Roma, al Teatro di Documenti “Purgatorio” di Ilaria Palomba

Credits: Roberto De Amicis

ROMA – In scena fino al 18 gennaio “Purgatorio” presso il “Teatro di Documenti” di Roma lo spettacolo tratto dall’omonima opera candidata al premio “Strega” di Ilaria Palomba, per la regia e messinscena di Mariaelena Masetti Zannini e con la stessa Palomba come interprete. Una pièce che sin dalla prima romana ha registrato il tutto esaurito, dimostrando come il teatro, la letteratura e l’arte sapientemente orchestrati in un unico esperimento artistico innovativo afferente al teatro verità, sappiano conquistare il favore del pubblico. Ha suscitato interesse l’idea concepita dalla regista e interprete Mariaelena Masetti Zannini che è tratta dal memoir scritto da Ilaria Palomba, che sopravvissuta a un tentativo di suicidio, si ritrova in ospedale, dapprima, tra la vita e la morte, poi in preda al dolore e all’impossibilità fisica, intenta a riscrivere e reinterpretare le pagine della sua vita, tra ricordi e sensazioni vivide in un flusso di coscienza toccante e autentico.

Sin dalla prima scena, si stagliano in una scena minimalista due figure, due co-protagoniste: Mariaelena Masetti Zannini alter-ego di Ilaria Palomba e la stessa Palomba, come corpo, ma anche, anima della pièce. Accanto a loro, un giovane scultore – Gianluca Bagliani – che ritrae magistralmente il busto di Palomba: un doppio quasi speculare, l’una con un deambulatore, l’altra senza, in una simbiotica comunanza di sensi. A dare voce alla scrittrice è, dapprima, Mariaelena Masetti Zannini che la interpreta con pathos, rendendo visibile il dolore e lo sgomento espresso nelle pagine di “Purgatorio”: il travaglio dell’ospedale e il dolore fisico e morale dell’immobilità.

«In questa sintesi perfetta di arte e vita che si esprime in Purgatorio – afferma Masetti Zannini – ho trovato l’ispirazione per questa pièce: Ilaria in scena, non è un personaggio, ma è corpo vivente della scrittura, sino al momento in cui esce “dal quadro artistico e narrativo” e si apre a una testimonianza dal vivo col pubblico, raccontando la propria esperienza, senza la mediazione teatrale. » Uno spettacolo itinerante che da un piano all’altro cambia scena, aggiungendo l’elemento purificatorio dell’acqua e corredandosi di ulteriori linguaggi espressivi, come la paint art ad opera di Marco Fioramanti, che trasforma la schiena di Ilaria in uno spazio poliespressivo, mentre veste i panni di una dispotica figura maschile. Toccante è la performance canora e artistica di Giulia Nardinocchi, metafora della morte in scena, intenta a sciacquare i panni delle sue anime sino al suo farsi voce ed espressione di vita. Di valore, anche, l’altra interpretazione maschile, quella di Luciano Roffi, che interpreta l’archetipo maschile narcisista e indifferente .

A proprio agio, in scena, è l’aria Palomba che diventa un tutt’uno con l’espressione artistica, sino al momento verità, di metateatro, in cui si apre a un dialogo dirompente con l’altra interprete, Olivia Balzar, non più infermiera dell’anima, ma amica, rompendo l’artificio teatrale in un acme di grande emotività. «Perdonami Olivia, a tante persone devo chiedere di perdonarmi». Ilaria ritorna se stessa e nei panni di “sopravvissuta” esprime “gratitudine” per questo spettacolo, che le permette di essere d’aiuto, di essere da monito a quelli che si sentono “schiacciati nel dolore” per “uscire da quello stato mentale che li intrappola nel ruolo di vittima”. «Per questo, Purgatorio, è un atto dovuto, non più soltanto nella scrittura e deve essere condiviso».

Un progetto artistico di teatro verità che ha catturato l’interesse del pubblico, in una modalità itinerante e poliespressiva, capace di catturare tutti i cinque sensi in un’inebriante tela di vissuti.

Info e prenotazioni:

Teatro di Documenti

Via Nicola Zabaglia, 42

Roma

Repliche: 17 gennaio 2026 alle ore 20.45 e 18 gennaio 2026 alle ore 18.00.

Contatti: Tel 06.45548758; cell. 328 8475891 -3669597080

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