Maddaloni, Salvatore Cardillo “un Signore della Politica”

MADDALONI (Caserta) – In prossimità del primo anniversario della Nascita al Cielo, alla luce anche della forte Fede, si vuole dedicate un piccolo contributo alla Memoria di Salvatore Cardillo.

Il dott. Salvatore Cardillo e la compagna di Vita Anna Anziano.

Salvatore Cardillo (Maddaloni 8 gennaio 1925 – 27 dicembre 2014) nasce da Vincenzo (Maddaloni  2 febbraio 1892 – 5 maggio1979) e da Italia Iadicicco (Maddaloni15 ottobre 1893 – 3 settembre 1982), e si unirà in matrimonio con Anna Anziano (Galluccio 31 maggio 1933 – Maddaloni 08 aprile 2014), il 12 ottobre 1958[1] (vedasi Michele Schioppa, Maddaloni, saluto a Salvatore Cardillo pietra miliare della Città del 28 dicembre 2014 in L’Eco di Caserta).

I coniugi Cardillo nel giorno del matrimonio.

Cardillo è stata una pietra miliare della Città di Maddaloni, la cui esistenza, unitamente a quella di pochi altri ha scandito un lungo periodo di crescita, di civiltà e di cultura della Città delle Due Torri.

Per la formazione va detto che frequenta la Facoltà di Medicina e Chirurgia (Università Federico II di Napoli), studi interrotti per dedicarsi all’impegno politico, anche se successivamente, conseguirà la Laurea in Pedagogia[2].

Professionalmente verrà assunto tra la fine degli anni ‘50 e l’inizio degli anni ‘60 dall’Enpas, per poi, negli anni ‘70 trasferirsi, in qualità di funzionario, alla Regione Campania[3].

Politicamente Cardillo fa parte di quel virgulto di giovani che con il secondo dopoguerra decidono di dedicarsi al bene comune, ciascuno aderendo ad una ideologia, Salvatore lo fa con quella di ispirazione cristiana: la Democrazia Cristiana[4].

Salvatore Cardillo va considerato tra le migliori espressioni della nuova generazione che negli anni Cinquanta viene chiamata ad esercitare le più alte responsabilità pubbliche[5].

Negli anni 50[6] è stato responsabile provinciale Spes (Stampa e Propaganda)[7]. Sul finire degli stessi anni ‘50 entra nel Comitato Regionale Dc, con delega all’Agricoltura; sarà delegato all’VIII° Congresso Nazionale Dc, che si svolgerà al Teatro San Carlo nel 1962 ed al X Congresso Nazionale della Dc di Milano del 1967.

Cardillo dal 1996 al 2001 è Presidente cittadino del Partito Popolare.

Il dott. Cardillo in occasione del matrimonio dell’ultima figlia.

Cardillo entra in consiglio comunale a Maddaloni già a metà degli anni ‘50, nel 1956, è eletto per la prima volta Sindaco della Città, ruolo che ricoprirà altre due volte, negli anni ‘60[8] e poi nel ’85[9].  In questa occasione lascerà la carica di capogruppo Dc ad Andrea De Filippo, suo vice. Nel 1970 sarà  consigliere provinciale ed entra a far parte della Giunta Provinciale guidata da Dante Cappello, assumendo le deleghe di Vice Presidente e quella al Bilancio[10].

Inaugurazione dell’Ufficio postale di Corso I° Ottobre.

Cardillo, all’inizio degli anni Novanta, diviene un fermo sostenitore del bipolarismo e del progetto dell’Ulivo. Egli è molto attratto dal modello britannico e dalla democrazia dell’alternanza che si afferma in quel Paese. I suoi studi si concentrano sulla storia del Labour Party e della componente della Fabian Society, di cui Tony Blair è espressione e leader in quella fase[11].

Rinomato e fecondo è il suo rapporto con i giovani, ed è Maestro e punto di riferimento di tanti, io stesso ero affascinato dalla sua Enorme Cultura, anche Politica, e del relazionarsi a volte con humour sottile e intelligente[12].

Sempre disponibile e voglioso di offrire il suo contributo a chi, da giovane si affacciava alla politica; impegnato a partecipare alle riunioni dei Giovani della sezione cittadina del Partito Popolare ancora negli anni ‘90.

Cardillo amava anche l’Urbanistica, e diceva spesso che essa non era materia per tecnici, ma un campo che rivelava la visione di una città, ricordando che come da Sindaco si metteva a studiare i principali manuali dell’Urbanistica per saperne di più ed essere più consapevole della materia.

Cardillo era uomo di sport, “lo ricordo felice ed emozionato per le vittorie di atleti italiani alle olimpiadi[13]– testimonia Centore – Raccontava sovente dei suoi allenamenti con il Prof. Francesco Angioni che gli insegnava la scherma. Disciplina che definiva nobile”.

“Altra sua passione era la buona tavola – continua Centore . Dopo ogni Giunta, quando era Sindaco, era rito andare a mangiare il baccalà con alcuni assessori ed un amico Francesco Bove, detto o scalpelli”.

Molto dedito alla promozione del territorio e alla sua memoria è stato Presidente della Pro Loco dal 1999 al 2000 e poi dal 2004 al 2008, successivamente ne è divenuto socio onorario. Sotto la sua Presidenza si sono realizzate molte attività, tese a valorizzare le migliori tradizioni locali, nel 1999 è stato anche Presidente del Comitato Festeggiamenti, come vice figurano lo stesso Centore e Giovanni Del Monaco[14]. Essendo segretario della Pro Loco, in quella occasione divenni segretario del comitato festeggiamenti, incarico che ho conservato fino al 2014, tranne che nel 2011.

In precedenza, aveva collaborato con il periodico “Orizzonti” e scritto di cinema. Infatti, era un profondo conoscitore ed un vero appassionato dei film del neorealismo e del genere western, a cui fece dedicare una rassegna cittadina[15].

Esperto ed appassionato di Storia Locale ha scritto tanto e numerosi sono i suoi articoli su questo aspetto, molti dei quali raccolti nei quaderni di “Orizzonti”.

Giovanni Matteo Centore e il dott. Salvatore Cardillo il 6 agosto 2014

Appresi la sua Nascita al cielo da un post su dell’amico Giovanni Matteo Centore «Se ne va un’altra figura fondamentale del mio percorso di vita. Un pensiero commosso, grato e deferente al mio Maestro morale e politico, Salvatore Cardillo!», non riuscivo a crederci. Non mi pare vero, come se fosse possibile pensare che le persone care non siano, per via dell’età per lo più, destinate a non esserci più. Allo stesso Giovanni Matteo e ad Elvira Cardillo (figlia) va il mio ringraziamento per avermi supportato nel recupero delle informazioni biografiche del dott. Cardillo.

Cardillo è appartenuto a un epoca in cui la Politica, non è la politica della “bega”, ma l’Azione Propositiva per il Bene Comune, la Politica con la P maiuscola, che tiene conto delle sorti, vicende evoluzioni, provinciali, regionali, nazionali e internazionali[16].

Tanti, e in tanti modi, lo hanno subito ricordato con parole sentite e tali da far rivivere lo spessore e la presenza di Cardillo nel tessuto cittadino e non solo. Impresso mi è rimasto l’aspetto capace di sottolineare l’humour come nel caso di Arturo Cerreto, con le foto (anche di sostegno e valorizzazione del sociale) come nel caso di Antonio Cicchella[17], nel mio caso lo ho ricordato con le sue stesse parole atte a descrivere la città, le persone, le tradizioni e l’ambiente socio politico dei suoi anni di formazione d’oro[18].

Befana del Vigile a Maddaloni nel 1958. Si noti in basso la presenza di don Salvatore d’Angelo.

Nello specifico, ecco i due contributi riproposti:

Primo, «È vero che la guerra è distruzione, ma è anche vero che in quel processo, che è di fede neutrale, le divisioni degli uomini saltano con le altre rovine. Saltano anche i grandi e i piccoli assetti sociali, disegnati sulle ingiustizie, camuffate dal diritto e supportate dalla religiosità infedele, dal cattolicesimo senza cattolici.

In questa disobbedienza alle antiche regole le piccole storie si fanno sentire, permettendo alle voci delle periferie della società di gridare la propria presenza. Così accadrà che nel rifiuto della emigrazione qualcuno sceglierà l’avventura militare (sotto le armi), ma per arrivare a ‘generale’; qualche altro si sottrarrà al mestiere paterno del carrettiere, diventando ‘prete’ e fonderà il Villaggio dei Ragazzi; qualche altro dimostrerà che si può raccogliere la fiducia popolare, malgrado la origine sociale, e si porterà a sindaco della città; qualche altro dimostrerà che, tra i vicoli irregolari e profili asfittici bassi, c’è spazio per raccontare con versi e musica la propria identità e quella collettiva lì attorno»[19].

Secondo, «Ricordo giorni duri e pure gioiosi di un impegno, a volte rischioso e condotto ai limiti del “correttamente legale”, quando, saltando l’indugio, occorreva ‘ordinare’ il sequestro di abitazioni per attenuare la disperazione di famiglie senza prospettiva di ricovero.

Befana del Vigile a Maddaloni nel 1958.

Questa lotta di giustizia non incontrò mai eccessi di intolleranza o di trasgressioni, oltre la preoccupazione di quanti vi intravedevano l’incipiente quadro di un ‘ consociativismo rivoluzionario’. O come quando la ricorrente crisi di approvvigionamento idrico imponeva di procedere al ‘sequestro’ di un pozzo privato per darlo all’uso della città.

Sono molti gli episodi di incontri e scontri che l’esperienza amministrativa riporta alla memoria e nessuno di essi smentisce il giudizio sul sindacalista capace di accantonare ogni elemento di differenza rispetto alla ricerca realistica e democratica delle soluzioni possibili e vere nell’interesse dei lavoratori»[20].

Befana del Vigile a Maddaloni nel 1958.

Voglio chiudere questo omaggio a Salvatore Cardillo, con il pensiero di Giovanni Matteo Centore, redatto in occasione della nascita al Cielo di quello che per me e per tanti era il “dott. Cardillo”[21].

Segue il testo:

E’ con profonda emozione e senso di gratitudine che proverò a leggere qualche personale riflessione sulla vita del Dott. Salvatore Cardillo, consapevole che alcuna parola sarà mai adeguata a rappresentare la Sua grandezza.

Oggi, rendiamo omaggio ad un protagonista della ricostruzione civile e morale della nostra Città nel dopoguerra, allorquando una generazione fu presto chiamata ad esercitare le più importanti responsabilità politiche ed istituzionali. Appena trentenne, Salvatore Cardillo assunse l’onore più alto per chi fa politica, quello di primo cittadino.

Egli fu un Sindaco esemplare, capace di parlare ad un’intera comunità, di non risultare mai fazioso, pur provenendo da una parte politica ben definita e pur trovandosi nel pieno del conflitto ideologico. Egli fu un Sindaco “popolare”, capace di raggiungere il cuore dei cittadini, di occuparsi innanzitutto degli ultimi, convinto che la solidarietà e la giustizia sociale fossero valori non solo da vivere cristianamente, ma da praticare ogni giorno.

La politica era concepita dal Dott. Cardillo nel senso più alto, come azione tesa  permanentemente alla realizzazione del bene comune.

Quello che più lo caratterizzava ero lo “stile”: rigoroso e intransigente, aperto al dialogo ed al confronto democratico, umano nell’approccio e paziente nell’ascolto.  In Cardillo, le idee professate ed il modo di essere coincidevano, delineando così un limpido modello di coerenza.

Questa, la lezione più bella impartita ad intere generazioni, a cominciare dalla mia, oggi costantemente alla ricerca delle ragioni di fondo dell’impegno civile.

Sarebbe, tuttavia, ingeneroso parlare del Dott. Cardillo solo sotto il profilo politico.

Voglio qui ricordare la grande passione per lo sport, che ancora manifestava nei racconti dei suoi allenamenti di scherma con il compianto professore Angioni;

Come è più che doveroso sottolineare l’incrollabile interesse per la Storia, innanzitutto della Sua città ( come non apprezzare il carattere lineare e divulgativo dei suoi brevi saggi su “Orizzonti”), per il cinema ( di cui ha anche scritto in diversi articoli) ed il concreto impegno per il recupero e la valorizzazione delle tradizioni locali, da presidente della Pro-Loco.

Un animo nobile, tanto generoso nel ruolo del donante quanto umile nel porsi nella condizione di ricevere dal prossimo, persuaso che non ci fossero limiti alla conoscenza. Prodigo di consigli, da elargire con discrezione e perfino con timidezza, soprattutto con i più giovani, che invitava al viaggio, alla scoperta, al sogno, all’investimento nei propri talenti.

Del Dottore, andrebbe detto tanto altro, mi limito ad una riflessione conclusiva.

In un tempo sempre più ostaggio di un senso di paura determinato dalla rapidità delle trasformazioni in corso e nel quale l’istinto più naturale è quello di ancorarsi a solide certezze, Egli ha sempre dimostrato un’ammirevole curiosità intellettuale per le cose nuove.

A noti e sperimentati percorsi di studio, infatti, Egli ha sempre preferito la ricerca e metodi innovativi, assecondando, come amava definirla, “quella vocazione enciclopedica”, che lo ha portato, fino alla fine, ad indagare i più vasti campi della vita: dalla politica alla filosofia, dalla sociologia alla teologia, dalla scienza alla tecnologia (negli ultimi tempi, aveva scoperto l’Ipad, attraverso il quale accedeva al canale youtube per rivedere le commedie di Eduardo o per consultare l’album fotografico con le immagini della sua indimenticabile consorte ed apprezzava l’uso di skype per comunicare con i Suoi adorati nipoti).

Insomma, parlare di Salvatore Cardillo significa raccontare il profilo di una personalità completa, nella quale l’Uomo di Fede si incontra con l’Uomo di cultura, con il Politico, il Padre, il Nonno, l’Amico, il Maestro.

Caro Dottore, oggi non siamo qui per salutarVi, siamo qui per assumere con Voi l’impegno di porci all’altezza della straordinaria opera che ci donate!

Grazie di tutto, grazie di cuore!

Il volto rassicurante e noto del dott. Cardillo così come vivo nei nostri cuori.


[1] Lo stesso si svolse nella chiesa di San Clemente a Galluccio (il banchettò fu consumato al Ristorante Massa di Caserta) Va detto che pochi giorni dopo la morte di Sua Santità Papa Pio XII avvenuta il 9 dello stesso mese. Si ringrazia Giovanni Matteo Centro ed Elvira Cardillo per il contributo fotografico del presente testo, nonché il fotografo Antonio Cicchella per la foto divulgata su Facebook.

[2] Va ricordato che per qualche tempo insegnò sociologia della politica presso l’Istituto di Studi storici di Caserta, ed ancora fu docente dell’Istituto Tecnico della Fondazione Villaggio dei Ragazzi, costituita dall’amico don Salvatore d’Angelo. L’amicizia tra Cardillo e d’Angelo consentì la concretizzazione di tante iniziative della Pro Loco sotto la presidenza dello stesso Cardillo. Non solo tese alla promozione culturale ma anche sociale, infatti, notevole era l’attenzione per le persone della terza età.

[3] Ebbe come, tra l’altro, collega il dott. Francesco Conte, altro esponente che ha vissuto la Politica provinciale.

[4] I suoi legami storici sono da ricondurre ad alcune figure fondamentali, tra queste, l’Avv. Sena, tra i fondatori della Dc nell’immediato dopoguerra. Infatti, nello studio di questi  in piazza Umberto I° a Maddaloni, si svolgevano riunione formative. Questi era un fanfaniano ed esercitava una forte influenza sia sulla classe dirigente locale che sovracomunale.

[5] Lui, il Preside Gaspare Caliendo, Elio Rosati, Vincenzo Lombardi, Amedeo Lurini e Don Salvatore d’Angelo rappresentano lo zoccolo duro intorno a cui si forma la storia della Dc e non solo per tutta la Prima Repubblica. Salvatore Cardillo, rispetto a Rosati, ci suggerisce Giovanni Matteo Centore, non è moroteo, ma milita nella Sinistra di base che vede Fiorentino Sullo prima e Ciriaco De Mita poi i suoi riferimenti nazionali. Con De Mita, va ricordato, anche per ragioni anagrafiche, Cardillo instaura un rapporto di amicizia e stima reciproci. Cardillo è affascinato dalla figura di Giuseppe Dossetti, tra i Padri Costituenti della nostra Repubblica, infatti, amava rievocare, nelle conversazioni private con Centore, la concezione dello Stato di Dossetti, “lo Stato finalizzato”.

[6] Particolarmente durante la segreteria provinciale Dc di Saverio Solimene.

[7] Su questa attitudine si occupa della redazione del giornale locale della Dc, sotto la guida della segreteria cittadina di Antonio d’Angelo. Tale giornale meriterà per completezza e qualità un Premio dalla Segreteria Nazionale DC.

[8] Sotto la sua sindacatura, e per intervento di don Salvatore d’Angelo, inaugurò la nuova sede dell’Ufficio Postale sul Corso I° Ottobre, precedentemente posta alla sinistra dell’ingresso del Villaggio dei Ragazzi negli stessi locali in cui poi troveremo la sede cittadina della Democrazia Cristiana.

[9] Sarà rispettato dalla maggioranza e dall’opposizione e non avrà remore ad indossare la fascia di primo cittadino e mettersi al capo di un corteo volto ad occupare complessi di abitazioni, di recente costruzione e sfitti, per farli occupare dai senza tetto.

[10] Nel corso della sua entusiasmante vita intrattenne ottimi rapporti col gruppo comunista, guidato da Giuseppe (Peppino) Capobianco, Francesco (Ciccio) Lugnano e Salvatore Pellegrino e stabilisce rapporti di cordialità col Duca Dixon, rappresentante del MSI, e con l’avvocato Fossataro, laeder dei liberali e suo concorrente alle elezioni provinciali.

[11] Alla luce di tale visione, diviene un promotore del Partito Democratico, sul quale scrive un libretto, pubblicato nel dicembre 2006, che raccoglie alcuni articoli sul Pd e sulla necessità della sua nascita. Gli articoli sono di Gregorio Gitti, Arturo Parisi, Romolo Menighetti, Michele Salvati, Sidney Blumenthal. Il libretto si apre con una sua riflessione, dal titolo “una nuova Politica” a firma di Cardillo.

[12] Ricordava, testimonia Centore, Osvaldo De Capua, Angelo D’Ambra, Andrea de Filippo (che stimava particolarmente e nel quale riconosceva un po’ il suo stesso percorso, soprattutto gli studi di Medicina interrotti per la politica).

[13] La figlia Elvira ci ricorda che era Tifoso del Napoli, la cui fede calcistica e passione sportiva la ha trasmessa alle stessa con la quale amava intrattenersi a vedere le partite di calcio.

[14] Sotto la sua presidenza sono state promosse rassegne cinematografiche, musicali (era appuntamento fisso, nei primi anni, il concerto al Corpus Domini dell’orchestra del Teatro San Carlo), la sagra del carciofo, la presentazione di libri, etc..

[15] Cardillo è stato per alcune riviste anche critico cinematografico.

[16] Di Cardillo scrisse il Partito Democratico (a cui è stato iscritto e partecipante alle Primarie), nel suo manifesto di cordoglio: Cattolico democratico, antifascista, protagonista della ricostruzione morale e civile della Città nel dopoguerra. Sindaco esemplare, permeato da un profondo slancio etico per la realizzazione del bene comune. Maestro di generazioni di politici ed amministratori, punto di riferimento costante per sostenitori ed oppositori, per tanti cittadini, a partire dagli ultimi. Uomo di cultura, teso costantemente, nelle sue varie funzioni ed esperienze, alla valorizzazione dello straordinario patrimonio storico ed artistico di Maddaloni. La Sua lezione continuerà ad essere preziosa fonte di ispirazione per i tanti, in particolare per i più giovani, impegnati ad affermare e praticare i valori del dialogo, della democrazia e della libertà dal bisogno! In relazione alla partecipazione alle Primarie del PD il 25 novembre 2012, così scrisse Giovanni Matteo Centore: Salvatore Cardillo, 88 anni ed in precarie condizioni di salute, padre nobile del centrosinistra maddalonese e mio Maestro. Vederlo al seggio mi commuove!. In quella occasione, infatti, accompagnato dal nipote, dott. Antonio Santangelo, e faticando non poco a camminare venne al seggio del Pd, in piazza della Vittoria a Maddaloni, per esprimere la sua voglia di partecipazione politica attiva.

[17] Antonio Cicchella ripropone sul suo profilo social una immagine della “festa degli anziani” del Villaggio dei Ragazzi di Maddaloni del 1988 con il dott. Salvatore Cardillo in primo piano come animatore esso stesso dell’evento.

Foto Cicchella, festa degli anziani 1988.

[18] Segue il cordoglio del Villaggio dei Ragazzi: «La Fondazione Villaggio dei Ragazzi saluta, con commozione e riconoscenza il Dott. Salvatore Cardillo, venuto a mancare all’affetto dei suoi cari il 27 Dicembre. Sindaco esemplare della Città di Maddaloni e successivamente Presidente della locale Pro Loco, permeato da un profondo slancio etico per la realizzazione del bene comune. Uomo di cultura, teso costantemente, nelle sue varie funzioni ed esperienze, alla valorizzazione dello straordinario patrimonio storico ed artistico della città. Eterno amico di don Salvatore D’Angelo e del “Villaggio”. Sentite condoglianze alla famiglia». Ed ancora il Cordoglio di Carlo Scalera: «La scomparsa di Salvatore Cardillo ex presidente della pro-loco ed ex Sindaco di Maddaloni, democristiano della sinistra di base, ci priva di un uomo generoso, di un politico appassionato, di un amministratore infaticabile e competente. Cardillo ha dedicato la sua vita alle istituzioni ed è stato punto di riferimento per la comunità Maddalonese. E’ una grande perdita per la buona politica che ha saputo così ben interpretare. “Se ne è andato un caro amico, un ottimo insegnante, anche se politicamente non sempre le nostre idee si collimavano, ma si trovava alla fine sempre una buona soluzione. Persona capace, leale, che ha sempre anteposto il bene del nostro territorio a qualsiasi tipo di interesse. Porterò per sempre con me il suo ricordo e l’insegnamento che ci ha lasciato: essere un rappresentante delle istituzioni, sempre tra la gente, nell’interesse del bene comune». Inoltre, di impostazione diversa, ma sicuramente molto in linea con l’humour di Salvatore Cardillo è il post di Arturo Cerreto:«Vorrei brindare alla bella esistenza di un uomo che ha saputo amare la sua città in tutti i suoi aspetti sia belli sia tristi. Lo faccio riproponendo un suo scritto, pubblicato sui Quaderni di Orizzonti. Conoscendo la sua ironia, sono sicuro che si farebbe una bella risata e berrebbe un sorsetto di rosso», riportando un articolo del compianto dal titolo «Incontri intorno al mezzo litro».

[19] Michele Schioppa, Aniello Barchetta, note biografiche sul violinista compositore (Maddaloni dicembre 2001), Aniello Barchetta Vita ed Opere (Maddaloni dicembre 2005).

[20] Michele Schioppa, Il Sindacalista di Razza, Angelo D’Aiello, con Angelo Tenneriello (Maddaloni 2001).

[21] Ecco il testo che Centore scrisse in occasione dell’80° compleanno:

Salvatore Cardillo compie 80 anni.

Un traguardo importante per un uomo che ha dato molto alla propria comunità.

Innanzitutto, con un’intensa attività politica, iniziata da giovanissimo, nell’immediato dopoguerra, nelle fila della Democrazia Cristiana, stimolato dal fermento culturale dell’epoca, quando l’impegno politico era vissuto con lo slancio e la passione che hanno rappresentato il tratto peculiare di un’intera generazione.

Egli concorre, in quegli anni, con profonda tensione civile ed etica, alla ricostruzione democratica e morale della città, per poi, da amministratore, favorirne lo sviluppo sociale, economico e culturale.

Ad una crescente assunzione di responsabilità, Sindaco a poco più di trent’anni, fa sempre corrispondere una profonda umiltà ed una sincera umanità, che permeano il suo approccio organico e strutturale al ruolo istituzionale.

La politica è concepita da  Cardillo nel senso più alto del termine, come azione per il bene comune della pòlis, della città.  Il compito dell’amministratore è quello di garantire a tutti i diritti sociali fondamentali La politica è dunque il compito più alto, ma anche più difficile, di servizio verso il prossimo. Un percorso complesso quello dell’uomo impegnato nella politica, ma proprio in virtù di questo, carico di un profondo valore.

Quello che attrae di  Cardillo è lo “stile” del suo impegno: rigoroso e intransigente, aperto alle problematiche sociali e in dialogo con gli avversari. E’ la sua, una lezione,  vissuta di democrazia e di coerenza che ha impresso un “segno” nella formazione di tanti giovani, a cominciare da chi scrive.

Sarebbe, tuttavia, ingeneroso parlare di Cardillo solo sotto il profilo politico.

Mi risulta particolarmente gradito parlare della sua grande passione per lo sport, testimoniata, ad esempio, dall’entusiasmo che ancora lo accompagna quando racconta dei suoi allenamenti di scherma con il compianto professore Angioni;

e poi, il suo incrollabile interesse per la storia, specie della sua città ( come non apprezzare il carattere lineare e divulgativo dei suoi brevi saggi su “Orizzonti”), per il cinema ( di cui ha anche scritto) ed il suo concreto impegno per il recupero e la valorizzazione delle tradizioni locali, da presidente della Pro-Loco.

Se non significasse abusare troppo dello spazio gentilmente concessomi e della pazienza del lettore, di Cardillo andrebbe scritto tanto altro.

Per questo, mi limito a far cenno solo ad altri due aspetti che ne caratterizzano la figura: la curiosità intellettuale e l’ambito spirituale.

La prima, così forte da esprimersi verso ogni campo della vita, conseguenza della sua vocazione enciclopedica, che lo stimola, ancora oggi,  alla ricerca ed all’aggiornamento costanti. Questo rende il suo pensiero vivo ed attuale, mai ancorato a facili e datate certezze, ma rivolto sempre ad orizzonti nuovi.

Il secondo è quello in cui Cardillo impartisce la lezione più grande: vivere la propria religiosità con profonda coscienza, ma mai in modo acritico e tale da invadere la autonoma e necessaria dimensione laica.

Tutti i maddalonesi gli debbono qualcosa, io per primo.

Per questo, riconoscente ed affettuoso, è il pensiero che Gli rivolgo, con l’augurio che, ancora a lungo, ci accompagni e ci guidi, con i suoi preziosi ed utili insegnamenti.