Casertana, una rimonta che tiene vivo il sogno: col cuore oltre gli errori, il derby resta aperto

CASERTA – Sessanta minuti da dimenticare, trenta da ricordare e in mezzo, un derby che lascia rabbia, rimpianti, ma anche una porta ancora socchiusa verso il sogno.

La Casertana perde 3-2 il primo atto contro la Salernitana, ma il risultato racconta solo una parte della storia. Perché se è vero che i granata hanno dominato per oltre un’ora, è altrettanto vero che il finale rossoblù cambia completamente la prospettiva della doppia sfida.

Sembra una sconfitta pesante, eppure, per come si era messa, lascia ancora tutto incredibilmente aperto.

Un approccio troppo timido

La verità è che la Casertana il derby lo ha iniziato male: troppo prudente, troppo lenta, quasi intimorita dal peso della serata.

La Salernitana, al contrario, è entrata con personalità, aggressività e idee chiarissime: pressing intenso, sfruttare la fisicità davanti e punire ogni minima incertezza ed è esattamente quello che è successo.

Troppo spazio sulle corsie, troppa difficoltà nel leggere i movimenti di Franco Ferrari e Facundo Lescano, troppi errori in costruzione. Il 2-0 del primo tempo non è casuale: è figlio di una superiorità netta, almeno sul piano dell’intensità e della lucidità.

E se Victor De Lucia non avesse evitato il terzo prima dell’intervallo, probabilmente parleremmo di un’altra storia.

Il derby cambia quando cambia la Casertana

La svolta arriva più dalla testa che dalla tattica, Coppitelli cambia uomini, ma soprattutto cambia energia. Salvatore Pezzella dà ordine, Yahyah Kallon porta strappi, Manuel Llano spinge con continuità e improvvisamente la partita si ribalta emotivamente.

La Casertana smette di avere paura. Il gol di Federico Proia accende il “Pinto”, quello di “Re” Karlo Butić lo incendia definitivamente, in quel momento la Salernitana traballa davvero, schiacciata da una pressione che fino a quel momento sembrava impensabile.

Ed è forse qui il rimpianto più grande: perché quella ferocia andava trovata prima.

Bentivegna, un rosso che pesa tantissimo

Nel momento migliore, arriva l’episodio che rischia di complicare tutto.

L’espulsione di Accursio Bentivegna è pesante, pesantissima. Non solo per il finale del match, ma soprattutto in vista del ritorno. Per caratteristiche, esperienza e capacità di creare superiorità, è uno di quei giocatori che in partite così può spostare gli equilibri. La sua assenza all’”Arechi” obbligherà Coppitelli a reinventare qualcosa.

Sotto di uno, ma non fuori

E qui sta il punto, la Casertana ha perso il primo round, sì ma non è uscita dal campo ridimensionata, anzi, perché andare a Salerno sotto di un gol è diverso dall’andarci dopo uno 0-3 o uno 0-2 senza reazione. Questo finale cambia tutto mentalmente.

La Salernitana resta favorita, inevitabilmente. Ha qualità, esperienza e il vantaggio del risultato ma ha anche mostrato una fragilità nel momento in cui la partita si è sporcata emotivamente e la Casertana ha capito di potergli fare male.

Ora serve la partita perfetta

Mercoledì all’”Arechi” servirà molto più della versione vista nell’ultima mezz’ora.

Servirà intensità dal primo minuto, attenzione maniacale sugli esterni, più coraggio nel palleggio e soprattutto zero errori.

Perché nei playoff certi blackout non vengono perdonati ma se c’è una cosa che questa Casertana ha dimostrato negli ultimi mesi è una: non smette mai di stare dentro le partite. E nei derby, spesso, basta un episodio per cambiare tutto, il sogno è più complicato ma non è finito.