Caserta, omicidio Cantelli e Riccio: fu vendetta. Condannati Setola e Granata

CASAL DI PRINCIPE (Caserta) – Una vendetta trasversale contro i propri nemici, ordita e portata a termine da Giuseppe Setola, sanguinario boss, del “clan dei casalesi” e dal suo gruppo di fuoco. E’ stata fatta chiarezza sugli omicidi di Riccio e Cantelli. Nella mattinata di oggi, al termine delle indagini congiunte, coordinate dalla Procura Distrettuale Antimafia di Napoli, sono stati arrestati, per ordine del Gip del Tribunale di Napoli, su richiesta della D. D. A. del capoluogo, per concorso in omicidio, detenzione e porto d’armi, nei confronti di: Giuseppe Setola,  nato a Santa Maria C. V. il 05 novembre 1970 e Davide Granato, nato a Napoli il 1 luglio 1975, entrambi detenuti.

La misura cautelare riguarda gli omicidi di Lorenzo Riccio, nato a Napoli il 30 aprile 1961, e di Stanislao Cantelli, nato a Casal di Principe (Caserta) il 31 marzo 1948, perpetrati dal “Gruppo Setola”, rispettivamente, il 2 ottobre 2008 in Giugliano, nel napoletano  ed il 5 ottobre 2008 in Casal di Principe. Il Riccio veniva assassinato a colpi d’ arma da fuoco all’interno dell’agenzia funebre “Onoranze Funebri Russo”, ubicata in Via Oasi Sacro Cuore di Giugliano, dove lavorava come ragioniere.

Le indagini permettevano di inquadrare l’omicidio nella strategia stragista attuata dal “Gruppo Setola” finalizzata, nel caso specifico, ad attuare una vendetta nei confronti dei titolari dell’agenzia, Luciano e Sabatino Salvatore Russo, rispettivamente padre e figlio, probabili vittime predestinate. Luciano Russo infatti, molti anni prima, allorchè gestiva agenzie di pompe funebri anche a Parete e Trentola Ducenta, era rimasto vittima di atti intimidatori e di richieste estorsive da parte del “Clan dei casalesi – gruppo Bidognetti”.

L’imprenditore, con le sue denunce, aveva permesso l’arresto, nel dicembre del 1993, e la successiva condanna a 9 anni di reclusione di Francesco  Bidognetti, detto  “Cicciotto e’ mezzanotte”, all’epoca titolare di una ditta di onoranze funebri: “La Concordia s. r. l.” di Casal di Principe. Dopo pochi giorni, anche Stanislao Cantelli veniva attinto da numerosi colpi di arma da fuoco mentre si trovava all’interno di un circolo ricreativo di Casal di Principe, e ancora una volta l’omicidio di una persona inerme rappresentava la ritorsione attuata da Setola, contro i collaboratori di giustizia Alfonso Diana, nato a Casal di Principe il 25 gennaio 1966 ed il fratello Luigi Diana, nato a Casal di Principe il 20 agosto 1968, di cui la vittima era zio materno.

Le indagini, condotte in sinergia dalla Polizia di Stato e dall’Arma dei Carabinieri sotto l’egida della Procura Distrettuale Antimafia di Napoli,  permettevano di accertare il coinvolgimento dei prefati Setola e Granato nei due omicidi, il primo quale ideatore, organizzatore ed esecutore, il secondo quale fiancheggiatore, in concorso con altri soggetti allo stato non ancora identificati.

L’esito delle investigazioni, oggettivamente supportate da servizi di intercettazione telefonica ed ambientale, attività di localizzazione, testimonianze, perizie balistiche sulle armi rinvenute nella disponibilità del “gruppo stragista”, sono state in seguito corroborate dalle dichiarazioni dei collaboratori di giustizia Oreste Spagnuolo e Emilio Di Caterino.