Caserta, dialogare attraverso il tatto e la propriocezione, ecco come è possibile

CASERTA – Il tatto e la propriocezione, per quanto considerati modalità sensoriali differenti, usufruiscono entrambi di recettori sensibili all’energia meccanica, i meccanorecettori.

Il tatto comprende le sensazioni tattili fini,condotte dal sistema dorsale, e le sensazioni di tatto più grossolane, trasmesse tramite il sistema anterolaterale.

Le sensazioni di pressione e di vibrazione sono trasportate anch’esse dal sistema dorsale, che provvede alla conduzione delle informazioni propriocettive propriamente dette(senso di posizione e senso di movimento degli arti).

I diversi recettori, però, esibiscono differenti proprietà funzionali quando la cute viene sottoposta a  una pressione. Infatti, i recettori a lento adattamento emettono impulsi per tutto il tempo durante il quale permane la deformazione cutanea; inoltre, la frequenza appare proporzionata all’entità della pressione.

Questi recettori sono in grado di informare il S.N.C.(sistema nervoso centrale) sia riguarda all’intensità di uno stimolo tattile sia riguardo alla durata della sua applicazione.

La propriocezione è relativa al senso di posizione e alla sensazione di movimento. Queste sensazioni originano da una integrazione, effettuata a livello del S.N.C., tra segnali provenienti da diversi recettori,cioè è il grado di angolazione a determinare quale dei recettori sarà eccitato e l’informazione può essere utilizzata dal S.N.C., per risalire alla dell’arto.

I recettori per la temperatura sono di due tipi:

per il caldo (costituiti da terminazioni nervose libere) e per il freddo (rappresentate da strutture specializzate).

Prendendo in considerazione il tipo di sensazione cui dà luogo l’applicazione dello stimolo, può essere effettuata una suddivisione: la sensibilità superficiale comprende il senso del tatto, la sensibilità termica e quella dolorifica; la sensibilità profonda comprende la sensazione di pressione (esercitata da una parte del corpo ) e di vibrazione, il riconoscimento del movimento di un segmento corporeo e della sua posizione nello spazio.

Dal punto di vista anatomico, la sensibilità somatica usufruisce di due principali  sistemi di trasmissione, che svolgono funzioni diverse. Infatti,mentre il sistema anterolaterale provvede soprattutto alla trasmissione  di segnali relativi alla sensibilità termica, dolorifica e tattile grossolana, il sistema dorsale provvede alla conduzione di stimoli propriocettivi e relativi alla sensibilità tattile altamente discriminata.

A livello della corteccia sensitiva primaria esiste pertanto una sorta di mappa del corpo, in cui le varie regioni non sono però rappresentate in modo equo, ma si presentano con una diversa estensione a seconda dell’importanza che rivestono.

Il fatto che le zone relative alla mano o alla lingua sono molto estese è in accordo con l’importanza che la manualità e il linguaggio rivestono per l’uomo.

Premesso ciò possiamo dire che i recettori tattili nel bambino autistico sono da stimolare, al fine di far maturare la consapevolezza della percezione.

La terapia con il bambino autistico inizia con una fase passiva. Al bambino non è richiesta nessuna partecipazione attiva. Il bambino autistico evita lo sguardo e  il viso dell’operatore, si ritrae se toccato, si oppone alle proposte di collaborazione, per questo è importante stabilire un rapporto di sintonia.

Con una musica di sottofondo (classica, moderna, suono per flauto di pan o altro ) bisogna provare diversi tipi di musica.

Il bambino e l’operatore seduti l’uno di fronte all’altro quando il bambino lo consente, o lo si può fare in piedi, si inizia con movimenti delle mani e delle braccia fino a coinvolgere tutto il corpo.

Oppure si può far finta di impastare su tutto il corpo o come torcere i panni.

Il contatto fisico,permette un’esplorazione tattile con ampie risposte capaci di far emergere fiducia e sicurezza,abbattere l’ansia, la goffaggine.

Per questo sono adatte  esperienze propulsorie per mezzo di scambi tonico-emozionali veicolati dal messaggio della musica, del colore, degli effetti vibratori, delle stimolazioni cutanee.

Successivamente il bambino viene stimolato con sollecitazioni verbali e tattili (esempio questa è la tua mano………)richiamando l’attenzione del bambino toccando e pressando via via  le parti del corpo.

Questi esercizi permettono al bambino un riconoscimento e una costruzione del proprio  schema corporeo, (poiché il bambino autistico non ha percezione del proprio corpo) e uno scambio di simpatia tra operatore e  bambino autistico e infine si struttura un processo relazionale.

La relazione è l’elemento essenziale di ogni azione educativa, il sentimento di fiducia verso l’operatore può svilupparsi a seguito di una situazione empatica.

Lo scambio relazionale viene integrato da una opportunità  simpatetica necessaria alla costruzione di  un’accettazione reciproca e di disponibilità al contatto corporeo che mette in condizione il bambino di accettare ogni sollecitazione che la tattilità può stimolare.

La tattilità permette di aggiungere alla esperienza limitata del tatto:

·        la conoscenza del sé corporeo;

·        il controllo della tonicità muscolare;

·        le risposte cinestesiche;

·        gli stimoli termico-corporei.

Il processo dialogico, ossia l’esecuzione dei movimenti passivi, il tatto e il contatto arricchito dagli inviti verbali rafforzano il contatto con il mondo esterno,nella consapevolezza di esistere e di poter agire ed operare su ogni realtà.