Casertana, Coppitelli: “Punto conquistato”. Kallon: “Qui sono libero di esprimermi”

Mister Coppitelli così nel post Casertana-Cosenza: «Se in questo campionato si pensa di sputare su di un punto conquistato con un avversario come questo, allora non si è capito niente. Sono orgoglioso di questa squadra. Sappiamo che, soprattutto in tanti momenti di gioco, dobbiamo migliorare tanto. Ma anche i risultati degli altri campi fanno capire quanto sia difficile fare punti ogni volta. Ho avuto la sensazione chiara di avere di fronte una squadra forte con nove undicesimi che lo scorso anno erano in Serie B. La cosa che volevo vedere e che sto vedendo è una Casertana viva, che lotta. Che rende difficile la vita a qualsiasi avversario. È stata una partita molto equilibrata tra due squadre serie, forti, che si trovano in due momenti diversi del proprio percorso, sia individualmente che collettivamente. Gara con poche occasioni: avremmo potuto vincere noi, come avrebbero potuto farlo anche loro».

«Dopo Trapani ho preferito non parlare degli episodi che ci avevano penalizzato. Anche perché quando perdi sembra sempre che tu stia cercando un alibi. Ma anche oggi su alcune situazioni ho tante perplessità. Non sono del tutto convinto dell’atteggiamento che alle volte hanno gli arbitri nei confronti della Casertana, come se fossimo una piccola squadra. Noi siamo una squadra forte, seria ed abbiamo dietro una città che ci spinge e che va rispettata. Andiamo fuori casa e lo percepiamo. Non parlo certo di errori che si possono commettere, ma per come vengono trattate certe situazioni. Vedi lo stesso Vano, al quinto giallo in cinque partite. A fine primo tempo stavamo vincendo ed avevamo due espulsi dalla panchina, un giallo a Bacchetti e l’episodio di Garritano. Tutti possiamo sbagliare, ma mi spiace di percepire questo tipo di atteggiamento».

Chilometri macinati, qualità e gol. Yayah Kallon è l’uomo copertina: «I miei compagni mi danno una grossa mano. Dalla mia parte Toscano lavora tanto, corre, aiuta. Mi facilita le cose quando ho la palla. Quest’anno siamo più squadra. Anche a Trapani se ci avessero dato quel rigore nettissimo, la partita avrebbe preso un’altra piega e sarebbe stata nostra. Sono comunque tappe che ci fanno crescere. Possiamo giocarcela contro tutti. Quando scelgo una squadra in cui giocare non guardo la categoria. Ma all’ambiente, se mi sento apprezzato. Se i miei compagni sono disposti, come me, a lavorare e imparare ogni giorno. Abbiamo uno staff giovane che ci aiuta tanto. Qui mi sento libero di esprimermi. Quella libertà che ci dà lo staff ma anche i compagni che sono alle nostre spalle e che invitano noi attaccanti a provare l’uno contro uno, garantendo di provvedere ad un eventuale errore».

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