MADDALONI (Caserta) – Quello attuale è un autunno caldo per la situazione occupazionale in genere ed in particolare per la componente lavorativa dello Stabilimento Cementir di Maddaloni.
Stamani un nutrito gruppo di dipendenti in rappresentanza dell’organico è stato a Napoli presso gli uffici del Centro Direzionale sede della Regione Campania per denunciare quanto sta accadendo.
Chiaro rispetto all’accaduto è l’intervento di Salvatore Nappo il quale ricorda il ruolo della politica e dice che “La politica serve quando risolve i problemi della gente in carne ed ossa”, a seguire entra nel merito riferendo di “ 260 licenziamenti proposti dal Gruppo Cementir Caltagirone su un totale di 700, 1/3, a livello di gruppo” e quindi va anche nel dettaglio per lo stabilimento di Maddaloni: “la vicenda maggiore è quella in cui versa lo stabilimento di Maddaloni non tanto per i 10 licenziamenti proposti ma per quanto riguarda la prosecuzione dell’attività di estrazione”.

Nappo a questo punto fa riferimento alla norma ovvero alla “AUTORIZZATA DALLA LEGGE” che stabilisce “fino al 31 Luglio 2017, cioè domani per una fabbrica come la nostra” il termine estrattivo, aggiungendo che “di fatto non si è conclusa perché abbiamo altri 3,5 anni di lavoro per estrarre quello che la LEGGE ci ha concesso”.
Da qui l’invito “chiediamo sostegno alla città, alla politica regionale cui spetta l’approvazione del DDL regionale di proroga per finire il programma di escavazione, questa città se perde altri 180-200 posti di lavoro muore definitivamente”.
Per poi aggiungere “La politica del ping ping fra commissioni regionali non la tollereremo, non si gioca sulla pelle dei lavoratori, e così come gli altri 4.000 di tutta la Campania, tutte le attività estrattive con concessioni approvate ma con i progetti in scadenza temporale”.
Ed ancora “chiediamo solo quello che la legge ci ha concesso … ossia chiediamo di poter continuare a portare lo stipendio a casa…”.
Prosegue ancora Nappo con un riferimento politico specifico, in merito alla vicenda dice “il PD ha una grossa responsabilità … visto che le due presidenze della 4° e 7° commissione regionale sono in capo al PD”.

Da qui una domanda ironica rivolta alla componente politica: “allora che dite dobbiamo morire sulla vostra demagogia elettorale … le elezioni sono finite… le avete vinte e adesso tutelate i lavoratori di tutto il comparto… 4.000 addetti in Campania senza contare l’indotto… arriviamo a oltre 8.000 persone, famiglie, uomini e donne che vi faranno saltare il culo dalle vostre danarose poltrone regionali”.
Nei prossimi giorni cercheremo di tenere aggiornati i nostri lettori sull’argomento.
