Maddaloni, al “Giordano Bruno” il responsabile della Croce Nera Austriaca con Rettore e ANMIG

MADDALONI (Caserta) – Ieri mattina, 3 febbraio 2015, a Maddaloni giungeva alla più antica Istituzione Liceale del Mezzogiorno un rappresentante, in Italia, di un organizzazione straniera che ricorda e rappresenta militari in tempo di guerra di stanza a Maddaloni. Il Rettore del Convitto Nazionale “Giordano Bruno” e l’A.N.M.I.G e Fondazione si sono adoperati a creare le giuste condizioni di accoglienza per incontrare il responsabile unico del Sud Italia della OsterreichischesSchwarzesKreuz. Tale referente era stato inizialmente contattato dal Cav. Salvatore Borriello, Presidente Provinciale A.N.M.I.G. e Fondazione anche sulla base delle notizie storiche sui militari austriaci a Maddaloni emerse negli studi del giovane storiografo Antonio Cembrola.

Ebbene, ieri mattina alle ore 9,00, nella sede Provinciale dell’A.N.M.I.G. e Fondazione logisticamente presente a Maddaloni, alla Via S. Francesco d’Assisi civico  123, si è avuto questo interessante incontro tra il segretario provinciale, Cav. Salvatore Borriello e il Dott. Cav. Capitano Umberto Schioppa, Responsabile unico per il Sud Italia della Croce Nera Austriaca (OsterreichischesSchwarzesKreuz) e componente della Commissione per le sepolture di Guerra (Kriegsgraberfursorge). Allo storico appuntamento erano presenti anche il segretario della sezione, Cav. Francesco Pagliaro, e il responsabile dell’ufficio stampa, nonché giovane storiografo, Antonio Cembrola, e il socio Antonio Pagliaro, studioso della memoria Patria e da un paio di anni impegnato nella ricostruzione storica delle vicende del Convitto Nazionale “Giordano Bruno” di Maddaloni. La presenza degli ultimi due è stata funzionale alla dimostrazione della permanenza e decesso, con tanto di trasferimento delle salme, dei militati austriaci a Maddaloni nel corso del secondo conflitto bellico mondiale.

Il Cav. Umberto Schioppa è incaricato dalla suddetta commissione, presieduta dal sig. Otto Jaus, del ritrovamento di luoghi, nel Sud Italia, dove hanno operato, combattuto, sono stati detenuti, ricoverati edeceduti, i soldati dell’impero austro- ungarico,impegnati in tutte le guerre,allo scopo di ricordarli e dare loro onori attraverso l’installazione di lapidi o ceppi marmoreicommemorativi.

La mattinata è proseguita, alle ore 10, con la su detta delegazione che si è recata nell’adiacente sede  del Convitto Nazionale Statale “Giordano Bruno” per incontrare il Rettore, Prof. Michele Vigliotti, e il D.S.G.A., Dott. Antonio d’Angelo, perché questo glorioso Istituto, “durante la Prima Guerra Mondiale, precisamente, dal 1 giugno 1915 al mese di luglio 1916, fu requisito per essere utilizzato come Ospedale militare di riserva per 300 posti letto, su specifica richiesta del presidente del Comitato sanitario del X Corpo d’Armata, l’illustre oncologo prof. Giovanni Pascale”, riferisce lo studioso Antonio Pagliaro.

“Il 1° ottobre, il tenente generale Coletti, accompagnato da un capitano del Genio, effettuò un sopralluogo con il Rettore e furono stabiliti i lavori che sarebbero rimasti a carico del Convitto e quelli che sarebbero spettati alla Direzione dell’Ospedale, con la promessa che per i lavori del Convitto, l’ufficiale avrebbe messo a disposizione una squadra di prigionieri austriaci.” Continua il prof. Pagliaro che nel Convitto Nazionale maddalonese svolge il ruolo di Educatore – Insegnante.

“Il 28 ottobre 1915, il generale Coletti diede corso ai lavori di trasformazione edilizia e, tenendo fede alla promessa fatta al Rettore, impegnò una squadra di quattro prigionieri austriaci per effettuare le seguenti modifiche: la divisione del refettorio e del corridoio attiguo, la chiusura della scalinata che dal salone conduce all’economato e al guardaroba, la muratura e barramento di locali per la cucina dell’Ospedale e la trasformazione dell’alloggio del Vice Rettore in infermeria.”[1]

“Nel nostro Convitto-Ospedale militare di riserva vi restarono ricoverati anche molti prigionieri austro-ungarici e molti di essi, morti per le ferite, sono restati seppelliti nel cimitero di Maddaloni fino al 1982. In quell’anno, le loro salme furono trasferite al cimitero monumentale di Asiago. Furono colà spedite 82 cassettine per conto del Commissariato generale onoranze caduti in guerra del Ministero della Difesa.In quelle cassettine furono riposte le salme di Saksex Franz, di Demesak Janos, di SzimutFlori, di OrsFererds, di ZipuIacob e i poveri avanzi degli altri militari stranieri[2].”

Nel libro Cittadini maddalonesi nella Grande guerra di Salvatore Borriello e Antonio Cembrola, presentato, il 7 maggio, nella Sala Luigi Settembrini del Convitto Nazionale Statale “Giordano Bruno”, è presente la lista intera degli 82 prigionieri austriaci sepolti nel Cimitero di Maddaloni.  Da qui il richiamo prima alla funzione e importante scoperta di Antonio Cembrola.

 

Infatti, per onore della verità bisogna dire che dalla recente ricerca del giovane storico maddalonese, Antonio Cembrola, effettuata presso l’Archivio del Comune di Maddaloni, è risultato che quasi tutti i prigionieri austro-ungarici, tra il 1915 e il 1918, morirononell’Ospedale militare di riserva “Annunziata”di Maddaloni,ed altri nel carcere della Caserma “Annunziata”.Il quesito è: l’Ospedale militare di riserva nel Convitto era chiamato anche Annunziata? (Dai verbali dei Consigli di Amministrazione dell’epoca non risulta, è sempre scritto solo Ospedale militare di riserva). Oppure, questo Ospedale militare di riserva “Annunziata”è entrato in funzione solo dopo il mese di Luglio 1916, presso la ex Caserma Annunziata, meglio nota come Quartiere militare, quando il Convitto fu retrocesso e non più utilizzato come Ospedale militare di riserva?

Se è così, possiamo dire che i deceduti fino a Luglio 1916 spirarono nell’Ospedale militare di riserva nel Convitto, mentre gli altri deceduti, dopo questa data, nell’Ospedale militare di riservapresso la Caserma carcere dell’Annunziata.

Queste considerazioni emergono dallo studio del prof. Antonio Pagliaro che si ringrazia per avercene fatto dono e concesso di citarle nel presente contributo giornalistico.

 

La questione non è semplice da risolvere, ci suggerisce giustamente Antonio Pagliaro, infatti, nel caso in cui la Commissione per le sepolture di Guerra (Kriegsgraberfursorge) decidesse mettere una lapide o un cippo marmoreo commemorativo a ricordo di questi 82 poveri soldati austro-ungarici deceduti sul nostro territorio maddalonese, dove la posizioniamo? Nel chiostro del Convitto ( il vecchio stabile utilizzato come Ospedale militare di riserva fu abbattuto nel 1976 e ricostruito nel 1978) o nella Caserma Annunziata, abbandonata e pericolante? Per il momento l’unica certezza è che il rettore del Convitto, Prof. Michele Vigliotti, molto sensibile a queste problematiche, esperto e cultore della storia, ha già dichiarato la sua disponibilità. Si consideri che da qualche settimana presso i locali al piano terra del Convitto Nazionale, quelli che si proiettano all’ingresso e nel chiostro esiste anche un punto informazioni turistiche della Pro Loco guidata dal dott. Gaetano Giglio.

Il tema è molto interessante e cale la pena conoscerne i risvolti, da qui aspettiamo la decisione della commissione austriaca.

Giunga, da queste pagine, sempre il ringraziamento ad Antonio Pagliaro, amministratore anche del sito www.cngb.it della sede convittuale, sempre aggiornato e ricco di “chicche” storiche, di cui presto parleremo,e mia inesauribile fonte storica (ne devo dare atto) delle notizie storiche archivistiche dell’Istituzione scolastica.

 

 


[1]La documentazione di cui si avvale Antonio Pagliaro, è quella dell’Archivio Documenti Storici del Convitto Nazionale Statale “G. Bruno”–Adunanza del 4 ottobre 1915, Delibera del Consiglio di Amministrazione. La stessa è citata per gentile concessione del Rettore, Prof. Michele Vigliotti, e fa parte dello studio storico di Antonio Pagliaro.

[2] Pietro Vuolo – Nel bicentenario del Collegio di Terra di Lavoro, oggi Convitto Liceo Giordano Bruno di Maddaloni, pag. 189: Cimitero di Maddaloni. Archivio camposanto. Trasferimento delle salme militari austro-ungarici da Maddaloni ad Asiago.