MADDALONI (Caserta) – Quest’oggi, 10 luglio, credo sia doveroso ricordare un personaggio poco noto a livello locale che in questo giorno, 10 luglio, circa un secolo fa, moriva.
La scelta di voler parlare oggi del Maestro Diego Giannini, musicista maddalonese nasce dal desiderio e dalla volontà del Maestro Antonio Barchetta, fondatore e Presidente dell’Associazione Culturale Musicale Onlus “Aniello Barchetta” e nonché fondatore e Direttore della Biblioteca Culturale (http://www.bibliotecaculturale.org/) ad indirizzo musicale del medesimo sodalizio maddalonese. Allo stesso sodalizio, poi, è collegato il canale Youtube “Associazione Culturale Musicale A. Barchetta” (link). Il Maestro Barchetta si preoccupa e mi chiede di continuare a studiare e a divulgare la storia dei musicisti maddalonesi al fine di potenziarne e maggiormente diffonderne in ricordo a riprova della antica e illustre tradizione musicale locale.

Tornando al Maestro Diego Giannini va detto che questi è un’altra delle figure poco note di Maddaloni, o comunque inteso come personaggio maddalonese, che meritano la giusta valorizzazione per il ruolo ricoperto nell’ambito della storia della Musica.
Il Maestro Diego Giannini (Maddaloni 27 dicembre 1868[1] – Napoli 10 luglio 1936) è noto per essere stato un cantante italiano, ma nel corso della lettura della sua storia, si scoprirà che la sua figura va oltre questa breve categorizzazione[2]. Fu il primo a usare la “paglietta calzata di sghembo” sul palco e tra i primi (ovvero seconda la storica della musica napoletana Anita Pesce il primo in assoluto nel giugno 1900) a prestare la sua voce per incidere la musica e le canzoni napoletane[3].
La città di Maddaloni, come dimostrano tutta una serie di biografie che ho proposto in questi ultimi anni nella collana “Chi è?”, ha una consolidata storia musicale che interessa almeno gli ultimi due secoli, tale da consentire la formazione di Maestri, la nascita di scuole e la divulgazione dell’arte musicale nelle sue diverse proposte.

In questo contesto si inserisce la figura di Diego Giannini il quale probabilmente beneficiò, come di solito accadeva in quel periodo, beneficiò di una formazione “in casa”[4] per poi proseguire a Napoli. Diego Giannini è noto per la sua voce tenorile che maturò con la formazione avviata nel 1885 presso il Conservatorio di San Pietro a Majella di Napoli. Qui studiò canto lirico fino al 1887. Infatti, dopo due anni dopo fu costretto a interrompere gli studi perché chiamato per il servizio militare e assegnato al Primo Reggimento Bersaglieri. Non passa troppo tempo ed inizia a beneficiare dei primi risultati dei suoi studi, infatti, nell’estate del 1888, durante una licenza, raccolse i primi applausi sulla rotonda dei Bagni Risorgimento a Mergellina, cantando “Era de maggio” e “Marechiare”, due grandi successi di Salvatore Di Giacomo.
La passione per la musica non demorde e così dopo il congedo militare, torna in Conservatorio. Intanto decise di variare lo stile musicale su cui specializzarsi e quindi decide di lasciare la lirica per dedicarsi alla carriera di interprete di canzoni napoletane.
Ma chi era il Maestro Diego Giannini?
«Bello, elegante nel suo smoking con il bavero di velluto, la camicia sempre inamidata, il brillante all’anulare sinistro e soprattutto dotato di una voce chiara ed estesa, incantava, tra il 1890 e il 1905, le platee dei più importanti locali italiani»[5]. A proposito di duetti: «Diego Giannini e Raffaellina Mutone. Prima coppia di duettisti a cimentarsi con successo sulle scene napoletane; intrattenevano il pubblico a chiusura degli spettacoli di prosa della compagnia di Gennaro Pantalena al Teatro Nuovo. Una canzone per anni figurò nel loro repertorio, ‘o scrapariello e ‘a lavannara, fu uno dei loro pezzi che ottenne maggior successo»[6].
Di lui hanno scritto: «il tenore Diego Giannini illustra il “bel canto” napoletano a delizia di tutte le platee»[7].
Da qui a qualche tempo, nel 1893, partecipa al concorso per voci nuove indetto dal Circo delle Varietà[8], dove interpreta “Chiarastella” di Alberto de Cristofaro e Aniello Califano, cogliendo un tale successo da venire scritturato la sera stessa dall’impresario del teatro (circa questo evento un cronista scrisse: «La lirica ha perso un tenore, la canzone ha fatto un affare»), e alla fine dello stesso anno debutta al Salone Margherita, dove canta ancora “Chiarastella”, presentando anche “A mezzanotte”. Un successo inaspettato e l’entusiasmo del pubblico costringe il giovane artista a replicare tre volte le due canzoni.
Per questo successo, un critico lo elogia, ma non manca di avanzare un “sincero avvertimento”, scrivendo: «Un tenore dalla voce simpatica e armoniosa. Ha ottima scuola, e non poteva essere altrimenti, perché è allievo del nostro conservatorio, ma deve imparare a modulare la voce e a servirsene a tempo e a luogo». Il maddalonese farà tesoro di questo suggerimento così da fare in modo che i risultati non si fanno attendere. Difatti, il successo si consolida facilmente e nel giro di un paio di stagioni Diego Giannini arriva a una popolarità così vasta da diventare, con Mario Massa, uno dei cantanti più amati dal pubblico e più apprezzati dai critici.
Il Maestro Giannini, intanto, gode profondamente della stima di Salvatore Di Giacomo che gli affida il lancio di canzoni come “‘E trezze’” e “Carulina” ( con la musica di Salvatore Gambardella, 1895[9]) e “’A sirena”[10] (con la musica di Vincenzo Valente, 1897), e nel 1901 scrisse per lui il capolavoro “Dimane” (con la musica di Gennaro Napoli)[11].
Nel 1904, interpretando “Pusilleco addiruso”, Diego Giannini fu il primo cantante a usare in scena la “paglietta” calzata di sghembo, che diventerà il segno distintivo di Maurice Chevalier, e fu uno dei primi a presentarsi in duetto con Raffaelina Mutone, al termine degli spettacoli di prosa della compagnia di Gennaro Pantalena, al Nuovo di Napoli. Si ricorda, a tal proposito, che il loro maggiore successo fu “’O crapariello e ‘a lavannara”[12] (con la musica di A. Montagna e i versi di G. Capaldo)[13].
«In virtù di una voce argentina, penetrante e duttile, con vocazione all’infiorettamento (per cui Mario Costa lo definì il cesellatore), – racconta Enzo Giannelli – Giannini sapeva destreggiarsi sia nel genere melodico-drammatico, sia in quello brioso, con qualche incursione nel mondo dell’operetta, tanto per mantenere inalterato il suo timbro tenorile. Sulla scena, si muoveva con gesti misurati, ma sapeva anche conquistare e dominare la platea con qualche brillante trovata, suggerita dalla circostanza del momento. Ostentando l’eleganza degli smoking con il bavero di velluto e delle camicie inamidate, non disdegnava il cattivo gusto dell’anello al dito mignolo con pietra sbrilluccicante».
Nella sua lunga carriera incise soprattutto per la “Phonotype”[14], ma anche per “La voce del padrone”, per la tedesca “Favorite Record” e per le americane Jumbo, Odeon e Columbia[15]. Tanti i successi, tra i più noti si ricordano: “Notte ‘e tempesta”, “Pure tu”, “Aria ‘e munasterio” e “Tarantella disperata”.
Nel 1913, Ferdinando Russo scrive: «Diego Giannini è il cantante popolare per eccellenza. Egli intende e canta la nostra canzone con quel calore, quella passione, quell’accento, quel sentimento che sono i coefficienti assoluti del successo. Ecco perché è sempre così ricercato. Accoppia a queste doti una voce robusta, ora dolce, ora veemente, che strappa gli applausi e che ha reso conosciuto ed apprezzato in Italia e all’estero il suo nome. Diego Giannini è il più napoletano dei cantanti, ed è fra i più felici interpreti della canzone».
Ed ancora nel 1914, gli fa eco Libero Bovio: «È da gran tempo che amo e ammiro Giannini. È modesto e non aspira alla ricchezza. Predilige chitarre e mandolini e alla danarosa gloria cosmopolita preferisce una esistenza tranquilla in riva al mare. Quando le divinità arricchite avran dato rifugio alla loro vecchiezza nei villini toscani (riferimento polemico a Caruso, che aveva acquistato Villa Bellosguardo a Lastra a Signa, nei pressi di Firenze), Napoli ricorderà, commossa, uno dei suoi più dolci cantori: Diego Giannini».
Ancora Giannelli racconta così di Giannini: «Il suo declino avvenne esclusivamente per cambio generazionale. Sulla rivista “Comoedia”, nel 1928, scrive Ernesto Murolo: «Nel campo ancor pieno dei napolenatissimi accenti di Mario Massa e di Diego Giannini cominciò a delinearsi la potenza espressiva di Gennaro Pasquariello e di Elvira Donnarumma. Entrambi segnano un nuovo indirizzo, un nuovo genere della canzone napoletana». Diego Giannini, lontano da qualsiasi forma di capriccio o di rivalità, resse con assoluta dignità la scena per circa un trentennio, restando testimone di un’epoca che si concluse con lui».
La sua fama lo portò ad essere ospite di palchi all’estero ed oltre oceano e, infatti, sappiamo che fece numerose tournée negli Stati Uniti e dopo l’ultima, nel 1926, diradò le sue apparizioni in pubblico fino al ritiro, che avvenne nel dicembre del 1933, quando era già stato nominato cavaliere.
Diego Giannini sarà sorpreso dalla morte il 10 luglio 1936 a causa di un infarto che lo colse su una poltrona del Cinema Vittoria in Galleria. Alla sua morte Salvatore Di Giacomo dettò l’epitaffio: «Il suo nome resta legato alla bella storia della canzone».
Come si è avuto modo di notare la storia di Diego Giannini è legata a tanti artisti[16] tra questi vi è anche Giuseppe Capaldo. L’aneddoto più noto si svolge nel 1911 presso il “Caffè Tripoli” dove Capaldo era cameriere mentre Giannini si esibiva come cantante. Un giorno mentre Diego Giannini cantava “Comme facette mammeta” (versi di Giuseppe Capaldo, musica di Salvatore Gambardella, edita nel 1906 dalle edizioni Bideri) dei turisti chiesero al cameriere di avvicinarsi per sapere di chi mai fosse quella bella canzone, al ché Capaldo ne rivendico la paternità. Gli intervistanti dissero che non era possibile perché non un semplice servitore ma una persona più culturalmente elevata avrebbe potuto partorite tale brano. Capaldo diede scena sbattendo a terra vassoio e contenuto dimettendosi nel clamore generale che fu enfatizzato dal silenzio dell’orchestra e di Giannini[17].
Il nome di Diego Giannini è legato anche alla Piedigrotta Partenpe, infatti, partecipò alla stessa dalla prima edizione del 1921[18].
A Diego Giannini sono legate tante canzoni, tra cui “Guapparia” (Bovio – Falvo del 1914). Questa canzone teatrale, ricca di ironia, fu lanciata nel 1914 da Diego Giannini, che fu il primo di una lunga sfilza di interpreti. La stessa è nota per l’intensa e innovativa la versione oggi proposta da Massimo Ranieri e contenuta nell’album Ranieri canta Napoli.
Indubbiamente la storia del Maestro Diego Gianni, di cui si suggerisce ascolta le tante registrazioni disponibili nella rete (in particolare su http://www.canzoneitaliana.it è possibile ascoltare “Maria, Marì”, “Torna Carulì!”, “’O paese d’ ‘o sole” e “Napule addò sta cchiù”. Tanti audio sono anche su YouTube), non si esaurisce a queste poche note ma mi auguro almeno di aver fatto nascere la giusta curiosità per un approfondimento della sua figura[19].
:format(jpeg):mode_rgb():quality(90)/discogs-images/R-2135013-1545170543-8124.jpeg.jpg)

:format(jpeg):mode_rgb():quality(40)/discogs-images/R-11997201-1526243612-2292.jpeg.jpg)
E per meglio far conoscere Diego Giannini è giusto richiamare i contributi del Social Youtube, in particolare il canale “pietro catauro” (link), ma anche altri gruppi come Canzoni Amate e Cantate, GIRA78GIRI, Salvatore Avolio, Aldo Grazzi e altri, che offre questi ricordi di Diego Giannini come “Maggio addiruso” (https://youtu.be/GfK_lfr1j24), “Carmela” Capurro – Fonzo 1911 (https://youtu.be/OB7-Je6X42k), “Canzone ‘e Strata” E. A. Mario (pseud. di Giovanni Gaeta, 1884-1961) 1909 (https://youtu.be/YQ2naBzR57c), “Mmiez”e llenzole” Fusco – Falvo (https://youtu.be/ZhTFinYkobQ), “I’ songh’e Napule” Galdieri – Nardella 1911 (https://youtu.be/QFsgUmoetiQ), “Senza Luna” Genise – Lama 1909 (https://youtu.be/sav-Ops6HJk), “Ammore Capricciuso” E. A. Mario – Segrè 1909 (https://youtu.be/X0zCPZStpqE), “Tarantella Disperata” Versi Rocco Galdieri – Musica Rodolfo Falvo, “La Canzonetta” 1909 (https://youtu.be/6Yfwu5LcGP8 – https://youtu.be/LlFlC_gst3o), “’O Paraviso ‘e Napule” G.Capaldo – Gambardella 1907 (https://youtu.be/Ux20UVciWG4) , “Mbracci’ a mme” Barbieri – Di Chiara 1908 (https://youtu.be/5GqKpWaMSos – https://youtu.be/FGltebmCFQQ), “Voce ‘e Maggio” Cinquegrana – Falvo 1911 (https://youtu.be/0HWeDYQBIZQ), “Castigliana” Genise – Magliani 1909 (https://youtu.be/2T60lPnLdSo), “E Purtualle ‘e Palermo” Pasqualotto – Quaranta 1922 (https://youtu.be/AE4rRVl1lDA), “Torna Carulì” Califano – Gambardella 1899 (https://youtu.be/ZKQNLGMSKfA), “Bella Ca Bella Si” A.Barbieri – E.De Curtis 1911 (https://youtu.be/otLm3GY0Qtc), “Si Marito Fosse a Te” Feola – Capolongo 1909 (https://youtu.be/WBTD_nHSh9E), “’A Trummetta ‘a Vicaria” Baratta – Lama 1925 (https://youtu.be/WVzpSGP_uZs), “’O Paese d”o Sole” in Album L’arte del bel canto (https://youtu.be/KT8rbFjoQj8 ), “Notte ‘e tempesta” L. Sica – G. De Luca (https://youtu.be/zUsjqkcRrCc), “L Ammore Ca Dich I” (https://youtu.be/HV9LcFGRSWI), “L’ Italia a Tripoli” (https://youtu.be/yGM3UW-ktG8), “Pusilleco Pusì” E. Murolo – E. Di Capua (https://youtu.be/M-aRnPNx-3g), “Sti ccose nun se fanno!” G. Spagnolo (https://youtu.be/umuBLNr9K2E), “Comme facette mammeta” G. Capaldo – S. Gambardella (https://youtu.be/Jji5eQB0Sws), “Na vota sola” Nardella – Galdieri 1912 (https://youtu.be/OLhhSYR5zA0) sempre la stessa canzona viene riportata come a cura di versi Adolfo Genise – musica di Gaetano Spagnolo, “La Canzonetta” nel 1912 (https://youtu.be/jIWSOqR5N5k), “A Mergellina” versi di E. A. Mario – musica di Raffaele Segrè 1905 (https://youtu.be/U6ribZgnSaQ), “Parto pe’ Tripoli” Cassese- Spagnolo 1912 (https://youtu.be/qr-WOlDKBZ8), “Mare mare” (https://youtu.be/LVD4T6fS3xs), “Destino e marenaro” (https://youtu.be/M75vWD16kjA), “E ddoie risposte” (https://youtu.be/_J8X3H9pLbE), “’A luntananza d”osurdato” Cannio-Califano 1904 (https://youtu.be/xeRV_v4FzCU), “Dimme na vota si” (https://youtu.be/od76NHesZXg), “Luntano d’o core” (https://youtu.be/YHpfc0Yn9UM), “So turnato” (https://youtu.be/9cXex6kDkT0), “Serenata a Surriento” Califano – Gambardella (https://youtu.be/a1wmr6ed_CU), “A cantenella” (https://youtu.be/dxJPUpweSBI), “O silenzio a buordo” versi di Eduardo Scala – musica di Giuseppe Capolongo, “La Canzonetta” nel 1905 (https://youtu.be/LMmPhIKukf8), “Uocchie c’arraggiunate” A. Falcone-Fieni – R. Falvo (https://youtu.be/Q3XC4Kg9Ctc), “Canzona e strata” (https://youtu.be/l57kj28Rd50), “Si marito fosse a te” (https://youtu.be/cVhk0ebZpmU).
Di alcune sue canzone come “Furturella”[20] e “Guapparia”[21] ci sono anche interessanti aneddoti.
Quest’oggi, 10 luglio, anche la pagina social “La Canzone Napoletana, Tradizione e Storia della Musica” ha inteso omaggiare Diego Giannini (link), segue il testo:« Diego Giannini nacque il 27 dicembre del 1868 a Maddaloni, in provincia di Caserta. Nel 1885 per poter studiare canto lirico, s’ iscrisse al “ Conservatorio di San Pietro alla Majella” a Napoli. Nel 1887 fu costretto ad abbandonare gli studi per intraprendere il servizio militare: fu assegnato al Primo Reggimento Bersaglieri. Nell’ estate dell’ anno successivo, durante una licenza militare, trovatosi a Mergellina, presso i “ Bagni Risorgimento” cantò due successi del poeta, Salvatore Di Giacomo: “ Era de maggio” e “ Marechiare”. Al termine della leva tornò in conservatorio ed abbandonò lo studio di canto lirico per dedicarsi all’ interpretazione di melodie Partenopee. Nel 1893 presso il “ Circo delle varietà” partecipò ad un concorso per voci nuove, con il brano “ Chiarastella”: ottenne un clamoroso successo, al punto che l’ impresario del teatro, lo scritturò la sera stessa. Debuttò nel mese di dicembre, al “ Salone Margherita” dove per l’ occasione reinterpretò “ Chiarastella” e presentò “ A mezzanotte”: il pubblicò accolse con fervore le canzoni, al punto che il giovane artista, fu costretto a replicarle per tre volte. Nel 1894 presso il “ Teatro Eldorado” presentò la canzone “Furturella”. Nel 1895 Salvatore Di Giacomo gli affidò l’ interpretazione di “ ‘E trezze ‘e Carulina”.
Nel 1897 lanciò “ ‘A sirena”[22]. Il 28 giugno del 1900, il musicista Fred Gaisberg, giunse a Napoli, per conto della neonata casa discografica “ Berliner”, per registrare musica locale, con lo scopo di far incrementare la vendita dei grammofoni e per l’ occasione incise “ Maria Marì”[23], “ ‘O marenariello”, “ Ndinghetimbo!”, “ Torna Carulì”, “ ‘A montagna”, “ Serenata delle rose”, “ Filomena”, “ Ve voglio bene”, “ Canzoni Napolitane” e “ Santa Lucia”. Nel 1901 fu la volta del capolavoro “ Dimane chi sa”. Il 10 dicembre per la casa discografica “ Columbia Record” incise il brano “ Viva Roma”. Nel 1904 durante la sua esibizione al “ Festival di Piedigrotta”, fu il primo cantante ad usare in scena la paglietta calzata di sghembo: partecipò e vinse con la canzone “ Pusilleco addiruso”. Registrò nel mese di febbraio per la casa discografica “ Columbia Records”, la canzone “ Tutta bella”. Nel 1906 presso il “ Teatro Eldorado” interpretò “ ‘A furastera”. Nel 1907 lanciò il brano “ ‘O core ‘e Catarina”. Nel mese di luglio, presso New York per la casa discografica “ Columbia Records”, registrò “ ‘O surdato napulitano” e “ Viva Roma”. Nel 1909 interpretò “ Tarantella disperata”. Nel 1912 incise per la casa discografica “ Columbia Records” i brani “ L’ Italia a Tripoli”, “ Parto pe’ Tripoli” e “ L’ ammore ca di ch’ i”. Nel 1914 partecipò alla “ Piedigrotta Polyphon” dove interpretò vari brani, tra cui “ Guapparia”. Il 7 aprile 1919 incise “ ‘O mare ‘e Surriento / ‘E napulitana”. Il 3 ottobre 1920 registrò per “ La voce del Padrone” i brani “ Mandulinata mia”, “ Matenata ‘e vase”, “ Nun m’ a fa sunna” e “ P’ ‘o mare ‘e Surriento”.
Il 5 ottobre incise “ Matenata”. Nella primavera del 1921 partecipò al “ Festival di Piedigrotta” della casa editrice “ Partenope” con i brani “ Ah! Che femmena si tu”, “ Che bona giovene”, “ Mare turchino” e “ Na mosca janca”. Nel 1925 partecipò al “ Festival di Piedigrotta” indetto dalla casa editrice “ Rossi” con il brano “ Napule addò sta cchiù”. Il 10 luglio per la casa discografica “ Vittoria” registrò a New York “ Lacreme Napulitane / ‘A trumbetta ‘a Vicaria”. Nel 1926 a New York, incise su disco a 78 giri la canzone della “ Piedigrotta Rossi”, “ Napule addò sta cchiù e “ Notte ‘e tempesta / Aria ‘e munasterio”. Nel mese di febbraio, per la casa discografica “ Columbia Records” registrò “ ‘O paese d’ ‘o sole / Mmiez ‘e llenzole”. Il 10 settembre incise per la casa discografica “ Okeh” i dischi “ Povero Valentino / Pol’ Polà”, “ Povero guappo / Terra straniera”. Nel mese successivo registrò per la “ Columbia” la canzone “ Mare ‘n tempesta”. Al ritorno in Italia, decise di diminuire le sue apparizioni pubbliche, sino al dicembre del 1933, quando scelse di ritirarsi a vita privata. Il 10 luglio 1936 mentre era seduto all’ interno del “ Cinema Vittoria” situato in galleria, fu colto da infarto che ne spezzò la vita. Si ringrazia Giovanni Battista per consigli tecnici e Ciro Daniele per la concessione dell’ immagine. Biografia scritta da Argenio Salvatore Antonio».
Sfogliando le riviste americane degli italiani negli USA ho trovato diversi riferimenti a Diego Giannini nei seguenti numeri della testata L’Italia(GIORNALE QUOTIDIANO – ORGANO DELLE COLONIE ITALIANE SULLA COSTA DEL PACIFICO), nella rubrica Eccovi Soddisfatti, con le classifiche delle canzoni più diffuse: 10 febbraio 1910, 11 febbraio 1910, 12 febbraio 1910, 02 marzo 1910, 03 marzo 1910 e 04 marzo 1910.
Avviandomi alla conclusioni, richiamando il mio primo studio biografico sul Maestro Diego Giannini (Michele Schioppa, Diego Giannini in “Chi è ?” vol. IX, Vitualzio 2018 ), voglio lasciare spazio a un contributo di Ciro Daniele sia perché è una delle persone che mi ha fatto appassionare alla figura di Diego Giannini, unitamente al Maestro Antonio Barchetta che mi spinge nello studio dei musicisti locali, ed ancora perché Ciro Daniele con il gruppo social “Archivio Catauro (Canzone Storica Napoletana)” (link) e le sue pubblicazioni per me che più musica non sono esperto, è una vera e propria fonte inesauribile di sapere.
Contributo su Diego Giannini di Ciro Daniele:
«Origini culturali e meriti artistici: Studiò canto al Conservatorio di San Pietro a Majella, debuttò nel canto nel 1893 al Circo delle Varietà. Si ritirò dalle scene nel 1933. (De Mura)
Nella sua lunga carriera, incise soprattutto per la Phonotype (trentasette canzoni fra il1910 e il 1922), ma anche per la Voce del Padrone, per la tedesca Favorite Record e per le americane Jumbo, Odeon e Columbia. Alcuni suoi titoli di successo, ormai dimenticati, sono Notte ‘e tempesta, Pure tu, Aria ‘e munasterio, Tarantella disperata. Il suo declino avvenne esclusivamente per cambio generazionale. Sulla rivista Comoedia, nel 1928, scrive Ernesto Murolo: “Nel campo ancor pieno dei napoletanissimi accenti di Mario Massa e di Diego Giannini cominciò a delinearsi la potenza espressiva di Gennaro Pasquariello e di Elvira Donnarumma. Entrambi segnano un nuovo indirizzo, un nuovo genere della canzone napoletana”. Diego Giannini, lontano da qualsiasi forma di capriccio o di rivalità, resse con assoluta dignità la scena per circa un trentennio, restando testimone di un’epoca che si concluse con lui. Dopo la sua ultima tournée negli Stati Uniti (1926), centellinò le sue apparizioni in pubblico fino al ritiro, che avvenne nel dicembre del 1933, quando era già stato nominato Cavaliere. Il 10 luglio 1936, morì per un infarto che lo colse su una poltrona del cinema Vittoria in Galleria. L’epitaffio lo dettò Salvatore Di Giacomo: “Il suo nome resta legato alla bella storia della canzone”. Enzo Giannelli (da Il discobolo.net).

Brani da ricordare: Incise non meno di 120 canzoni. Le nostre preferite, quelle scritte da Gennaro Rainone: Mare, mare!, Strata sulitaria, Reginè e Carmela Bella; e Adolfo Genise: ‘A ricciulella, Frisio bello!, Senza luna! E Luna curtese.
Scrissero di lui: “E’ il cantore popolare per eccellenza. Egli intende e canta la nostra canzone con quel calore, quella passione, quell’accento, quel sentimento che sono i coefficienti assoluti del successo. Ecco perché è sempre così ricercato. Accoppia a queste doti una voce robusta, ora dolce, ora veemente, che strappa gli applausi e che ha reso conosciuto ed apprezzato in Italia e all’estero, il suo nome. Diego Giannini è il più napoletano dei cantanti, ed è fra i più felici interpreti della canzone”. (Ferdinando Russo, 1913)».
:format(jpeg):mode_rgb():quality(90)/discogs-images/A-1719375-1586849229-9086.jpeg.jpg)
Ciro Daniele in chiusura presente la discografia del Maestro Diego Giannini frutto di un minuzioso professionale quarantennale studio:
|
Titolo canzone |
Autori |
Editrice e num.catalogo |
|
‘A cantenella! |
E.A.Mario-E.A.Mario |
Favorite Record 207 |
|
‘A Canzona ‘e Pusilleco |
E.A.Mario-G.Leone |
Concerto Grammofono[24] V.D.P. R 6367 |
|
‘A canzone d’ ‘o cuscritto |
G.Attanasio-A.Mazzucchi |
ÂÂÂÂÂ |
|
‘A canzone d’ ‘o marenaro |
A.Califano-S.Gambardella |
ÂÂÂÂÂ |
|
‘A cchiù bella canzona… |
A.Napolitano-V.Valente |
Conc.Gramm.V.D.P.R 6107 |
|
‘A frangesa |
P.M.Costa-P.M.Costa |
Columbia Phonograph 1703 |
|
‘A luntananza d”o surdato |
A.Califano-E.Cannio |
Soc.Fonog.Napol. 46611 |
|
A Margellina |
E.A.Mario-R.Segrè |
Favorite Record 199 |
|
‘A muntagna |
D.Del Gaizo-L.Fragna |
Berliner 7” Record 52509 |
|
‘A ricciulella |
A.Genise-R.Falvo |
Favorite Record 214 |
|
‘A scatulella |
F.Romano-M.S.Ciociano |
Conc.Gramm.V.D.P.R 6607 |
|
‘A serenata d”e rrose |
V.Russo-E.Di Capua |
Phonotype Rec. 653-Berliner 7” Record 52506-S.F.N. 42653 |
|
‘A stesa d’ ‘a canzone |
F.Russo-G.Capolongo |
Società Fonografica Napoletna |
|
‘A surrentina |
G.B.De Curtis-E.De Curtis |
Columbia Cicale D 461 |
|
A” tazza ‘e cafè! |
G.Capaldo-V.Fassone |
Phonotype Record 2709 |
|
‘A trumbetta ‘a Vicaria |
S.Baratta-G.Lama |
Vittoria Record |
|
Accussì vo’ Pusilleco! |
E.R.Marchioni-M.S.Ciociano |
Conc.Gramm.V.D.P.R 6607 |
|
Ah! Che femmena si ttu!… |
P.Vento-L.Recitano |
Phonotype Rec. 2708 |
|
Albergo ‘e l’allegria |
G.Irace-S.Gambardella |
Columbia-Cicale D 380 |
|
Ammore capricciuso |
E.A.Mario-R.Segrè |
Soc.Fon.Nap. 42627 |
|
Ammore che dich’io… |
G.F.Buongiovanni-E.Nardella |
Soc.Fon.Nap. 43263 |
|
Ammore d’oggi… (registrazione incompleta) |
D.Furnò-V.Roessinger |
ÂÂÂÂÂ |
|
Ammore ‘e femmena!… |
E.A.Mario-E.Nardella |
Odeon-Jumbo 239 |
|
Ammore traditore |
G.F.Buongiovanni-G.F.Buongiovanni |
Soc.Fon.Nap. 432280 |
|
Aria ‘e munasterio |
L.Sica-G.De Luca |
Columbia |
|
Bella mia! |
A.Barbieri-V.Di Chiara |
Phonotype Record 0655-S.F.N. 42655-Phonodisc Mondial-Fabbrica Italiana Dischi Milano 2485 |
|
Bella triestina! |
C.A.Bixio-C.A.Bixio |
Concerto Grammofono V.D.P. R 6495 |
|
Bella, ca bella si !… |
A.Barbieri-E.De Curtis |
ÂÂÂÂÂ |
|
Biundulella |
ÂÂÂÂÂ |
Columbia Cicale D 458 |
|
Buscie ‘e femmena |
R.Chiurazzi-E.Nardella |
Concerto Grammofono V.D.P. R 6623 |
|
Campagnò! |
A.Genise-G.Capolongo |
Favorite Record 187 |
|
Cantanno p”o mare! |
A.Califano-V.Valente |
Concerto Grammofono V.D.P. R 6215 |
|
Canti d’estate |
Versi e musica Armando Gill |
Società Fonografica Napoletana 43265 – anche Phonodisc Mondial |
|
Canzona ‘e strata (Serenata ‘ntussecosa) |
E.A.Mario-E.A.Mario |
ÂÂÂÂÂ |
|
Canzona semplice |
E.A.Mario-E.A.Mario |
Concerto Grammofono V.D.P. R 6367 |
|
Cara compagna |
B.Rossi-M.S.ciociano |
Concerto Grammofono V.D.P. R 6619 |
|
Carmela |
G.Capurro-P.E.Fonzo |
ÂÂÂÂÂ |
|
Carmela bella |
G.Rainone-A.Magliani |
ÂÂÂÂÂ |
|
Casa mia! |
?- E.Nutile |
Società Fonografica Napoletana 43277 |
|
Castigliana |
A.Genise-A.Magliani |
Phonotype Record 0819- Phonodisc Mondial 503 |
|
Catarì… fatte ‘a mappata!… |
P.Vento-N.Cinque |
Phonotype Record 2704 |
|
Che bella cosa oi Nè! |
A.Barbieri-G.Capolongo |
Concerto Grammofono V.D.P. R 6307 |
|
Che bona giovene!… |
G.Bugni Junior-N.Cinque |
Phonotype Record 2707 |
|
Chesta è ‘a vita !… |
F.Russo-G.F.Buongiovanni |
ÂÂÂÂÂ |
|
Ciardeniello suspiruso |
B.Rossi-A.Di Jorio |
Concerto Grammofono V.D.P. R 6609 |
|
Comme facette mammeta! |
G.Capaldo-S.Gambardella |
Columbia-Cicale D 461- -OdeonJumbo 180- Columbia E 207 |
|
Core ca spera… |
A.Donzelli-G.Lama |
Società Fonografica Napoletana 42880 |
|
Core cantatore |
L.bovio-N.Valente |
Società Fonografica Napoletana 43281 |
|
Cummedia |
E.A.Mario-E.A.Mario |
Concerto Grammofono V.D.P. R 6411 |
|
Cuscritto! |
E.Murolo-R.Falvo |
Polyphon 14030 |
|
Destino ‘e marenaro |
S.N.Tortora-G.Cioffi |
ÂÂÂÂÂ |
|
Dimme ‘na vota si !… |
A.Barbieri-G.F.Buongiovanni |
Polyphon 14030 |
|
‘E ddoje risposte |
E.Murolo-R.Falvo |
Favorite Record 188 |
|
‘E napulitane |
S.Baratta-R.Falvo |
Concerto Grammofono V.D.P. R 6519 |
|
E’ partuto !… |
A.Califano-E.Cannio |
Jumbo Record |
|
”E purtualle ‘e Palermo |
Pasqualotto-Quaranta |
ÂÂÂÂÂ |
|
Faie tu pure accussì! |
R.Galdieri-U.Colonnese |
Concerto Grammofono V.D.P. R 6623 |
|
Femmena aggraziata |
R.Ferraro-Correra/S.Gambardella |
Columbia D 4137 |
|
Femmena amata |
R.Galdieri-E.Nardella |
Concerto Grammofono V.D.P. R 6307 |
|
Femmena senza core… |
E.Milano-A.Mazzucchi |
Società Fonografica Napoletana 43246 |
|
Femmene ammartenate! |
A.Gill-A.Mazzucchi |
Società Fonografica Napoletana 43301 |
|
Filomena |
L.Perullo-E.Del Preite |
Berliner 7” Record 52502 |
|
Fior di Siviglia |
E.A.Mario-G.Lama |
Phonotype Record 0821 |
|
Firufirulì-Firufirulà |
? -R.Falvo |
Odeon-Jumbo 171 |
|
Frisio bello! |
A.Genise-G.Lama |
Favorite Record 203 / Odeon-Jumbo 168 |
|
Fronne… Â Funiculi’ funicula’ |
? -V.D’Annibale Giuseppe Turco e Luigi Denza |
Concerto Grammofono V.D.P. R 6345 Â 78 giri Monarc 6064 |
|
Giovanottino, mi garbate tanto! |
? – ? |
Columbia Cicale D 458 |
|
I’ canto p’ ‘o mare |
E.A.Mario-E.A.Mario |
ÂÂÂÂÂ |
|
I’ songo ‘e Napule |
R.Galdieri-E.Nardella |
Phonotype Record 3061 |
|
Ischitana |
V.Cipro-G.Salzano |
Società Fonografica Napoletana 42671 |
|
Italia bella! |
A.Califano-E.Di Capua |
Phonotype Record 0710 – Fabbrica Italiana Dischi Milano 2487 |
|
La chiamavano Bebè! |
C.A.Bixio-C.A.Bixio |
Phonotype Record 3060 |
|
La dottrina in musica |
? – ? |
Columbia Cicale D 459 – Columbia D 4138 |
|
La spagnola |
V.Di Chiara-V.Di Chiara |
ÂÂÂÂÂ |
|
L’acquaiola |
S.Ragosta-Minino |
Phonotype Record 2711 |
|
Lacreme napulitane |
L.Bovio-G.F.Buongiovanni |
Vittoria Record |
|
L’ammore ca dich’ì! |
G.F.Buongiovanni-G.F.Buongiovanni |
Columbia Cicale D 490- Columbia E 1876 |
|
Le rose rosse |
E.A.Mario-E.A.Mario |
Concerto Grammofono V.D.P. R 6583 |
|
L’eredità |
versi e musica di E.A.Mario |
Concerto Grammofono V.D.P. 7-252220 |
|
Ll’ Italia a Tripoli ! |
A.Califano- E.Di Capua |
Columbia D 4334 |
|
Ll’amarene |
F.Russo-V.Valente |
Phonotype Record 3061 |
|
Luna curtese |
A.Genise-V.Valente |
Concerto Grammofono V.D.P. R 6419 |
|
Luntananza amara |
P.Cinquegrana-E.Di Capua |
Polyphon 14030 |
|
Luntano d’ ‘o core |
G.D’Anzi-G.Lama |
ÂÂÂÂÂ |
|
Ma tu a chi vuò fa crepà? |
A.Barbieri-G.F.Buongiovanni |
ÂÂÂÂÂ |
|
Maggio addiruso! |
E.A.Mario-G.Lama |
Favorite Record 216 |
|
Mamma mia che vò sapè?!… |
F.Russo-E.Nutile |
Fabbrica Italiana Dischi Milano 2498 |
|
Mandulinata mia! |
G.Garofalo-A.Di Jorio |
Concerto Grammofono V.D.P. R 6609 |
|
Manella mia |
F.Russo-V.Valente |
ÂÂÂÂÂ |
|
Mare ‘ntempesta |
G.Tetamo-L.Stecchetti |
Columbia Record 14252-F |
|
Mare turchino |
R.Mendozza-R.Gargiulo |
Phonotype Record 2710 |
|
Mare, mare!… |
E.Murolo-G.Capolongo |
Società Fonografica Napoletana 42844 |
|
Margaretè!… |
P.Vento-N.Ricciardiello |
Phonotype Record 3058 |
|
Marì…Marì…Marì !… |
G.Feola-G.Capolongo |
Favorite Record 215 |
|
Maria. Marì !… |
V.Russo-E.Di Capua |
Berliner 7”’ Record 52507 |
|
Massarianta bella ! |
G.Dell’Aquila-G.Del Vecchio |
Phonotype Record 3062 |
|
Matenata ‘e vase |
G.Capaldo-M.S.Ciociano |
Concerto Grammofono V.D.P. R 6613 |
|
‘Mbraccia a mme !… |
A.Barbieri-V.Di Chiara |
ÂÂÂÂÂ |
|
‘Mmiez’ ‘a ll’onne… |
L.Di Carluccio-C.Esposito |
Società Fonografica Napoletana 43251 |
|
‘Mmiez’ ‘e llenzole… |
E.Fusco-R.Falvo |
Columbia 14189-F |
|
‘Mmiez’ ‘e rrose… |
G.Rainone-A.Magliani |
Phonotype Record 0839 |
|
‘Mmiez’ ‘o ggrano… |
E.Nicolardi-E.Nardella |
Società Fonografica Napoletana 43276 |
|
Muglierema luntana… |
E.A.Mario-G.Onofri |
Phonotype Record 2712 |
|
‘Na mosca janca !… |
A.Barbieri-N.Cinque |
Phonotype Record 2705 |
|
‘Na vota sola !… |
A.Genise-G.Spagnolo |
Favorite Record 190 |
|
Napule ‘e notte |
C.A.Bixio-C.A.Bixio |
Concerto Grammofono R 6495 |
|
Napule, addò staie cchiù ?… |
R.Lo Martire-E.A.Mario |
Columbia Record 14252-F |
|
Napulità !… |
G.Irace-V.Fassone |
Società Fonografica Napoletana 42826 |
|
‘Nnammurate all’ombra |
E.A.Mario-V.Ricciardi |
Società Fonografica Napoletana 43248 |
|
‘Nnammuratelle meje |
E.Murolo-G.Capolongo |
Odeon+C34-Jumbo 170 |
|
Notte ‘e tempesta |
L.Sica-G.De Luca |
Columbia 60013 F |
|
‘Nu desiderio ‘a che ?… |
A.Mangione-E.Nardella |
Concerto Grammofono V.D.P. R 6625 |
|
Nun chiagnere Carmè !… |
S.Cassese-R.Falvo |
Phonodisc Mondial 504 |
|
Nun m”a fa sunnà! |
E.R.Marchioni-M.S.Ciociano |
Concerto Grammofono V.D.P. R 6615 |
|
Nun me lassà!… |
A.Califano-E.Di Capua |
Jumbo-Odeon 181 |
|
Nun saccio spiecà! |
G.Capurro-P.E.Fonzo |
Concerto Grammofono V.D.P. R 6507 |
|
Nuttata ‘e sentimento |
S.Cassese-G.Capolongo |
Jumbo-Odeon 238 |
|
‘O core ‘e Catarina… |
R.Galdieri-G.Capolongo |
Favorite Record 189 |
|
‘O mare ‘e Surriento |
A.Califano-R.Falvo |
Concerto Grammofono V.D.P. R 6519 |
|
‘O marenariello |
G.Ottaviano-S.Gambardella |
Concerto Grammofono V.D.P. R 6521 |
|
‘O paese d”o sole!… |
L.Bovio -V.D’Annibale |
Columbia 14189-F |
|
‘O paraviso ‘e Napule |
G.Capaldo-S.Gambardella |
Columbia D 4141- Columbia E 207 |
|
‘O pianino |
P.Buonanno-E.A.Mario |
Phonotype Record 3059 |
|
‘O piripisso e ‘o nainanà… |
S.Baratta-G.Capolongo |
Phonotype Record 3901 |
|
‘O richiamato !… |
V.Vitolo-A.Mattiacci |
Società Fonografica Napoletana 42851 |
|
‘O ricordo |
F.Russo-N.Valente |
Columbia-Cicale D 381- Columbia D 4134 |
|
‘O Scoglio ‘e Frisio |
G.Capurro-S.Gambardella |
ÂÂÂÂÂ |
|
‘O silenzio a buordo! |
E.Scala-G.Capolongo |
Favorite Record 211 |
|
‘O surdato napulitano |
A.Califano-S.Gambardella |
Columbia-Cicale D 381 – Columbia 4134 |
|
‘O surdato ‘nnammurato |
V.Russo-G.F.Buongiovanni |
ÂÂÂÂÂ |
|
Palomma ‘e notte |
S.Di Giacomo-G.F.Buongiovanni |
Odeon O 82.154 |
|
Pane e cepolle |
G.B.De Curtis-E.De Curtis |
Società Fonografica Napoletana 42647 |
|
Partenno pe’ surdato… |
? -A.Mattiacci |
Società Fonografica Napoletana 42875 |
|
Parto pe’ Tripoli !… |
S.Cassese-G.Spagnolo |
Columbia-Cicale D 4343 |
|
P”o mare ‘e Surriento |
E.Nicolardi-M.S.Ciociano |
Concerto Grammofono V.D.P. R 6615 |
|
Polì-Polà ! |
L.Sica-Caradele |
Okeh 9287-B |
|
Povero Valentino !… |
P.Bongiovanni-L.Canoro |
Okeh 9287-A |
|
Prigioniero d’amore |
? -V.Valente |
Concerto Grammofono V.D.P. R 6107 |
|
Primma ‘e turnà !… |
S.Cassese-R.Falvo |
Jumbo-Odeon 169 |
|
Pupatella mia ! |
G.Andreassi-V.D’Annibale |
Concerto Grammofono V.D.P. R 6345 |
|
Pure tu !… |
A.Gill-A.Mazzucchi |
ÂÂÂÂÂ |
|
Pusilleco addiruso ! |
E.Murolo-S.Gambardella |
Concerto Grammofono V.D.P. R 6521 |
|
Pusilleco, Pusì … |
E.Murolo-E.Di Capua |
Columbia D 4141- |
|
Reginè !… |
G.Rainone-L.De Luca |
Favorite Record 213 |
|
Rumanzetta capricciosa |
E.A.Mario-V.Ricciardi |
Società Fonografica Napoletana 43250 |
|
Santa Lucia |
T.Cottrau-T.Cottrau |
Berliner 7” Record 52508 |
|
Sempe Napule sarrà !… |
R.Mendozza-R.Gargiulo |
Phonotype Record 2706 |
|
Senza luna !… |
A.Genise-G.Lama |
Società Fonografica Napoletana 42631 |
|
Serenata a Surriento |
A.Califano-S.Gambardella |
ÂÂÂÂÂ |
|
Serenatella appaurata |
G.Capurro-E.Di Capua |
ÂÂÂÂÂ |
|
Si è guappo o no ! |
? -G.Giannelli |
Concerto Grammofono V.D.P. R 6627 |
|
Si marito fosse a tte !? |
G.Feola-G.Capolongo |
Società Fonografica Napoletana 42612 |
|
Sienteme sole !… |
G.Rainone-G.Capolongo |
Società Fonografica Napoletana 43313 |
|
So’ turnato !… |
S.Cassese-R.Falvo |
Favorite Record 204 |
|
Sole ‘ncantato ! |
Mazzocchi-M.S.Ciociano |
Concerto Grammofono V.D.P. R 6621 |
|
Sole tiennero |
F.Feola-G.Capolongo |
ÂÂÂÂÂÂ |
|
Sora mia !… |
R.Galdieri-G.Capolongo |
Società Fonografica Napoletana 43275 |
|
Sott’ ‘e ccancelle !… |
G.Tetamo-M.Nicolò |
Phonotype Record 3068 |
|
Statte accussì ! |
A.Barbieri-V.Di Chiara |
Columbia-Cicale D 383 / Columbia D 4140 |
|
Sti ccose nun se fanno ! |
? -G.Spagnolo |
Concerto Grammofono V.D.P. R 6627 |
|
Stornelli montagnoli |
A.Gill-A.Mazzucchi |
Fabbrica Italiana Dischi Milano 2496 |
|
Strata sulitaria |
G.Rainone-G.Capolongo |
Phonotype Record 0630 / Società Fonografica Napoletana 42630 |
|
Stu core ‘o vvò sapè !… |
P.Vento-G.Lama |
Società Fonografica Napoletana 43249 |
|
Suonne ‘e ‘stu core |
A.Genise-G.Lama |
Società Fonografica Napoletana 43289 |
|
Surdate ! |
L.Bovio-E.Nardella |
Società Fonografica Napoletana 43265 |
|
Tarantella d’ ‘e suspire |
L.Criscuolo-L.Criscuolo |
Società Fonografica Napoletana 43264 |
|
Tarantella d’ ‘e vase |
R.Ferraro-Correra-S.Gambardella |
Columbia-Cicale D 458 |
|
Tarantella disperata |
R.Galdieri-R.Falvo |
Era Record |
|
Tarantella e llariulà ! |
A.Fiordelisi-V.Valente |
Società Fonografica Napoletana 43247 |
|
Tarantella masculina |
E.A.Mario-E.A.Mario |
Concerto Grammofono V.D.P. 7-252291 |
|
Tarantella pusitiva |
R.Ferraro-Correra/P.E.Fonzo |
Società Fonografica Napoletana 43300 |
|
Terra d’ammore |
? -G.Salzano |
Società Fonografica Napoletana 42670 |
|
Tetella |
A.Lania-G.Chiarolanza |
Columbia-Cicale D 380 |
|
Tonchinese |
? -G.Chiarolanza |
Columbia Cicale D 459 – Columbia D 4137 |
|
Torna al paesello ! |
A.Giuliani-A.Giuliani |
Concerto Grammofono V.D.P. R 6611 |
|
Torna maggio ! |
V.Russo-E.Di Capua |
Phonotype Record 0827 / Società Fonografica Napoletana 42827 |
|
Torna palomma !… |
A.Pappalardo-C.A.Bixio |
Concerto Grammofono V.D.P. R 6571 |
|
Torna, Carulì !… |
A.Califano-S.Gambardella |
Berliner 7” Record 52504 |
|
Tu a chi vuò fa murì ?… |
Di Napoli-V.Valente |
Concerto Grammofono V.D.P. R 6215 |
|
Tutta bella !… |
A.Barbieri-V.Di Chiara |
Columbia D 4138 |
|
Tutt”e vvie |
E.Nicolardi-E.Nardella |
ÂÂÂÂÂ |
|
Ullero,ullero…ca nun è overo ! |
R.Galdieri-U.Colonnese |
Concerto Grammofono V.D.P. R 6625 |
|
Una giornata a Tripoli |
? – ? |
Columbia-Cicale D 490 |
|
Uocchie c’arraggiunate |
A.Falconi-Fieni/R.Falvo |
Odeon 082.155 |
|
Ve voglio bene ! |
A.Califano-D.Napoletano |
Berliner 7” Record 52505 |
|
Vecariello appucundruso |
P.Cinquegrana-O.Cattedra |
ÂÂÂÂÂ |
|
Velivolì, velivolà ! |
G.Capaldo-M.S.Ciociano |
Concerto Grammofono V.D.P. R 6617 |
|
Vì che gran felicità !… |
G.Capurro-G.F.Buongiovanni |
Concerto Grammofono V.D.P. R 6617 |
|
Vi vorrei baciar !… |
V.Di Chiara-V.Di Chiara |
Phonodisc Mondial 486 |
|
Viene a vucà !… |
S.Cassese-S.Gambardella |
Columbia-Cicale D 383 / Columbia D 4140 |
|
Villa felicità ! |
E.A.Mario-E.A.Mario |
Phonotype Record 3067 |
|
Viva Roma !… |
? -V.Di Chiara |
Columbia E 566 |
|
Vò turnà !… |
E.Nicolardi-G.B.De Curtis |
Società Fonografica Napoletana 43288 |
|
Voca luntano |
F.Russo-R.Falvo |
ÂÂÂÂÂ |
|
Vocca bella ! |
A.Barbieri-E.Di Capua |
Società Fonografica Napoletana 43299 |
|
Voce ‘e maggio (‘A testa ‘aruta) |
P.Cinquegrana-R.Falvo |
ÂÂÂÂÂ |
|
Voce ‘e notte |
E.Nicolardi-E.De Curtis |
ÂÂÂÂÂ |
|
Vucchella rossa |
G.Marotta-A.Casolla |
Società Fonografica Napoletana 43314 |
Ringrazio quanti hanno collaborato alla realizzazione di questo articolo.
Per coloro che sono interessati a condividere il proprio ricordo, riportare la propria testimonianza possono contattarmi alla studioanniversario@gmail.com, account di posta che uso per la raccolta di info sulle biografie che studio specificando che si tratta di un contributo sul Maestro Diego Giannini.
Non ci si aspetta di essere esaustivi e di non cadere, involontariamente in qualche errore storico/testimoniale. Lo studio nasce dalle ricerche d’archivio bibliografiche e su portali specializzati di internet, dalle testimonianze dirette ed indirette ed è supportata da documentazione. Sarà dato modo a chi vorrà la possibilità di replicare, integrare, chiarire etc. elementi emersi nel corso della fase di presentazione della storia biografica.
Ringrazio il lettore che ha avuto la pazienza di dedicarmi un po’ del suo tempo nella lettura di questo studio ed allo stesso chiedo scusa se qualche imperfezione è sfuggita alla rilettura delle bozze.

[1] Diego nasce da Pasquale pittore e da Anna di Majo filatrice nella strada Giudecca e si battezza nella chiesa di San Pietro Apostolo. Pasquale abitante nella medesima viva nasce il 7 dicembre 1820 da Giuseppe anch’esso pittore. Pasquale avrà anche una sorella di nome Cristina nata in Maddaloni il giorno 8 gennaio 1850. A proposito del padre di Diego, il pittore Pasquale Giannini, dalla mio libro, in corso di pubblicazione, sulla chiesa del Corpus Domini (Michele Schioppa, la Basilica Pontificia Minore del Corpus Domini di Maddaloni), rilevo che nell’ambito dei restauri della chiesa il 27 novembre del 1861 il Consiglio Comunale si riunisce per discutere della spesa per la riparazione dei quadri della chiesa del SS. Corpo di Cristo, cioè quella della cona dell’altare maggiore e gli altri due nella crociera. Alla fine i restauri saranno a cura del pittore Giannini Pasquale per ducati 180.
[2] La sua figura, riscontrata in una bibliografia sempre crescente nel corso dello studio della sua storia, gode di una buona scheda su Wikipedia ed ancora una biografia, breve ma incisiva, nel portale del “Museo Virtuale Del Disco”, Associazione per la tutela del patrimonio discografico italiano e dello spettacolo, a cura Enzo Giannelli. Il contributo è aggiornata al 17 marzo 2016 e disponibile al link http://museovirtualedeldiscoedellospettacolo .blogspot.com/2016/03/una-nuova-pagina-diego-giannini.html che rimanda poi alla scheda al link http://www.ildiscobolo.net/CANTANTI%20PAGINE/GIANÂÂÂÂ NINI%20DIEGO/GIANNINI%20DIEGO%20HOME.htm.
[3] Vittorio Paliotti, “Storia della Canzone Napoletana”, Newton & Compton Editori, Roma 204, pagg. 259-260. Paliotti ricorda come le«Partiture “per canto e piano” che ogni anno, in coincidenza con le audizioni di Piedigrotta, venivano spedite dagli editori alle orchestrine e ai cantanti di tutta Italia» e i «posteggiatori» «erano stati, sempre, i principali canali di diffusione della musica napoletana . E per la verità essi, pur tradizionalissimi, avevano sempre svolto con efficacia la loro funzione. Venne poi il momento in cui la canzone napoletana incominciò concretamente a giovarsi di altri due mezzi di comunicazione destinati, più tardi, ad annullare quelli convenzionali: il disco e la radio. Le date di partenza possono essere fissate al 1905 per il disco e al 1926 per la radio; ciò dimostra che, in entrambe le occasioni, i napoletani non si erano lasciati cogliere alla sprovvista. […] I napoletani furono, in Italia, fra gli antesignani dello sfruttamento industriale dell’invenzione di Edison. Raffaele ed Amerigo Esposito, nel 1901, fondarono a Napoli in via De Marinis, la “Phonotype Record” la quale se in un primo momento si limitò a registrare su matrici (che poi venivano inviate in Germania per lo stampaggio) la voce di cantanti vari, nel 1905 avviò un ciclo completo di produzione. La “Phonotype Record” si assicurò subito la voce del grande tenore Ferdinando De Lucia, quindi passo a incidere le interpretazioni dei massimi esponenti della canzone napoletana. Dai vecchi ingialliti registri della casa discografica risulta che nel 1910 furono incise canzoni napoletane eseguite dal posteggiatore Giorgio Schottler, da Elvira Donnarumma, Diego Giannini e da Giuseppe Godono. Nel 1912 cantò per la “Phonotype Record” Nicola Maldacea; nel 1913 fu la volta di Mario Massa e di Roberto Ciaramella; nel 1921 si alternarono Salvatore Papaccio, Vittorio Parisi e Pasquale Amato».
Circa le incisioni è interessante richiamare la pubblicazione di Anita Pesce, “La Sirena nel solco – origini della riproduzione sonora”, Alfredo Guida editore Napoli 2005,che dalla pagina 78 a pagina 80 raccontano le prime incisioni e fanno riferimento a 35 matrici, nel giugno del 1900, e si legge «Abbiamo anche l’immenso piacere di conoscere i nomi degli interpreti e i titoli, di questi brani. Il primo fu Diego Giannini, che incise “Maria Marì”; in quei due giorni si alternarono con lui in seduta d’incisione: Franco Palumbo, Luisella Scotti, Giuseppina Andreace, Florigio Penza, un certo professor Giandolfi, che si esibì con tre brani per mandolino solo» la pubblicazione segue con il dettaglio delle incisioni con codice identificativo della canzone, artista esibito, nome canzone ed autore della stessa.
Le canzoni di Diego Giannini registrate furono: Maria Marì (Di Capua), Ndinghetimbo!, Torna Carulì, O Marenariello (De Curtis), Serenata delle rose, Filomena, Ve voglio cane (Ve voglio bene), A’ muntagna (Fragna), Canzonette napoletane, Santa Lucia. A pagina 80 della pubblicazione si Anita Pesce si legge: «Al di là di Diego Giannini, infatti, che incise poi tanto anche in seguito, dei nomi degli altri interpreti ci resta solo questa flebile traccia».
Queste 35 incisioni a Napoli si ebbero nel giugno del 1900, per conto di Fred Gaisberg, che si fermò in città solo per 5 giorni. Per confronto si veda anche Enrico Careri e Pasquale Scialò, “Studi sulla canzone napoletana classica”, Libreria Musicale Italiana 2008.
Il primato di Diego Gianni è richiamato anche in La Repubblica l’articolo dal titolo “La prima voce dei media alle falde del Vesuvio” di Laura Valente del 23 settembre 2006. SI rimanda anche al forum on line https://semialvento.forumfree.it/?t=50004810 per un richiamo all’argomento.
[4] Tra i suoi Maestri probabilmente si annovera il Maestro Luigi Picillo (a cui nel 1885 verrà dato l’incarico di dare vita ad una scuola di Musica a Maddaloni), già incontra in questo volume in riferimento al Maestro Alfonso Castaldi. Altri suoi Maestri, attivi nella formazione dei musicisti e nella direzione di orchestra, probabilmente furono Carlo Troise e Gaetano Barbati (forte degli insegnamenti di Giuseppe Dell’Orefice – Fara Filiorum Petri, 21 agosto 1848 – Napoli, 4 gennaio 1889 – che fu un compositore e direttore d’orchestra italiano). Per approfondimento si veda Michele Schioppa, “Maddaloni, la storia del Maestro Giuseppe Renga nello studio di Pascarella” in L’Eco di Caserta del 2 Maggio 2016.
[5] Romualdo Marrone, “Guida insolita ai misteri, ai segreti, alle leggende e alle curiosità di Napoli”, Newton Compton Editori 2015, pag. 110-111. Nella stessa pubblicazione si registrazione le esibizioni presso “Eldorado Lucia”, “Gram Circolo delle varietà (Ex Panorama), “Ideal”, “Kursaal”.
[6] Romualdo Marrone, “Guida insolita ai misteri, ai segreti, alle leggende e alle curiosità di Napoli”, Newton Compton Editori 2015, pag .124 si parla di duetti e ad apertura si legge la citazione nel testo.
[7] Michele Parise, “Finestra su Napoli”, Stamperia del Valentino, 2005, pag. 41.
[8]ÂÂ “La tavola rotonda giornale” letterario illustrato della domenica”, Tip. F. Bideri, 1893 riporta che nello stesso 1893 Giannini partecipò anche la concorso canoro collegato alla rivista:ÂÂ « Giovedi debuttò il signor Diego Giannini, un tenorino dalla voce simpatica e armoniosa. Egli ha ottima scuola, e non poteva essere altrimenti, perchè alievo del nostro Conservatorio; ma noi però gli diciamo, che non trascuri lo studio».
[9] Sempre nel 1985 Diego Gianni presenta “’Ndringhete ndrà” con testo di Pasquale Cinquegrana e musica di Giuseppe De Gregorio.
[10] «Tra i brani composti da Vincenzo Valente è da citare ‘A Sirena, lanciata nel 1897 dal cantante Diego Gianni, uno dei primi interpreti a registrare canzoni napoletane su dischi a 78 giri. Il testo ripropone un’antica leggenda dell’isolda di Procida secondo la quale un marinaio, contravvenendo all’ammonimento a non avvicinarsi all’isola abitata da una pericolosa sirena, perde la vita negli abissi del mare». Pasquale Scialò, “Storia della canzone napoletana” “1824-1931 vol. I”, Collana Neri Pozza Edizioni, collana “I Colibrì”, Vicenza 2017, pag. 162.
[11] Diego Giannini presenterà anche “Furturella” con testo di Pasquale Cinquegrana e musica di Salvatore Gambardella nel 1894; ancora presenterà “Guapparia” con testo di Libero Bovio e musica di Rodolfo Falvo nel 1914.
[12] Edito con la pubblicazione Settimanale de “Biblioteca Musicale de La Tavola Rotonda” in Napoli Libreria Editrice Bideri.
[13] Romualdo Morrone, Guida insolita ai misteri, ai segreti, alle leggende e alle curiosità di Napoli, Netwon Compton Editori, Roma 2015.
[14] Gli artisti di punta della Phonotype Record di Amerigo Esposito, furono, oltre a Giannini, Giuseppe Godono, Pietro Mazzone, Roberto Ciaramella, Silvia Coruzzolo, Giorgio Schottler ed Elvira Donnarumma.
[15] Dalla pubblicazione di Anita Pesce, “La Sirena nel solco – origini della riproduzione sonora”, Alfredo Guida editore Napoli 2005, pag. 144, scopriamo che Diego Gianni è sotto contratto il 20 marzo 1923 della Klarophone Record nata giusto nel 1922 e dopo due anni, il 25 aprile 1924, ceduta alla Phonotype (di Roberto Esposito). La Klarophone Record aveva come editore e discografico Antonio De Martino “della Italian Bokk Library, di Mulberry Street, New York”, ovvero della zona in cui aveva un negozio ed era editore musicale un altro maddalonese, Antonio Grauso (Maddaloni il 6 agosto 1863).
[16] Si esibì e collaboro, tra gli altri con Salvatore Papaccio, bambino prodigio che a soli 8 anni venne scritturato nel coro del Real Teatro di San Carlo a Napoli per la stagione lirica 1908-1909.
[17] Vittorio Paliotti, “Storia della Canzone Napoletana”, Newton & Compton Editori, Roma 204, pagg. 185-186.
[18] In questa edizione (ricorda Antonio Sciotti in “1921: 1° Piedigrotta Partenope”) a Diego Giannini (cantante preferito di Ferdinando Russo, infatti Gianni gli portò al successo le sue canzoni “Nun me guardate cchiu” e “Tu sola”) sono assegnate quattro composizioni: Ah! che femmena sì tu (Vento-Recitano); Che bona giovene (Bugni-Cinque); Mare turchino (Mendozza-Gargiulo); Na mosca janca (Barbieri-Cinque). Alla seconda Piedigrotta del 1925 si esibì con “Napule addò sta cchiù”. E Così via come si può approfondire dal portale http://www.hitparadeitalia.it.
Diego Gannini partecipò, prima ancora, alla Piedigrotta La Canzonetta che andò in scena da lunedì 12 settembre 1910 al Teatro Eden di Napoli con due spettacoli al giorno alle ore 17.00 e 21.00 ad entrata continua. Qui Raffaele e Luisella Viviani, formarono il cast della manifestazione, in cui si esibirono: la diva napoletana Elvira Donnarumma, il tenore Diego Giannini, l’eccentrica Fulvia Musette, il comico Ugo Fortuzzi, l’etoile Ada Helios e i duettisti francesi Les Des Berys.
Nella proposta della “Storia della Canzone Napoletana” edita su http://www.plectro.it/ nel paragrafo de “I poeti della IIª generazione” si legge: « Dei cantanti uomini di quell’epoca si ricordano: Arturo Ciotti, Bernardo Cantalamessa, Diego Giannini e il tenore De Lucia». Circa Cantalamessa come giustamente segnala Ciro Daniele il nome di battesimo è Berardo.
Il nome di Diego Giannini è legato anche al Teatro Triano di Napoli, come ricorda ne “il nuovo trianon” su La Repubblica Giulio Baffi il 20 novembre 2002.
[19] Riferimenti bibliografici di approfondimento, ove figurano richiami a Giannini, sono: Raffaele Cossentino, “la Canzone napoletana dalle origini ai nostri giorni – storia e protagonisti”, Rigiosi editore 2013; Salvatore Cerino, “Napoli Eterna Musa”, Alfredo Guida Editore Napoli 1994; Pasquale Scialò, “Storia della Canzone napoletana”. Vol. I 1824-1931, Neri Pozza Editore 2017; Vincenzo Vinciguerra, “Dall’autenticità alla “mcdonalizzazione” di Napoli”, PM Edizioni 2017; Alan Kelly, “His Master’s Voice”, Greenwood Press, 1988; AA.VV., “La tavola rotonda giornale letterario illustrato della domenica”, Tip. F. Bideri, 1893; Michele Parise, “Finestra su Napoli”, Stamperia del Valentino, 2005; Thomas A. Edison – Inc, “Edison Amberola Monthly, Volume 7”, Pennant Litho, Incorporated, 1909; Michael Edward Henstock, “Fernando De Lucia: son of Naples : 1860-1925”, Duckworth, 20 set 1990.
Interessanti sono anche i contributi di Vito Vita, “Musica solida”, Miraggi Edizioni, Torino 2019, in cui si riporta la prima incisione in assoluto di Maria Marì e a seguire quelle di ‘O marenariello e ‘A montagna tutte eseguite dal tenore Diego Giannini.
Sempre per approfondimento: Valentina Venturini, “Raffaele Viviani: la compagnia, Napoli e l’Europa”, Bulzoni edizioni, 2008, pagg. 73, 87, 103, 146 e 249.
Solo il SBN con il suo portale on line offre 93 contributi dettagliati di rimando a Diego Giannini il cui studio offre un ventaglio di informazioni per inventariare la sua produzione oltre ad offrire un contributo sulle sue collaborazioni ed esibizioni nel tempo.
[20] In https://www.radionapoli.it/encyclopedia/furturella/: “(Cinquegrana-Gambardella) • 1894
Furturella vanta un aneddoto che dice molto del suo valore artistico. A cantarla la prima volta in privato fu Ernesto Murolo che, accompagnandosi al piano, la presentò a Giacomo Puccini. Pare che l’autore della Boheme ne rimase estasiato.
La parte musicale firmata da Salvatore Gambardella ha una costruzione semplice, ma raffinata che si rifà ai moduli della tarantella. Il testo di Pasquale Cinquegrana si fa apprezzare per la delicatezza espressiva.
Fu ufficialmente presentata al pubblico da Diego Giannini all’Eldorado di Napoli. È nota la versione di Roberto Murolo ma è stata interpretata anche da Sergio Bruni e Massimo Ranieri”.
[21] In https://www.radionapoli.it/encyclopedia/guapparia/: “Bovio – Falvo) • 1914
Guapparia è uno dei capolavori di Libero Bovio, La canzone mette in musica la tragica farsa di un boss tradito dalla fidanzata. Lo smacco subito è tale che il giovane guappo non si sente più parte della “onorata società”. Così, perso nel vino, si cimenta in una serenata di vendetta. Inizialmente spavaldo e presuntuoso, il canto del boss perde la sua arroganza man mano che il racconto va avanti.
Il finale è un pianto tragicomico, condiviso da suonatori e altri giovani camorristi venuti a dare manforte al “disonorato“.
Canzone teatrale ricca di ironia, Guapparia fu lanciata nel 1914 da Diego Giannini, primo di una lunga sfilza di interpreti. Intensa e innovativa la versione di Massimo Ranieri contenuta nell’album Ranieri canta Napoli”.
[22] “Un’ammaliante sirena vaga per il “Mare Nostrum” di Procida: “si passe scanzate, ca c’è pericolo: ce sta na’ femmena che ‘nganna l’uommene; s’ e’ chiamma e all’urdemo e’ fa murì”. Ma il marinaio, sprezzante del pericolo, decide di recarsi lo stesso all’isola ed è preda inerme della sirena, che lo cattura con la vana promessa di “nu regno e na vita felice”. ‘A sirena, scritta da Salvatore Di Giacomo e musicata da Vincenzo Valente e pubblicata nel 1897 per la casa editrice Ricordi, fece il suo esordio alla Piedigrotta Eldorado-Salone Margherita con l’esecuzione di Diego Giannini, riscuotendo da subito un enorme successo. Da allora è entrata nel repertorio dei maggiori tenori”. Fonte: http://www.cefaleecampania.it/n9-fioridinapoli-09.html
[23] Francesco Li Volti, “Maria Marì: la prima canzone mai incisa su disco in Italia” in Storie di Napoli (link): “A Napoli fu incisa la prima canzone mai ascoltata in Italia. Si tratta di Maria Marì, interpretata dal maestro Diego Giannini nel 1900. Era il 28 Giugno del 1900 quando per la prima volta un italiano sperimentò il grammofono Pathè per registrare la propria voce su un 78 giri.
Nel 1887 l’ inventore americano di origini tedesche Emile Berliner inventò il grammofono e intuì immediatamente la necessità di sottoporre dei dischi registrati all’interno di esso. Fu così che Berliner incaricò al giovane Fred Gaisberg (colui che scoprì il talentuoso Caruso) di andare in giro per il mondo a cercare delle voci e dei suoni che potessero fare al caso suo. Gaisberg non ci pensò due volte e partì alla volta di Napoli. La città di Napoli era famosa in tutto il mondo per i suoi suoni e le sue voci; la raffinatezza della musica colta e l’immediatezza del carattere napoletano resero da sempre Napoli la città della musica. Così tra il 28 ed il 29 Giugno del 1900 Fred Gaisberg fece incidere ben 35 canzoni: la prima di queste fu Maria Marì di Diego Giannini. Dopo Giannini si alternarono Luisella Scotti, Franco Palumbo, Giuseppina Andreace e un certo “professor Giandolfi” che si cimentò in versioni per mandolino di Carulì, Chiara stella e Funiculì, funiculà.
Bisogna fare però un’ attenta precisazione sul grammofono e sul fonografo. Il grammofono, o giradischi, è stato il sistema di registrazione e, soprattutto, di riproduzione di suoni più utilizzato a partire dal 1870 fino agli anni ottanta del ‘900. Il fonografo, suo “antenato” ideato da Edison, utilizzava cilindri incisi ed è stato anche il primo sistema in assoluto in grado di registrare suoni. Anche la prima registrazione su fonografo in Italia avvenne ad opera di un artista napoletano: si tratta di Bernardo Cantalamessa, celebre macchiettista di metà Ottocento, che ebbe la geniale idea di incidere” ‘A risa” nel 1895 grazie alla casa discografica milanese International Zonophone Company. L’idea di incidere una canzone su un disco gli venne ascoltando per caso “‘A Risa” in versione americana sul rullo di un cilindro fonografico di un cantante afroamericano proveniente dagli Stati Uniti”.
[24] “La vigilia di Natale del 1877, Thomas Alva Edison, che l’anno prima aveva inventato il microfono a carbone, presentò la richiesta di brevetto per il suo fonografo a cilindri. Molti anni dopo essere stato inventato, e ormai assai progredito tecnicamente, il fonografo comincia a essere impiegato esplicitamente per la riproduzione musicale: le porte del nascente mercato discografico stanno finalmente per essere spalancate. L’input decisivo si deve all’intraprendenza e alla capacità di un tedesco emigrato negli USA: Emil Berliner, che nella primavera del 1887 brevetta negli Stati Uniti il “Gramophone” […]Il mercato dei dischi, intanto, si è fatto sempre più promettente. La gente compra grammofoni e dischi o cilindri; la concorrenza per i nuovi brevetti è accesissima, e così pure quella tra costruttori di grammofoni e produttori di dischi. Già nel 1895, Berliner aveva fondato la U.S. Gramophone Company (successivamente assorbita dalla RCA e dalla EMI), dando contemporaneamente vita a Londra, per la gestione dei diritti nel Vecchio Continente, a una filiale europea. In quello stesso anno, suo nipote Joseph Sanders aveva aperto uno stabilimento per la stampa di dischi ad Hannover, con filiali a Berlino, in Russia, in Austria e in seguito anche a Parigi. Parallelamente, in America, Eldridge R. Johnson, perfezionatore del grammofono con meccanismo a manovella, inventore della riproduzione di incisioni da matrice originale, nonché dei dischi da 25 e da 30 cm di diametro (rispettivamente della durata di 3′ e 5′), fonda nel 1901 la sua compagnia: la Victor, che sarà poi RCA-Victor. E’ questo, in sintesi estrema, il panorama discografico mondiale quando a Napoli viene inaugurata la prima etichetta da Raffaele e Americo Esposito. Nel 1901 nasce la Phonotype. Nicola Maldacea, celebre macchiettista, inaugurerà con la sua voce l’attività della neonata casa. A ruota, lo seguiranno i grandi interpreti dell’epoca”, tra questi naturalmente Diego Giannini. Fonte: http://www.fauser.edu/students/cucchetti/grammofono.htm.
