Caserta, Domenico Liguori: io casertano difendo pace e democrazia in Afghanistan

CASERTA – E’ in Afganisthan da oltre sei mesi. Fa parte del contingente di pace di stanza ad Herat. Tra qualche giorno, finalmente, potrà ritornare in Italia e riabbraccaire i suoi cari.

Di questa esperienza porterà sempre con se il sorriso dei bambini, il grazie della gente che ha perso tutto, la paura di essere bersaglio di cecchini, il dolore per la perdita di commilitoni. La sensazione forte di aver scritto una pagina importante della sua storia personale, ma anche quella del nostro Paese.

Lui è Domenico Liguori, un ragazzo di Caserta, ex giocatore di pallacanestro e, come diversi suoi conterranei, è impegnato in missione di pace all’estero. “E’ un dovere a cui ottemperiamo con orgoglio”.

Facebook, internet come strumento principale per mantenere i contatti con gli amici, per dare al proprio presente una parvenza di normalità almeno virtuale, ma anche un mezzo per seguire le vicende di Casertana e Pepsi. Di quest’ultima ne è stato anche apprezzato giocatore a livello giovanile.

“Feci tutta la trafila – ricorda Mimmo –  arrivando anche ad esordire con la prima squadra. Una emozione incredibile .Dei bianconeri ne rimango un tifoso e domenicalmente ne seguo le gesta”.

L’album dei ricordi si chiude subito. Qui non c’è spazio per certi discorsi, almeno non adesso.

“Oggi sono un ufficiale del corpo di commissariato dell’ Aeronautica Militare in missione qui a Herat da luglio 2010 – spiega l’aviatore – L’impatto non è stato dei più semplici anche perchè come in una sorta di ” stargate” sono stato improvvisamente trapiantato in una realtà che è quasi impossibile da spiegare, troppo lontana dalla nostra concezione  occidentale”.

Ha impiegato poco tempo, però, per calarsi nel nuovo mondo e, soprattutto, capire quanto inutili siano molte delle nostre problematiche quotidiane.

“Il vivere ogni giorno a stretto contatto con gli afgani – prosegue il militare –  confrontarmi con questa nuova realtà, paradossalmente mi ha più velocemente riavvicinato a quelle che sono le cose più semplici della vita”.

Qui tutto è vero, non esiste spazio per le finzioni. Bandito tutto ciò che è effimero, conta solo l’ essere.

“In questi posti assume un valore altissimo un sorriso, un abbraccio, una stretta di mano. La gioia ed il dolore si fondono talvolta in una strana commistione che ti lega per sempre a ricordi indelebili come giocare con i bambini o asciugare le lacrime del collega che non ha retto l’emozione”.

Tra pochi giorni farà i bagagli e ritornerà in Italia. Nella valigia ci saranno pochi abiti, ma tanti sentimenti, emozioni che l’accompagneranno sempre.

“Esperienza forte – conclude Liguori –  dove anche la paura non fa paura. Un esperienza  che ti segna e ti insegna, am che ti fa crescere. Qui, dove l’aria è polvere, dove c’è più tristezza e morte che gioia, si impara di piu ad apprezzare la vita..ciao a tutti e w l’Italia”.

Ciao Mimmo, orgogliosi di te e di tutti quelli che onorano con il loro lavoro la nostra Nazione.