Caserta, incontro in Prefettura per sollecitare misure urgenti il comparto serico

CASERTA – La situazione del comparto serico, in grave crisi, è stato al centro di un incontro in Prefettura coordinato dal vice prefetto Franco Provolo, presenti i rappresentanti della Sezione Tessile di Confindustria Caserta (Gustavo de Negri), del Consorzio San Leucio Textile (Ennio Bologna), della Camera di commercio (il segretario Gennaro Agnone) e del sindacato (Carmine Crisci, segretario generale della Cisl).

In particolare, i rappresentanti delle aziende, nell’illustrare uno scenario produttivo che diventa ogni giorno più difficile, hanno sollecitato l’intervento dell’Ufficio territoriale del governo per sostenere la richiesta di una serie di misure da adottare prontamente al fine di arginare l’emergenza industriale e finanziaria che attanaglia il comparto.

Con la moratoria dei debiti fiscali e previdenziali accumulati dalle aziende con il perdurare della crisi globale, infatti, gli industriali hanno sollecitato aiuti per la ricerca e lo sviluppo, misure a sostegno dell’internazionalizzazione e interventi concreti per la facilitazione dell’accesso al credito. Con riferimento a quest’ultimo aspetto, peraltro, le aziende hanno chiesto la creazione di un apposito fondo di garanzia da parte della Camera di commercio incassando, peraltro, la pronta disponibilità da parte del rappresentante dell’ente camerale.

Dal suo canto, nel riconoscere l’eccezionalità della difficile congiuntura economica, anche il rappresentante della Cisl si è augurato da parte delle istituzioni tutti gli sforzi possibili per salvaguardare non soltanto la sopravvivenza della più antica e prestigiosa industria locale, ma anche e soprattutto dei posti di lavoro, che si riducono di numero, peraltro, di giorno in giorno.

Quella che sta vivendo l’industria serica legata all’antica tradizione leuciana – ha spiegato Gustavo De Negri – è la terza grande crisi che si è abbattuta sul comparto negli ultimi quindici anni. Si cominciò sul finire degli anni Novanta, con la crisi prodotta dai mercati asiatici, caratterizzata dai bassi costi della produzione orientale. Quindi, è seguita poi la crisi del dollaro (è appena il caso di ricordare che la produzione serica casertana è orientata verso il mercato Usa per il 60 per cento in modo diretto e per un altro 20 per cento in maniera indiretta). Infine, la crisi di gran lunga più grave, quella cosiddetta finanziaria del 2008, e che gli industriali del comparto stanno vivendo nelle proprie aziende, sempre per la stretta interdipendenza dal mercato americano, sin dall’inizio e non da quando – lo scorso anno – si è riverberata sui mercati europei in tutta la sua portata.

Cifre alla mano, De Negri ha illustrato uno scenario davvero drammatico del comparto serico. Attualmente – ha detto – il comparto è rappresentato da otto aziende, la maggior parte delle quali, di piccole e piccolissime dimensioni, che danno lavoro più o meno a 150 lavoratori, ed un fatturato complessivo stimato fra i dieci e quindici milioni. Appena dieci anni fa, invece, le aziende seriche erano una quindicina, occupavano oltre 600 addetti e sviluppavano un fatturato di 60 milioni di euro. Insomma, dell’industria serica si rischia davvero la scomparsa se non si interviene prontamente e con determinazione.

Un grido di allarme che è stato prontamente accolto in Prefettura i cui uffici, infatti, si sono immediatamente attivati per la convocazione di un tavolo di rilancio del comparto allargato alla partecipazione di tutte le componenti istituzionali, politiche, economiche e sociali del territorio.