CASERTA – Se Milano si conferma la citta’ piu’
ricca, alle sue spalle questi 15 anni di storia hanno
registrato un rimescolamento di situazioni locali, con
province che hanno messo a segno miglioramenti importanti
(Rimini, Trieste e Lucca salgono nel 2009 di una trentina di
posizioni rispetto al 1995) e retrocessioni davvero pesanti
(come quelle di Pordenone, Biella e Lodi che perdono oltre 20
posizioni). Tutto questo secondo la classifica economica di Unioncamere, la federazione delle Camere di Commercio.
Il quadro complessivo, tuttavia, non sembra cambiare nella
sostanza, visto che l’Italia continua a viaggiare a due ben
diverse velocita’. Infatti, lo scorso anno il Pil pro capite
del Mezzogiorno (17mila euro) si e’ rivelato poco piu’ della
meta’ di quello del Centro-Nord (attorno ai 29mila euro),
risultando inferiore di oltre il 30% rispetto a quello medio
nazionale (25mila euro).
Del resto, le prime dieci province con il Pil per abitante
piu’ elevato (Milano, Bolzano, Bologna, Aosta, Roma, Modena,
Bergamo, Mantova, Rimini, Forli’-Cesena) appartengono tutte,
ad eccezione di Roma, al Settentrione, presentando valori che
vanno dai 36.530 di Milano ai 30.724 di Forli’-Cesena. A
queste, si contrappongono nelle ultime dieci posizioni tutte
province del Meridione (Brindisi, Foggia, Napoli, Trapani,
Vibo Valentia, Enna, Caserta, Crotone, Agrigento,
Carbonia-Iglesias), con valori oscillanti tra i 16.020 di
Brindisi ed i 14.346 di Carbonia-Iglesias.
Escludendo Roma, la prima provincia del Centro in graduatoria
risulta Firenze (al 18esimo posto) con un pro capite di
30mila euro, mentre la prima del Mezzogiorno e’ Olbia-Tempio
con un valore di 23mila euro (al 63esimo posto).
