
Roma – Centodieci borghi rurali distribuiti tra Abruzzo, Lazio e Marche, al centro di un progetto che unisce ricerca, dati e partecipazione delle comunità. È questo il cuore dell’Osservatorio di Prossimità dei Borghi e Sentieri della Laga, il cui rapporto sarà presentato ufficialmente lunedì 28 settembre 2026, dalle ore 15.00, presso la Sala “Giuseppe Dalla Vedova” di Palazzetto Mattei a Villa Celimontana, sede della Società Geografica Italiana, in Via della Navicella 12 a Roma.
L’incontro dal titolo – “Riconoscere e sostenere: una rete territoriale di comunità come agente sociale di cambiamento” – rappresenta un momento di restituzione e confronto su un’esperienza di ricerca partecipata nata nell’ambito del “Festival Culturale dei Borghi Rurali della Laga”.
L’obiettivo è osservare nel tempo le trasformazioni di 110 piccoli insediamenti rurali di origine medievale, distribuiti nel territorio montano dei Monti della Laga tra Abruzzo, Lazio e Marche, segnato negli ultimi decenni dallo spopolamento, dal progressivo abbandono e dalle conseguenze dei terremoti che hanno colpito il Centro Italia.
L’Osservatorio nasce con l’intento di andare oltre la tradizionale rilevazione statistica. Al centro del progetto ci sono le comunità residenti, chiamate a contribuire direttamente alla costruzione di una conoscenza condivisa del territorio. Bisogni, criticità, risorse, esperienze e patrimonio culturale diventano così elementi di una mappa partecipata, capace di restituire non soltanto le fragilità dei territori, ma anche le energie, le competenze e le opportunità sulle quali costruire nuove prospettive.
In una fase particolarmente delicata per la ricostruzione e il futuro delle aree interne, i dati raccolti possono diventare strumenti di conoscenza a disposizione delle istituzioni, delle amministrazioni, del mondo della ricerca e delle realtà sociali chiamate a programmare interventi e politiche territoriali. Un lavoro di sinergia territoriale e umana come spiega Roberto Gualandri, presidente dell’Organizzazione di Volontariato “Borghi e Sentieri della Laga”: « Trasformare l’isolamento geografico in un punto di forza. Raccogliere le voci dei residenti significa riconoscere e sostenere la partecipazione, offrendo alle istituzioni e ai pianificatori strumenti reali per contribuire a orientare le complesse sfide che abbiamo di fronte, legate ai programmi di ricostruzione».
La Società Geografica Italiana svolge un ruolo di supporto scientifico, culturale e sociale al progetto, con particolare attenzione alla salvaguardia dell’identità dei luoghi e alla valorizzazione dello spazio vissuto dalle comunità. Il coordinamento scientifico e la redazione dei rapporti sono affidati ad Annalisa Spalazzi del “Gran Sasso Science Institute”, Sara Carallo dell’Università degli Studi “Roma Tre”, Francesca Sabatini dell’Universitas “Mercatorum” e Francesca Impei della “Società Geografica Italiana”.
Quattro gli ambiti intorno ai quali è stata articolata la ricerca e sui quali si concentrerà il confronto del 28 settembre: demografia e servizi, abitare e turismo, economia ed ecologia, culture. Il progetto ha già ottenuto un riconoscimento a livello nazionale. L’esperienza della Rete Territoriale delle Comunità della Laga è stata inserita nel Rapporto Buone Pratiche dell’ASviS – Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile, in relazione a tre Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite.
«Non si tratta di una semplice indagine statistica, ma un presidio umano e scientifico. La geografia di prossimità rimette al centro le persone e il loro spazio vissuto. Questa collaborazione continuativa dimostra come la ricerca accademica possa farsi militante e mettersi al servizio dello sviluppo sostenibile dei territori fragili dell’Appennino», sottolinea Claudio Cerreti, presidente della Società Geografica Italiana. Si tratta, infatti, di un riconoscimento che rafforza il valore di un modello fondato sulla partecipazione e sulla capacità di mettere in relazione ricerca, cittadini, associazioni e istituzioni, con l’obiettivo di contrastare lo spopolamento e contribuire alla tutela dei beni comuni e del patrimonio materiale e immateriale dell’Appennino.
Il convegno prenderà il via alle ore 15.00 con la sessione dedicata ai saluti istituzionali e all’introduzione. A moderare l’evento, le giornaliste Lisa Di Giovanni e Francesca Di Giuseppe, responsabili della comunicazione mediatica “Festival Culturale dei Borghi Rurali della Laga”. Interverranno: Claudio Cerreti, presidente della Società Geografica Italiana; Elisabetta Borgia, funzionaria archeologa del Ministero della Cultura; Susanna Occorsio, funzionaria storica dell’arte del Ministero della Cultura; Marta Vittorini, direttrice dell’Archivio di Stato dell’Aquila; e Roberto Gualandri, presidente di Borghi e Sentieri della Laga ODV. Dalle 15.45 alle 18.30, si passerà alla vera e propria analisi dei dati con “L’Osservatorio: risultati, voci e prospettive”. Annalisa Spalazzi, Sara Carallo, Francesca Sabatini e Francesca Impei presenteranno i risultati emersi e dialogheranno con le persone e le comunità che hanno partecipato alla rilevazione. Il confronto metterà in relazione dati, esperienze e testimonianze, con l’obiettivo di comprendere le trasformazioni in corso e individuare possibili prospettive per il futuro dei territori dei Monti della Laga. Saranno inoltre presenti i componenti del Consiglio direttivo dell’associazione Borghi e Sentieri della Laga ODV, insieme ai rappresentanti delle comunità, degli enti e delle realtà territoriali coinvolte nel progetto.
Informazioni sull’evento
Lunedì 28 settembre 2026, ore 15.00-18.30 Sala “Giuseppe Dalla Vedova”
Palazzetto Mattei in Villa Celimontana
Via della Navicella 12 – Roma
Segreteria organizzativa
Festival Culturale dei Borghi Rurali della Laga
Tel. 333 3204171 – 320 1612550
Partecipazione da remoto prevista attraverso la pagina facebook dedicata : https://www.facebook.com/groups/634144137475841/?locale=it_IT
Sito internet
www.borghiesentieridellalaga.it
Pagine Facebook
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