CASTELVOLTURNO (Caserta) – La Squadra Mobile di Caserta ha eseguito nelle prime ore di oggi un’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal Tribunale di Napoli, su richiesta della DDA partenopea, nei confronti di tre esponenti della fazione del clan dei Casalesi, guidata da Francesco Bidognetti detto ’Cicciotte e mezzanotte’, accusati di partecipazione ad associazione mafiosa e violenza privata aggravata dal ricorso al metodo mafioso.
Sono, invece, ancora in corso perquisizioni nelle abitazioni di numerosi amministratori comunali di Castelvolturno nonche’ di funzionari, impiegati ed appartenenti al corpo della polizia municipale, indagati per partecipazione ad associazione mafiosa e violenza privata aggravata dal ricorso al metodo mafioso.
I provvedimenti sono stati emessi a conclusione di una complessa indagine della Polizia di Stato, coordinata dalla Procura Antimafia di Napoli, sull’attivita’ intimidatoria posta in essere, nell’autunno di due anni fa, da uno dei destinatari delle tre ordinanze cautelari, il capo dell’ala stragista della cosca, Giuseppe Setola, nei confronti di amministratori del comune di Castelvolturno (Caserta) al fine di condizionarne le scelte nell’ aggiudicazione dei lucrosi appalti previsti per il risanamento del litorale domitio.
Oltre 20 persone, tra amministratori e pubblici ufficiali, risultano indagate a vario titolo di concorso in associazione di stampo mafioso, abuso d’ufficio, falso ideologico e materiale, in relazione ad una serie di condotte illecite posto in essere, tra il 2004 e 2008,’ al fine di agevolare e consentire l’esercizio abusivo di una struttura ricettiva risultata appartenente ad un imprenditore organico al clan dei casalesi, poi divenuto collaboratore di giustizia.
Nuzzo e Scalzone indagati
Tra i venti amministratori, funzionari ed appartenenti al corpo della Polizia Municipale di
Castel Volturno, coinvolti nell’indagine della Squadra Mobile di Caserta, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia partenopea, figurano anche l’ex sindaco Francesco Nuzzo,
attualmente magistrato alla Procura Generale di Brescia, che era a capo di una giunta di centrosinistra e l’attuale sindaco, Antonio Scalzone, del Pdl.
Sono ritenuti responsabili, a vario titolo, di concorso in associazione di tipo mafioso, abuso d’ufficio, falso ideologico e materiale, in relazione – e’ spiegato in una nota della Questura di Caserta – ad una serie di condotte illecite posto in essere, tra il 2004 e 2008, al fine di agevolare e consentire l’esercizio abusivo di una struttura ricettiva risultata appartenente ad un imprenditore organico al clan dei Casalesi, poi divenuto collaboratore di giustizia.
Tre arrestati
Tre persone sono state arrestate e venti indagate nell’ambito di un’operazione della squadra mobile di Caserta finalizzata all’esecuzione di ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip di Napoli su richiesta della procura antimafia.
Giuseppe Setola, capo dell’ala stragista del clan dei Casalesi, Davide Granato, imputato nel processo sulla strage degli immigrati e Tammaro Diana, titolare del “Top Market” e del supermercato “Gioli’” di Villa Literno e Castelvolturno, sono i destinatari dell’ordinanza accusati dei reati di partecipazione ad associazione mafiosa e violenza privata aggravata dal metodo mafioso. Le misure sono l’epilogo di un’indagine della polizia che ha svelato le intimidazioni, nell’autunno 2008, compiute dall’allora latitante Setola nei confronti di amministratori del comune di Castelvolturno al fine di condizionare le scelte dell’assegnazione degli appalti previsti per il risanamento del litorale domizio.
Nuzzo: Non so niente
’In un mondo che è alla rovescia non mi ci trovo. Non so assolutamente niente. E’ un fatto
paradossale: guardi, proprio ieri ho finito di scrivere un libro sulla mia esperienza di sindaco intitolato ’Uomini d’onore e uomini senza onore’’.
Lo dice in merito al suo coinvolgimento nell’inchiesta della Dda partenopea, Francesco Nuzzo, già sindaco di Castelvolturno (Caserta) ed ora magistrato alla Procura generale di Brescia. Nuzzo, negli anni della sua guida del Comune casertano, si è più volto esposto con prese di posizione pubbliche proprio sui temi della lotta alla camorra, oltre che su quelli dell’ immigrazione.
