Maddaloni, Antonio Pagliaro e la storia del Monumento ai Caduti nel Liceo Ginnasio Giordano Bruno

MADDALONI (Caserta) – Da un po’ di mesi grazie allo studioso locale Antonio Pagliaro, docente presso il Convitto Nazionale Statale “Giordano Bruno” di Maddaloni, stiamo scoprendo e approfondendo una serie di aspetti relativi alla storia del prestigioso “Giordano Bruno” sia esso il Ginnasio Liceo o il Convitto.

 

In questi giorni, in vista della data odierna del 4 novembre, giornata delle Forze Armate, lo studioso, che da poco più di un anno ha ricevuto l’incarico di sistemare la parte storica dell’archivio del “Giordano Bruno”, dal Rettore e dal Direttore della Istituzione Scolastica, ha deciso di offrire un saggio sul monumento ai caduti posto all’interno del cortile del già Ginnasio Liceo oggi sede della Biblioteca Comunale. Circa lo stesso è già noto l’impegno e la disponibilità data dall’ANMIG e Fondazione di Maddaloni nel poterlo recuperare ripristinando il colorore dei caratteri del monumento.

Lo studio lo si riporta con tanto di contributo fotografico:

“Il 24 maggio 1915 l’Italia entrò nel conflitto mondiale, una lunga guerra cominciata il 3 agosto 1914 con la Germania, che dichiarò guerra alla Francia e invase il Belgio. Una guerra logorante che terminò il 4 novembre 1918 e spinse Papa Benedetto XV a definirla “tragedia dell’umana demenza”.

Alla Prima guerra mondiale presero parte molti cittadini maddalonesi. Anche molti studenti ed ex allievi del Convitto-Ginnasiale “Giordano Bruno” vi parteciparono, chi in qualità di ufficiali, chi in qualità di sottufficiali e chi da soldato semplice.

Con la fine della Prima guerra mondiale, fortunatamente, molti maddalonesi riuscirono a tornare a casa, per la gioia   dei loro familiari e dei loro amici. Purtroppo molti non vi riuscirono: ufficialmente i cittadini maddalonesi morti furono 265, come è riportato sulla parete anteriore del Monumento ai Caduti posto in piazza della Vittoria, mentre nella chiesa di Sant’Antonio, sulle due lapidi, ne sono elencati 268. Invece, secondo il Monumento eretto nel 1939, nell’atrio aperto del Liceo Ginnasio, la prima lapide a sinistra, trentaquattro furono gli ex allievi caduti sul fronte austriaco, combattendo in modo eroico e decorati alla memoria con Medaglie d’Argento e di Bronzo al Valor Militare. Tra questi figuravano anche i giovani sacerdoti maddalonesi, Domenico Loffredo e Vincenzo Brancaccio, impegnati nella compagnia di Sanità come infermieri amorevoli e docili nel curare i feriti e gli ammalati e morti per le malattie contratte in servizio nell’adempimento del loro dovere, confortati dalla Fede e del pensiero della Patria vittoriosa.

Nel 1939, per ricordare il sacrificio compiuto dagli ex allievi del Liceo Classico, caduti nella Prima guerra mondiale per scacciare il nemico Austro-Ungarico dalla nostra Madre Patria, l’istituto, con in testa il preside Gaspare Caliendo, rese omaggio alla loro memoria con la costruzione di un maestoso Monumento (opera d’arte semplice e imponente in marmo e travertino, progettata dall’architetto Florestano di Fausto) ricco di tre lapidi commemorative”.


Lo studio di Pagliaro contiene anche il testo della prima lapide che è posta a sinistra del monumento epigrafico (che con il software grafico Pagliaro ha restituito all’originale lettura del contenuto), il quale riporta le seguenti “nobili” parole:

 

NELLA SCUOLA ALIMENTARONO LA FIACCOLA

DEL PIU’ PURO AMOR DI PATRIA

SUI CAMPI DI BATTAGLIA CADDERO

NELLA LUCE DELL’EPOPEA

NELLA GLORIA DEL SACRIFIZIO

CON LA VISIONE

DEI TERMINI SACRI

CHE NATURA POSE A PRESIDIO

DELLA PATRIA MONITO SOLENNE

ALLE VENTURE GENERAZIONI

Guerra 1915-18

 

La stessa epigrafe, come ricorda lo studio di Pagliaro prevede l’elenco (la lunga lista) dei caduti:

 

 

Grado

Cognome e Nome

Comune

Medaglie

Caporale

Brancaccio Vincenzo

Maddaloni

 

S. Tenente

Cameretti Raffaele

Prata Sannita

 

S. Tenente

Campagnuolo Michele

Arienzo

 

Tenente

Casertano Massimo

Capua

Medaglia  Argento

Asp. Uff.

Cianci Michelangelo

Castelgrande

 

Tenente

Cimmino Marzio

Arienzo

M. Argento e Bronzo

Tenente

Colapietro Pasquale

Sparanise

Medaglia Argento

Sergente

Corcione Alberto

Maddaloni

 

Capitano

De Sena Mario

Nola

3 M. Arg. e 1 Bronzo

Tenente

De Simone Carlo

S. Maria C.V.

 

Tenente

De Simone Enrico

S.Maria C.V.

 

Tenente

De Simone Silvio

Formia

Medaglia Bronzo

Capitano

De Simone Stefano

S. Maria C.V.

 

Asp. Uff.

Della Valle Sebastiano

Maddaloni

Medaglia Argento

Tenente

Di Franco Gennaro

Maddaloni

Medaglia Argento

Tenente

Di Rienzo Edoardo

S. Maria C.V.

 

Soldato

Golini Mario

Maddaloni

 

Caporale Magg.

Liguori Raffaele

Maddaloni

 

Caporale

Loffredo Domenico

Maddaloni

 

Tenente

Marchesani Ottavio

Capua

 

Maresciallo

Memola Giuseppe

Arienzo

 

Sergente

Montuori Clemente

Maddaloni

 

S. Tenente

Mustilli G. Battista

S. Agata de’Goti

 

S. Tenente

Napolitano Raffaele

Comiziano

 

S. Tenente

Pagano Alberto

Nola

Medaglia Bronzo

Tenente

Porrino Umberto

Arienzo

Med. Arg. e Bronzo

S. Tenente

Radice Mario

Acerra

 

S. Tenente

Rossi Luigi

Maddaloni

Medaglia Argento

S. Tenente

Sagnelli Federico

S. Maria C.V.

 

Sergente Magg.

Sferra Manlio

Maddaloni

 

Tenente

Tammaro Domenico

Maddaloni

Med. Arg. e Bronzo

Capitano

Vaccariello Alessio

Rotondi

Medaglia Argento

Maggiore

Vallese Modestino

Maddaloni

Medaglia Argento

S. Tenente

Vitale Andrea

Frattamaggiore

 

 

Lo stesso ricco, interessante e minuzioso studio di Pagliaro  ci offre anche una presentazione delle foto dei caduti.

Lo studio di Pagliaro continua chiarendo che  “la lapide centrale dell’opera scultorea, posta nell’atrio aperto del Liceo Classico “G. Bruno”, è dedicata a Carlo Scalera, nato a Maddaloni il 23 febbraio 1885, ex alunno dell’istituto, caduto a Bengasi, in Libia, il 26 ottobre 1938, in un incidente stradale, mentre stava realizzando, con la sua impresa edile, un’importante opera stradale, la Asmara-Massaua in Eritrea e la litoranea Tripoli-Bengasi. La terza è dedicata agli ex alunni caduti nella Guerra di Liberazione (1940-1945).

L’architettura commemorativa fu inaugurata con una solenne e toccante cerimonia, celebrata il 3 dicembre 1939, alla presenza di tutte le autorità locali e di numerose alte cariche dello stato”.

Antonio Pagliaro, aggiunge che “nel maggio 1940, il preside del R. Liceo Classico “G. Bruno”, prof. cav. Gaspare Caliendo, a ricordo di questa commovente cerimonia scrisse un libro per ricordare e commemorare degnamente i suoi allievi caduti. Nelle sue pagine racchiuse le varie biografie e i volti dei ragazzi, di Carlo Scalera e le foto della cerimonia suddetta con i suoi importanti intervenuti. La pubblicazione del libro Albo d’onore in memoria degli studenti caduti nella Grande guerra e di Carlo Scalera fu edito dallo stabilimento tipografico N. Jovane di Napoli. In questo importante libro molti furono i professori del R. Liceo Ginnasio maddalonese che vollero scrivere dei pensieri, per ricordare con parole nobili i propri ex allievi Eroi caduti per la libertà della nazione e della democrazia, e a cui avevano insegnato il germe della cultura, del dovere, della pace e dell’amore verso la madre Patria”.

Ed ancora: “Dai miei ricordi giovanili, a Maddaloni, fino alla fine degli agli anni Ottanta, con in testa i vari sindaci in carica, dott. Salvatore Cardillo, preside Giuseppe Caliendo, figlio di Gaspare, prof. Amedeo Lurini, dott. Giovanni Di Cerbo, c’era l’usanza, il IV novembre, festa dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate, di portare due Corone di alloro, una nella chiesa di S. Antonio, dove sono poste le due lapidi commemorative con incisi i nomi dei cittadini maddalonesi deceduti nel primo conflitto mondiale e l’altra ai piedi del Monumento ai Caduti, in Piazza della Vittoria, dove veniva celebrata la Santa Messa dal cappellano militare della caserma Rispoli. Alla cerimonia solenne presenziavano tutte le autorità civili, militari, religiose, scolastiche e dell’associazione dei mutilati ed invalidi di guerra (A.N.M.I.G.). Dall’archivio di quest’ultima importante associazione, presente sul territorio maddalonese dal lontano 1918, oggi sita i Via S. Francesco d’Assisi, n° 123, messo gentilmente a disposizione dal Presidente Provinciale, Cav. Salvatore Borriello e dal Segretario, cav. Francesco Pagliaro, leggendo gli atti degli anni scorsi, risulta che il Sindaco invitava regolarmente, per le varie ricorrenze, il Presidente della stessa, il quale interveniva con una delegazione con labari e bandiere.

Così usavano fare, in questa circostanza, anche i Presidi del Liceo Ginnasio “G. Bruno”, dal prof. Gaspare Caliendo al prof. Michelangelo Alifano e, da questi, al prof. Franco V. Gebbia, i quali, per ricordare i loro giovani studenti caduti nelle due grandi guerre, onoravano questo sacro Monumento con la celebrazione della Santa messa e dalla deposizione di una Corona di alloro. L’atrio del giardino veniva interamente occupato dalla presenza delle delegazioni di tutte le autorità cittadine, dalle associazioni combattentistiche e dei mutilati ed invalidi di guerra, dai professori, dal personale tutto, dagli alunni, anche convittori in divisa, dalle famiglie dei caduti e da tanti cittadini maddalonesi e della intera provincia, sensibili a queste importanti e memorabili cerimonie. Lo stesso si faceva per le altre ricorrenze, come quella del 25 aprile, festa della Liberazione e il 2 giugno, festa della Repubblica”.

 

Seguono le considerazioni dello studioso Antonio Pagliaro:

“Purtroppo, oggi, il maestoso monumento, progettato e costruito dall’architetto Florestano di Fausto, è in stato di abbandono. La lista degli eroi caduti non è più leggibile, avrebbe bisogno di un restauro per far riemergere i loro nomi e cognomi, i loro gradi e le medaglie al Valor Militare loro conferite, riempiendo i solchi con colore nero indelebile.

Da quando il Liceo Ginnasio perse la sua autonomia e fu annesso al Convitto Nazionale Statale “G. Bruno”, nell’anno 2000, l’edificio scolastico storico fu chiuso al pubblico per essere sottoposto ad una ristrutturazione completa per uso Biblioteca comunale.

Riaperto e inaugurato, qualche anno fa, alla presenza del sindaco, Ing. Rosa De Lucia, al completo con la Giunta e il Consiglio comunale, l’evento si arricchì di una straordinaria partecipazione di concittadini, i quali, desiderosi di ammirare anche il risultato finale dei lavori, hanno sempre nutrito grande rispetto e vanto per questo glorioso Istituto scolastico, che è stato vera culla del sapere di tanti illustri maddalonesi e non”.

Lo Studio di Pagliaro si conclude con una considerazione ed uno auspicio:  “Oggi la Biblioteca comunale, grazie alla grande disponibilità e preparazione dei suoi impiegati e per i tanti servizi di consulenza che offre al numeroso pubblico, è molto frequentata dai nostri studenti di ogni ordine e grado, anche se ciò fa pensare che sarebbe bastato un niente per recuperare anche l’imponente monumento e completare così l’ottimo lavoro di ristrutturazione. Così facendo, avremmo ripreso anche la nostra memoria storica; i nostri attuali studenti, notando e leggendo i nomi e i cognomi elencati e incisi nel marmo, avrebbero avuto conoscenza dei tanti eroi ex allievi del “Giordano Bruno”, che sacrificarono la loro giovane vita giusto cento anni fa per gli alti ideali di Patria, di Democrazia e di Libertà.

Personalmente, spero che, il prossimo IV novembre (ricorrenza della vittoria nella Prima guerra mondiale) quando la nostra Madre Patria celebrerà la Giornata dell’Unità nazionale e delle Forze Armate, le autorità cittadine, militari, religiose, associazionistiche e scolastiche, si ricorderanno anche dell’esistenza del nostro imponente Monumento, deponendo alla sua base un fiore, alla memoria di quei poveri nostri ragazzi caduti nell’adempimento del loro dovere, in terre lontane dalle loro amate famiglie, per liberare dal nemico invasore e oppressore i nostri fratelli dell’Italia del Nord, perché “rendere onore alla memoria di questi giovani soldati caduti, ci dà la forza e la convinzione di essere dei buoni cittadini  e di aver compiuto un altissimo dovere morale””

Va detto che in questa giornata tutta la comunità del Convitto Nazionale Statale “Giordano Bruno” si porterà ad omaggiare il milite ignoto in piazza della Vittoria, in corteo con majorette stendardo e scolaresche “allineate e coperte” per omaggiare e ricordare simbolicamente, con le Forze Armate, quanti hanno lasciato a noi oggi la libertà di non avere un oppressore. La collaborazione con l’ANMIG e Fondazione e l’Associazione Volontari Interforze e l’UNAC renderanno più prestigioso l’appuntamento a cui parteciperà anche la Banda Sinfonica di Maddaloni alla presenza del primo cittadino.