MONDRAGONE (Caserta) – Si è sposata questa mattina, 11 agosto 2008, alle 11.30, vestita con un abito da sposa tutto rosso, mentre gli inviati erano quasi tutto in nero.
Il singolare rito del matrimonio si è svolto nella chiesa parrocchiale San Giuseppe Artigiano dei padri passionisti di Mondragone e ad officiare il rito, concordatario, è stato padre Antonio Rungi, teologo morale campano, religioso passionista della locale comunità . Gli sposi; due giovani di Mondragone: Gianfranca Coppola e Camillo Di Rienzo.
A conclusione del rito che ha visto la presenza di tantissima gente del posto e curiosi, molti dei quali turisti, padre Antonio Rungi ha detto: “Mi auguro che questo vestito rosso abbia il significato che spetta a tale colore nella liturgia, cioè l’ardore e l’amore. I due giovani sposi nel colore rosso trovino anche le motivazioni umane e religiose per vivere sempre con calore, passione ed amore la loro scelta di vita”.
E’ la prima volta che a Mondragone una sposa si accosta a celebrare il matrimonio vestita di rosso, da qui la curisosità di tantissime persone, soprattutto ragazze per ammirare la diversità del vestire in questa circostanza, che da sempre vuole che la sposa arrivi all’altare con il vestito bianco.
“E’ una mia scelta di look -ha detto la sposa- dell’abito rosso al mio matrimonio, senza significati diversi che possa avere il rosso. Mi piaceva l’abito rosso che ho visto in un atelier e l’ho fatto cucire più o meno su misura con le stesse caratteristiche. Mi rendo conto che per una piccola città come Mondragone questa cosa susciti interesse e curiosità ; per me non è motivo di ostentazione di rappresentare la diversità e l’eccezionalità , ma semplicemente un colore che mi piace e mi dona. Il matrimonio lo si fa una sola volta nella vita e perciò l’ho preparato nel modo più consono a noi due”.
Da parte sua, lo sposo non ha avuto nulla da obiettare sulla scelta della sua moglie, ma ha condiviso in pieno la scelta che ha fatto, anche se a Camillo è rimasto segreto l’abito della sua consorte, come vuole la tradizione, fino al momento che la sposa è entrata in chiesa, accompagnata da un parente, in mancanza del papà che è deceduto qualche anno fa e del fratello, ugualmente morto da piccolo in un incidente stradale sulla statale Domiziana, mentre andava in chiesa a frequentare il catechismo per la prima comunione, verso l’altare per consegnarla idealmente, umanamente e spiritualmente al marito che l’attendeva ai piedi dei gradini che portano al presbiterio della bellissima Chiesa di san Giuseppe Artigiano in Mondragone. Il sacerdote celebrante nel corso dell’omelia ha sottolienato l’importanza dell’unità e dell’indissolubità del matrimonio, nonché della nascita-rescita e formazione dei figli.
“Un matrimonio regge nel tempo e non è soggetto a crisi se si fonda su Cristo, sulla preghiera, sul dialogo, sul perdono, su un progetto comune che si manifesta nelle scelte a breve e a lungo termine, soprattutto se subentrano i figli e di conseguenza la responsabilità morale verso di essi”. Il matrimonio si è concluso tra gli applausi del presenti, rivolti anche al singolare modo con il quale la sposa si è vestita e ha celebrato il matromonio nella chiesa di san Giuseppe artigiano in Mondragone.
