevole servizio dal 01 ottobre 1893 al 30 aprile 1896. In gioventù era stato professore reggente di Storia e Geografia nel R. Liceo “Pellegrino Rossi” di Massa e Carrara e ciò è scritto nell’Annuario della Istruzione Pubblica del Regno d’Italia del 1873-74, stampato dalla Regia Tipografia di Roma nel 1874. Sempre nella stessa scuola, dall’inizio dell’anno scolastico 1884-85 e fino alla fine dell’anno scolastico 1886-87, era stato collega ed amico sincero del celebre poeta professore Giovanni Pascoli.
D: Abbiamo qualche testimonianza di questa amicizia con il poeta Pascoli?
R: Certamente, sappiamo che la sorella del poeta, Maria Pascoli, narrando “Lungo la vita di Giovanni Pascoli”, scrisse: «Trovò colleghi eccellenti coi quali fraternizzò subito, specialmente con due, il professore d’italiano Alberto Bonuccelli e il professore di storia Francesco Agnoloni, che erano come lui scapoli, e alla sera si trovavano con lui alla birreria, o in altro esercizio, a conversare allegramente e a motteggiare senza fine. L’Agnoloni poi mangiava anche con lui alla trattoria «Il Giappone»».
A questa trattoria si aggiungeva anche Severino, amico fraterno di Pascoli, quando veniva da La Spezia a Massa per stare insieme a loro.

D: Abbiamo anche altre testimonianze?
R: Ebbene si, ho trovato altre fonti interessanti. Infatti, l’amicizia con il Pascoli è confermata dalle numerose lettere che il poeta scriveva alle sorelle e a Severino Ferrari, l’amico di sempre, al quale spesso mandava i saluti dell’Agnoloni. In una di queste lettere gli confidò: «Qualche debituccio ho con l’Agnoloni, il quale poi non può molto, ma che mi aiutò quando mi capitarono sulla fine di dicembre o di novembre (non ricordo bene) quella 20ina di quintali di roba, e bisognava pagare un forte dazio e porto e casa etc. etc».
D: Ci sono anche altre testimonianze epistolari? Ce ne può parlare per favore?
R: Indubbiamente, ce ne sono diverse, ora con ordine ne parlerò.
Ebbene, oltre quelle viste in un’altra lettera al suo amico Severino che stava per sposarsi, il Pascoli scrisse: «Ora sul serio: se non vieni faresti gran dispiacere a tutti e due, all’Agnoloni e a me. Rammentati che è l’ultimo pranzo da scapolo e da discolo che t’offro insieme agli altri”. Giov. PASCOLI Bianco… FRANCO AGNOLONI».
La sorella del poeta nominò varie volte il nostro Preside Rettore in una lettera del 1885 nella quale si legge: «Si arrivò a Massa il 3 maggio sul mezzogiorno, aspettati alla stazione con una comoda carrozza dal buono e lieto prof. Agnoloni, che ci accompagnò fino alla casa messa su da Giovannino con tanto amore e fra tante e tante pene».
La narrazione continua: «Ma ecco un ricordo assai diverso. Quando già era qualche settimana che eravamo a Massa venimmo a conoscere una maligna diceria che riempì d’indignazione Giovannino. Si diceva che le due ragazze ch’egli aveva con sé non erano sue sorelle, ma due ragazze che aveva rapito. Ne parlò fremente d’ira lo stesso giorno che sapemmo la cosa con l’Agnoloni, il quale vedendolo così inferocito si abbandonò a una delle sue lunghe e grosse risate. Indi gli disse che i colleghi era già un po’ che sapevano di quella ciarla e che avevano protestato energicamente; che stesse pur tranquillo che ormai era del tutto caduta».
Il Pascoli in un’altra delle tante lettere inviate a Severino, il 2 novembre 1885, scrisse: «È tornato l’Agnoloni, con un male alla gamba che lo fa andare zoppo, ma che non gli toglie nulla della sua giocondità e bontà. Saluti dalle sorelle. Vienci a trovare. BIANCO.».
Da Massa e Carrara, il 3 febbraio 1886, la sorella del poeta, Maria, narrando il già citato “Lungo la vita di Giovanni Pascoli”, scrisse: «Ci condusse pure una sera a teatro, alDon Pasquale,avendogli il suo buon Agnoloni offerto il palco. Giovannino non c’era più stato da quando rivide noi nel 1882, perché gli ripugnava di pigliarsi quello svago, anche se poteva averlo senza spesa, non potendolo avere noi».

Ritratto di un giovane Giovanni Pascoli
D: Bene, è il caso di ritornare a conoscere il protagonista di questa nostra storia in relazione alla Istituzione scolastica e convittuale maddalonese.
R: Certo, tornando alle vicende del Convitto Nazionale di Maddaloni, dai verbali custoditi nell’Archivio dei Documenti Storici, risulta che il primo Consiglio Amministrativo presieduto dal nuovo rettore cav. Agnoloni si ebbe nella Seduta del giorno 6 del mese di Maggio 1896[3], per discutere di ordinaria amministrazione. Invece, in quella straordinaria del 26 maggio, il Preside Rettore, in qualità di Presidente, fece conoscere ai Signori componenti il Consiglio di Amministrazione, cav. uff. Tammaro Giuseppe, cav. Del Monaco Achille, cav. De Ponte Gennaro e Bonito Michele che, «mentre è lieto di attestare che l’insieme degl’istitutori di questo Convitto è composto di buone e brave persone, è dolente di dover fare una eccezione per il signor A. V. E’ un fatto, che gli risulta da più argomenti, che dopo il trasloco del detto istitutore in questo Convitto è stata minacciata quella tranquillità e quell’accordo che prima vi regnavano. Per la sua natura ribelle e riottosa il V. critica ogni disposizione delle Autorità e si lamenta continuamente accampando pretese ingiuste, e quel che è peggio, cerca di trarre dalla sua gli altri istitutori eccitandoli ad opporsi alle prescrizioni regolamentari. Per fortuna, ripeto, i più non gli hanno dato retta, rifiutandosi di associarsi ad atti poco corretti, e due appena mostravano, se non fossero stati richiamati, di cadere nella rete…..
Ma, cosa ben più grave, mi è risultato ancora che il V. ha sparlato continuamente coi suoi alunni di Presidi e di Censori, spargendo del fango ingiurioso e calunnioso per tutti, mi è risultato, e ciò torna a lode dei giovani, che essi sono rimasti scandalizzati, con danno e detrimento di quella stima e di quel prestigio che deve avere un istitutore perché la sua opera sia educativa. E’ troppo evidente che l’esempio più che le parole udite ad educare la gioventù a retti e nobili sentimenti. E gli esempi dati dal V. conducono pur troppo a risultati ben diversi. Per tutto questo essendomi accertato che il V., e presso le persone di fuori, e presso gli alunni, non gode più affatto la stima e fiducia che sono indispensabili, nello adempimento del suo delicato ufficio, ho creduto mio dovere d’informare di tutto le Autorità superiori facendoli conoscere quanto ho saputo alle Signorie Loro.
E il Signor Provveditore mi ha comunicato ieri una lettera di S.E. il Ministro di cui do lettura. Dopo di che invito il Consiglio a dare il suo avviso in proposito.
Il Consiglio dopo opportuna discussione. Sentita la relazione del Preside Rettore.
Visto l’art. 47 del Regolamento approvato con R. Decreto 11 Novembre 1888.
Vista la Circolare n.71 del 27 Gennaio 1894.
Vista la lettera Ministeriale comunicata dal R. Provveditore in data 24 Maggio 1896 n. 2947
Delibera all’unanimità Di dispensare, dal giorno 28 del corrente mese, dall’Ufficio d’Istitutore, il Sig. A. V. e incarica il Preside Rettore della immediata esecuzione di questa deliberazione».
«Delibera, Disporre che la somma di £ Quarantamila, eccedenti al bisogno, sia depositata a conto corrente presso la banca d’Italia di Caserta, nell’annuo interesse del 2%”.
Il Consiglio di Amministrazione, firme, F. Agnoloni, G. Tammaro, A. Del Monaco, G. De Ponte
L’Economo Segretario G. Iorio».
D. Ci sono altri deliberati interessanti a ricostruire la vita del nostro personaggio, il Cav. Uff. Francesco Agnoloni?
R: Si, nella seduta del 9 Giugno 1896, presenti tutti i titolari del Consiglio amministrativo, si approvò la posizione di cassa del Convitto, al 31 maggio, presentata dall’economo segretario Giovanni Iorio.
Altro punto importante fu il seguente: «Per la direzione e sorveglianza dei lavori di ampliamento del Fabbricato del Convitto. Ecco il testo della discussione.
“Il Consigliere, Cav. Del Monaco, a proposito dei nuovi lavori che si devano fare in questo Istituto, fa considerare che il Municipio di Maddaloni concorre nella spesa per Lire 80.000 e che sarebbe perciò suo desiderio che detti lavori fossero affidati, giacché il personale c’è, così per la direzione come per gli altri lavori, alle persone del paese. Gl’altri Signori Consiglieri dichiarano di essere pienamente di accordo col Consigliere Cav. Del Monaco.
Il Presidente osserva che sebbene in una sua lettera al Sig. Provveditore abbia manifestato il desiderio che la direzione dei lavori sia affidata al Genio Civile, sentite ora i desideri dei Sig. Consiglieri e presa più ampia cognizione di questo affare abbastanza voluminoso, in considerazione specialmente del generoso concorso del Comune non ha difficoltà di esporre alla Superiore Autorità i desideri del Consiglio. Quindi il Consiglio delibera: Di pregare il Ministero perché, se è possibile, sia lasciato al Consiglio stesso la facoltà di scegliere il personale direttivo e sorvegliante dei nuovi lavori” ».
Il documento è firmato dal Consiglio di Amministrazione e dall’Economo G. Iorio.

D. Ci sono curiosità in questo periodo?
R: Purtroppo si, infatti, ricollegandoci al deliberato appena visto del 9 Giugno 1896, sappiamo che dopo soli tre giorni, il Consiglio fu costretto a riunirsi di nuovo in seduta straordinaria, per esprimere solidarietà al rettore Agnoloni aggredito da atto villano. Dal relativo verbale redatto dall’economo segretario dell’adunanza, Sig. Giovanni Iorio, si legge: «Pregato, il Presidente, Cav. Agnoloni, dal Consiglio si è allontanato per alcuni minuti dalla Sala dell’Economato.
I sottoscritti componenti il Consiglio di Amministrazione del Convitto Nazionale fortemente scossi dall’atto indegno e villano commesso dal Sig. A. D. S., nel giorno nove corrente mese, alla loro presenza, contro il Presidente del Consiglio suddetto, Cav. Francesco Agnoloni.
In omaggio a quella solidarietà che vincola tutti i componenti del prefato Consiglio, ed in testimonianza dei sentimenti di alta stima e considerazione, che esso Cav. Agnoloni meritatamente ha inspirato nei loro animi, per le sue preclari virtù, inappuntabile condotta e cortesia: Deplorano vivamente il fatto accaduto, e confermano gli atti della loro stima e fiducia verso il lodato Cav. Agnoloni. I consiglieri (firme) G. De Ponte, A. Del Monaco, M. Bonito, G. Tammaro, l’Economo G. Iorio».
D: Abbiamo altre sedute in questo periodo?
R: Si, ne abbiamo una straordinaria il 28 Giugno 1896, in questa occasione il rettore Agnoloni legge ai Consiglieri la lettera di risposta di S. E. il Ministro, datata 20 giugno, comunicata con nota Prefettizia del 23 dello stesso mese, relativa alla direzione e vigilanza dei lavori di ampliamento del fabbricato di questo Convitto. «S.E. Il Ministro approva che l’incarico della direzione e vigilanza dei lavori da compiersi in questo Istituto sia affidata a persona di fiducia dell’Amministrazione…. Il Consiglio Delibera
1° Che la direzione e vigilanza dei lavori sia affidata agl’ingegneri di questa città Sig. De Masi Salvatore e Cav. Carmelo Destino, nominando il primo, cioè il Sig. De Masi Ingegnere Direttore ed il Cav. Destino aiutante del Direttore per la perfetta vigilanza.
2° Che tanto l’ingegnere Direttore, che quello incaricato della vigilanza, dovranno complessivamente percepire, dall’Amministrazione del Convitto un compenso non superiore del 2% sulla somma totale dei lavori, e dall’appaltatore i dritti del quattro, e non del 6%, come si costuma ottenendosi in questo caso, non solo l’economia sulla somma di lire Tremila, già stanziata sul progetto, ma ancora il vantaggio di migliori offerte di appalto per le favorevoli condizioni imposte».

Per il lavoro straordinario di supplenza al rettore Pasquale Celli, nel Consiglio di Amministrazione del 9 luglio 1896, il rettore Agnoloni sentì il dovere di proporre ai presenti una rimunerazione al censore, Sig. Galli Antonio, per aver lodevolmente tenuto l’ufficio di direzione in seguito alla morte del rettore cav. Pasquale Celli. Il Consiglio, a voti unanimi, deliberò di concedere al censore del Convitto una rimunerazione di £ 130, equivalente a quanto sarebbe spettato al Rettore titolare.
Il Consiglio, sempre a voti unanimi, deliberò anche l’approvazione per «la transazione concordata dal Preside col Cav. Matteo Lombardi, sia per l’indennizzo di Lire Mille per le spese sostenute per la espropriazione forzata del suo fondo, e sia, per l’acquisto di una zona necessaria di terreno dello stesso Cav. Lombardi adiacente, dal lato Sud, all’edificio di questo Convitto, lungo metri 100 larga metri 12; in uno metri quadrati 1200 che a £ 2.60 per ogni metro importano la spesa totale complessiva di £ 3120. Farsi voti presso S. E. il Ministro della Pubblica Istruzione perché autorizzi l’Amministrazione del Convitto a prelevarsi dalla economie del Cap. 6 Art. 1° Vitto, del Bilancio in corso la somma di Lire Quattromilacentoventi per lo acquisto della zona di terreno del Cav. Lombardi Matteo, e per lo indennizzo delle spese di espropriazione dovuta al sullodato Lombardi».
A voti unanimi, su istanza del dott. Santamaria Nicolini, diretta ad ottenere la nomina di Medico Chirurgo aggiunto senza emolumento, il Consiglio, visto il numero sempre crescente di alunni, e ritenendo indispensabile la nomina di un altro bravo Medico Chirurgo, il quale possa coadiuvare i due Dottori titolari, deliberò anche la nomina del suddetto Santamaria come Medico Chirurgo aggiunto in questo Convitto nazionale, senza emolumento.
D: Il Rettore dimostra avere molta cura per l’organizzazione anche del personale della struttura, ci sono altri elementi in tal senso orientati?
R: Si, infatti, nel Consiglio straordinario del 27 Luglio 1896, il Rettore, visto la mancanza di un istitutore, autorizzato dal Superiore Ministero, propose ai signori presenti di deliberare la nomina del sig. Michele Chirichelli, Maestro di grado Superiore, ad istitutore provvisorio per un anno, a cominciare dal 1° agosto prossimo venturo, avendo superato il mese di prova a cui fu proposto il 27 giugno u.s. Il Consiglio, oltre a questa, deliberò anche la proposta di cedere al Vescovo di Caserta, Sua Eccellenza Cosenza, l’altare esistente nella sagrestia della Chiesa di questo Convitto in cambio di altro, in conformità delle favorevoli disposizioni contenute nella lettera di S. E. il Ministro della Pubblica Istruzione.
Dietro invito del rettore Agnoloni, si ebbe la necessità di indire una seduta straordinaria del Consiglio di Amministrazione, per il 7 giugno 1897, «per essere autorizzato a dare querela per diffamazione» al garante e ai due scrittori «del giornale “La Luce” nel n. 5, di detto giornale, terza pagina, ove si trovano queste parole, gli raccomandiamo la parte amministrativa del nostro Liceo, dove vi è del marcio = le quali evidentemente offendono il decoro di questa Amministrazione ed in particolar modo il suo essendo egli il capo dell’istituto ed a lui spetta perciò di difendere l’onore dell’Amministrazione stessa quando è così bugiardemente offeso. Il Consiglio udite le parole del Preside Rettore.
Ad unanimità delibera Di autorizzare come autorizza il Preside Rettore Cav. Francesco Agnoloni a dar querela per diffamazione, al garante e ai due scrittori del giornale “La Luce” e a fare quant’altro crederà necessario a salvaguardare l’onorabilità dell’Amministrazione del Convitto Nazionale Giordano Bruno».
D: Il Rettore fu sempre impegnato in risoluzione di questi problemi?
R: No, per fortuna negli anni scolastici successivi, oltre ai problemi di ordinaria amministrazione, non ci furono cose eclatanti da sottoporre a discussione nei vari Consigli amministrativi, che si tennero normalmente e mensilmente. Ma, in questo periodo, nel 1898, il rettore Agnoloni fu scosso dall’arresto e della condanna a 12 anni di carcere del nipote Luigi, coinvolto nei moti di Milano che si svolsero, dal 6 al 9 maggio, quando «il generale Bava Beccaris affrontò la folla milanese con le artiglierie, provocando secondo le fonti ufficiali 80 morti e 300 secondo altre fonti».[4]
D:Al di là del rapporto di parentela, come mai questo essere scosso così incisivo?
R: In realtà, il Rettore già tempo addietro si era interessato a questo ragazzo, convincendo la madre Marianna a farlo partecipare al concorso di un posto gratuito nel Regio Collegio “Maria Luigia” di Parma, che vinse e vi entrò all’età di dieci anni. Da questo collegio fu espulso nel dicembre 1894 per propaganda attiva rivoluzionaria. Il professore Agnoloni era preside rettore del Liceo Ginnasio-Convitto “Melchiorre Delfico” di Teramo, per tranquillizzare la sorella Marianna, madre del ragazzo, e per tenerlo sotto controllo, lo iscrisse al suo Liceo Convitto per consentirgli di continuare gli studi. Anche nel Convitto diretto da suo zio Francesco, Luigi combinò altri guai, che lo portarono ad una nuova espulsione a firma dello stesso preside rettore Agnoloni.
Elso Serpentini nel suo articolo, già citato, racconta l’episodio di come avvenne e scrive:
«Essendo convittore, ebbe modo di organizzare a Teramo una candidatura di protesta contro il deputato Settimio Costantini, che era per giunta sottosegretario al Ministero della Istruzione. Il Preside Agnoloni era un dipendente di quel Ministero! Quando la cosa si seppe il prof. Cerulli si fece un dovere d’informarne il Preside, il quale si affrettò a rispedire il nipote in Lunigiana».
Per questo motivo Luigi, per conseguire la licenza liceale, si dovette presentare agli esami come privatista e, una volta superati, si iscrisse alla Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Parma.
Tornando ai fatti del 1898, questo dovette essere un periodo molto difficile per il Rettore perché, essendo la sorella Marianna rimasta vedova, sicuramente fu coinvolto in questa brutta vicenda in prima persona, poiché era molto legato a lei. Il nipote Luigi, comunque, riuscì a scappare e ad andarsene in Francia, a Marsiglia, dove rimase tre anni, adattandosi a svolgere i lavori più duri per guadagnarsi da vivere, ma continuando al tempo stesso nella sua azione di propaganda delle idee socialiste, soprattutto fra gli operai italiani.
D: Ci sono altri fatti rilevanti del Rettore in relazione al Convitto maddalonese?
R: Si, dal verbale della seduta del 27 Gennaio 1899 risulta che il preside rettore Agnoloni cav. uff. Francesco, insieme agli altri componenti del Consiglio Amministrativo, discusse e deliberò il giornale di cassa del mese di Dicembre e altre cose di poco conto, mentre, nell’adunanza del 10 Ottobre 1899, il preside rettore Agnoloni propose di far comprare dei giochi da tavola per intrattenere, sia in aula, sia in camerata, i convittori nel momento in cui il tempo era cattivo. Nella stessa, il «Preside Rettore riferisce che l’istitutore maestro del Convitto, Caio Dario Simonelli, munitosi del titolo che l’abilita all’insegnamento della Calligrafia, avvalendosi dell’art. 34 del R. Decreto n. 538 che approva i regolamenti per i Convitti Nazionali, domandò di essere nominato insegnante di Calligrafia».
D: C’è qualche evento al convitto che ha visto il Rettore Agnoloni protagonista per gli onori di casa?
R: Si, il primo febbraio 1900 nel meraviglioso salone del Convitto fu organizzata una bellissima festa per raccogliere fondi per il nascente Mendicicomio Landolfi, a cura della Congregazione della Carità. Il Convitto fu addobbato elegantemente con trofei di bandiere e con bellissime piante da serra. Il numeroso pubblico accorso, circa sette-ottocento persone, era ricco di autorità civili e militari con le rispettive famiglie, nonché di qualche reverendo. Tutti i graditi ospiti furono ricevuti dal rettore preside cav. Agnoloni, il quale seppe molto bene fare i doveri di padrone di casa. Il concerto fu un clamoroso successo, tutti gli artisti furono applauditi per la loro bravura dagli ospiti presenti, meritò una citazione particolare il concerto mandolinistico eseguito con rara valentia e affiatamento dai convittori del Liceo, sotto la direzione del maestro De Simone di Caserta. La cifra di beneficenza che fu raccolta si aggirava sulle mille lire lorde e, togliendo le spese, si differenziava di poco da questa, anche perché i costi dell’illuminazione furono sostenute da quell’egregio gentiluomo del rettore Agnoloni[5].
D: Concentrandoci sulla struttura convittuale, cosa si deve ad Agnoloni?
R: Ebbene, sotto la presidenza del rettore Agnoloni, a sud dello storico edificio del Convitto, nello spazio libero retrostante, agli inizi del 1900, con forma planimetrica ad U, iniziarono i lavori per la realizzazione di tre bracci, i cui grandi ambienti erano destinati alle aule di studio e alla permanenza dei convittori. La costruzione del nuovo edificio fu affidata, il 30 aprile 1900, all’impresa Bellini, sotto la direzione dell’ingegnere Salvatore De Masi, il quale rilasciò il primo certificato di pagamento sui lavori eseguiti al 22 agosto 1900, il secondo il 12 ottobre e il terzo il 23 novembre dello stesso anno.
«Con la costruzione dei nuovi locali collegati a quello storico monumentale, il Convitto si compone di due grandi fabbricati, uniti fra loro ma distinti: l’uno nella zona di antica costruzione, che si affaccia sulla via San Francesco d’Assisi, l’altro nella zona nuova, situato nel lato opposto, a nord, antistante gli orti e giardini. La fabbrica nuova, costruita maggiormente col concorso del Comune e in piccola parte della Provincia, si compone di un piano rialzato e di un primo piano, costituiti ognuno da quattro grandi camerate con annessi studi, lavabi ed accessori, il tutto disimpegnato da vasti e lunghi corridoi. Questa nuova zona di fabbricato, esposta a sud con vista del Vesuvio, circoscrive un largo cortile adibito alla ricreazione dei convittori, ed il tutto si innalza su di uno scantinato in uso per asciugatoio della lavanderia. Lungo il confine ovest di tutto lo stabile è situata la palestra del Convitto e tutti i locali del R. Liceo-Ginnasio di proprietà del Convitto, tenuti in affitto dal Comune»[6].
D: Grosso soddisfazione per il Rettore Agnoloni questi interventi?
R: Si, peccato però per il fatto che alla fine dell’anno scolastico 1899/1900, il rettore Agnoloni andò via dal nostro Convitto Nazionale e non vide finire i lavori dei nuovi locali iniziati sotto il suo rettorato. Al suo posto venne trasferito il preside rettore, cav. Nobile Accettella.
Qui finisce l’intervista.
Quello qui offerto dal prof. Antonio Pagliaro è un contributo molto interessante per la ricostruzione del profilo biografico del Preside Rettore Cav. Uff. Francesco Agnoloni.
Si ringrazia il prof. Antonio Pagliaro per averci concesso questa interessantissima pagina di Storia e per il contributo fotografico annesso.
[1]Del Preside Rettore Agnoloni, per il momento, in archivio, riferisce il prof. Antonio Pagliaro, non si trovano i suoi dati personali.
[2]Luigi Campolonghi (14/08/1876-21/12/1944), giornalista, scrittore, politico, antifascista, è stato una figura di primo piano nella storia del socialismo italiano. Fin dalla giovinezza fu due volte esule in Francia con la compagna Ernesta Cassola. Morì in esilio in Francia senza vedere l’Italia libera.
[3] Il prof. Antonio Pagliaro, riferisce che per le delibere del Consiglio di Amministrazione citate si ringrazia il Rettore-Dirigente scolastico del Convitto Nazionale Statale “G. Bruno”, prof. Michele Vigliotti, per la gentile concessione alla consultazione e pubblicazione.
[4]Quel 1898 di Elso Simone Serpentini. Rete Internet
[5]Testo stralciato dal giornale “La luce di Maddaloni” diretto da Luciano Cioffi, redatto dall’ing. Giovanni Pisanti, n° 4 del 24 febbraio 1900. La pubblicazione è presso la Emeroteca del Museo campano di Capua, fascicolo 400.
[6] Notizie stralciate da: Ministero dell’Educazione Nazionale – Gli istituti di educazione in Italia – Volume I – I convitti dello stato – Roma Stabilimento A. Staderini 1941 – XIX.
