Ogni lavoro ha i suoi benefit. Ma, quando mancano auto aziendale e premi di produzione, bisogna ingegnarsi un po’. Forse è questo che hanno pensato gli operai edili impegnati nei lavori di ristrutturazione del monumentale Palazzo Teti di Santa Maria Capua Vetere, che hanno approfittato di una piccola porzione del giardino per impiantare quella che sembrerebbe una produzione di pomodori a uso personale.
La notizia ci è stata segnalata dai residenti di alcune delle abitazioni che confinano con il giardino di Palazzo Teti, i quali riferiscono di poter vedere quotidianamente gli operai all’opera per curare il piccolo orto con grande amorevolezza. Attimi rubati alle pause dal lavoro, grazie ai quali i germogli sono già spuntati, accarezzati dal sole di giugno.
D’altro canto, ci riferiscono ancora gli abitanti delle case che affacciano sul giardino, è impossibile non notare l’operato degli operai a causa del gran rumore prodotto dai lavori in corso, con le urla e gli improperi che quasi superano il clangore degli attrezzi.
In effetti, non infastidiscono nessuno le automobili e i mezzi da lavoro parcheggiati all’interno del giardino abbandonato e chiuso al pubblico da tanti anni, ed altrettanto il fazzoletto di terra coltivato a pomodori. Ma è accettabile che qualcuno decida arbitrariamente di un bene pubblico? E dove sono le istituzioni che dovrebbero vigilare sui lavori? D’altro canto, se coltivare i pomodori aiuta il benessere dei lavoratori, che gli operai si godano questo piccolo benefit!
Cenni su Palazzo Teti
Palazzo Teti – Maffuccini è una residenza monumentale eretta nel 1839 dall’avvocato e collezionista d’arte Filippo Teti, in seguito acquistata dalla famiglia Maffuccini. Il palazzo costituisce un perfetto esempio di architettura locale dei primi dell’Ottocento e oggi è considerato una dimora storica dal FAI. La struttura è composta da un fabbricato centrale al quale si affiancano i due fabbricati secondari destinati agli alloggi della servitù, oltre al grande giardino monumentale.
Nel 1860 Giuseppe Garibaldi alloggiò presso Palazzo Teti e il 2 novembre vi fu firmata la resa del Regno delle Due Sicilie, come ricorda una lapide in marmo affissa sulla facciata.
Negli anni, il palazzo è stato progressivamente depredato delle statue, dei pavimenti e dei marmi che lo abbellivano. Anche il giardino – un tempo caratterizzato di una meravigliosa composizione di fiori e alberi da frutta, abeti secolari, e sentiero delimitato da siepi – è stato progressivamente deturpato da una manutenzione inadeguata.
Nel 1995, in occasione del maxiprocesso Spartacus contro la camorra casertana, l’immobile fu confiscato all’allora proprietario, il vicesindaco di Santa Maria Capua Vetere Nicola Di Muro.
A causa della prolungata chiusura al pubblico, la maggioranza degli stessi abitanti di Santa Maria Capua Vetere non conosce la bellezza e la storia del sito. Nel 2024 sono stati stanziati 15 milioni di euro dal PNRR per la ristrutturazione di Palazzo Teti che sarà trasformato dal Comune in un polo culturale.

