CASERTA – Le imprese stanno vivendo tempi difficili e tumultuosi, cui la politica non sempre riesce a dare risposte adeguate. Di certo, non è questa l’Italia che gli imprenditori hanno in mente, l’Italia che le imprese vogliono e per la quale chiedono a gran voce: sbloccare la crescita, liberare il mercato, premiare il merito.
Un’Italia che si costruisce mattone su mattone, partendo magari dalle realtà locali. Così, i temi di stringente attualità che saranno alla base dell’approfondimento delle Assise Generali 2011 di Confindustria, che si svolgeranno il prossimo 7 maggio a Bergamo, sono stati intanto assunti già dalla Territoriale di Caserta che – adeguato i temi alla realtà territoriale – li sottoporrà all’attenzione dei candidati alle elezioni amministrative del comune capoluogo.
Compresi, infatti, nel Manifesto delle imprese elaborato, come si sa, nei giorni scorsi dalla Piccola Industria di Confindustria Caserta, su questi temi domani – mercoledì 27 aprile 2011, alle ore 16 – gli industriali incontreranno il candidato sindaco Carlo Marino cui sottoporranno la condivisione e sottoscrizione di un Patto di responsabilità.
Nei giorni a seguire ci saranno gli incontri anche con gli altri candidati delle maggiori coalizioni, per un analogo impegno e condivisione delle problematiche e delle priorità da affrontare. Per la precisione: venerdì 29 aprile con Luigi Falco; lunedì 2 maggio con Nicola Melone; mercoledì 4 maggio con Pio Del Gaudio.
Il senso dell’iniziativa di Confindustria Caserta è ulteriormente sottolineato da Andrea Funari, presidente del Comitato Piccola Industria: “Oggi più che mai, anche alla luce dalla difficilissima congiuntura economica, Confindustria Caserta avverte il dovere di partecipare attivamente al dibattito sulle scelte che la classe politica deve assumere per determinare le migliori condizioni di crescita civile, economica e sociale della comunità. Un’iniziativa che assume la Piccola Industria per il semplice fatto che il territorio è caratterizzato da un tessuto produttivo formato, ormai, per la pressoché totalità da piccole aziende, le quali richiedono a maggior ragione reclamano attenzione e livelli adeguati di servizi. Il tutto – conclude Funari – mentre sullo sfondo già si intravvede un federalismo municipale che, piaccia o no, assegna ai Comuni maggiori responsabilità nell’amministrare la res pubblica e un compito più marcato di promuovere lo sviluppo socio economico del territorio, magari stimolando investimenti produttivi endogeni ed esogeni”.
