SANTA MARIA CAPUA VETERE (Caserta) – Durante la scorsa notte personale della Squadra Mobile di Caserta, in esecuzione dell’ Ordinanza di Custodia Cautelare in Carcere nr. 3213/07 r.g.n.r. e nr. 2817/07 r.g. GIP, emessa dal Tribunale di Santa Maria C. V. – Ufficio G. I. P. su richiesta della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Santa Maria C. V., per concorso in rapina aggravata, detenzione e porto illegale in luogo pubblico di armai da sparo, furto e ricettazione, ha tratto in arresto diverse persone.
GLI ARRESTATI
1. Granata Luigi, nato Villaricca (NA) il 2.12.1955, pregiudicato, residente a Giugliano in Campania (NA);2. Mallardo Gaetano, nato Napoli il 20.6.1978, pregiudicato, residente a Giugliano in Campania (NA);3. Palumbo Raffaele, nato a Villaricca (NA) il 5.3.1972, pregiudicato, residente a Giugliano in Campania (NA);4. Cimmino Antonio, nato a Giugliano in Campania (NA) il 24.1.1972, pregiudicato, residente a Giugliano in Campania (NA);5. Castellone Arcangelo, nato a nato a Giugliano in Campania (NA), il 25.8.1966, pregiudicato, residente a Giugliano in Campania (NA);6. Parolisi Maurizio, nato a Frattaminore (NA) il 21.02.1964, pregiudicato, residente a Volterra (PI).
LE INDAGINI
Le indagini condotte dalla Squadra Mobile, attraverso servizi di intercettazione telefonica ed attività di osservazione e pedinamento, hanno permesso di appurare il coinvolgimento dei predetti, il Granata con il ruolo di capo, promotore ed organizzatore dell’associazione, in numerose rapine perpetrate soprattutto in provincia di Caserta ma anche in altre province.
LE RAPINE
Le indagini, iniziate nel gennaio del 2007, hanno fato piena luce su alcuni gravi episodi. Innanzitutto rispetto alla rapina consumata presso l’ Agenzia di scommesse “Punto Snai†di Maddaloni (CASERTA) la mattina di domenica 18 febbraio 2007. In quella circostanza 5 persone, travisate da passamontagna, due delle quali armate di fucili da caccia ed altre due di pistole, facevano irruzione nell’affollatissima sala scommesse, incuranti anche della presenza di bambini, impossessandosi di oltre 50.000 euro. Nella circostanza, i banditi, per coprirsi la fuga, esplodevano colpi d’arma da fuoco in aria e sul pavimento della sala, ferendo lievemente ad un piede un avventore.
LE IMMAGINI DELLA TELECAMERA
Le immagini riprese dalle video camere di sorveglianza documentarono le drammatiche sequenze della rapina, in occasione della quale i banditi non esitarono a puntare le armi anche contro un bambino che, insieme al padre, si stava allontanando al loro arrivo.
IN TOSCANA
Dopo alcuni giorni, il gruppo si sposta in Toscana, dove, nella mattinata del 28 febbraio, veniva consumata una rapina in danno dell’Ufficio Postale di Staggia (SIENA). In questa circostanza gli autori, due persone travisate e con inflessioni dialettali meridionali, sicuramente coperti da complici che li attendevano all’esterno, utilizzando dei taglierini, dopo avere immobilizzato i presenti, si impossessavano di poco più di mille euro non riuscendo a sottrarre un più consistente bottino perché le casseforti erano ancora chiuse.
TERRORE A PIETRAVAIRANO
Trascorse poco più di due settimane il gruppo ritorna ad operare nel casertano. Il 17 Marzo 2007, poco prima delle 13.00, quattro uomini, tre dei quali travisati da passamontagna ed uno a volto scoperto, armati di pistole, facevano irruzione nel supermercato “SISA†di Pietravairano (CE) e tra il terrore dei clienti si impossessavano di oltre 3000 euro, fuggendo poi a bordo di una Fiat Punto rubata, rinvenuta a breve distanza.
SCENE DA FILM A QUALIANO
Trascorsi solo quattro giorni, il 21.3.2007, un’altra rapina viene consumata presso il bar “Las Vegas†di Qualiano (NA), ancora 3 persone, armate di pistole e travisate, fanno irruzione nel locale, per poi fuggire a bordo di una vettura guidata da un complice e di una seconda auto, una FIAT Punto rapinata ad uno degli avventori.L’episodio delittuoso più grave perpetrato dal gruppo criminale, che rappresentava anche l’epilogo delle indagini e della sequela di delitti consumati nelle poche settimane che lo precedettero, si verifica dopo soli due giorni.
SANGUE A SANTA MARIA CAPUA VETERE ALL’AGENZIA GENERALI
Granata Luigi, Mallardo Gaetano, Palumbo Raffaele e un quarto pregiudicato, indagato solo per quell’episodio, tentano di rapinare l’Agenzia Assicurativa “Generali†con sede in Via G. Paolo I a Santa Maria Capua Vetere. I quattro, travistati ed armati di pistole, fanno irruzione negli uffici dell’agenzia, dove però devono accontentarsi di un magro bottino, circa 500 euro sottratte ai titolari ed ai dipendenti della stessa, cinque persone. Il gruppo probabilmente si aspettava di trovare somme più consistenti, premi assicurativi e incassi.
In quella circostanza, però, i poliziotti della Squadra Mobile di Caserta, attraverso attività di pedinamento, erano riusciti ad individuare la zona ove i rapinatori si accingevano a compiere la loro impresa criminosa. Gli stessi venivano sorpresi mentre scavalcavano i cancelli del condominio dove era ubicata l’agenzia assicurativa e nonostante le intimazioni degli agenti intervenuti non esitavano a tentare la fuga.
Nella circostanza, Granata Luigi, estratta la pistola in suo possesso, tentava di sparare contro uno dei poliziotti che, però, giunto a breve distanza, bloccandogli il braccio riusciva a deviare gli spari, riportando, però, una seria ferita ad un timpano poiché i colpi venivano esplosi a pochi centimetri dal suo viso.Anche in questa circostanza venivano recuperate due auto rubate, utilizzate dal gruppo per raggiungere il loro obiettivo.
LE CONDANNE
Granata, per tale episodio è stato già condannato, per tentato omicidio, rapina aggravata, detenzione e porto illegale di armi clandestine, e ricettazione, a 9 anni e mesi 4 di reclusione mentre i suoi tre complici hanno riportato una condanna ad oltre 4 anni.Peraltro, il coinvolgimento di Granata Luigi anche nella rapina al Punto SNAI di Maddaloni veniva confermato attraverso complesse indagini biologiche effettuate in quell’occasione.Le indagini hanno permesso di accertare le responsabilità degli arrestati in relazione a tutti gli episodi descritti e di verificare le analogie tra gli stessi ed altri episodi delittuosi consumati nel casertano. In tutte le circostanze, infatti, gli autori delle rapine raggiungevano i loro obiettivi a bordo di auto rubate, solitamente fiat punto o fiat uno, ed armati di pistole o, come nel caso del Punto SNAI di Maddaloni, anche di fucili, incuranti dei presenti con estremo sangue freddo e determinazione si impossessavano del denaro.
IL METODO DELLE RAPINE
Il gruppo, aveva come suo principale protagonista, Granata Luigi, che ha trascorso gran parte della sua vita in carcere, vero e proprio professionista della rapina. Era lui ad occuparsi dei sopralluoghi presso gli obiettivi, a stabilire le modalità di realizzazione delle rapine e i ruoli dei suoi complici.Sebbene sottoposti ad intercettazioni telefoniche, i rapinatori si premuravano di spegnere sempre i cellulari in occasione delle rapine e solo grazie ad oculati e prolungati servizi di appostamento e pedinamento permettevano di ricostruire tutte le vicende criminose di cui sono accusati e che hanno condotto alla emissione dei provvedimenti restrittivi nei loro confronti.
ALTRI ACCERTAMENTI
Sono, peraltro, in corso verifiche ed accertamenti anche rispetto ad altre rapine consumate con le stesse modalità e rispetto ad altre persone che avrebbero fornito supporto logistico al gruppo, custodendo armi, passamontagna e le auto rubate utilizzate per le imprese criminose.
