CASERTA – Cinque mesi da capo di Gabinetto del neopresidente del consiglio regionale Gennaro Oliviero, e ventisette anni da consigliere comunale, Antonio Ciontoli adesso coordina attività degli uffici di diretta collaborazione dove transitano tutte le leggi che regolano il territorio campano. Nonostante la sua funzione istituzionale di imparzialità, Ciontoli resta “figlio di Caserta” con la sua esperienza fatta di contatti umani, occhi e orecchie tesi verso i problemi della gente.
Da Aldo Bulzoni a Carlo Marino, è trascorso più di mezzo secolo tra i cinque mandati alternati durante l’attività amministrativa; tra problemi di vivibilità e incapacità di proporre una nuove immagine di una città oscurata dalla reggia dei Borboni.
Dopo la mozione di sfiducia che pone fine al doppio mandato di Luigi Falco, nel 2006 la cittadinanza viene chiamata a votare il proprio candidato sindaco. In corsa l’imprenditore Gianfranco Alois, l’ingegnere Nicodemo Petteruti e il commercialista, revisore dei conti Antonio Ciontoli, avanti di 700 e di 650 voti rispetto agli altri due candidati.
 
Nonostante la sconfitta alle primarie, Gianfranco Alois, sostenuto da DS, La Margherita e UDEUR, si presenta lo stesso alle elezioni comunali del 28 e 29 maggio 2006, rimanendo però escluso dal ballottaggio del 10 e 11 giugno 2006 dove le sue liste hanno appoggiato con Petteruti che siede poi a palazzo Castropignano con il 53,2% dei voti.
“Dovrà guardarsi intorno – dice Bulzoni, riferendosi al neoeletto sindaco di centrosinistra durante un’intervista al Corriere del Mezzogiorno – e non ripetere gli errori che ho fatto io. Non ho capito che i candidati della mia lista (Alleanza per Caserta) dovevano rimanere, per fare politica tra la gente, come sentinelle del comune”.
Tra la gente è rimasto Ciontoli, nominato dalla nuova giunta di centrosinistra come assessore alle politiche della mobilità, trasporti e parcheggi – Polizia Municipale – Manutenzione ordinaria e straordinaria delle strade e Global Service – Qualità della vita e Tempi della città – Reggia.
“Tutte funzioni che rimandavano a qualcosa di negativo, ed è per questo che ho voluto riassumere il mio assessorato puntando sull’aspetto che sta a cuore a tutti: il miglioramento della qualità della vita”, ricorda Ciontoli. I parcheggi rosa, riservati alle neomamme e alle donne in gravidanza come gesto di civiltà e gentilezza rappresenta una delle prime iniziative compiute dalla assessore Ciontoli, un progetto accolto anche nei centri delle città Italiane.
Un tentavo per stimolare la riflessione, la cortese convivenza sociale al fine di arrivare alla percezione condivisa del bene comune, che nasce come vantaggio per il nostro territorio.
Allo stesso tempo, l’assessorato alla “Qualità della vita e tempi della città”propone anche di trasformare i Giardini della Flora in un parco tematico sulla storia dei Borboni. Nella missiva alla Soprintendenza, Ciontoli fa riferimento ai lavori di riqualificazione che hanno visto abbattere il muro di confine con il vecchio parcheggio riservato all’ufficio periferico del Ministero dei beni e delle attività culturali, per un riuso in chiave museale dello storico manufatto della Cavallerizza.
L’assessore motiva l’utilità di definire la destinazione dei Giardini che, attesa la riqualificazione in forma pedonale della piazza Carlo III, la vicinanza dei giardini reali e, nel prossimo futuro un Parco dell’Unità d’Italia che con Piazza Vantitelli, possano costituire una grande polmone naturale che raccoglie gli spazi storici, diventando sempre più spesso luogo di riferimento per i giovani della città di Caserta.
Il parco a tema, attraverso la ricerca e la riproduzione di alcune Giostre del Re, i cui bozzetti, sono esposti al museo dell’Opera può diventare un giardino con effetti ludici, ricreativi e didattici, di cui di cui l’intero territorio provinciale potrà sicuramente avvantaggiarsi.
“La risposta alla mia lettera non tardò ad arrivare – afferma Ciontoli – mi venne detto che i Giardini devono essere area di riequilibrio dei colori, dei profumi e del silenzio. In un mondo caotico, nemmeno il cimitero può essere considerato un luogo tranquillo; e proprio qui, basterebbe una panchina per ottenere il massimo da un sito devoto al silenzio, per farlo trasformare in una biblioteca a cielo aperto, dove passeggiare o leggere un buon libro in santa pace”.
Durante i ventisette anni all’opposizione, l’ex consigliere comunale verifica, insieme alla maggioranza della città, la ripetizione delle difficoltà riscontrate. “Tranne per qualche sussulto, Caserta non è riuscita ad individuare un percorso per migliorarsi – continua Ciontoli – eravamo appetibili per le metropoli come città di provincia a dimensione umana. Ma continuiamo a recepirci come ombra della Reggia che brilla di luce propria, senza riuscire a splendere insieme a essa”.
Continuando a parlare della Reggia di Caserta, Ciontoli ricorda che sono stati tre i Presidenti della Repubblica, i quali hanno attraversato i saloni passando per lo Scalone d’Onore di Palazzo Reale. Cominciando dal G7 del 9 luglio 1994 che vede tra i grandi della Terra, la presenza di Luigi Scalfaro; e proseguendo con Calo Azeglio Ciampi, che nel 2003 durante l’amministrazione Falco, nel suo discorso incoraggiava l’avanzamento dell’economia casertana; e infine Giorgio Napolitano a Caserta per gli 89 anni dell’Aeronautica, consegnando onorificenze ai militari che si sono distinti.
“Quando ho firmato le dimissioni dalla carica di consigliere comunale della giunta Marino, sono stati tanti i ricordi e le emozioni che ho ripercorso nella mia mente, come la convention “Pensioni non subito” con Romano Prodi presso la Reggia vanvitelliana.
Tra i tanti argomenti, c’era un piano per il sud,un modo per riaccendere le fiaccole che avevano fatto di Caserta un punto fondamentale della politica del Mezzogiorno’”, conclude Ciontoli citando un pezzo di Repubblica del 2007.
Oggi il capo di Gabinetto continua ad essere vicino al suo elettorato tra ambizioni e disagi; insistendo nel modo di fare politica non come strumento di affermazione del proprio ego, ma per l’interesse della comunità dal punto di vista dei marciapiedi e non dei palazzi; dal punto di vista delle comunità e non dei salotti; dalla vicinanza ai luoghi aperti e non chiusi; al fine di raggiungere un legame solidale tra la collettività e il bene comune. (Fine III parte)ÂÂ
Di seguito gli articoli precedenti:
(Parte1): “Antonio Ciontoli: Caserta vista da vicino”ÂÂ
https://www.ecodicaserta.it/index.php/home/nnpolitican/42873-caserta-vista-da-vicino-secondo-antonio-ciontoli-1.html
(Parte2): “I primi 100 giorni di Luigi Falco”
https://www.ecodicaserta.it/index.php/home/nnpolitican/42988-antonio-ciontoli-27-anni-da-consigliere-comunaleii-parte.html
