Maddaloni, Ricordare don Salvatore d’Angelo … un pensiero alle Sig.re Paparelli e Danese

MADDALONI (Caserta) – Questo articolo, per certi aspetti, sembra fuori uscire dalla progettualità che ci vede impegnati nello studio della figura biografica di don Salvatore d’Angelo, ma non è così.

Foto prelevata dalla Rete Web.

 

Don Salvatore aveva in forte considerazione la figura della Donna, ad iniziare dalla Madonna, che è Mamma di Gesù e protettrice sua e dei “suoi ragazzi”. Grande importanza e ruolo don Salvatore riconosce alle Donne, e le testimonianze che seguiranno aiuteranno a tratteggiare questa attenzione, al punto tale da sostenere e incoraggiare le iniziative del C.I.F. – Centro Italiano Femminile come bene descriverà la testimonianza del 3 agosto 2015 della prof.ssa Anna Giordano, rientrante nei contributi in attesa di essere editi di cui prima. La presenza della Montalcini nel Villaggio dei Ragazzi è da inquadrarsi in questo piano di valorizzazione delle presenze femminili che si distinguono.

Fotogramma del Video proiettato in occasione dell’80° compleanno di don Salvatore d’Angelo nel gennaio del 2000 nel Villaggio dei Ragazzi a Maddaloni.

Nel corso di una settimana sono Nate al Cielo la Signora Francesca Paparelli, consorte dell’On. Elio Rosati e la Signora Livia Danese, consorte del Presidente Giulio Andreotti. Due figure quelle dei mariti, e per riflesso quelle delle mogli, molte vicine e sostenitrici sia di don Salvatore che della sua Opera.

Foto prelevata dalla Rete Web.

Considerata la grande amicizia e rispetto che don Salvatore aveva per queste due Donne, senza voler mancare nei confronti di altre figure ugualmente degne di nota, e la “consecutio” temporale delle due nascite al Cielo, abbiamo deciso di dedicare qualche parole alle stesse, cercando di offrire utili spunti cronistorici rispetto a don Salvatore e al Villaggio dei Ragazzi.

Come di consueto, per chi si approccia solo ora a questo progetto di conoscenza cronistoria di Salvatore, e poi don Salvatore d’Angelo, si rimanda ai precedenti contributi (anticipazioni – vedi articolo), a puntate che sono: 1 – Maddaloni, ricordare don Salvatore d’Angelo a 15 anni dalla Nascita al Cielo… l’inizio (vedi articolo), 2 – Maddaloni, ricordare don Salvatore d’Angelo … continua il viaggio della conoscenza del sacerdote (vedi articolo), 3 – Maddaloni, ricordare don Salvatore d’Angelo … il Testamento del sacerdote (vedi articolo), 4 – Maddaloni, ricordare don Salvatore d’Angelo … testimonianza di Carlo Scalera (vedi articolo), 5 – Maddaloni, ricordare don Salvatore d’Angelo … testimonianza di Filippo Suppa (vedi articolo), 6- Maddaloni, ricordare don Salvatore d’Angelo … testimonianze in Radio il 27 giugno (vedi articolo), 7 – Maddaloni, entusiasmante puntata di “Dietro l’Angolo” nel ricordo di don Salvatore d’Angelo … (vedi articolo), 8 – Maddaloni, Ricordare don Salvatore d’Angelo … testimonianza del nipote Franco d’Angelo (vedi articolo), 9  – Maddaloni, Ricordare don Salvatore d’Angelo … testimonianza di Donato Proto (vedi articolo), 10 – Maddaloni, Ricordare don Salvatore d’Angelo … precursore del Fundraising (vedi articolo), 11 – Maddaloni, Ricordare don Salvatore d’Angelo …testimonianza di Antonio Pagliaro (vedi articolo), 12 – Maddaloni, Ricordare don Salvatore d’Angelo … parla Vincenzo Santangelo (vedi articolo), 13 – Maddaloni, Ricordare don Salvatore d’Angelo … il ricordo di Amedeo Marzaioli (vedi articolo) oltre naturalmente a una breve cronaca della Santa Messa in occasione dell’anniversario della Nascita al Cielo (vedi articolo).

Riferiremo prima della signora Rosati e poi della Signora Andreotti, nell’ordine della loro Nascita al Cielo.

Foto della prof.ssa Francesca Paparell gentilmente concessa dal prof. Marco Lombardi.

Lo scorso lunedì 27 luglio 2015 apprendevo nel primo pomeriggio dal profilo social del Direttore Antonello Velardi della “morte della signora Francesca Paparelli”. Lo stesso Velardi, opportunamente, aggiungeva “A molti il nome non dirà nulla, per me è tra gli ultimi testimoni di un mondo che non c’è più e di cui ho grande nostalgia”. Spiegando poi “La signora Francesca era l’anziana moglie di Elio Rosati, già sottosegretario, moroteo fino al midollo, esponente di una politica distante anni luce da quella attuale”.

E qui la descrizione/ricordo della N. D.: “La signora Francesca è stata una presenza discreta, intelligente, svolgendo un ruolo prezioso accanto al marito, seguendolo senza esitazione – lei che era umbra di Foligno – fino a Caserta”. “Testimone dei frequenti incontri tra Aldo Moro e il marito, amico oltre che compagno di partito e di corrente, -aggiungeva – la signora Francesca ha vissuto anche lei la parabola morotea e il dramma della prigionia e del martirio del grande statista. Accanto al marito ha anche vissuto tutte le tribolazioni del Villaggio dei Ragazzi di Maddaloni, che con don Salvatore d’Angelo era la loro seconda grande famiglia”.

Il pensiero poi va al tempo in cui i protagonisti del post erano punti di riferimento, con il saluto di cordoglio: “Altri tempi e altri uomini: giganti rispetto ai nani di oggi. Al carissimo onorevole Elio Rosati e alla figlia Maria le più affettuose condoglianze, alla signora Francesca una dolce carezza”.

E come giustamente ricorda il Direttore Velardi, e ci conferma il prof. Alfonso Grimaldi, la prof.ssa Francesca Paparelli ha seguito il marito, e si ricorda che è stata docente di Lettere alla Secondaria di I Grado afferente e presente nel Villaggio dei Ragazzi di Maddaloni.

Altro aspetto caratteriale della stessa ci viene dal prof. Marco Lombardi[1], il quale ricorda come lei e il marito erano appassionati d’arte e quindi c’erano occasioni d’incontro si parlava spesso di questo.

“In una conversazione , circa 10 anni fa, – riferisce il prof. Lombardi – quando lei era ormai in pensione come docente di italiano ed io era agli inizi della carriera, le chiesi come mai aveva insegnato come insegnante statale, sempre nella Scuola Media del Villaggio dei Ragazzi. Da sempre i docenti la usavano come scuola di passaggio, e lei, da cittadina della dolce Foligno, mi disse che aveva sempre trovato nei ragazzi una dignità senza pari, soprattutto quando avevano acquisito la consapevolezza della brutta realtà dalla quale erano venuti fuori!”.

La signora Rosati, prof.ssa Francesca Paparelli, al di là della sua presenza professionale all’interno del Villaggio dei Ragazzi non ha mai fatto mancare la sua presenza al fianco del marito, l’On. Elio Rosati, nelle cerimonie del Villaggio dei Ragazzi o di don Salvatore e nelle attività pro gli stessi.

Il nostro pensiero ora passa alla consorte del Presidente Andreotti.

Foto della Signora Livia Danese  prelevata dalla Rete Web.

All’età di 94 anni è morta il  29 luglio 2015 Livia Danese[2] coniugata dal 1945 con Giulio Andreotti[3] dalla cui unione sono nati quattro figli: Maria Elena (1946), Lamberto (1950), Stefano (1952) e Serena (1954) [4].

La signora Livia, soprannominata “la marescialla”[5] per il suo avere il Comando in casa. Appassionata del cucito[6] e della moda era Lei a preparare ogni mattina il vestito al Presidente Andreotti[7].

Sappiamo che le visite a Maddaloni della signora Livia con il Presidente Andreotti, così come quelle della signora Francesca con l’on. Rosati, erano immancabili nelle occasioni ufficiali. A titolo esemplificativo si ricorda l’anniversario dei 40 anni del Villaggio dei Ragazzi nel 1987 e l’80° anniversario della nascita di don Salvatore d’Angelo nel gennaio 2000.

Fotogrammi del Video proiettato in occasione dell’80° compleanno di don Salvatore d’Angelo nel gennaio del 2000 nel Villaggio dei Ragazzi a Maddaloni.

In particolare rispetto a quest’ultimo evento, ricorda Maria (“Marietta”) Lombardi, la fidata nipote di don Salvatore, il 30 luglio 2015, “la signora Livia e il di Lei consorte soggiornarono negli appartamenti del presidente nel Villaggio dei Ragazzi”[8].

Sempre “Marietta” ci dice che “la defunta era una estimatrice di don Salvatore. Lo ha sempre sostenuto nella sua Opera. Per ben tre volte ha soggiornato in colonia preferendola al Grand Hotel di Rimini dove Comunione e Liberazione aveva prenotato una suite”.

Fotogrammi del Video proiettato in occasione dell’80° compleanno di don Salvatore d’Angelo nel gennaio del 2000 nel Villaggio dei Ragazzi a Maddaloni.

La stessa “testimone vivente” ed “erede spirituale” di don Salvatore d’Angelo aggiunge, riportato quando accadde il 2 giugno 2000: “alla morte di don Salvatore è venuta ad onorare la salma presso il cimitero cittadino. In quella stessa occasione ha espresso il disappunto sul fatto che [don Salvatore] non avesse lasciato nulla alle due nipoti che lo avevano assistito per tanti anni”.

Presenti nel cimitero di Maddaloni, in occasione di tale visita, oltre a Marietta anche la sorella Elena. La visita fu in forma strettamente privata, infatti, precedentemente all’arrivo del Presidente Andreotti giunse il sindaco pro tempore di Maddaloni, il dott. Sen. Gaetano Pascarella con la consorte, i quali accertatisi che tutto era in ordine e pronto per la visita, non temporeggiarono altro tempo e si allontanarono perché la visita avvenisse per più totale riservo[9].

Nel medesimo appartamento, in cui il solo Presidente Andreotti aveva il diritto di entrarvi e soggiornarvi, Marietta Lombardi ricorda che la signora Livia si è fermata a pranzo in occasione della presenza del giudice Brancaccio e in occasione della presenza del Vescovo  mons. Cuccarese.

La signora Livia era affascinata da don Salvatore, uomo galante[10].

Foto prelevate dalla Rete Web e dal portale biografico del Presidente Giulio Andreotti.

Livia Danese[11] nasce il 1 giugno del 1921[12] ed è figlia di un funzionario delle Ferrovie dello Stato, chi la ha conosciuta riferiva che non amava apparire in pubblico[13], avendo un carattere schivo ma deciso[14].

Andreotti della moglie “disse una volta che quando era ministro degli Esteri e lei era costretta a seguirlo in qualche viaggio, la moglie non era affatto contenta. La donna, da anni, preferiva vivere quasi in isolamento e, infatti, soggiornava appartata nella casa di famiglia in corso Vittorio Emanuele, affacciato sul Tevere e sul Vaticano[15].

Foto prelevate dalla Rete Web e dal portale biografico del Presidente Giulio Andreotti.

Il presidente Andreotti conobbe quella che sarebbe stata la sua futura moglie, negli anni liceali[16], Livia Danese[17], “a casa di Lamberto Belvedere, cugino di lei e compagno di lui al Liceo Tasso, che godeva di ottima fama ed era frequentato anche dai figli del Duce. Lamberto morì durante la guerra di una tubercolosi fulminante. Dopo il bombardamento di San Lorenzo del 1943[18], Giulio accompagnò Livia al vicino cimitero del Verano per controllare che le tombe dei nonni e del cugino non fossero state danneggiate. All’uscita, Andreotti chiede a Livia se voleva sposarlo, contando su una risposta positiva che, in effetti, ci fu”[19].

Il presidente Andreotti riferirà, in una storica intervista a Maurizio Costanzo, nel corso di una puntata di “Bontà loro” del 1978, il racconto della richiesta di matrimonio.

“«Giulio mi faceva la corte con una tale discrezione che non me ne ero accorta», raccontava con una punta di civetteria. Livia Danese in Andreotti era fatta così: una signora romana minuta, colta e riservata, con una ironia insospettabile. Quel ragazzo magro, alto, serissimo e un po’ curvo sin da giovane, l’aveva sorpresa con strani regali: come un paio di calze risultate una più lunga e una più corta”[20].

Foto prelevate dalla Rete Web e dal portale biografico del Presidente Giulio Andreotti.

Tornando al giorno della dichiarazione Livia racconterà “«E mentre tornavamo mi fece un lungo discorso dal quale emerse una novità: mi chiedeva di sposarlo. Non pretendeva una risposta immediata, mi disse che potevo pensarci anche a lungo. Io, invece, gli risposi di impulso di sì». Come regalo di fidanzamento, ricordava con la sua erre francese, Giulio le regalò un anellino con brillante e rubino, e una forma di pane casareccio: dono prezioso in tempo di guerra. Guarda il caso, a Giulio, la pagnotta era stata regalata da un amico cardinale” [21].

 

Il matrimonio si tenne il 16 aprile del 1945 nella basilica del monastero di Priscilla, in via Salaria a Roma, ovvero a ridosso del 25 aprile 1945 che segnerà la fine  in Italia de la seconda guerra mondiale. Nel settembre di quel 1945 Giulio Andreotti è designato quale componente della Consulta nazionale e da lì a breve il 2 giugno 1946 viene eletto all’Assemblea Costituente. Quale deputato fra i tre più giovani, è segretario della prima seduta.

“La vita pubblica di Andreotti è costellata da decine di ricordi e riferimenti, che resteranno vivi anche dopo la sua scomparsa, mentre è la sua vita privata che è rimasta nell’ombra in tutti questi anni”. Della Donna che lo h affiancato tutta la vita, per 68 anni[22],  sappiamo che è stata “una signora di cui si sa poco, schiva e riservata dinnanzi a un’immagine pubblica che troppo spesso l’ha etichettata come “first lady”, un appellativo che non ha mai sentito suo”. Parlando del loro rapporto Andreotti diceva che vi era “un’affinità spirituale” e parlando del cenacolo familiare aggiungeva: “Sono soddisfatto della mia vita coniugale … la casa è stata tenuta benissimo. Livia è stata anche un correttivo al mio disordine. Se lascio un po’ di confusione sul tavolo di lavoro, lei lo mette in ordine. Potevo sperare di più? Livia non si è impicciata di politica … Quando ero ministro degli Esteri ed era costretta a seguirmi in qualche viaggio non era affatto contenta. In casa il bastone di comando lo tiene lei, anche per mia vigliaccheria. Non ho mai sgridato un figlio perché non potevo permettermi di essere, oltre che assente, anche cattivo” [23].

 

Enzo Biagi così ha descritto Giulio Andreotti: «Padre di quattro figli, ha la fortuna che la sua prole tende a non farsi notare. E neppure la signora Livia, la moglie, di cui non si celebrano né gli abiti né le iniziative. Non c’è aneddotica sulla signora Andreotti »[24]. E dallo stesso giornalista intervistato  Andreotti ha detto della propria consorte: «ha un lieve brontolio ma, insomma, adesso ci siamo abituati, da una parte e dall’altra. […] a mia moglie sono debitore dell’educazione dei figli che per il novantanove per cento è merito suo»[25]. Livia sarà nonna, tra l’altro, anche di diversi nipoti, tra cui un “Giulio” e una “Giulia” [26].

 

Negli ultimi anni, è noto che la signora Livia era stata “colpita” “dalla malattia” il ché porta a pensare che “evitò la sofferenza della morte del marito, di cui non si rese conto[27].

 

Con queste ultime nozioni finisce il nostro contributo a ricordo delle N. D. coniugate Rosati e Andreotti.

Come di consueto è doveroso chiarire che siamo coscienti del fatto che la figura di don Salvatore d’Angelo sia ancora in gran parte, se non addirittura tutta, da scoprire, ecco, del resto, perché abbiamo deciso di portare avanti questa esperienza, indagine, studio, progetto conoscitivo/biografico su e del sacerdote maddalonese. Non ci si aspetta di essere esaustivi e di non cadere, involontariamente in qualche errore storico/testimoniale. La nostra è un indagine che nasce dalle testimonianze dirette ed è supportata, dove è possibile anche da documentazione. Sarà dato modo a chi vorrà, in esito alla programmazione degli articoli di replicare, integrare, chiarire etc. elementi emersi nel corso della fase di presentazione delle testimonianze sotto forma di articoli. Ci si augura che il libero e “gratuito” lavoro d’indagine venga accolto per quello che è e non si tenti di strumentalizzare i contenuti dei “tributi” storici di cui alle testimonianze per “accuse” o “denunce” “gratuite”. Non è questo il nostro intento, anzi, se questo studio di indagine può essere utile a far conoscere l’opera prediletta di don Salvatore d’Angelo e favorirne lo sviluppo certamente ne saremo contenti e onorati di aver potuto un “piccolo contributo” a far conoscere la storia e l’importanza di una istituzione che si avvicina ai settant’anni di vita.

Legata al presente progetto è nata una Pagina Social, disponibile al link https://www.facebook.com/donsalvatoredangelo e #‎ricordodidonsalvatore, oltre ad account di posta elettronica ricordodidonsalvatore@gmail.com dove poter ciascuno fornire testimonianza, testuale e fotografica se opportuna, etc., e comunque si raccomanda la necessità di riportare i propri dati e i propri recapiti per opportuno contatto.

 

 

 


[1] Si ringrazia il prof. Marco Lombardi per averci concesso la foto che ripropone la signora Francesca Paparelli nel 2000.

[2] I funerali si sono celebrati venerdì 31 luglio 2015 alle 9 nella basilica di San di San Giovanni dei Fiorentini a Roma.

[3] D’ogni dove sono giunti messaggi di cordoglio: Redazione de Il Sussidiario, “Morta Livia Danese Andreotti / Moglie di Giulio Andreotti, 68 anni insieme: i messaggi di Bruno Vespa e Roberto Formigoni” del 30 luglio 2015 su http://www.ilsussidiario.net .

[4] http://www.giulioandreotti.org . Rebecca Olden ,“Livia Danese è morta moglie di Andreotti: wikipedia, vita privata, figli” del 30 luglio 2015 su http://www.notizieweblive.it . Qui, tra l’altro si legge: “I figli di Giluo Andretti e Livia Danese chi sono, che lavoro fanno e quanti anni hanno: Lamberto, 65 anni, è Ceo del colosso farmaceutico Bristol Meyers Squibb e vive negli Stati Uniti. Stefano, 63 anni, sposato, con un figlio ventenne, è un dirigente della Siemens e vive a Roma. Marilena, la terzogenita, ha 62 anni. Dopo essere stata sposata con un diplomatico e aver vissuto per alcuni anni in Messico, è rientrata in Italia. Serena, 60 anni, è redattore capo presso l’Enciclopedia italiana Treccani. Sposata con il giornalista e funzionario Rai Marco Ravaglioli, hanno due figli: Giulia, 33 anni e Paolo 28”.  Precedentemente un quadro familiare, che per certi aspetti integra quello appena esposto lo offriva Sara Faillaci  con l’articolo “La famiglia di Giulio Andreotti” del 6 maggio 2013 su http://www.vanityfair.it .

Nel rapporto casalingo sappiamo che il rapporto di Andreotti con i figli era tutto particolare: «Intanto Giulio non li sgridava quasi mai e assunse il ruolo di “mammo” e li viziava mentre Livia li “educava con una rigidità da Gestapo”». Cf. Massimo Franco, “Andreotti”, Mondadori, Cles (Tn) 2008.

[5] Ricorda questo “soprannome” appena giunta la notizia della Nascita al Cielo della signora Livia l’ultimo segretario di don Salvatore d’Angelo, Donato Proto, e tante altre testimonianze, anche edite, lo confermano.

[6] Nel corso delle poche note informative su Livia Danese i figli avranno modo di raccontare del come la madre avesse l’abitudine del cucito a macchina, ed in particolare una testimonianza attribuita a Stefano e Serena Andreotti, riferisce un loro commento a proposito:“Il risultato era che i nostri grembiuli scolastici li faceva lei. Ma invece di farli con i bottoni davanti, li metteva dietro. A volte ci confezionava pure i vestiti. Terribili”. Cf. Ludovico Martocchia, “Morta moglie Andreotti, ecco le foto dei 68 anni passati con il ‘Divo Giulio’” del 30 luglio 2015 su http://www.termometropolitico.it/ .

[7] Ricorda il 31 luglio Donato Proto.

[8] Questa nota è rilevante in quanto presso gli stessi il Presidente Andreotti si recava essenzialmente da solo allorquando aveva bisogno di meditare o scrivere, o comunque stare da solo.

[9] L’evento è legato anche a un episodio in cui “la stampa” era presente e la cosa “creò disappunto”, che comunque si risolse con chiarimenti e scuse. Un estratto dell’epistolario privato di Maria Lombardi, di quei giorni, che ho avuto il privilegio e piacere di leggere, ne è testimonianza concreta.

[10] Diverse testimonianze tra cui quella di Donato Proto del 31 luglio 2015.

[11] Laureata in Archeologia con 110 e lode.

[12] Manuela Rizzo, “Morta Livia Danese la vedova di Giulio Andreotti, funerali il 31 luglio a Roma” del 30 luglio 2015 in http://newsitaliane.it/ .

[13] Si ricorda che di Lei si parlo nel settembre del 1999 allorquando il giorno 11 di quel mese a Roma due balordi alla fine di Corso Vittorio Emanuele, a ridosso di ponte Umberto I, la scipparono. Dalla cronaca (Corriere della Sera del giorno 12 settembre 1999 pag. 47) si legge “Alla signora Livia Andreotti, alla fine, e’ andata anche bene. La brutta caduta le ha provocato tanta paura. Ma fisicamente soltanto qualche lesione, qualche piccola contusione ai gomiti e alle ginocchia. Rimangono le riflessioni amare su una citta’ dove neanche nel pieno centro si può camminare tranquilli ed indisturbati”.

[14] Raffaello Binelli , “Morta la moglie di Andreotti” del 30 luglio 2015 su http://www.ilgiornale.it/. Sappiamo dalla cronaca che Livia e i due fratelli, Gaetano e Alberto, erano stati allevati con rigore dalla madre e dal solito sacerdote sempre presente nelle famiglie cattoliche: monsignor Belvederi, parente dei Danese e studioso di archeologia cristiana.

[15] Redazione de Il fatto Quotidiano, “Livia Danese, morta la moglie di Giulio Andreotti: gli fu a fianco per 68 anni” del 30 luglio 2015 su http://www.ilfattoquotidiano.it

[16] Enzo Biagi, “BUONI | CATTIVI”, Biblioteca Universale Rizzoli, Milano, 1991, p. 31; http://www.giulioandreotti.org; https://it.wikipedia.org/wiki/Giulio_Andreotti .

[17] Giovane due anni più di Giulio, Livia si dice Si dice che affermò con un po’ di malizia: “Giulio mi faceva la corte con una tale discrezione che non me ne ero accorta”. Un corteggiamento a cui seguirono strambi regali, come calze di grandezza diversa. Cf. Ludovico Martocchia, “Morta moglie Andreotti, ecco le foto dei 68 anni passati con il ‘Divo Giulio’” del 30 luglio 2015 su http://www.termometropolitico.it/ .

[18] Il Bombardamento avvenne il 19 luglio 1943, fu questo il primo bombardamento di Roma, durante la seconda guerra mondiale, ad opera di bombardieri statunitensi. Per approfondimenti vedasi https://it.wikipedia.org/wiki/Bombardamento_di_Roma ed ancora http://www.sovraintendenzaroma.it/per_approfondire/centri_di_documentazione/centro_di_documentazione_dei_cimiteri_storici/anniversario_del_bombardamento_di_san_lorenzo_del_19_luglio_1943, l’articolo che segue offre anche un contributo fotografico descrittivo della situazione al cimitero del Verano http://cronologia.leonardo.it/storia/a1943a.htm mentre quest’altro articolo offre un video del bombardamento http://www.ilpost.it/2013/07/19/bombardamento-roma-1943/. Vedasi anche http://roma.corriere.it/roma/notizie/cronaca/13_luglio_17/memoria-70-anni-bombardamento-san-lorenzo-2222206506300.shtml?refresh_ce-cp .

Foto prelevate dalla Rete Web che ricordano il bombardamento del 1943 con Pacelli che benedici e sostiene, anche economicamente i romani, a destra come appare il Verano agli occhi di Giulio e Livia nel corso della loro visita.

[19] Bruno Vespa, “Il Cuore e la Spada”, Arnaldo Mondadori Editori, Milano 2010, pag. 332.

[20] Massimo Franco, Morta Livia Andreotti, per 68 anni al fianco del Divo Giulio 29 luglio 2015 (modificato il 30 luglio 2015 su http://www.corriere.it

[21] Massimo Franco, Morta Livia Andreotti, per 68 anni al fianco del Divo Giulio 29 luglio 2015 (modificato il 30 luglio 2015 su http://www.corriere.it

[22] Ovvero da quel 16 aprile 1945 a quel 6 maggio del 2013 giorno della Nascita al Cielo di Giulio Andreotti.

[23] Laura Balbi, Giulio Andreotti e Livia Danese, un amore rimasto in disparte” del 6 maggio 2013 in http://gossip.fanpage.it .

[24] https://it.wikipedia.org/wiki/Giulio_Andreotti cf. Enzo Biagi, “Diciamoci tutto”, Mondadori, Milano, 1984, pp. 59-62.

[25] Enzo Biagi, “BUONI | CATTIVI”, Biblioteca Universale Rizzoli, Milano, 1991, p. 46

[26] Enzo Biagi, “BUONI | CATTIVI”, Biblioteca Universale Rizzoli, Milano, 1991, p. 46

[27] Ludovico Martocchia “Morta moglie Andreotti, ecco le foto dei 68 anni passati con il ‘Divo Giulio’” del  30 luglio 2015 su http://www.termometropolitico.it