MADDALONI (Caserta) – Quest’oggi il prof. Antonio Pagliaro ci regala un’altra perla dei suoi studi.
Infatti, dopo aver presentato “La vittoria alata e mutilata del prof Vincenzo Castaldo” ci riferisce che è giunto il momento di parlare della figura dell’illustre professore Gaspare Caliendo, Preside del Liceo Ginnasio “Giordano Bruno” di Maddaloni.
D: Prof. Pagliaro, come siamo arrivati a parlare oggi del Preside Gaspare Caliendo?
R: «Dopo aver pubblicato già diversi articoli online sul sito istituzionale del Convitto Nazionale Statale “Giordano Bruno” (cngb.it) di Maddaloni, di importanti personalità che hanno fatto la storia dello stesso istituto (in particolare, mi riferisco alle biografie dei rettori Pasquale Celli, Francesco Agnoloni, Renato Ravinetti, Camillo Pitocchi, don Carlo Spadei e dei professori Severino Castorani, Vincenzo Castaldo, Nicola Corcioni, e degli ex alunni, on. Alfonso Ruggiero e sen. Pietro Di Vico) oggi mi accingo a scrivere di un’altrettanta grande persona, che ha dato molto alla nostra istituzione scolastica, in qualità di Consigliere delegato dal Governo e dal Ministero della Pubblica Istruzione, in seno al Consiglio di amministrazione del Convitto. Parlo del Preside e Commendatore Gaspare Caliendo, il quale con la sua profonda e riconosciuta sapienza culturale e amministrativa, con la sua saggezza e il suo carisma, ha sempre partecipato e collaborato alla crescita del glorioso istituto, con le sue idee innovative atte a migliorare le condizioni di vita dei convittori, dei lavoratori tutti e dell’intero complesso scolastico».
D: Quando il Preside Gaspare Caliendo entra a far parte della storia del “Giordano Bruno”?
R: Egli, fin da quando fu trasferito al Regio Liceo Ginnasio “G. Bruno” di Maddaloni, nell’a. s. 1937/38, fu nominato dal Governo centrale come suo rappresentante nel Consiglio di amministrazione. Tale nomina, visto il suo costante e proficuo impegno, gli fu rinnovata ancora per diversi anni.
Il preside Caliendo, come ben si sa, ha fatto la storia del Liceo Classico a Maddaloni per ben 22 anni, è stato una vera personalità nel mondo della scuola, era molto conosciuto in tutti gli ambienti sociali, politici, culturali e religiosi dell’intera provincia».
D: La sua figura è stata già oggetto di studio?
R: « Si. Hanno scritto di lui quasi tutto, come uomo di scuola, come politico, come poeta, scrittore, storico, pubblicista e tante altre attività, nelle quali si cimentava sempre con ottimi risultati.
Poco, se non pochissimo, hanno scritto di lui come Consigliere amministrativo del Convitto Nazionale maddalonese, ed io, proprio di questo vorrei parlare per farlo conoscere meglio a tutti, anche sotto questo aspetto, avendo avuto la possibilità di poter consultare i preziosi verbali dei Consigli di amministrazione, custoditi nell’Archivio storico del medesimo istituto scolastico.
Però, prima di scrivere tutto ciò, ho l’obbligo morale di ringraziare l’ex rettore dirigente scolastico del Convitto Nazionale “G. Bruno”, prof. Michele Vigliotti, il quale, sin dai primi mesi della sua direzione, conoscendo la mia passione per la storia, mi diede la possibilità di consultare il suddetto Archivio storico e, nello stesso tempo, mi chiese anche di metterlo a posto, in attesa di una sistemazione definitiva in un ambiente più consono.
Lo stesso ringraziamento lo devo estendere anche al nuovo Rettore Dirigente Scolastico del Convitto Nazionale Statale “Giordano Bruno”, prof.ssa Maria Pirozzi, in carica dal 1 settembre 2016, la quale riconoscendo importante il mio lavoro di recupero e di diffusione della memoria storica del nostro glorioso istituto, mi ha rinnovato la fiducia e spronato a continuare nel percorso intrapreso tre anni fa».
D: Ha conosciuto il Preside Gaspare Caliendo?
R: «No. Personalmente, non ho avuto la possibilità e l’onore di conoscere il preside Gaspare Caliendo, anche perché appartenenti a generazioni molto distanti tra loro (sessantotto anni di differenza), però, in quest’ultimi anni, ho letto diverse sue opere che mi interessavano e che hanno attirato la mia voglia di sapere. Mi riferisco, in particolare, a “Nel 150° annuale della fondazione 1807/08 – 1957/58 – Annuario celebrativo del Liceo Ginnasio Statale ‘G. Bruno’ dal quale ottimo lavoro, ho preso spunti per apprendere meglio la Storia del nostro Convitto Nazionale.
Ebbene, prima di cimentarmi nel trattare i suoi numerosi interventi registrati nei verbali dei consigli amministrativi succitati, e che hanno caratterizzato la sua efficace opera, come membro del Consiglio amministrativo del nostro istituto, inizierò a scrivere la sua nobile biografia[1], anche se altri, in varie occasioni, lo hanno già fatto prima di me, accorpandola con quest’ultima importante funzione».
D: Possiamo approfondire più nel dettaglio la vita del Preside Gaspare Caliendo?
R: « Si. Gaspare Caliendo nacque a Scisciano (NA), il 5 agosto 1890, da Giosuè Giuseppe e da Angiolina Serpico. Il padre Giuseppe, di professione sarto e musicista, all’inizio del 1900, emigrò in America in cerca di miglior fortuna, lì morì e di lui non si ebbero più notizie.
Il giovane Gaspare e suo fratello Achille (ebbe anche una sorella Irene, morta di parto, 1893-1923, e due fratelli morti in tenera età), nonostante la perdita del loro padre, e grazie ai grossi sacrifici compiuti dalla signora Angiolina, riuscirono a laurearsi e farsi onore nella vita. Infatti, Gaspare, dopo gli studi liceali compiuti a Nola, si iscrisse alla Facoltà di Lettere, presso la Regia Università degli Studi di Napoli, dove conseguì anche la desiderata laurea.
L’Italia, il 24 maggio 1915, firmò la dichiarazione di guerra nei confronti dell’Austria ed entrò nel conflitto, che divenne mondiale per le numerose nazioni partecipanti.
Il giovane Caliendo, cresciuto e animato da un grande amor Patrio, partì per il fronte come Ufficiale di complemento e, in un azione di attacco contro gli Austro-Ungarici, monte Tomba nel 1917, fu ferito e portato nelle retrovie per essere curato. Con la vittoria italiana e la liberazione di Trento, Trieste e altre città italiane occupate, si ebbe la fine della Grande guerra e la dichiarazione di resa austriaca fu firmata il 4 novembre 1918.
Il giovane Ufficiale, per la sua partecipazione al conflitto e per le sue azioni sul fronte nemico, fu decorato con la Croce di Guerra.
Dopo il conflitto, il Caliendo iniziò la sua attività di docente, insegnando materie letterarie nel Ginnasio pareggiato “M. Cristina di Savoia” di Mugnano del Cardinale (AV), dal 1921 al 1923, poi, insegnò a Melfi, Lucera, Ottaviano e Sala Consilina.
Nel frattempo, il professore, nel 1923, si era unito in matrimonio con Filomena Magnotti, dalla quale ebbe la benedizione della nascita di ben tre figli maschi, Giuseppe (1924-2002, professore, preside, politico e sportivo), Antonio (1927-2012, generale dei carabinieri) ed Angelo (nato nel 1932, ingegnere).
Nel 1929, dopo aver partecipato e vinto il concorso da Preside, il professore Caliendo fu assegnato, come prima nomina, al Ginnasio “A. Diaz” di Ottaviano, dove rimase fino al 1935, poi si trasferì al Liceo-Ginnasio di Sala Consilina, fino al 1937. Dopo queste importanti esperienze da dirigente scolastico, nell’anno scolastico 1937/38, il preside sciscianese fu trasferito alla guida della direzione dell’insigne Liceo-Ginnasio “Giordano Bruno” di Maddaloni».
D: Come è ricorda la presenza a Maddaloni?
R: «Il preside Caliendo, sin dal primo giorno del suo arrivo a Maddaloni, si fece subito apprezzare dai suoi nuovi docenti e dai suoi nuovi concittadini per le sue ottime qualità di profondo uomo di cultura e per la saggezza della sua direzione, le quali doti si evidenziarono anche nell’impegno politico e sociale. L’eco di queste alte referenze giunsero anche al Ministero della Pubblica Istruzione, il quale, attraverso il R. Provveditore agli Studi di Napoli, dott. Cammarosano, in data 19 gennaio 1938 – Anno XVI, lo nominò rappresentante del Governo nel Consiglio di amministrazione del nostro R. Convitto Nazionale, in sostituzione del prof. Luigi De Rosa.
Il rettore Raffaello Pierini, il giorno dopo, su carta intestata del R. Convitto Nazionale “G. Bruno” in Maddaloni, dattiloscrisse e firmò la seguente lettera:
“Nell’adempiere a così gradito incarico, sento il bisogno di esprimerLe tutto il mio vivo compiacimento, certo, come sono, che l’autorevole ed illuminata collaborazione Sua gioverà non poco all’incremento amministrativo del Convitto, mentre la diretta partecipazione della S.V. alla trattazione di argomenti che ne interessano l’ordinamento interno varrà, indubbiamente, a rendere sempre più saldi e fecondi di bene quei vincoli di reciproca simpatia e considerazione che uniscono i due istituti. Con gli ossequi più cordiali e distinti”.
Il preside del R. Liceo maddalonese, prof. cav. Gaspare Caliendo, avendo ricevuto, in data 20 gennaio, la succitata lettera, rispose e firmò, il giorno 27 dello stesso mese, al rettore Raffaello Pierini, un semplice foglio dattiloscritto con queste parole:
“Spett. R. Convitto Nazionale “G. Bruno” – Maddaloni
In possesso della nota controindicata di pari oggetto, ringrazio la S.V. Illma della gradita comunicazione e mi dichiaro ben lieto di entrare a far parte del Consiglio di Amministrazione di Cotesto R. Convitto Nazionale.
Il buon nome e la tradizione di specchia fama che gode il Convitto Nazionale “G. Bruno” oltre i confini della regione, mi fanno sentire più vivo l’orgoglio e il senso di responsabilità nell’opera di coadiuvazione, a cui sono stato chiamato, in intima e cordiale intesa con V.S. Illma, che ne dirige le sorti da più anni, per coscienziosa rettitudine e illuminato zelo. Con l’occasione, mi è grato riconfermare a V. S. Illma i miei sentimenti di affettuoso cameratismo e il proposito di contribuire efficacemente all’incremento della nobile istituzione e all’educazione spirituale dei giovani affidati alle sue cure, la cui sorte è particolarmente a cuore. Con cordiali e distinti saluti fascisti”».
D: Sappiamo quando il Preside partecipò alla sua prima seduta consigliare?
R: «Dai verbali del suddetto consiglio, risulta che il preside Caliendo partecipò alla sua prima seduta consiliare il 14 febbraio 1938-XVI e nella relativa relazione si legge:
“Il rettore Pierini presenta ai signori componenti l’assemblea il dott. cav. Caliendo Gaspare, nominato consigliere in rappresentanza del Governo.
Sono presenti i Sigg.: Pierini Raffaello Rettore – Presidente, dai Consiglieri, Dott. Cav. Caliendo Gaspare, Dott. Cav. Iorio Filippo- Delegato, Avv. Castaldo Giuseppe, Avv. Antonio Castaldo, dal Vice Rettore Dott. Francesco Schettini e dall’Economo – Segretario Atticciati Guglielmo.
Il Rettore, constatato il numero legale degl’intervenuti, dichiara aperta e prende, quindi, la parola per esprimere, a nome suo e del Consiglio, al nuovo Consigliere, Preside Dott. Cav. Gaspare Caliendo, il più vivo compiacimento per l’avvenuta sua designazione a Rappresentante del Governo. Certamente, dice il Rettore, l’autorevole ed illuminata collaborazione sua gioverà non poco allo incremento amministrativo del Convitto, mentre la diretta partecipazione del Dott. Cav. Caliendo alla trattazione di argomenti che ne interessano l’ordinamento interno varrà, indubbiamente, a rendere sempre più saldi e fecondi di bene quei vincoli di reciproca simpatia e considerazione che uniscono i due Istituti.
Il Consiglio, all’unanimità, si associa alle parole del Rettore ed il Dott. Cav. Caliendo, ringraziando, si dichiara ben lieto di entrare a far parte del Consiglio di Amministrazione del Convitto, animato dal più vivo desiderio di contribuire efficacemente, in intesa e cordiale collaborazione agli altri consiglieri e con il Rettore, all’incremento di un Istituto che vanta così nobili ed antiche tradizioni.
Nella stessa seduta “il Consiglio su proposta del Rettore, all’unanimità, delibera di delegare, come delega, il Sig. Preside Dott. Cav. Gaspare Caliendo a suo rappresentante in seno al Collegio di Vigilanza Educativa, il quale risulta, pertanto, così costituito: Rettore Pierini Raffaello Presidente, Vice Rettore Dott. Francesco Schettini, Preside Dott. Cav. Gaspare Caliendo, Rappresentante il Consiglio di Amministrazione, Cav. Aniello Cerreto , Segretario Comandante della G.I.F., Dott. Cav. Francesco Cerreto, Sanitario del Convitto”».
D: Come erano i rapporti e i contatti tra il Rettore del Convitto e il Preside Caliendo?
R: «Dall’inizio dell’anno scolastico 1937/38, i rapporti tra il preside Caliendo e il rettore Pierini erano quasi quotidiani, oltre per la vicinanza e il collegamento tra i due plessi, maggiormente per lo scambio delle informazioni riguardanti la frequenza, il comportamento e il profitto dei convittori iscritti al nostro liceo classico. Tale collaborazione si era maggiormente consolidata con la suddetta nomina del preside Caliendo in seno al Consiglio di amministrazione del Convitto».
D: Di quegli anni abbiamo qualche particolare curiosità?
R: «Si. Col Regio Decreto legge 20 giugno 1935, n. 1010 (legge 30 dicembre 1935, n. 2261), fu istituito il sabato fascista per far svolgere agli alunni le attività di carattere addestrativo prevalentemente premilitare e postmilitare e ai cittadini quelle di carattere politico, professionale, culturale e sportivo.
Nel nostro archivio storico è presente una missiva a firma del preside Caliendo, del 9 febbraio 1938, e indirizzata al rettore Pierini inerente tale oggetto. La lettera esordisce in questo modo:
“Per disposizione del Comando Federale, a incominciare da domani, le attività del sabato fascista dovranno svolgersi in prosecuzione dell’orario scolastico, per la durata di un’ora e mezza: la prima mezz’ora sarà dedicata, in classe dalle 12,30 alle 13, alla conversazione di cultura fascista, e la rimanente ora, dalle 13 alle 14, sarà dedicata alle istruzioni ginnico-militari. Alle ore 14, tutti gli organizzati studenti dovranno essere liberi.
Ve ne avverto, perché nessuno provvederà alla modifica del Vostro orario interno, in conformità dalle superiori disposizioni. Saluti fascisti”.
Inoltre, va riferito che l’adunanza del 14 luglio 1938-XVI fu l’ultima a cui partecipò, come Rettore-Presidente, il dott. Raffaello Pierini, mentre nella successiva, del 27 settembre, risulta come Presidente del Consiglio di amministrazione, il prof. Caliendo cav. Gaspare e come Rettore facente funzione del Convitto, il prof. Francesco Schettini. Nel verbale della stessa è scritto: “Poiché il Rettore, Prof. Pierini Cav. Raffaello, è stato collocato a riposo fin dal 16.VII. 1938, il Vice Rettore rileva che data l’assenza del Rettore, a norma dell’art. 9 del Regolamento per i Convitti Nazionali (Pubblicato nella G. U. n° 276 del 27/11/1925) – Regio Decreto 1/9/1925, n°2009, “in mancanza o in assenza del Rettore, le adunanze del Consiglio di Amministrazione sono presiedute da uno dei Consiglieri scelti dal Consiglio.
Avendo i consiglieri scelto il preside Caliendo, costui, fin quando non sarà nominato il nuovo rettore titolare del Convitto Nazionale di Maddaloni, in base all’art. 10 del già citato regolamento, presiederà tutte le adunanze che per legge devono tenersi una volta al mese (ordinaria amministrazione)».
D: La figura del Preside Caliendo è legata all’inaugurazione del Monumento ai Caduti della Prima Guerra mondiale?
R: «Si. Nel 1939, per ricordare il sacrificio compiuto dagli ex allievi del Liceo Classico, caduti nella Prima guerra mondiale, 1915/1918, per scacciare il nemico Austro – Ungarico dalla nostra Madre Patria, l’istituto, con in testa il preside Gaspare Caliendo, rese omaggio alla loro memoria con la costruzione di un maestoso monumento (opera d’arte semplice e imponente in marmo e travertino, progettata dall’architetto Florestano di Fausto) ricco di tre lapidi. Sulla prima lapide a sinistra sono riportate le seguenti nobili parole:
NELLA SCUOLA ALIMENTARONO LA FIACCOLA
DEL PIU’ PURO AMOR DI PATRIA
SUI CAMPI DI BATTAGLIA CADDERO
NELLA LUCE DELL’EPOPEA
NELLA GLORIA DEL SACRIFIZIO
CON LA VISIONE
DEI TERMINI SACRI
CHE NATURA POSE A PRESIDIO
DELLA PATRIA MONITO SOLENNE
ALLE VENTURE GENERAZIONI
Guerra 1915 – 18
Poi, segue la lista dei 34 caduti, comprendenti anche i nominativi dei fratelli De Simone:
|
Grado |
Cognome e Nome |
Comune |
Medaglie |
|
Caporale |
Brancaccio Vincenzo |
Maddaloni |
|
|
S. Tenente |
Cameretti Raffaele |
Prata Sannita |
|
|
S. Tenente |
Campagnuolo Michele |
Arienzo |
|
|
Tenente |
Casertano Massimo |
Capua |
Medaglia Argento |
|
Asp. Uff. |
Cianci Michelangelo |
Castelgrande |
|
|
Tenente |
Cimmino Marzio |
Arienzo |
M. Argento e Bronzo |
|
Tenente |
Colapietro Pasquale |
Sparanise |
Medaglia Argento |
|
Sergente |
Corcione[2] Alberto |
Maddaloni |
|
|
Capitano |
De Sena Mario |
Nola |
3 M. Arg. e 1 Bronzo |
|
Tenente |
De Simone Carlo |
S. Maria C.V. |
|
|
Tenente |
De Simone Enrico |
S. Maria C.V. |
|
|
Tenente |
De Simone Silvio |
Formia |
Medaglia Bronzo |
|
Capitano |
De Simone Stefano |
S. Maria C.V. |
|
|
Asp. Uff. |
Della Valle Sebastiano |
Maddaloni |
Medaglia Argento |
|
Tenente |
Di Franco Gennaro |
Maddaloni |
Medaglia Argento |
|
Tenente |
Di Rienzo Edoardo |
S. Maria C.V. |
|
|
Soldato |
Golini Mario |
Maddaloni |
|
|
Caporale Magg. |
Liguori Raffaele |
Maddaloni |
|
|
Caporale |
Loffredo Domenico |
Maddaloni |
|
|
Tenente |
Marchesani Ottavio |
Capua |
|
|
Maresciallo |
Memola Giuseppe |
Arienzo |
|
|
Sergente |
Montuori Clemente |
Maddaloni |
|
|
S. Tenente |
Mustilli G. Battista |
S. Agata de’Goti |
|
|
S. Tenente |
Napolitano Raffaele |
Comiziano |
|
|
S. Tenente |
Pagano Alberto |
Nola |
Medaglia Bronzo |
|
Tenente |
Porrino Umberto |
Arienzo |
Med. Arg. e Bronzo |
|
S. Tenente |
Radice Mario |
Acerra |
|
|
S. Tenente |
Rossi Luigi |
Maddaloni |
Medaglia Argento |
|
S. Tenente |
Sagnelli Federico |
S. Maria C.V. |
|
|
Sergente Magg. |
Sferra Manlio |
Maddaloni |
|
|
Tenente |
Tammaro Domenico |
Maddaloni |
Med. Arg. e Bronzo |
|
Capitano |
Vaccariello Alessio |
Rotondi |
Medaglia Argento |
|
Maggiore |
Vallese Modestino |
Maddaloni |
Medaglia Argento |
|
S. Tenente |
Vitale Andrea |
Frattamaggiore |
La lapide centrale del monumento posto nell’atrio aperto del Liceo Classico “G. Bruno” è dedicata a Carlo Scalera, figlio di Antonio, nato a Maddaloni il 23 febbraio 1885, ex alunno dell’istituto come i fratelli Salvatore e Michele, titolari della Società Italiana Costruzioni e Lavori Pubblici nonché della Scalera Film. Caduto a Bengasi, in Libia, il 26 ottobre 1938, in un incidente stradale, mentre stava realizzando, con la sua impresa edile, un’importante opera stradale, la Asmara-Massaua in Eritrea e la litoranea Tripoli-Bengasi.
A
CARLO SCALERA
CADUTO SULLE VIE IMPERIALI DI ROMA
NELLA LUCE SERENA DEL DOVERE
A SUGGELLARE COL SUO SACRIFIZIO UN’OPERA
CHE CON INDOMITA VOLONTA’ SEPPE COSTRUIRE
PER ETERNARE NEI SECOLI
L’IMPRONTA CREATRICE DEL GENIO ITALIANO
E PER DARE ALLA PATRIA
UN PIU’ VASTO RESPIRO D’IMPERO NEL MONDO
FULGIDO ESEMPIO DI OPEROSE MAGNIFICHE VIRTU’ CIVILI
ALLE GENERAZIONI PRESENTE E FUTURE
DI QUESTO ISTITUTO
CHE LO EDUCO’ CON LA SEVERA DISCIPLINA DELLO STUDIO
ALL’AMORE DELL’ITALIA ALLA PASSIONE DEL LAVORO
ED OGGI NE CONSACRA IL NOME E NE ACCOGLIE LO SPIRITO
ACCANTO AGLI EROI CHE PER I PIU’ ALTI DESTINI
DI NOSTRA GENTE
LO PRECEDETTERO SULLA VIA DEL SACRIFICIO
E DELLA GLORIA
Maddaloni XXVI ott. 1939
Il monumento fu inaugurato con una solenne e toccante cerimonia, celebrata il 3 dicembre 1939, alla presenza di numerose alte cariche dello stato. Il podestà di Maddaloni, cav. avv. Salvatore Renga, insieme ad altri funzionari della città di Maddaloni, con l’ausilio della banda della Divisione di Napoli, erano schierati nei pressi della stazione ferroviaria, per accogliere e rendere gli onori alle Alte Autorità: i marescialli d’Italia S.E. Emilio De Bono, S.E. Rodolfo Graziani, capi di Stato maggiore dell’Esercito, i Ministri S.E. Giuseppe Bottai, dell’Educazione nazionale, S.E. Pietro Fedele, ministro di Stato, S.E. Attilio Teruzzi, dell’Africa Italiana, il Prefetto di Napoli, S.E. Francesco Benigni, il senatore Giunio Salvi, vicepresidente del Senato, S.E. l’ammiraglio Wladimiro Pini, comandante il Dipartimento del basso Tirreno, il Podestà di Napoli Gr. Uff. Orgera e altri ancora. Il numeroso corteo si avviò verso l’istituto, sito in via San Francesco d’Assisi, dove, il preside, cav. Gaspare Caliendo e i suoi collaboratori, attendevano gli eccellenti ospiti. Erano schierati reparti di truppa armata e i rappresentanti dei partiti, i convittori con i loro istitutori, gli allievi del celebre liceo con i loro professori e il personale tutto, compreso quello del convitto. Invece, sulla tribuna, erano presenti i familiari degli ex liceali caduti, provenienti da tutta la regione, che erano passati dalla scuola alla guerra e avevano sacrificato la vita per la nazione. La famiglia Scalera era composta dalla moglie di Carlo, N.D. Maria Alimenti, i quattro figli Antonio, Giuseppina, Maria e Carmen, il padre Antonio e i fratelli Salvatore e Michele. Intervennero anche cittadini della provincia di Napoli e Caserta e una commossa schiera di maddalonesi. Dopo il rito religioso, il Preside dell’Istituto, prof. Caliendo scese dalla tribuna, si pose di fronte al Monumento e fra la commozione di tutti fece l’appello di Carlo Scalera e degli studenti caduti nella Grande Guerra, oggi glorificati con lui. Terminato l’appello, il Podestà cav. avv. Salvatore Renga rivolse ai personaggi una breve e nobile allocuzione di saluto in nome della città di Maddaloni. Prese poi la parola il preside cav. Caliendo che illustrò il significato della cerimonia e rievocò con ispirati e vibranti accenti la figura di Carlo Scalera e dei suoi Condiscepoli, associandoli con felice formula perché tutti votati allo stesso sacro ideale di Patria. Fu molto toccante il discorso di chiusura della cerimonia del Ministro di Stato, senatore Pietro Fedele, il quale oltre ad essere un ex docente del Real Liceo Giordano Bruno, era stato anche professore di Carlo Scalera, al quale dedicò un commovente ricordo degli anni trascorsi nell’istituto e di elogio per la sua intelligenza feconda di grandi opere mostrata nel campo imprenditoriale. A seguire i balilla e le piccole italiane, allievi dell’istituto, sfilando davanti al monumento, resero onore ai Caduti con un gentile omaggio floreale che commosse e suscitò il plauso di tutti i presenti. Le alte autorità dello Stato, emozionate, vollero salutare tutti i genitori dei ragazzi caduti, per esprimere la loro solidarietà e il Maresciallo Graziani volle abbracciare il papà di Carlo, il comm. Antonio Scalera, quasi ottantenne, ma ancora forte e robusto come una quercia, malgrado il dolore della perdita del suo caro figlio primogenito. Fra le ali di popolo acclamanti, i Ministri e i Marescialli d’Italia, dopo aver visitato i locali del R. Liceo Ginnasio ”G. Bruno” e del R. Convitto Nazionale, partirono alla volta di Napoli. (Testo ricavato dai giornali dell’epoca: Il Mattino, La Scuola Italiana, L’Illustrazione Italiana)».
D: Interessante trattazione, vi fu un seguito?
R: Si. Nel maggio 1940, il preside del Real Liceo Classico “G. Bruno”, prof. cav. Gaspare Caliendo, a ricordo di questa commovente cerimonia scrisse un libro per ricordare e commemorare degnamente i suoi allievi caduti. Nelle sue pagine racchiuse le varie biografie e i volti dei ragazzi, di Carlo Scalera e le foto della cerimonia su descritta con i suoi importanti intervenuti. La pubblicazione del libro Albo d’onore in memoria degli studenti caduti nella Grande guerra e di Carlo Scalera, fu edito dallo stabilimento tipografico N. Jovane di Napoli. In questo importante libro molti furono i professori del R. Liceo Ginnasio maddalonese che vollero scrivere dei pensieri per ricordare con parole nobili i propri ex allievi Eroi caduti per la libertà della nazione e della democrazia e a cui avevano insegnato il germe della cultura, del dovere, della pace e dell’amore verso la madrepatria.






Il Rettore facente funzione del Convitto Nazionale, dott. F. Schettini, volle contribuire a ricordare gli ex allievi caduti scrivendo queste parole: “Alcuni dei giovanetti Eroi, che assursero col loro sacrificio alla gloria dei cieli e che oggi il R. Liceo-Ginnasio “G. Bruno” ha voluto glorificare nel marmo, vissero la loro adolescenza nelle aule pensose di questo R. Convitto Nazionale, quivi affinando quel nutrimento dello spirito e l’amore per lo studio e per la patria, che dai banchi della Scuola apprendevano dalla voce e dal cuore dei Maestri. Il loro purissimo sacrificio sia incitamento e lievito ai condiscepoli di oggi e di domani, per la conquista di ogni meta e di ogni ideale, come lo fu a quelli di ieri che marciarono verso la gloria dell’Impero di Roma”».



Nel registro del pagamento della tassa di ingresso e delle rette dei convittori, tra l’altro, veniva registrato, al Capitolo I, Articolo 1-Rendita fabbricati, anche la riscossione dei canoni annuali da parte del Comune di Maddaloni per i fitti dei locali ad uso scolastico, dal preside del Liceo Ginnasio, prof. Gaspare Caliendo, per le aule del suo istituto. Fin dall’inizio degli anni quaranta, l’istituto ebbe una crescita enorme come numero di studenti (400), per cui, era inevitabile, da parte del preside Caliendo, chiedere al rettore del Convitto altre aule per evitare doppi turni di lezione. La foto ricordo dell’a. s. 1939/40, posta nella pagina seguente, testimonia la popolazione scolastica del Liceo Ginnasio».
D: Ci sono altre deliberazioni di nostro interesse che ci raccontano l’impegno del Preside Caliendo?
R: «Si. Dal Registro delle Delibere del Consiglio Amministrativo, dal 1941 al 1950, conservato presso l’Archivio dei Documenti Storici del nostro Convitto Nazionale, risulta che nell’Adunanza del 10 gennaio 1941, presieduta dal comm. Gaspare Caliendo, si discusse del funerale del Rettore f.f. del Convitto, prof. Schettini Francesco. Nel relativo verbale è scritto:
“Il Consiglio riunitosi, in seduta straordinaria, rende omaggio alla Memoria del defunto Dott. Schettini Francesco che per più di due anni ha retto degnamente l’Istituto. E che anche nell’infermità da cui venne qualche giorno prima colpito, volle attendere al compimento dei suoi doveri. In considerazione della sua opera svolta a pro di questo Convitto, essendo egli morto senza lasciare alcun bene di fortuna il Consiglio ad unanimità delibera di far pagare all’Amministrazione del Convitto le spese per i funerali e per l’assistenza mostrata agli ultimi giorni di sua vita in £ ….
Il Presidente G. Caliendo, Vice Economo – Segretario G. Atticciati Il Consigliere delegato F. Lazzaro”.

Invece, nella seduta del 4 dicembre 1941-XX, per la rinuncia “dell’avvocato Giuseppe Castaldo alla nomina di Consigliere delegato,….
Il Consiglio unanime prega il componente Dott. Prof. Gaspare Caliendo ad accettare siffatto incarico, al che il predetto vi aderisce per un atto di vero riguardo al Consiglio stesso, che sanziona così la nomina del nuovo Consigliere delegato”.
Nell’adunanza del 30 ottobre 1942-XXI, il preside Caliendo, per vari motivi, rassegnò le sue dimissioni dal Consiglio. Dal relativo verbale, si legge: “Prima di ogni altro il Rettore D’Ovidio fa presente ai Signori Consiglieri le dimissioni da componente il Consiglio del Preside Comm. Gaspare Caliendo. I suoi buoni uffici non sono valsi a farlo recedere dalle rassegnate dimissioni poiché ”le accresciute esigenze della scuola, egli dice nella lettera, l’attività che vado svolgendo nella G.I.L. e nel Partito, le cure e le preoccupazioni familiari, non mi offrono quella disponibilità di tempo necessario per attendere a nuovi e a più delicati compiti”. Non potendo egli quindi assolvere con la dovuta solerzia e con la piena tranquillità l’incarico affidatogli, ha rassegnato le dimissioni da Consigliere delegato.
Il Consiglio pur apprezzando l’alto senso di delicatezza e di responsabilità del Comm. Caliendo, con vivo rammarico prende atto delle rassegnate dimissioni e lo ringrazia dell’opera spesa a pro del “Giordano Bruno”, sicuro che, anche lontano dal Consiglio, si riterrà sempre spiritualmente vicino e continuerà a guardare con occhio benevolo di educatore questa Istituzione che vanta gloriose e nobili tradizioni.
Ad evitare che il Consiglio non possa funzionare per la mancanza del numero legale, il Comm. Caliendo consente di rimanere in carica, finché il Superiore Ministero non avrà provveduto alla sua sostituzione ed a quella del ragioniere Gazzerro Filippo, già Consigliere delegato dimissionario”.
La sua effettiva sostituzione avvenne nell’Adunanza ordinaria del 6 aprile 1943-XXI. Ecco il testo:
“Il Presidente (rettore D’Ovidio) prima di cominciare la trattazione degli argomenti posti all’ordine del giorno, rivolge un ringraziamento al Preside Caliendo Comm. Gaspare e Castaldo Avv. Giuseppe per l’opera premurosa ed efficace da essi prestata durante la loro permanenza in Consiglio ed un deferente saluto ai loro successori Avv. De Laurentis Notar Girolamo e Renne Rag. Francesco la cui preziosa collaborazione, con quella dei Sig. Consiglieri confermati in carica Cav. Uff. Iorio Notar Giuseppe e Brancaccio Avv. Antonio, dà i migliori affidamenti e sarà di grande aiuto nella soluzione dei vari problemi che interessano la vita del nostro Convitto.
Ringraziano, i Signori Consiglieri, della fiducia riposta nell’opera loro, che sarà diligente ed attiva per quanto lo consentano le loro forze, ispirata sempre al desiderio di veder prospero e fiorente questo Istituto che vanta tante nobili e gloriose tradizioni. Pregano il Presidente di rendersi interprete presso il Comm. Caliendo ed Avv. Castaldo dei sentimenti di gratitudine e simpatia del Consiglio per l’opera da essi espletata per il bene del “G. Bruno”.
D: Ci sono altre curiosità di cui riferire?
R: «L’otto settembre 1943, il Generale Eisenhower, Comandante in capo delle forze Alleate nel Mediterraneo, alle 16.30, da radio New York, anticipò la notizia della firma dell’armistizio con l’Italia; i tedeschi presenti sul territorio italiano, sentendosi traditi, occuparono tutte le grandi città, compresa Roma.
Il 6 novembre 1943, in piena occupazione nazista a Maddaloni, il preside Caliendo, insieme ad altri dipendenti del Convitto e del Liceo Ginnasio, si rese protagonista di un simpatico e curioso episodio. Come tutti gli anni scolastici precedenti, l’economo del Convitto comprò dai suoi abituali fornitori una partita di 550 kgdi patate che doveva servire per l’inizio dell’anno scolastico 1943/44. Per evitare che andassero a male, si impegnarono a venderle per le loro famiglie e per i loro conoscenti, in particolare ad ognuno di loro furono consegnati 50 kg di patate che alienate a £. 5,50 resero una somma di £. 275, la quale fu consegnata all’economo del Convitto, dott. Nuzzo che, in tutto, incassò, £. 5.225.
Per l’anno scolastico 1943/44, il Convitto rimase chiuso per i locali occupati dalle Forze alleate ma, comunque, il Consiglio di amministrazione continuò a riunirsi in un appartamento privato preso in fitto dal rettore D’Ovidio. Anche il Liceo G. Bruno ospitò le truppe di occupazione di colore e fu gravemente devastato, i banchi ad anfiteatro vennero, aula per aula, divelti e usati come legna da ardere ed i busti, posti lungo i corridoi nelle arcate di ogni androne finestra raffiguranti personaggi illustri della Roma antica, vennero distrutti dal tiro a bersaglio dei cecchini scatenati per le continue ubriacature. Nonostante ciò, grazie al suo dinamico preside Gaspare Caliendo, il Liceo Ginnasio funzionò in condizioni precarie dislocando le sue classi in locali disagevoli e di scarsissima ampiezza nel monastero della Chiesa dell’Annunziata “messi gratuitamente a disposizione da padre Angelo di San Pio, priore dei padri Carmelitani scalzi”[3]. Il preside Caliendo per non interrompere le lezioni ridusse l’orario scolastico e ricorse a due o, addirittura, a tre turni, per dare a tutti i suoi studenti la possibilità di frequentare la scuola nonostante i gravissimi disagi succitati.
L’anno scolastico successivo le cose andarono un po’ meglio, i tedeschi erano scappati già da tempo, gli alleati garantivano un certo ordine, chi aveva la possibilità poteva frequentare le lezioni di lettere del prof. Ludovici Luigi, di lingua inglese del prof. Pandozy Arturo, di religione del canonico Cerreto Michele o di qualche altro prof residente o che poteva raggiungere Maddaloni senza problemi, ma, comunque, continuando ad adattarsi alle numerose difficoltà che persistettero ancora per diversi anni prima di ritornare alla piena normalità anteguerra.
Dal Registro delle Delibere del Consiglio Amministrativo, dal 1941 al 1950 suddetto, risulta che il preside Caliendo partecipò al suo primo Consiglio di amministrazione nell’assemblea del 10 novembre 1949 nella quale si discusse della nomina del Presidente di seduta (il rettore D’Ovidio fu collocato a riposo) e del Consigliere delegato. Dal relativo verbale si legge:
“Presenti i Sigg.: Prof. Caliendo Gaspare rappresentante del Ministero, Notaio Iorio cav. Giuseppe idem del Comune, Rag. Renne Francesco idem della Finanza, Prof. Caprio Francesco idem del Ministero, Avv. Brancaccio Antonio idem della Provincia, Vice Rettore Giannini Domenico Rettore ff.
Aperta la seduta si procede alla votazione per la nomina del Presidente, non potendo la seduta stessa essere presieduta dal Rettore ff. per il disposto dell’art. 9 del Regolamento. Viene eletto ad unanimità il Prof. Caliendo, Preside del locale Liceo ginnasio.
Il Preside Caliendo ringrazia il Consiglio dell’attestato di fiducia e stima e raccomanda che tutti i consiglieri diano la loro più fattiva collaborazione per ottenere, insieme con la Direzione del Convitto, che questo possa superare la presente crisi dovuta agli eventi bellici e riprendere le sue belle tradizioni educative, richiamando allievi anche dai più lontani centri della regione. Ciò naturalmente non potrà conseguirsi se il Consiglio d’Amministrazione non svolgerà opera attiva ed efficace con frequenti riunioni e con interessamento assiduo e vigilante sull’andamento del Convitto, nei limiti fissati dal regolamento. I consiglieri tutti e il rettore ff. (prof. Giannini) si associano alle dichiarazioni del Presidente”».
D: Circa le fasi di riavvio dell’Istituzione retta da Caliendo abbiamo altre indicazioni?
R: «Si. Nell’Adunanza del 14 marzo 1950 si parlò della “Ricostituzione del collegio di vigilanza educativa. Su proposta del preside prof. Caliendo delibera poi di ricostituire il collegio di vigilanza educativa disposto dall’art. 103 del regolamento, ed all’uopo vengono eletti lo stesso prof. Caliendo quale delegato del Consiglio, e il cav. Domenico Barbato e cav. Eugenio Iorio quali rappresentanti delle famiglie”.
Nel Consiglio amministrativo del 16 ottobre 1950, il comm. prof. Gaspare Caliendo, in qualità di Presidente, presenta il nuovo Rettore del Convitto Nazionale “G. Bruno”, il dott. Renato Ravinetti. Ecco il testo:
“Prende per primo la parola aprendo la seduta, il dott. Prof. Caliendo che ha funzionato da Presidente fino all’ultima seduta in mancanza del rettore. Egli porge un caldo e cordiale saluto al nuovo Rettore auspicando il migliore avvenire per il Convitto che si augura possa ancora assurgere all’antico lustro sia dal lato educativo e disciplinare e sia per il numero e la formazione degli alunni alla vita. Risponde il nuovo Rettore dott. Ravinetti, ringraziando il Prof. Caliendo ben augurando di poter corrispondere ai desideri ed alle speranze da lui espresse per il migliore avvenire del Convitto”.
Il preside Caliendo e il rettore Ravinetti dai loro uffici di direzione agivano quotidianamente in stretto rapporto di collaborazione sia per lo scambio di informazioni riguardanti i convittori frequentanti il Liceo Ginnasio, sia per i locali del Convitto dati in fitto al suo Istituto e alla Scuola Media governativa dove lo stesso Caliendo era preside incaricato.
Nel Consiglio di amministrazione del 20 aprile 1951, su proposta del rettore Ravinetti, fu deliberato all’unanimità la istituzione di una Scuola Media interna al Convitto, nel primo anno autorizzata, poi parificata a norma di legge, riservata esclusivamente ai convittori e semiconvittori.
La Scuola Media interna iniziò regolarmente a funzionare dal 9 di ottobre dello stesso anno in seguito ad autorizzazione del Ministro. Il giorno 11 novembre, su “Il Giornale”, quotidiano politico indipendente (edizione di Terra di Lavoro) fu pubblicato un articolo relativo alla istituzione e al funzionamento della prima classe di detta Scuola Media la quale si presentava concorrente alla Scuola Media governativa diretta dal preside Caliendo. In data 14 novembre, quest’ultimo e gli altri consiglieri presentarono una richiesta scritta di convocazione urgente di una seduta straordinaria del Consiglio di amministrazione del Convitto, formulata in base all’art. 10 del Regolamento per i Convitti Nazionali. Il rettore Ravinetti convocò il Consiglio il 16 novembre seguente, nel quale il preside Caliendo fece “presente che, data la sua particolare situazione di consigliere del Convitto e di Preside incaricato della locale Scuola Media Governativa, egli più di tutti era soggetto a critiche ed attacchi, in quanto facile era accusarlo di non aver sufficientemente curato gli interessi della Scuola Media Governativa per il fatto di aver dato come Consigliere del Convitto la sua approvazione alla istituzione della Scuola Media Parificata nel Convitto stesso”.
Il rettore Ravinetti “afferma di comprendere la particolare delicata situazione del Preside Caliendo e dice che proprio in considerazione di ciò prima ancora di proporre in Consiglio la istituzione della Scuola Media annessa al Convitto, aveva in merito conferito con lui ed aveva aderito alla sua richiesta di limitare la frequenza ai soli convittori (32) e semiconvittori (5), cosa che ha fatto e mantenuto. Ancora il Rettore “dimostra anche come la scuola interna nei Convitti risponda a necessità dei Convitti stessi, ed alla necessità in particolare di rialzare il prestigio e la situazione del Convitto di Maddaloni, scossi dalla guerra”.
Dopo ampia discussione da parte di tutti i componenti l’assemblea, la pubblicazione di altri due articoli su “Il Giornale” (20 novembre e 29 dicembre), la convocazione di successivi consigli amministrativi del 20 novembre (si discusse dell’articolo anzidetto, “L’Istituzione di una scuola media annessa al Convitto Nazionale “G. Bruno” – Una lettera chiarificatrice del Rettore”), del 21 dicembre (si deliberò la “soppressione della scuola media interna”) e del 4 gennaio 1952 (si discusse dell’articolo del 29 dicembre, “Il Convitto Nazionale “G. Bruno” nella scia di una fulgida tradizione”. Il rettore Ravinetti “avvalendosi del disposto dell’art. 13 del Regolamento, avrebbe ricorso contro questo rifiuto dei Consiglieri di ritornare sulla deliberazione di soppressione. All’Ill.mo Sig. Provveditore agli Studi, anche perché egli ritiene che prima della opinione pubblica e di interessi di altre amministrazioni, il Consiglio debba preoccuparsi degli interessi del Convitto”. A questo punto, su proposta del Preside Caliendo, il Consiglio in base allo stesso articolo 13, invita il Rettore a ricorrere al Provveditore addirittura per l’annullamento della deliberazione di soppressione del 21/12/1951 ciò allo scopo di evitare ai Consiglieri di fronte all’opinione pubblica di prendere una deliberazione contraria alla prima.
Nel consiglio amministrativo del 15 febbraio, su invito scritto dal Provveditore agli Studi di Caserta, dott. N. Accinni, il quale metteva in evidenza che la “Scuola Media interna in codesto Convitto Nazionale, che, peraltro, fu già autorizzata dal Ministro con nota n° 11995 in data 9 ottobre u.s. …. Il fatto che in codesta sede, nello stesso edificio o in altro edificio vicino o lontano, esista una Scuola Media Statale non impedisce che nel Convitto Nazionale sia istituita una Scuola Media interna. Istituita la Scuola Media interna nel Convitto Nazionale, nulla impedisce che siano ammessi a frequentarla anche alunni esterni, cioè alunni che non siano né convittori né semiconvittori, purché ciò non arrechi alcun pregiudizio a quella unità e continuità di azione didattico – disciplinare che caratterizza il governo di un Convitto Nazionale e risponde al desiderio delle famiglie.
Dopo discussioni animate il Consiglio all’unanimità delibera di mantenere la Scuola Media interna di cui a suo tempo fu deliberata dal Consiglio stesso l’istituzione”.
Nell’adunanza del 27 ottobre 1951, presenti tutti i titolari del Consiglio, il Rettore fa presente la necessità, dato anche l’aumentato numero dei convittori, di avere per un maggior numero di ore l’infermiere Burci Florido presente in Convitto, e con maggior regolarità di ore, dormendo anche ogni notte e quando fosse necessario per attendere il medico per gli ammalati più gravi. Su proposta anche del Preside Caliendo, il Consiglio approva e autorizza il Rettore a corrispondere all’infermiere Burci un compenso mensile di £. 15.000 più i pasti. Altro punto all’o.d.g. è l’acquisto di un congruo numero di stufe a legna per il riscaldamento dei locali più importanti del convitto, gli studi degli alunni, l’infermeria, gli uffici e gli alloggi dei funzionari».
D: In che modo il Preside Caliendo celebrò gli allievi caduti nel corso del secondo conflitto bellico mondiale?
R: « Nel 1954, sul Monumento del Liceo Ginnasio “G. Bruno”, il preside Caliendo fece apporre una nuova lapide per onorare gli allievi eroi caduti nella Seconda guerra mondiale.
In questo conflitto ventidue ex studenti, ufficiali e non, persero la loro giovane vita per gli ideali di libertà della patria e per la democrazia e decorati alla memoria al Valor Militare con Medaglia d’Oro, d’Argento e di Bronzo. Sulla nuova lapide si legge:
LA SCUOLA ESALTA
I SUOI EROI CHE IN OGNI TERRA
E PER TUTTI I CIELI
FEDELI AL COMANDAMENTO
SUGGELLARONO CON PATTO DI SANGUE
IL DIRITTO DELLA PATRIA
ALLA VITA IMMORTALE DEI SECOLI
SCENDA LO SPIRITO LORO
DALLE REGIONI DELL’INFINITO
TRA I SUPERSTITI
A RICORDARE: ITALIA
Guerra e Lotta di Liberazione 1940 – 45

e continua con i nominativi degli eroi caduti nella Seconda guerra mondiale, 1940/1945.
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Grado |
Cognome e Nome |
Comune |
Medaglie |
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S. Tenente |
Barbato Aldo |
Maddaloni |
Med. Br. |
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Tenente |
Barone Vittorio |
Cercola |
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S. Tenente |
Bianco Vincenzo |
Acerra |
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Capitano |
Borgia Edilio |
S. Maria C.V. |
Med. Arg. |
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Capitano |
Bucci Goffredo |
Alife |
Med. Arg. Br. Cr. V. M. |
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S. Tenente |
Capasso Salvatore |
Alife |
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S. Tenente |
Caruso Vincenzo |
Acerra |
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Capo 3 c.M.M. |
Cutillo Vincenzo |
Maddaloni |
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S. Tenente |
De Longis Guglielmo |
Maddaloni |
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All. Uff. |
Delli Paoli Franco |
Maddaloni |
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Universitario |
Festa Carmelo |
S. Stefano del Sole |
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Serg. Magg. |
Laurino Angelo |
Maddaloni |
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Tenente |
Maienza Mario |
Caserta |
Med. Br. |
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Tenente |
Maienza Nicola |
Caserta |
Med. Br. |
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V. Capo Sq. |
Martino Mario |
Teano |
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S. Tenente |
Monda Antonio |
Marigliano |
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Tenente |
Mugnolo Pasquale |
Acerra |
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Maggiore |
Romeo Domenico |
Maddaloni |
Med. Arg. 2 Med. Br. |
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Tenente |
Russo Spena Raffaele |
Acerra |
Med. Arg. |
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Sergente |
Savoia Italo |
Mirabella Eclano |
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Capitano |
Sena Mario |
Maddaloni |
Med. Oro 2 Arg. Med. Br. |
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Tenente Medico |
Serpico Rodolfo |
Scisciano |
La celebrazione religiosa fu eseguita da don Gennaro Bove, insegnante ginnasiale di religione e arciprete del Corpus Domini. Da alcune foto pubblicate nel libro del prof. Vuolo, “Nel bicentenario del Collegio di Terra di Lavoro, oggi Convitto Liceo Giordano Bruno di Maddaloni” si nota la stessa sistemazione del palco e la stessa disposizione degli intervenuti della cerimonia del 1939. Il preside era ancora il prof. Caliendo, il quale invitò tutta la cittadinanza, che partecipò in massa e in modo commosso, tutte le autorità civili, militari e religiose e i familiari dei poveri caduti provenienti da vari paesi della provincia e della regione, come Alife, Caserta, Santa Maria C.V., Teano, Acerra, Cercola, Marigliano, Mirabella Eclano e Scisciano. Il rettore del Convitto era il dott. Renato Ravinetti».

D: Andando avanti negli anni che altri ricordi abbiamo?
R: «Nella Seduta del Consiglio Amministrativo del 29 marzo 1956, il rettore Renato Ravinetti saluta tutti i presenti perché trasferito al Convitto Nazionale di Genova. I componenti il Consiglio offrono al rettore “una artistica pergamena ed una medaglia d’oro in riconoscimento dell’attiva opera di ricostruzione da lui svolta. La pergamena porta la seguente scritta in latino, dettata dal Preside del Ginnasio-Liceo Prof. Caliendo Gaspare.
|
Renato Ravinetti Rectori Praeclaro Qui tota mente in Reipubblicae Ephebeum J. Bruni Nomine Ornatum RegentumIncumbens Peritissimum se Praebuit Illud Post Gesta Belli Adversa Prisco donando Decore Ephebei Moderatore sed alunni Consultores Tam ExcellentisSollertiaeAdmirationeAffecti Ex Animo Gratulantes EumEggredientem Faustis Omnibus Prosequuntur MagdaloniIdibusMartiis – H.D. MCMLVI |
Renato Ravinetti Al Rettore che dedicandosi con totale abnegazione al Convitto della Repubblica onorato del nome di Giordano Bruno, si mostrò espertissimo dopo gli avversi eventi della guerra, ripristinando come guida del Convitto l’antico decoro, e gli alunni, presi da sincera ammirazione per tanto eccellente solerzia, congratulandosi con affetto, lo salutano per il termine del suo mandato augurandogli ogni bene. Maddaloni, Marzo 1956[4] |
Consegnata la pergamena prende a nome del Consiglio la parola lo stesso Preside Caliendo, quale Consigliere anziano, porgendo a sua volta il Saluto al Rettore uscente e pronunciando al suo indirizzo elevate parole.
Nell’Adunanza del giorno 8 novembre 1957 ci fu la prima partecipazione del nuovo Rettore, dott. Mario Tassitani, proveniente dal Convitto Nazionale “Pasquale Galluppi” di Catanzaro.
Prima di iniziare la discussione del predetto ordine del giorno, il Rettore porge il suo saluto al Consiglio di Amministrazione, dichiarandosi certo della collaborazione fattiva da parte di ogni componente il Consiglio di Amministrazione per la migliore soluzione dei problemi del Convitto Nazionale di Maddaloni; Convitto che oggi, è fra i primi di tutta l’Italia per il numero di alunni che accoglie. Il Consigliere comm. Preside Caliendo, a nome del Consiglio, ricambia il saluto al Rettore, assicurando che da parte del Consiglio stesso sarà fatto ogni sforzo, come è stato sempre fatto, a che il Convitto Nazionale giordano Bruno di Maddaloni, che vanta gloriosa tradizione per numero di alunni e iscritti e per serietà di studi, possa sempre godere della fiducia delle famiglie ed essere fucina di gioventù studiosa.
Qualche giorno dopo, il 13 novembre 1957, sul giornale “Il Tempo” apparve un articolo di “Una simpatica cerimonia si è svolta presso il Convitto Nazionale ‘G. Bruno’, alla presenza del Provveditore agli studi comm. Ferrante, dei membri del Consiglio di Amministrazione e dei funzionari del Convitto Nazionale ‘V. Emanuele’ di Napoli e del dott. Carbone, già reggente del nostro Convitto nel biennio 1956-1957. In occasione del ritorno di quest’ultimo alla sede di provenienza per trasferimento da Catanzaro a Maddaloni del nuovo Rettore dott. Mario Tassitani. I componenti del consiglio di amministrazione e i funzionari del convitto hanno voluto rendere al dott. Carbone un tributo di riconoscenza per la sua operosa e instancabile attività, intesa a dare incremento alla vita del Convitto, offrendogli una pergamena con medaglia d’oro. Dopo il saluto rivolto ai presenti dal rettore Tassitani, ha parlato, in nome del Consiglio il preside del Liceo Comm. Caliendo, che ha posto in luce le benemerenze acquisite dal dott. Carbone, in soli due anni di reggenza, nell’opera restauratrice da lui compiuta a favore del convitto, rivolgendo infine un saluto di cordiale benvenuto al nuovo rettore, nella certezza che, continuando le direttive dei suoi predecessori, saprà rinverdire le belle e gloriose tradizioni del nostro convitto”».
D: Passiamo dunque ad un altro evento importante: il 150° anno della fondazione[5] (1807/08 – 1957/58), cosa c’è da riferire in relazione al Preside Caliendo?
R: «Il ciclo delle celebrazioni del 150° annuale della fondazione del Real Collegio di Terra di Lavoro ebbe inizio il 10 novembre 1956 con il Presidente della Camera dei Deputati, On. prof. Giovanni Leone (futuro Presidente della Repubblica Italiana dal 29 dicembre 1971 al 15 giugno 1978) e si concluse il 1° dicembre 1957, in concorde spirito di collaborazione tra il Liceo Ginnasio ”G. Bruno” e il Convitto Nazionale, nel ricordo delle comuni lontane origini e, per lungo ordine di tempo delle tradizioni di studi e di cultura. La cerimonia si svolse con le seguenti manifestazioni: conferimento delle borse di studio, premiazione degli alunni più meritevoli, scoprimento di due lapidi in onore dei più grandi Maestri e Allievi, e di una lapide alla memoria del capitano Mario Sena, medaglia d’oro al Valor Militare. Ad essa conferì un particolare altissimo significato la presenza dell’on. prof. G. Battista Scaglia, S. Segretario di Stato alla Pubblica Istruzione, del Prefetto della Provincia, dott. Mario Tino, dei Vescovi di Caserta e Alife, mons. Bartolomeo Mangino e mons. Virginio Dondeo, del Direttore Generale dell’Istruzione Classica, dott. Emilio Prisinzano, del Provveditore agli Studi, dott. Raffaele Ferrante, del Direttore di divisione dei Convitti Nazionali, dott. Giovanni Cutolo, dell’on. prof. Elio Rosati, del Colonnello dei Carabinieri, sig. Umberto Arena, del Questore dott. Rocco Aqueci, del Colonnello della S. C. A. M., dott. Orazio Cannata, del Sindaco di Maddaloni, dott. Salvatore Cardillo con gli assessori dott. Giuseppe Campolattano, dott. Antonio Correra, dott. Giuseppe Sollitto, rag. Vincenzo Lombardi, di don Salvatore D’Angelo, Direttore del « Villaggio dei Ragazzi », del Presidente dell’A. N. R. C., avv. Silvio De Lucia, del Commissario provinciale della D. C. dott. Virginio Irmici, del Commissario locale D.C. avv. Renato Sena, del duca Leonardo Tixon, del Presidente Istituto Case Popolari, avv. Angelo Grauso, del Rettore del Convitto Nazionale di Roma, dott. Antonino Carrubba, del Rettore del Convitto Nazionale di Napoli, dott. Raffaele Pastore, della nobildonna Alessandra Anna Pascarella, madre di Mario Sena e di altre personalità. Con il corpo insegnante del Liceo Ginnasio e il personale dirigente del Convitto Nazionale erano presenti tutti i Capi degli Istituti cittadini, la rappresentanza delle forze armate e numerose famiglie degli allievi del Liceo e dei Convittori. Nello storico salone del Convitto, prese per primo la parola il Provveditore agli studi, dott. Raffaele Ferrante, il quale, dopo aver rivolto al rappresentante ufficiale del Governo il saluto della Scuola di Terra di Lavoro, accennò brevemente alle benemerenze culturali e patriottiche dei due istituti. Parlò, poi, il Rettore del Convitto, dott. Mario Tassitani il quale illustrò ampiamente l’efficacia dell’unità d’indirizzo nel campo dell’educazione e dell’istruzione, dichiarandosi infine lieto e orgoglioso di aver assunto la direzione del Convitto in un momento particolarmente solenne della sua vita. Si levò dopo a parlare l’oratore ufficiale, prof. Gaspare Caliendo, Preside del Liceo Ginnasio, il quale, dopo aver illustrato il significato spirituale della festa del premio di studio che viene conferito agli alunni più meritevoli, rievocò le gloriose tradizioni del primo collegio di studi della provincia, centro in ogni tempo di severa cultura umanistica, faro d’irradiazione del pensiero dei grandi Maestri, fucina d’insigni patrioti e di forti intelletti che onorarono la patria dalla Cattedra, dal Foro, nel Parlamento, sui campi di battaglia di tutte le guerre. Infine, l’on. Scaglia, rivolse la sua calda parola d’incoraggiamento alla gioventù studiosa, esaltando l’alta funzione della scuola e compiacendosi della solenne cerimonia celebrativa delle memorie e tradizioni antiche dell’Ateneo “G. Bruno”. Ebbe poi luogo la premiazione degli alunni più meritevoli. Del convitto nazionale vennero premiati: Giuseppe Longobardi, della seconda Media interna, con medaglia d’oro; gli alunni Michele Di Marzo e Antonietta Iovine, della prima Media interna con medaglia d’argento; Gianna Sarracco, candidata agli esami di ammissione alla prima Media; con medaglia di bronzo e diploma gli alunni: Fernando Sinapi, della prima Media interna, Flora Grauso, della seconda Media interna, Francesco Castrillo, Giovanni Di Monaco e Mario Molino, della terza Media interna, Bartolomeo Castrillo, Giuseppe Cioffi, Ferdinando Galeno, Giovanni Lombardi, Michele Lombardi, Giacomo Mennitto, Giuseppina Munno e Giovanni Sciullo, candidati agli esami di ammissione alla Scuola Media interna. Aggiungo che durante la cerimonia avvenne, tra l’altro, la donazione di una bandiera da parte del Rettore del Convitto al Preside del Liceo ginnasio, come resta documentato sul numero di Palaestra 1/2 del novembre/dicembre 1956».







D: Sempre di questi anni che altri ricordi abbiamo?
R: «Il 12 maggio 1959, su carta intestata del Liceo Ginnasio Statale “G. Bruno”, il preside Gaspare Caliendo dattiloscrisse al rettore del Convitto, dott. Mario Tassitani, la seguente lettera:
Al Chiar.mo Sig. Rettore del Convitto Nazionale “G. Bruno” – Maddaloni
Poiché si è verificato l’increscioso inconveniente che qualche convittore, eludendo la vigilanza del personale preposto a detto servizio, è rimasto in convitto, ricorrendo alla falsificazione della firma del f.f. rettore per essere ammesso alle lezioni, prego cot. Direzione di farmi tenere a mezzo di un Istitutore, ogni mattina, l’elenco, a firma di V.S., dei convittori da giustificare, con la indicazione della classe. Faccio presente che l’assenza ingiustificata incide sulla condotta, con pregiudizio non lieve ai fini della promozione: di tanto è bene avvertire tutti i convittori.
Con saluti distinti Gaspare Caliendo

Alla fine dell’anno scolastico 1959/60, il preside Gaspare Caliendo fu collocato a riposo per raggiunti limiti di età (70 anni) e di carriera. A tal proposito, molte personalità, a partire dal Ministro della Pubblica Istruzione, senatore Giacinto Bosco, il Direttore Generale dell’Istruzione Classica Scientifica Magistrale, dott. Emilio Prisinzano e i Provveditori agli Studi di Napoli e Caserta che collaborarono con lui durante la sua lunga carriera di dirigente scolastico, il dott. Michele Simone, il dott. Raffaele Ferrante, il dott. D’Onofrio e il dott. Silvio Peluso, gli inviarono lettere di stima e di congratulazioni, le quali furono raccolte in un libro dal titolo “Miscellanea in onore del Preside Caliendo” (casa Editrice Federico e Ardia – Napoli 1961).
Solo per citarne altri, gli scrissero anche, il dott. Pietro Borraro, Segretario della Società di Storia Patria di Terra di Lavoro, il Rettore del Convitto Nazionale “G. Bruno”, prof. Mario Tassitani, il professore Ernesto Pezzella titolare del Ginnasio Superiore “G. Bruno”, il mons. Michele Fusco e il sac. Salvatore Izzo, docente di religione del Liceo “G. Bruno”.
Il dott. Pietro Borraro[6], Segretario della Società di Storia Patria di Terra di Lavoro, così sintetizzò il suo pensiero sull’illustre e caro amico nel momento in cui fu posto in quiescenza:
“Oratore fecondo e incisivo, conferenziere di chiara fama in tutti gli ambienti scolastici e di cultura, gode larga e meritata stima. Consigliere comunale di Maddaloni e poi membro del Consiglio provinciale di Caserta, egli svolge un’azione continua a favore della cultura, delle iniziative sociali e filantropiche, di tutto quanto inerisce allo sviluppo e al benessere della Provincia.
Oltre che Vice Presidente della Società di Storia Patria, è Presidente della “Dante Alighieri” a Maddaloni, in seno alla quale svolge intensa attività culturale e di italianità.
Socio corrispondente dell’Accademia Tiberina, è uno dei fondatori di questa benemerita Accademia di Paestum, collabora a giornali e riviste, suscitando ovunque simpatie e consensi”.
Invece, nello stesso libro, il Rettore del Convitto Nazionale Statale “G. Bruno”, prof. Mario Tassitani[7] scrisse di lui: “Educatore nel senso più elevato e nobile della parola, egli ha profuso i tesori della Sua vasta e profonda cultura a favore dei giovani, informando l’apostolato educativo alla considerazione dei valori dello spirito, che costituiscono il vero e unico patrimonio dell’umanità.
Altri saprà illustrare con maggiore larghezza di vedute queste eccellenti dote del Maestro: a me compete specificatamente parlare della Sua preziosa attività a favore del Convitto “G. Bruno”, attività svolta per ben ventidue anni in qualità di Consigliere.
Profondo conoscitore anche dei problemi che regolano la vita amministrativa dei nostri Istituti di Educazione, Egli non solo ha sempre partecipato alle sedute del Consiglio, quanto, con zelo ed amore, ha collaborato con la Direzione nella soluzione di situazioni talvolta difficili. I suoi suggerimenti, oculati e saggi, hanno avuto sempre di mira l’incremento ed il bene dell’Istituzione, anche perché convinto che la tradizione del “Giordano Bruno”, abbraccia, in sintesi indissolubile, Scuola e Convitto”».
D: Che ricordi si hanno del suo passaggio di testimone alla guida del Liceo?
R: «Il preside Caliendo, il 26 novembre 1960, fu invitato dal nuovo preside del Liceo Classico” G. Bruno” di Maddaloni, prof. Michelangelo Alifano, a presenziare per la Festa della Scuola, nella quale fu chiamato a premiare gli alunni più meritevoli del suo passato anno scolastico 1959/60. In tale occasione, il preside Alifano, a sua volta, volle premiare il suo vecchio e stimato preside Caliendo per tutto ciò che aveva dato al loro amato e glorioso Istituto fino al giorno del collocamento a riposo.



Alla fine dell’anno scolastico il rettore Mario Tassitani lasciò il Convitto di Maddaloni e al suo posto ritornò il rettore Ferdinando Carbone. Il suo primo Consiglio di amministrazione, in qualità di Presidente, si svolse il 19 dicembre 1960. Ecco parte del verbale:
[…](Saluto del Rettore) Il Rettore prima di iniziare la discussione dell’ordine del giorno, rivolge un caloroso saluto al Consiglio, dichiarandosi lieto di essere ritornato a Maddaloni, proponendosi di porre tutto il suo entusiasmo nell’opera diuturna e indefessa per continuare il lavoro dei suoi predecessori per le migliori fortune del Convitto Nazionale “G. Bruno”. In ciò egli confida nella collaborazione costante ed efficiente dei due collaboratori Dott. Francesco Tescione e Dott. Giuseppe Simone di recente promossi al grado di Rettori dei Convitti Nazionali, e auspicando ad essi le migliori fortune di carriera, rivolge a loro le sue più cordiali felicitazioni. A nome di tutto il Consiglio risponde il Preside Caliendo che, interpretando il pensiero di tutti i signori Consiglieri, esprime al Rettore gli auguri di buon lavoro e ai due neo promossi il proprio compiacimento e plauso.[…]
Dai verbali del Consigli amministrativi che ho avuto la possibilità di consultare, si evince che il preside Caliendo risulta in carica come consigliere in rappresentanza del ministero della P. I. fino alla seduta del 1 aprile 1962, presieduta dal rettore Mario Tassitani».
D: Abbiamo altre attività postume alla guida del Liceo maddalonese?
R: «Si. Il preside Caliendo che, oltre ad essere uomo di elevato spessore culturale era, principalmente, uomo di scuola, quindi non poteva stare a lungo senza i “suoi” alunni e così, su invito del carissimo amico Don Salvatore d’Angelo, fondatore del Villaggio dei Ragazzi e dell’Istituto Magistrale Parificato “Don Gnocchi”, accettò di buon grado la sua proposta di dirigere quest’ultimo neonato istituto maddalonese (dal 1962 al 1968), che aveva il merito di formare giovani da inserire nel ruolo di maestro della scuola elementare e della scuola d’infanzia».
D:Fu insignito di onorificenze, firmo pubblicazioni?
R: Il prof. Caliendo fu insignito del titolo onorifico di Grande Ufficiale al merito della Repubblica, Cavaliere di Vittorio Veneto, Commendatore della Corona d’Italia, Commendatore dell’Ordine Pontificio “Gregorio Magno”, vice presidente del Comitato Provinciale delle celebrazioni del centenario dell’Unità d’Italia.
Durante la sua lunga e luminosa carriera di docente di lettere classiche e di dirigente scolastico, il nostro ebbe vari riconoscimenti per meriti culturali, quali il Premio di cultura della Presidenza del Consiglio dei Ministri, la medaglia d’oro dei benemeriti della scuola e della cultura e dell’arte, la medaglia d’oro dell’Amministrazione provinciale di Caserta, la medaglia d’oro dell’Accademia di Pontzen, la targa d’argento dell’Accademia di Paestum, Lauro d’oro dell’Accademia tiberina e medaglia d’argento del Centro culturale “La famiglia italiana”, premio Hoeufftiano ad Amsterdam e tanti altri riconoscimenti ancora.
Insigne latinista, tradusse e commentò opere di autori classici e, del Pascoli, i Poemetti latini.
Compose, a sua volta, carmi e due poemetti in lingua latina. Tantissime altre varie opere[8] furono pubblicate dal preside Caliendo, complessivamente, quelle censite dai familiari, sono più di 50.
Il preside Caliendo si occupò anche di storia e filosofia, fu vice-presidente della Società Storia Patria di Caserta, fu creatore del Premio nazionale di poesia dedicato al poeta campano “Elpidio Jenco”, fu anche pubblicista e giornalista di indiscusso valore. Egli era frequentatore di artisti e poeti di alto livello, come il giapponese Harukichi Scimoi, Enzo Palmieri, Raffaele Uccella, il caro amico Elpidio Jenco, fondò e diresse la rivista “Palaestra” (1957-1973) e, durante la sua presidenza al liceo maddalonese, fece stampare diversi annuari dello stesso liceo “G. Bruno”».

D: Il Preside Caliendo ebbe anche ruoli politici?
R: «Oltre ad essere stato consigliere comunale fu anche assessore alla pubblica istruzione del comune di Maddaloni (1953-1956), mentre come consigliere provinciale nelle fila della DC fu in carica dal 1956-1960. Proprio di quest’ultimo periodo, in qualità di consigliere provinciale, nella seduta del Consiglio del febbraio del 1958, vorrei ricordare che in occasione della ricorrenza del quarantennio della morte dell’on. Alfonso Ruggiero, il prof. Gaspare Caliendo, commemorando l’illustre estinto[9], tra l’altro disse:“La sua scomparsa lasciò larga eredità di affetti fra quanti, allievi, maestri, cittadini di ogni corrente, ebbero con lui rapporti di vita… Maestro e capo del Liceo Ginnasio Giannone di Caserta, fece del magistero educativo un’alta missione di formazione spirituale dei giovani, in questi trasfondendo il meglio delle sue operose virtù civili e culturali”».
D: Quando lasciò questo mondo il Preside Caliendo?
R: «Il preside Gaspare Caliendo morì in Maddaloni, 11 novembre 1974, e per sua volontà, la sua salma fu sistemata nel cimitero di Scisciano.
Come da testamento olografo, la sua biblioteca personale, composta da 300 libri, alcuni dei quali di notevole valore scientifico e letterario, come ultimo atto d’amore verso la sua città natia, furono donati alla biblioteca comunale di Scisciano, per interessamento del figlio Giuseppe, il quale, accompagnato dalla figlia Irene, ne dispose la consegna.
Dopo sedici anni della sua Nascita al Cielo, come riportato dal quotidiano napoletano “Il Mattino” nell’uscita di venerdì 14 dicembre 1990, la città di Scisciano organizzò per il giorno dopo, su iniziativa dell’Assessorato alla Cultura, nei locali della Biblioteca Comunale, alle ore 17:30, un evento in cui volle ricordare e far conoscere alle giovani generazioni la figura e l’opera di questo illustre concittadino dedicandogli un volume per il centesimo anno di nascita.
L’assessore alla Cultura, sig. Gaetano Esposito, introdusse la serata mentre Il sindaco Giuseppe Franzese moderò gli interventi, ai quali presero parte anche il professor don Luigi Mucerino, il preside Giovanni Ariola, il figlio Giuseppe e il caro amico onorevole professore Elio Rosati[10] che, a Maddaloni, ebbe modo di conoscere bene ed apprezzare le alte qualità umane, culturali, sociali e politiche del preside Gaspare Caliendo».
D: Ci sono altre curiosità di cui ci vuol parlare?
R: «Si. Riguardo all’amicizia con il già citato Elio Rosati, la quale era di vecchia data, perché l’onorevole era compagno di classe, al Liceo Ginnasio “G. Bruno” e, poi, anche all’Università, di Giuseppe, figlio del preside Caliendo. Inoltre, mi fa piacere ricordare che, in occasione delle nozze di Elio Rosati (09/10/1953) con la sig. Francesca Paparelli, il preside, in qualità di Assessore alla Pubblica Istruzione del Comune di Maddaloni, a nome di tutta la Giunta e del Consiglio comunale, gli regalò la stampa di un grazioso opuscolo di Auguri in latino, dettato dal suo immenso sapere.
Il giovane Rosati, in quel momento, oltre ad essere un neo Deputato della Repubblica (dal 7 giugno 1953) era anche il Sindaco in carica della Città (dal 14 giugno 1950).
Questo documento e la foto esposta nella pagina seguente, testimoniano la storica e salda amicizia tra i due uomini politici più importanti della Democrazia Cristiana di Maddaloni in quegli anni, insieme a don Salvatore D’Angelo. Entrambi i documenti sono conservati nell’Archivio storico dell’ANMIG, sezione di Maddaloni, e sono stati concessi dal presidente provinciale, cav. uff. Salvatore Borriello, al quale rivolgo un sincero augurio per la nuova onorificenza ricevuta come Ufficiale all’Ordine al Merito della Repubblica Italiana e di un doveroso grazie per la gentile disponibilità e la preziosa collaborazione già mostrata anche in altre mie pubblicazioni, unitamente al segretario della stessa associazione, cav. Francesco Pagliaro.
Altro importante tributo al preside Caliendo fu conferito sempre dal comune di Scisciano, allorquando, nella domenica del 14 Dicembre 2014, presso la chiesa San Giovanni Battista in Piazza XX Settembre, per iniziativa dell’assessorato alla cultura, retto da Giovanna Napolitano, gli fu promosso un omaggio a 40 anni dalla morte. Alla manifestazione, presentata da Raffaele Ariola, intervennero: Edoardo Serpico, sindaco di Scisciano; Giovanna Napolitano, assessore alla Cultura, mons. don Luigi Mucerino, il preside Giovanni Ariola, il preside Antonio Mucerino. Nel corso dell’evento fu letto il poemetto pascoliano “Tallusa” nella traduzione di G. Caliendo, a cura dell’Associazione Culturale “La Carrozza d’oro”. Inoltre, furono eseguiti brani musicali dal tenore maestro Mario Todisco e dal soprano Gloria Mazza, accompagnati al pianoforte dal maestro Francesco Di Gennaro.




Dal 1 settembre 2000, dopo novantadue anni, il Liceo Classico “G. Bruno” perse la sua autonomia scolastica e fu annesso al Convitto Nazionale Statale “G. Bruno”. Questo provvedimento era l’auspicio del preside del Liceo Ginnasio, prof. Gaspare Caliendo, che, pubblicamente, aveva sempre dichiarato che non condivideva lo spirito della legge Rava del 1908, la quale separava la figura e la carriera del Preside Rettore del Liceo Ginnasio e Convitto Nazionale “G. Bruno” in due figure, una per la presidenza del Liceo Ginnasio e l’altra per la direzione (Rettore) del Convitto Nazionale».
A nome de L’Eco di Caserta posso dire senza dubbio di smentita che siamo grati al prof. Antonio Pagliaro per questo prezioso tassello della storia di Maddaloni, del Liceo Classico Bruno e di un personaggio, come il comm. Gaspare Caliendo, che fa parte della storia italiana.
Volendo ricordare l’impegno dello storico oggi incontrato, il prof. Antonio Pagliaro, vanno richiamati i suoi interventi di approfondimento anche in ricerche non direttamente condotte dal medesimo (a titolo esemplificativo si vedano Maddaloni, Francesco d’Orologio, il maresciallo appassionato e studioso della storia cittadina;Maddaloni, ricordo della belle époque della banda cittadina con il Maestro Antonio Grauso; Maddaloni, Antonio Tedesco: studioso della memoria e promotore della Cultura cittadina;Maddaloni, don Salvatore Izzo: il buon sacerdote ricordato a 40 anni dalla Nascita al Cielo).
Ed ancora va ricordato come L’Eco di Caserta, ha spesso proposto studi del prof. Antonio Pagliaro (per il cui profilo biografico si rimanda a Maddaloni, il Prof. Antonio Pagliaro una eccellenza della Città e cultore della sua Identità) per lo più con una attenzione particolare a quanto connesso al Convitto Nazionale Statale “Giordano Bruno” di Maddaloni. Infatti con le sue interessantissime scoperte storiche o ricostruzioni biografiche di personaggi che sono legati al Convitto Nazionale Statale “Giordano Bruno” di Maddaloni, di cui lo stesso Pagliaro è dipendente, fermo restando gli studi condotti dallo storico prof. Pietro Vuolo, è indubbio dire che lo stesso ne è il più esperto conoscitore. Tra gli ultimi in tal senso si ricorda la ricostruzione dell’elenco dei Rettori dall’origine ad oggi:Maddaloni, cambio della guardia al Convitto: arriva Maria Pirozzi. Sempre in relazione al Convitto Nazionale Statale “Giordano Bruno” di Maddaloni, va citata la sua Guida del Convitto maddalonese (Maddaloni, edita on line la Guida di Antonio Pagliaro sul Convitto Nazionale Statale “Bruno”), con la quale si ha la possibilità di approfondire un bel po’ di contributi atti a ridare lustro allo storico edificio ed ai suoi ospiti (si veda ad esempio 1 – Maddaloni, la festa delle Forze Armate, IV Novembre, a Maddaloni nella cronaca di Pagliaro; 2 – Maddaloni, Antonio Pagliaro e la storia del Monumento ai Caduti nel Liceo Ginnasio Giordano Bruno; 3 – Maddaloni, il Convitto “Giordano Bruno” apre la “Campagna della Raccolta dei cimeli e divise; 4 – Maddaloni, al “Giordano Bruno” il responsabile della Croce Nera Austriaca con Rettore e ANMIG; 5 –Maddaloni, studio del ricovero antiaereo del Convitto Nazionale Giordano Bruno di Antonio Pagliaro; 6 – Maddaloni, Il “Giordano Bruno” nella guida del FAI mentre Pagliaro ne studia la Storia.; 7- Maddaloni, il “Giordano Bruno” ricorda il Rettore Giovanni Lagnese, 8 – Maddaloni, secondo anniversario della morte del Prof. Gianfranco De Simone, il ricordo di Pagliaro, 9 –Maddaloni, “La Cartolina a colori del Convitto” nello studio di Antonio Pagliaro; 10 –Maddaloni, il Busto del Giordano Bruno ed il prof. Severino Castorani: ne parla Antonio Pagliaro; 11 –Maddaloni, il Preside e Rettore Cav. Pasquale Celli nello studio del prof. Antonio Pagliaro; 12-Maddaloni, l’ On. Prof. Alfonso Ruggiero ex allievo del “G. Bruno” nello studio di Antonio Pagliaro; 13Maddaloni, il rettore del Convitto Francesco Agnoloni; 14 Maddaloni, la storia del Cav. Uff. Renato Ravinetti nello studio del prof. Antonio Pagliaro; 15 Maddaloni, il prof. Pagliaro ricorda Guido Mario Tamburrino nel 7° anno della Nascita al Cielo; 16 Maddaloni, la storia del Maggiore prof. Vincenzo Castaldo nello studio del prof. Antonio Pagliaro; 17 Maddaloni, la storia dell’avv. Camillo Pitocchi Rettore Vicario a Maddaloni nello studio di Pagliaro; 18 Maddaloni, “la vittoria alata e mutilata” del prof Vincenzo Castaldo nello studio del prof. Pagliaro ed altri). Tutti studi condotti dal prof. Antonio Pagliaro a cui da qualche anno è stata affidata il riordino e studio dell’archivio storico della antica istituzione scolastica interessata nonché attività di raccolta dei cimeli (Maddaloni, il Convitto “Giordano Bruno” apre la “Campagna della Raccolta dei cimeli e divise).
Come di consueto il prof. Antonio Pagliaro condivide con la nostra redazione e con la mia persona in particolare i suoi studi, per la qual cosa sia la redazione che lo scriventi siamo molto grati. Tra le altre cose lo scorso 3 dicembre 2016 a Bellona, presso la sala consiliare, è stato presentato il V Volume della serie “Chi è?” che contiene dei contributi biografici dello stesso prof. Antonio Pagliaro (Bellona, sabato 3 dicembre Ambiente Cultura Legalità – XI° edizione e V Volume “Chi è?”).
[1] Ringrazio la dottoressa Irene Caliendo, figlia di Giuseppe e nipote diretta del preside Gaspare Caliendo, per la gentile concessione della preziosa biografia, dalla quale ho stralciato notizie inedite.
[2] Il cognome giusto è Corcioni e non Corcione. Alberto nacque a Maddaloni, il 14/06/1888, ed era figlio di Nicola, professore di Calligrafia del nostro Convitto. Il giovane sergente morì nell’Ospedale di Capua, il 05/10/1918, per malattia contratta durante la prima guerra mondiale.
[3] Biblioteca civica Archivio comunale (BC) Registro della Giunta 1943-46 Delibera 90/1945
[4] Traduzione a cura del prof. Gennaro Scolastico, docente di latino e greco del Liceo Classico “G. Bruno” di Maddaloni.
[5]Testo tratto dal libro: Nel 150° annuale della fondazione 1807/08 – 1957/58 – Annuario celebrativo del Liceo Ginnasio Statale “G. Bruno” – Stabilimento Tipografico E. Farina – Caserta
[6]Pietro Borraro – Miscellanea in onore del Preside Caliendo – Testo stralciato dalla pag.20.
[7]Mario Tassitani – Miscellanea in onore del Preside Caliendo – Al Preside Caliendo, con affetto – pagg. 30-31-32.




[8]La sua produzione letteraria ebbe inizio nel lontano 1925 con la pubblicazione della biografia di Alessandro Salzano: Educatore e letterato (Manzoni, Castellammare di Stabia), poi, continuò, Per la difesa dell’arte italiana (Vela Latina, Napoli, 1926) e, dopo quattro anni, La riscossa latina nei Canti del Carducci (La Cultura, Palermo, 1930). Nel 1945 iniziò una prolifica collaborazione con la casa editrice Federico e Ardia di Napoli, la quale pubblicò il De Bello gallico di Cesare (Il libro, introduzione e commento), Luci nei secoli (Corso di storia per il Ginnasio superiore, 2 volumi, 1946), La I Catilinaria di Cicerone (Introduzione e commento, 1946), Armonie di vita (Antologia italiana per le Scuole di Avviamento, 1947) e Majora Canamus (Antologia latina per il Ginnasio Superiore, 2 volumi, 1947). Le pubblicazioni con Federico e Ardia di Napoli continuarono e si alternarono anche con la stampa di altri scritti presso tipografie, come Miscens gaudia fletibus (Carmi latini, De Simone, Maddaloni, 1952), Dai cieli dell’Ellade ai colli di Roma (Trattato di Mitologia, Federico e Ardia di Napoli, 1952), Eneide, trad. da A. Caro (Introduzione commento e analisi, Federico e Ardia di Napoli, 1955), il già citato Annuario celebrativo del 150° annuale della fondazione del Liceo Ginnasio “G. Bruno” (Farina, Caserta, 1958), Il sapere del Cittadino (Per gli istituti professionali, Federico e Ardia di Napoli, 1960), Corbus e Mara (Poemetto latino, Federico e Ardia di Napoli, 1960), Giuseppe Tommasino: educatore e letterato (Estratto dall’Archivio storico della Società di St. Patria di Terra di Lavoro, 1961), La Nuova Italia nella costituzione repubblicana (Per le Scuole medie superiori, Federico e Ardia di Napoli, 1961), Il centenario dell’Unità e la battaglia dei Ponti della Valle: motivi ideali e storici (Iacelli, Caserta, 1961), Relazione del Premio Nazionale “Caserta”, 1961, (Con traduzione in metri latini delle liriche premiate Voci di Palaestra n. I), Phidyle di Pascoli (Versione metrica, Federico e Ardia di Napoli, 1961), Paedagogium di Pascoli (In versi italiani, Federico e Ardia di Napoli, 1961), Carmen augurale (La Veloce, Maddaloni, Federico e Ardia di Napoli, 1961), Stilistica e letteratura di Federico (Redatta e aggiornata, Federico e Ardia di Napoli, 1962), Lo Stato italiano nella costituzione repubblicana (Per il biennio degli Istituti Superiori, Federico e Ardia di Napoli, 1962), Pascoliana (Traduzione in metri latini del poemetto ”Solon”, La Diana, Marcianise, 1962), Nidus in cupresso (Poemetto fiabesco in esametri, La Diana, Marcianise, 1962), Pascoliana (Traduzione in metri latini del poemetto “Il cieco di Chio”, La Diana, Marcianise,1962), Corbus et Mara ad fontem iuventutis (Testo italiano e latino, Pellegrini, Cosenza, 1962), La Voce di Roma (Grammatica latina ed esercizi, 3 volumi Di Giacomo, Salerno, 1963), Nino Bixio, generale, uomo politico, navigatore (La Diana, Marcianise, 1963), Carmen nuptiale (Laurenziana, Napoli, 1963), Carmen sapphicum (La Diana, Marcianise, 1963), Sisma (Carmen tristitiae et spei – Aura perennis, Padova, 1964), Pascoliana (Traduzione in endecasillabi del poemetto latino cristiano “Centurio”, La Diana, Marcianise, 1964), L’Uomo nei secoli (Corso di storia per la Scuola Media, 3 volumi, Federico e Ardia di Napoli, 1965), Thallusa di Pascoli (In versi italiani, La Diana, Marcianise, 1965), Omaggio alla memoria del Divino Poeta (Traduzione in versi latini di brani danteschi, Italgrafica, Napoli, 1965), Sommario di letteratura greca, Federico e Ardia di Napoli, 1965), Carmen sapphicum, Italgrafica, Napoli, 1966), Carmen nuptiale (Cantarella, Sala Consilina, 1967), Pagine sparse: storia, letteratura, istruzione (Federico e Ardia di Napoli, 1967), Poemetti latini del Pascoli (Versione metrica italiana con note, Federico e Ardia di Napoli, 1969), Guida allo studio con N. Machiavelli (Federico e Ardia di Napoli, 1968), Le Bucoliche di Virgilio (Versione metrica italiana con note, Federico e Ardia di Napoli, 1969), Luci e ombre di storia (Saggi di e profili, Federico e Ardia di Napoli, 1969), Poemetti latini cristiani del Pascoli (Tradotti in versi italiani, Federico e Ardia di Napoli, 1970), Guida allo studio di F. Petrarca (Federico e Ardia di Napoli, 1970), Ad Heroum perennem memoriam (Italgrafica, Napoli, 1972), Benedetto Croce (Studio critico, Cetim, Bresso, 1972), Gli ultimi giorni di Tibullo (Il Diamante, Maddaloni, 1973).


[9]Discorso stampato in “La Provincia di Terra di Lavoro” 1961, pag. 54
[10] Il preside Caliendo, in occasione delle nozze dell’on. Elio Rosati con la sig. Francesca Paparelli (09/10/1953), in qualità di Assessore alla Pubblica Istruzione del Comune di Maddaloni, gli regalò un opuscolo di Auguri in latino. Lo stesso fu firmato da tutta la Giunta e dal Consiglio comunale perché il prof. Elio Rosati era anche sindaco in carica della Città.
