Maddaloni, Ricordare don Salvatore d’Angelo … testimonianza del nipote Franco d’Angelo

MADDALONI (Caserta) – Riprendono le interviste sulla figura di don Salvatore d’Angelo, e in particolare quella che si offre quest’oggi, derivante dal un colloquio avuto con l’avvocato Francesco (Franco d’Angelo) nipote di don Salvatore, è dello scorso 23 giugno 2015. La stessa è stata snellita di tutta una serie di particolari già ripresi nei contributi precedenti e di alcuni elementi chiarificatori di aspetti non ancora trattati che saranno ripresi nel giusto contesto come citazione. Il lavoro che si intende offrire vuole essere, per quanto la natura umana ci consente, lineare per la conoscenza del sacerdote evitando di cadere nelle ripetizioni e lieto di poter offrire elementi chiarificatrici e a correzioni di quanto eventualmente impropriamente detto.

 

Foto del web, Maddaloni nel periodo pre sacerdotale di don Salvatore d’Angelo.

Come di consueto, per chi si approccia solo ora a questo progetto di conoscenza cronistoria di Salvatore, e poi don Salvatore d’Angelo, si rimanda ai precedenti contributi (anticipazioni – vedi articolo), a puntate che sono: 1 – Maddaloni, ricordare don Salvatore d’Angelo a 15 anni dalla Nascita al Cielo… l’inizio (vedi articolo), 2 – Maddaloni, ricordare don Salvatore d’Angelo … continua il viaggio della conoscenza del sacerdote (vedi articolo), 3 – Maddaloni, ricordare don Salvatore d’Angelo … il Testamento del sacerdote (vedi articolo), 4 – Maddaloni, ricordare don Salvatore d’Angelo … testimonianza di Carlo Scalera (vedi articolo), 5 – Maddaloni, ricordare don Salvatore d’Angelo … testimonianza di Filippo Suppa (vedi articolo), 6- Maddaloni, ricordare don Salvatore d’Angelo … testimonianze in Radio il 27 giugno (vedi articolo) oltre naturalmente a una breve cronaca della Santa Messa in occasione dell’anniversario della Nascita al Cielo (vedi articolo).

Foto del web, Maddaloni nel periodo pre sacerdotale di don Salvatore d’Angelo.

In premessa, va detto che, dalle tante interviste, molte ancora inedite, che si stanno proponendo per la ricostruzione della vita di Salvatore, poi don Salvatore d’Angelo è emerso il ruolo che esso ha con la famiglia. Molte semplice, la famiglia deve dare senza ricevere. E perché tale sia il risultato del suo agire don Salvatore starà bene attento a prendere le distanze dal coinvolgimento della famiglia in tutte le sue attività, ovvero anche a fare in modo di non far interessare la famiglia delle cose che segue lui direttamente, come nel caso della politica anche se qui non la spunterà perché il fratello, primogenito, Antonio prima e il nipote, figlio di questo, poi diventando anche suo allievo, seguiranno questa passione in modo attivo.

Foto del web, Maddaloni nel periodo pre sacerdotale di don Salvatore d’Angelo.

La famiglia, sto apprendendo, era quella a cui rivolgersi per una parola di conforto a con cui sfogarsi per i problemi economici e non solo sorti magari per le vicende delle sue attività. Ciò perché all’esterno doveva essere sempre sorridente e sereno. La famiglia era quella che doveva supportare in caso di interventi economici stando attenda, come ricorderà l’on Elio Rosati in un video trasmesso in occasione dell’ottantesimo compleanno di don Salvatore al Villaggio dei Ragazzi, nel gennaio del 2000, a evitare di richiede seppur in parte il tanto fornito a discapito della sussistenza della famiglia stessa.

Fermo immagine del Video proiettato, in occasione dell’80° compleanno di don Salvatore d’Angelo, gennaio 2000, nella sede del Villaggio dei Ragazzi di Maddaloni. Nel corso degli interventi catturati nell’immagine parlerà Rosati dei fatti di cui all’articolo.

Come si svilupperanno i rapporti familiari sarà evidente, ed in parte in qualche contribuito precedente già se ne è trapelato, nel presente e nei prossimi contributi. Don Salvatore, con la famiglia, decide di tenere in piedi un solo cordone ombelicale, quello con il fratello più giovane Peppino. E sarà lui l’anello di congiunzione con tutta la famiglia, e sarà l’unico fintantoché non raggiungerà l’età per esserne discepolo, allievo Francesco (Franco) d’Angelo, il figlio del fratello Antonio.  Con questo articolo, attraverso il ricordo proprio di Franco d’Angelo, cercheremo di meglio inquadrare la vita di don Salvatore prima dell’esperienza sacerdotale. Questa testimonianza, di fatto, integra taluni elementi già affrontati, e sarà ulteriormente ripresa, rispetto a taluni elementi specifici richiamati, in futuri interventi del presente progetto di studio su don Salvatore d’Angelo. L’intervista di Franco d’Angelo, per quanto possibile, terrà conto della memoria degli avvenimenti anche alla luce del fatto che tutti i fratelli di don Salvatore sono deceduti.

Foto del web, Maddaloni nel periodo pre sacerdotale di don Salvatore d’Angelo. Sul Fondo la chiesa degli Oblati che il giovane Salvatore si presuma frequentasse anche se principalmente era abituale e frequentatore assiduo di quella di San Benedetto Abate.

Che il rapporto con don Salvatore fosse privilegiato con Franco d’Angelo ne ho sentore nel corso dei colloqui avuto con Antonio d’Angelo (al tempo dei mandati nel Cda della Pro Loco di Maddaloni, dove lo stesso era il socio anziano), fratello del sacerdote e padre dell’avvocato, il quale da primogenito non aveva certamente problemi nel riferire del ruolo del fratello Giuseppe prima e del figlio Franco dopo.

Foto del web, Maddaloni nel periodo pre sacerdotale di don Salvatore d’Angelo. Si ricorda che Salvatore negli spostamenti per i Seminari si serviva anche della locale stazione ferroviaria.

Il tutto sempre perché la famiglia fosse un passo indietro sia perché non doveva avere visibilità sia perché doveva soccorrere all’occorrenza.

Foto del web, Maddaloni nel periodo pre sacerdotale di don Salvatore d’Angelo.

 

La Famiglia di don Salvatore d’Angelo: l’origine.

D: Ci racconti come era strutturata la famiglia d’Angelo?

R:  Salvatore d’Angelo nasce da Domenico d’Angelo e Teresa Tedesco. Dal loro matrimonio, nell’ordine nascono Antonio nel 1914, Giuseppina nel 1917, Salvatore nel 1920, Francesco nel 1922 e Giuseppe nel 1925. Quest’ultimo, detto zio Peppino era il legame con la famiglia di don Salvatore a cui, di fatto, mi aggiunsi io che poi rimasi, nel momento in cui divenni allievo di zio don Salvatore.

Foto di bene personale di Francesco (Franco) d’Angelo. Pio XII benedice la famiglia Domenico d’Angelo e Teresa Tedesco e figli. a firma del Cardinale Maglione il 9 giugno 1940.

Foto di bene personale di Francesco (Franco) d’Angelo. La cartolina in originale è del primo ventennio ma ritrae in basso a sinistra Domenico d’Angelo, papà di Salvatore poi don,  e il suo carretto. Foto/Cartolina profetica potremmo dire.

Da Antonio, ovvero il primogenito, nasceranno Domenico, Salvatore e Francesco. Da Giuseppina nasceranno Rosa, Teresa, Assunta e Chiara. Le prime due sono gemelle. Salvatore sceglierà la strada del sacerdozio e da qui del celibato, mentre  da Francesco nasceranno Teresa, Giuseppina e Antonio. Infine da Giuseppe nasceranno Sergio e Tiziana. Va aggiunto che all’atto del sacerdozio di don Salvatore erano nati già i figli di Antonio Domenico (nel 1941) e Salvatore (nel 1943) e le gemelle di zia Giuseppina Rosa e Teresa (nel 1942). Tra le altre cose zia Giuseppina, coniugata con Antonio Senneca si era nel mentre trasferita a Roma.

Foto di bene personale di Francesco (Franco) d’Angelo. Concedo militare illimitato di Domenico d’Angelo, papà di Salvatore.

Foto di bene personale di Francesco (Franco) d’Angelo. Onorificenza a Domenico d’Angelo papà di Salvatore.

Foto del web, Maddaloni nel periodo pre sacerdotale di don Salvatore d’Angelo.

D: Dunque questo il nucleo familiare da tener presente nella vicenda familiare di don Salvatore?

R: Non del tutto. Va detto che Domenico d’Angelo, mio nonno, il papà di don Salvatore aveva, tra i fratelli e sorelle,  due sorelle funzionali all’esperienza di Salvatore. Queste erano zia Maria e zia Rosa. La prima coniugata con Domenico Cotugno aveva lungo la via troiani , al piano terra del palazzo che da angolo con il prosieguo della strada che poi sfocia in piazza Santacroce, di fronte il palazzo Cardillo, dove abitava l’amico di don Salvatore, il poi sindaco Salvatore Cardillo, una salumeria, uno spaccio l’unico del quartiere. E non aveva figli. L’altra, zia Rosa ebbe, tra l’altro, una figlia di nome Rosa che era dunque nipote di Domenico d’Angelo e cugina di Salvatore (poi don ) d’Angelo. Figli di questa cugina Rosa furono, tra l’altro, Elena e Maria (detta Marietta) le due donne che hanno rinunciato alla famiglia per assistere, come poi vedremo, unitamente alla mamma finché era in vita, don Salvatore d’Angelo e la sua Opera del Villaggio dei Ragazzi. Questo dopo che sfollati istriani, erano profughi e venivano da Pola, e nell’avvio dell’esperienza del Villaggio dei Ragazzi abitavano nel fabbricato della stessa caserma Bixio ma dal lato dell’attuale piazza della Pace.

Foto del web, Maddaloni nel periodo pre sacerdotale di don Salvatore d’Angelo.

D: Qual è il ruolo di Maria d’Angelo?

R: Maria d’Angelo e mio padre, che come abbiamo già detto, anche dopo il matrimonio, doveva lasciare a casa parte dello stipendio per la famiglia d’origine e in particolare per le spese di studio e le esigenze di Salvatore. Maria, non avendo figli ha, di fatto, prese in carico la maggior parte delle spese di zio don Salvatore, che non erano di poco conto considerando che sia a Caserta, che a Benevento, ma soprattutto a Roma bisognava pagare in anticipo e in modo preciso, sia per la retta che per i libri e le altre occorrenze.

Foto di bene personale di Francesco (Franco) d’Angelo. Cartolina della fine degli anni ’50.

D: Qual è stato il rapporto di Salvatore con la famiglia?

R: La famiglia doveva concorrere alle spese per farlo diventare sacerdote. Basti pensare al fatto che Salvatore soffriva di enuresi notturna e quindi la mamma, e talvolta anche la cognata, la fidanzata poi moglie del fratello Antonio, e con lei la sorella, zia Giuseppina, dovranno correre, con carretto o senza, a Caserta prima e Benevento poi, fino all’età di 14 anni circa, a cambiare materasso e lenzuola al giovane seminarista studente onde evitare che venisse dimesso.

Foto del web, Maddaloni nel periodo pre sacerdotale di don Salvatore d’Angelo.

D: Qual è stato il rapporto del sacerdote don Salvatore con la famiglia?

R: La famiglia doveva concorrere alle spese delle opere, attività di don Salvatore, in primis quelle della Casa del Fanciullo, poi Villaggio dei Ragazzi? Attenzione queste cose, oltre a raccontarle i fatti lo dice don Salvatore nel suo testamento, in modo molto chiaro (vedi articolo). Nessun lascito materiale ma solo spirituale.

Foto del web, ma di Antonio Bernardo, Maddaloni nel periodo pre sacerdotale di don Salvatore d’Angelo. La presenza di animali da tiro resterà impressa nella mente di Salvatore tanto è vero chè da adulto ricorderà “Munaccella” recitanto a memoria la poesia “Reminiscenze Indelebili” ad Antonio Barchetta figlio del Maestro Aniello autore.

D: Dove nasce e cresce Salvatore d’Angelo?

R: Don Salvatore nasce e cresce nel Quartiere Pignatari, per l’età non va spesso in campagna, gli piace girare con la bicicletta e fare qualche innocente gioco a carte con amici e parenti per recuperare qualche lira per comprarsi il gelato o altro che necessitasse. Barava anche pur di recuperare le lire ma era un fatto condiviso per consentirgli il diletto. Della casa si occupavano i genitori e appena potè mio padre. Frequentava la chiesa di San Benedetto e qui inizio a maturare l’idea della vocazione, certamente condivisa dalla famiglia nonostante i sacrifici che avrebbe comportato  stante il privilegio di avere un sacerdote in famiglia.

Fermo immagine del Video proiettato, in occasione dell’80° compleanno di don Salvatore d’Angelo, gennaio 2000, nella sede del Villaggio dei Ragazzi di Maddaloni. La casa dove nacque Salvatore d’Angelo nell’anno 2000.


Foto del web, Maddaloni nel periodo pre sacerdotale di don Salvatore d’Angelo. Questi luoghi erano sicuramente frequentati con certa assiduità essendo le arterie per giungere al centro cittadino.

D: Qual è il percorso di studio di Salvatore?

R: Salvatore inizierà gli Studi a Maddaloni, per poi proseguirli al Seminario Diocesano di Caserta, quindi a quello Regionale di Benevento e poi presso il Seminario Francese di Roma. Come già anticipato la sua zia Maria e il fratello Antonio, che già da giovane età lavorava alla Caserma Magrone di Maddaloni, pensavano alle sue esigenze economiche, con enormi sacrifici. Succedeva di dover recapitare le rette o comunque i soldi per le esigenze andando anche in bici a Caserta, Benevento o Roma.

Foto del web, Maddaloni nel periodo pre sacerdotale di don Salvatore d’Angelo. La Caserma dove lavorava il fratello Antonio da cui venivano tratte le riosrse per i costi di Seminario di Salvatore.

D: Quali le amicizie mela percorso degli studi a Roma?

R: Furono quelle dell’ambiente partigiano, vedi vicenda Grandi (vedi articolo 1 e vedi articolo 2), ed ancora quello del Partito Popolare Italiano poi Democrazia Cristiana e formazione giovanile in ambiente Cattolico.

Foto di bene personale di Francesco (Franco) d’Angelo. Giornale di Salvatore d’Angelo seminarista a Roma. gelosamente conservato e donato al nipote.

Foto del web, Maddaloni nel periodo pre sacerdotale di don Salvatore d’Angelo.

La Famiglia di don Salvatore d’Angelo: Eredità, Salute e Momenti Belli e Brutti.

D: Quindi è possibile ricollegarsi a quanto lo scorso 16 giugno 2015, nel corso di una delle interviste fatte a Marietta Lombardi allorquando la stessa dichiarava che gli eredi spirituali di don Salvatore sono la stessa e per l’appunto Franco d’Angelo?

R: Certo il patrimonio morale, che torna alla famiglia dopo il decesso di don Salvatore, torna alla famiglia  di origine, ad   Elena, Marietta e me che abbiamo vissuto i momenti cruciali della vita di don Salvatore. Momenti belli certamente ma soprattutto quelli brutti, tragici.  Infatti, quando don Salvatore era in momenti di “crisi” sia economica sia fisica, della salute, il conforto morale lo cercava in noi tre.

Foto nel corso della trasmissione radiofonica “Dietro l’Angolo” del 27 giugno 2015 dedicata a don Salvatore d’Angelo (vedi articolo) il cui audio è disponibile (link registrazione trasmissione). Nella stessa erano presenti da sx Michele Zimpbardi, Franco d’Angelo, Antonio Cembrola, Carlo Scalera, Filippo d’Aiello e Michele Schioppa. in basso al centro don Matteo Coppola.

Ad esempio quando è andato in America, senza sapere se sarebbe tornato, siamo nel 1986, per l’operazione al cuore, ha voluto me ed Elena. Elena che continuava ad accudirlo ed io eventualmente si doveva prendere una decisione.  Ad operarlo a Houston fu il dott. David Hot, e fu operato nel giorno stesso in cui in Italia fu operato Claudio Villa, che morì e ricordo la grande fatica di nascondere a Don Salvatore, questa notizia che veniva pubblicata dall’agenzia Ansa. Nella struttura ospedaliera  di  Houston Texas U.S.A, fu condotto  da un grande Cardiologo, dott. Federico Gentile di Napoli, che era anche il cardiologo dell’on. Paolo Pomicino. Lo stesso oggi è uno dei più grandi cardiologi di tutta l’Europa.

Va aggiunto un aneddoto, l’anno successivo, nel 1987 tornai non solo nello stesso ospedale ma nella stessa stanza perché mio fratello Domenico ebbe lo stesso problema. Ad accompagnarci  a Roma all’aeroporto ci accompagnò lo stesso don Salvatore e caso volle che dopo il check-in in attesa della partenza con mio fratello conoscemmo e ci fermammo a parlare con Santa Madre Teresa di Calcutta. Mio fratello va detto che in ospedale dopo una serie di accertamenti gli fu consigliata una cura e non l’operazione e così ce ne tornammo senza operazione. Qualcuno in famiglia ritiene che sia stato l’intervento di Santa Madre Teresa di Calcutta.

Mentre stavamo in America venne pure don Salvatore così da farsi un controllo e vedere da vicino le sorti del nipote.

Don Salvatore tornò l’anno successivo in America a Washington, nel 1988, per ritirare un premio e in quella occasione fu accompagnato da Marietta e da Antonio Mastella. I due ricordo lo avevano accompagnato anche in Giappone nell’agosto del 1986. Ed ancora lo avevano accompagnato in Polonia.

Foto di bene personale di Maria (Marietta) Lombardi che riprende nel 1986 la stessa con don Salvatore e il prof. Antonio Mastella in Giappone. Si noti e la prima volta che metterà il clergyman, la seconda nel 1988 sarà per il ritiro del premio in America.

Trattandosi di un premio e non di questioni problematiche o di salute non aveva senso la mia presenza.

D: Oltre a questi momenti brutti ve ne sono di belli?

R:Certamente i momenti brutti non finiscono qui, c’è stata pure l’operazione a Roma  alla prostata presso la clinica Quisisana  operato dal prof. Ghiacci, o addirittura i primi sintomi del disturbo al cuore quando venne ricoverato a Bologna, sempre  era significativa la presenza della famiglia.,  ma certamente ci sono bei ricordi.

Fermo immagine del Video proiettato, in occasione dell’80° compleanno di don Salvatore d’Angelo, gennaio 2000, nella sede del Villaggio dei Ragazzi di Maddaloni. La visita del Cardinale Benelli del 1970.

Ad esempio quando un giorno, trovandoci da mons. Benelli in Vaticano questi ci accompagnò nella Sala Nervi per una manifestazione e visto che il palco era occupato Paolo VI sedeva nel corridoio centrale e subito dopo la sua poltrona c’era la mia e poi quella di don Salvatore e questo mi meraviglio molto per non avermi chiesto il cambio del posto per stare vicino al Papa. Credo siamo nell’anno 1975-1976. Considera il fatto che essendo il Cardinale Giovanni Benelli, compagno di Seminario di don Salvatore, Segretario di Stato del Vaticano, per tutto il mandato del porporato, quindi grosso modo dal 1967 al 1977, ma anche oltre don Salvatore il mercoledì oltre ad andare dal Presidente Andreotti andava anche in Vaticano. Prima di Benelli erano più rare le visite settimanali, con lui divennero regolari, anche perché le mancate coperture assistenziali del pubblico sui ragazzi ospiti del Villaggio dei Ragazzi erano, nei limiti delle possibilità, trovava conforto spirituale e materiale.  Mons. Benelli  è stato uno dei sostenitori spirituali e materiale di don Salvatore  per regalare alla città quello che nel tempo è stato il Villaggio dei Ragazzi. Va ricordato ancora che lo stesso prelato venne a Maddaloni nel 1970 e fu l’unica volta.

Fermo immagine del Video proiettato, in occasione dell’80° compleanno di don Salvatore d’Angelo, gennaio 2000, nella sede del Villaggio dei Ragazzi di Maddaloni. La visita del Cardinale Benelli del 1970.

La Famiglia di don Salvatore d’Angelo: i rapporti interni e la politica.

D: Qual è stato il rapporto del fondatore del Villaggio e uomo politico e amministratore con la famiglia?

R: La famiglia non doveva avere nessuna pretesa  dal Villaggio, per chiedere. Se si trattava di dare doveva dare senza gloria. Tanto è vero che sono diversi gli episodi che si possono ricordare a tal proposito.

Uno ad esempio è quando il Fratello di don Salvatore cercava, purtroppo per lui, inutilmente di andare a colloquio dal fratello don Salvatore. Scopo del colloquio era cercare di trovare qualche soluzione lavorativa per il figlio Antonio, che attualmente lavora al Villaggio dei Ragazzi. Per non portarla per le lunga, su idea di Giuseppe Olino, visto che don Salvatore non accettava raccomandazione dalla famiglia e figurarsi ora per un componente della stessa famiglia, dovettimo ricorrere all’on. Rosati a cui don Salvatore non potè dire di no e quindi fu assunto. Questo per dire che la famiglia non doveva avere ritorni o preferenze, figurarsi privilegi nell’assunzione.

Va detto che al tempo io ero già impegnato in politica e tra le aspirazioni di quello che sarà il neo assunto del Villaggio dei Ragazzi c’era la legittima aspirazione ad entrare nell’ente locale comune o provincia, avendone le doti e attitudini, ma il limite era quello di essere  un d’Angelo. Da qui si era pensato alla possibilità di un impiego al Villaggio dei Ragazzi di cui ti ho appena raccontato.  Ricorda, tra le altre cose,  anche con zio Peppino abbiamo passato dei mesi a pensare come trovare una soluzione lavorativa idonea per Antonio per evitare di ricorrere alla soluzione dei Villaggio dei Ragazzi.

Fermo immagine del Video proiettato, in occasione dell’80° compleanno di don Salvatore d’Angelo, gennaio 2000, nella sede del Villaggio dei Ragazzi di Maddaloni. Don Salvatore con il Senatore Nicola Mancino.

C’è un aneddoto collegato a questa vicenda simpatico. Una sera dalla portineria chiamarono don Salvatore in direzione con il telefono, e io ero con lui in ufficio, annunciando che zio Francesco, zio Ciccio, voleva entrare a tutti i costi a parlare con don Salvatore. Alché don Salvatore, abbastanza adirato, sempre per il discorso dell’esclusione della famiglia, mi dice “Ma che cosa vuole tuo fratello da me?” a questo punto gli rispondo, per precisazione “Guarda che quello è fratello a te, a me è zio, per me è zio Ciccio!”.

E ti posso dire che don Salvatore a malincuore dovette assumere il nipote per via di questo stratagemma, ma non che in sé non volesse aiutarlo anzi probabilmente ne aveva anche reale bisogno di una occupazione, ma non certo nei pensieri di don Salvatore doveva essere questa la strada da perseguire. E su questo, come detto, fu importante l’idea di Giuseppe Olino il quale è un peccato che è venuto a mancare perché sicuramente sarebbe stata una delle persone più idonee a raccontare della vita di don Salvatore d’Angelo. Era il suo autista, factotum, la sua persona di fiducia, una persona che realmente voleva bene a don Salvatore. E il vero dramma del Villaggio dei Ragazzi è che nel tempo sono venute via via a mancare persone come Peppe Olino, sia per il bene che voleva a don Salvatore che al Villaggio dei Ragazzi stesso.

Foto del web, Maddaloni nel periodo pre sacerdotale di don Salvatore d’Angelo.

D: Quale il rapporto politico tra i fratelli Antonio e Salvatore d’Angelo?

R:Iinnanzitutto va detto che entrambi avevano un carattere forte e determinato, hanno fatto politica dalla prima ora, e sindacato  nell’ambito della CISL, oltre ad essersi occupato don Salvatore della FUCI della ACLI e altro ancora.

Il rapporto politico tra i due fratelli, nella stessa componente partitica, è stato sempre estremamente conflittuale. Certamente va detto che se era candidato l’uno l’altro si asteneva, del resto la DC non avrebbe consentito ai due fratelli di candidarsi in contemporanea.

Foto di bene personale di Francesco (Franco) d’Angelo. Attestato di Fedeltà della DC rilasciato ad Antonio d’Angelo, papà di Franco e fratello di don Salvatore.

Il rapporto conflittuale nasceva anche dal fatto che don Salvatore pretendeva che anche nella vita politica mio padre facesse un passo indietro rispetto alla sua passione politica per consentirle a lui di primeggiare, e questo mio padre non lo consentiva. Attenzione mio padre, benché non avesse particolari titoli di studio aveva acquisito una esperienza della vita e capacità di comprensione delle persone che gli valevano una competenza che scavalcava i titoli stessi. Fu il primo delegato provinciale a partecipare per conto della Cisl al primo Congresso Nazionale  tenutosi  a Roma.  Partecipò dunque al primo congresso indetto dal primo segretario generale Giulio Pastore con cui ebbe rapporti seppur occasionali nel corso della sua presidenza che durò dal 1950 al 1958 allorquando questi entrò nel governo Fanfani II come Ministro per lo sviluppo del Mezzogiorno. Considera che mio padre era delegato FILS (Federazione Italiana Lavoratori Statali) e si tenne a Roma nel 1949 il primo congresso di cui ti parlavo.

Foto di bene personale di Francesco (Franco) d’Angelo. Foto del 1949 primo congresso nazionale Cisl FILS con Antonio d’Angelo.

A Maddaloni si faceva scuola politica, e durante le riunioni venivano da tutta la provincia per apprendere le tecniche oratorie e la filosofia politica.

Don Salvatore sarà assessore sul finire degli anni ’50 e negli anni ’70 oltre ad essere stato per molti anni consigliere comunale. Coprirà la carica di Assessore ai Lavori pubblici.

Foto del web, Maddaloni nel periodo pre sacerdotale di don Salvatore d’Angelo.

D: Don Salvatore d’Angelo uomo della Città di Maddaloni?

R: Don Salvatore per la città farà asfaltare la sera per la mattina via Capillo, dopo che il mercato boario fu trasferito dopo la zona della “Rotonda”, fece venire la sede delle Poste a Maddaloni, si inventò uno stratagemma per cui non solo venne la Face Standard a Maddaloni ma questo avvenne su terreno dei miei familiari, compresa mia madre, mai pagato e della parrocchia di San Benedetto e quello anche potenzialmente mai pagato. Per cui per assurdo potremmo dire che l’area Face Standard e dei parenti di don Salvatore e della comunità di San Benedetto. E Venne la fabbrica a Maddaloni per occupare i ragazzi gratuitamente accolti, gratuitamente assistiti e gratuitamente formati nel Villaggio dei Ragazzi. Fece il Collettore Fognario e tante altre cose. E comunque, come riferisce nel testamento del 1977 e del 1996, tutto ciò che ha fatto anche con risorse familiari è della sua Opera ovvero del Villaggio dei Ragazzi e il Villaggio dei Ragazzi è della Città, ne consegue che tutto ciò che ha fatto è stato ed è della Città.

Ti fa rabbia e ti piange il cuore, assistere oggi  che la grande opera di Don Salvatore e la sua storia costruita con il sacrificio e lacrime, abbia perso la sua identità ed il suo valore, senza che nessuno  se ne assuma la responsabilità.

Fermo immagine del Video proiettato, in occasione dell’80° compleanno di don Salvatore d’Angelo, gennaio 2000, nella sede del Villaggio dei Ragazzi di Maddaloni. Don Salvatore con i suoi Ragazzi.

L’occasione del presente è per ringraziare l’avvocato Franco d’Angelo per averci concesso talune testimonianze fotografiche autorizzandoci alla pubblicazione quale corredo fotografico del presente articolo o comunque nell’ambito del nostro progetto storico biografico.

Come di consueto è doveroso chiarire che siamo coscienti del fatto che la figura di don Salvatore d’Angelo sia ancora in gran parte, se non addirittura tutta, da scoprire, ecco, del resto, perché abbiamo deciso di portare avanti questa esperienza, indagine, studio, progetto conoscitivo/biografico su e del sacerdote maddalonese. Non ci si aspetta di essere esaustivi e di non cadere, involontariamente in qualche errore storico/testimoniale. La nostra è un indagine che nasce dalle testimonianze dirette ed è supportata, dove è possibile anche da documentazione. Sarà dato modo a chi vorrà, in esito alla programmazione degli articoli di replicare, integrare, chiarire etc. elementi emersi nel corso della fase di presentazione delle testimonianze sotto forma di articoli. Ci si augura che il libero e “gratuito” lavoro d’indagine venga accolto per quello che è e non si tenti di strumentalizzare i contenuti dei “tributi” storici di cui alle testimonianze per “accuse” o “denunce” “gratuite”. Non è questo il nostro intento, anzi, se questo studio di indagine può essere utile a far conoscere l’opera prediletta di don Salvatore d’Angelo e favorirne lo sviluppo certamente ne saremo contenti e onorati di aver potuto un “piccolo contributo” a far conoscere la storia e l’importanza di una istituzione che si avvicina ai settant’anni di vita.

Fermo immagine del Video proiettato, in occasione dell’80° compleanno di don Salvatore d’Angelo, gennaio 2000, nella sede del Villaggio dei Ragazzi di Maddaloni. Don Salvatore durante l’intervento oratoriale in America.

Legata al presente progetto è nata una Pagina Social, disponibile al link https://www.facebook.com/donsalvatoredangelo e #‎ricordodidonsalvatore, oltre ad account di posta elettronica ricordodidonsalvatore@gmail.com dove poter ciascuno fornire testimonianza, testuale e fotografica se opportuna, etc., e comunque si raccomanda la necessità di riportare i propri dati e i propri recapiti per opportuno contatto.