CASERTA – Il capoluogo di Terra di Lavoro, noto alle cronache per la cattiva gestione della raccolta dei rifiuti è anche tra le città in Italia in cui la tassa sulla spazzatura è più cara in media
all’anno. E’ quanto denuncia il rapporto sui rifiuti di Cittadinanzattiva che analizza l’andamento regionale della Tarsu, la tassa smaltimento rifiuti solidi urbani e della Tia, tariffa d’igiene ambientale (adottata solo dal 45% dei capoluoghi).
’In Italia, piu’ della meta’ dei rifiuti va ancora a finire in discarica, la produzione pro capite di rifiuti urbani e’ pressocche’ stabile – afferma Antonio Gaudioso, vicesegretario generale di Cittadinanzattiva – mentre cio’ che non accenna a diminuire e’ il carico delle tariffe, specie in quelle aree del Paese, come il Sud, dove il reddito pro capite e’ piu’ basso’.
La citta’ in cui il sacchetto della spazzatura viene pagato quasi a peso d’oro e’ Siracusa, prima in classifica con una media di 407 euro/anno, seguita da Caserta (393 euro) e Catania (365 euro), mentre Pordenone, (148 euro), Pescara (147 euro) e Vibo Valentia (141,5 euro) sono le citta’ piu’ economiche. In media, in un anno la famiglia-tipo intervistata da Cittadinanzattiva ha sostenuto nel 2008 una spesa di 223 euro per il servizio di smaltimento dei rifiuti solidi urbani, con un aumento del 2,8% rispetto all’anno precedente.
E incrementi record si sono registrati a Salerno (+67,4%), Caltanissetta (+40%), Lecco (+29%), Chieti (+25%) e Benevento (+21,5%). A livello nazionale, secondo l’Istat, da gennaio 2000 a marzo 2010 l’incremento e’ stato del 55%.
