Caserta, il 19 agosto Massimo Ranieri alla Reggia di Caserta

CASERTA – Massimo Ranieri torna alla Reggia di Caserta a un anno esatto dalla sua ultima esibizione in Terra di Lavoro. Il 19 agosto, dopo essersi esibito nei maggiori teatri italiani, aggiungendo date dopo date a quelle pianificate inizialmente, e registrando sempre il tutto esaurito, il cantante che ha fatto della napolitaneità e della canzone classica partenopea il suo punto di forza, è pronto a far riecheggiare nel cortile del palazzo vanvitelliano le note e la passione della sua musica.

Lo spettacolo che lo show man porterà alla Reggia, è “Canto perché non so nuotare… da 40 anni” un vero e proprio viaggio nella vita e nella carriera dell’artista. Un concerto spettacolo nel quale il cantattore, come ama definirsi lo stesso Ranieri, darà prova non solo delle sue indiscusse abilità vocali ma anche delle sue doti interpretative, passando senza nessuno sforzo dalla serenità del canto, alla recitazione e al ballo.

Massimo Ranieri torna così ad esibirsi con uno spettacolo che ha i numeri di un grande show, cantando i suoi brani più famosi e tanto amati dal pubblico. Ma non solo. Reinterpreterà i brani più belli e più noti del suo repertorio, da Rose Rosse a Se Bruciasse la città, da Erba di Casa Mia a Perdere l’Amore. Ma accanto ai brani che lo fatto conoscere ed amare dal suo pubblico, Ranieri interpreterà anche alcune canzoni d’autore degli ultimi decenni, da Battiato a Mia Martini, da Mina a Charles Aznavour. Ma il cantante incanterà il pubblico anche con la sua personale rilettura del repertorio classico napoletano, tra cui spicca il brano “O surdato nnammurato”, una versione intimistica e sofferta che gli fu insegnata dalla grande Anna Magnani.

Uno spettacolo quello che l’artista porterà in scena in cui le donne hanno una funzione primaria, sul palco infatti insieme a Ranieri si esibirà un’orchestra e un corpo di ballo tutto al femminile: 15 elementi d’orchestra e 8 ballerine. Le coreografie sono di Franco Miseria, arricchite dagli splendidi costumi di Giovanni Ciacci che rendono ogni brano un quadro a sé.