CITTA’ DEL VATICANO (Roma) – Nell’Aula Paolo VI la giornata conclusiva del Convegno “Testimoni Digitali, volti e linguaggi nell’era cross-mediale” (www.testimonidigitali.it) promosso dalla Commissione episcopale per la cultura e le comunicazioni sociali ed è organizzato dall’Ufficio nazionale per le comunicazioni sociali e dal Servizio nazionale per il progetto culturale della Cei. La tavola rotonda della giornata conclusiva della tre giorni ha avuto relatori di grande prestigio.
- Mons. Domenico Pompili, Sottosegretario della Conferenza Episcopale Italiana e Direttore dell’Ufficio nazionale per le comunicazioni sociali, ha relazionato sul “Vino nuovo in otri nuovi”: bisogna fare lo sforzo di imparare i linguaggi e le nuove forme di comunicazione, cioè entrare dentro il mondo per noi cifrato che altri abitano con naturalezza (pensiamo a quel che scrivono i nostri adolescenti su Facebook!) e cercare di acquisire le capacità per entrare in sintonia con loro, per comprendere il mondo delle loro immagini e percezioni, raggiungendoli sul loro terreno. Accanto a queste condizioni di partenza c’è su tutte una qualità che occorre saper realizzare, ed è la credibilità che ciascun testimone, anche in versione digitale, deve poter assicurare per garantire la tenuta del proprio agire comunicativo. Essere credibili significa saper rispondere di sé, anzitutto. La chiesa non fa testimonianza nei media (solo) perché ne possiede e gestisce alcuni. Per esserci occorre prima essere, giacché la responsabilità è una questione di ontologia prima che di etica della comunicazione. Aver cura di sé significa per ciascun animatore della cultura e della comunicazione, così come per qualsiasi professionista dei media, porre in prima istanza l’autenticità e l’affidabilità della propria vita. (stralcio dell’intervento visionabile per intero dal sito web del convegno)
· P. Federico Lombardi, Direttore Sala Stampa Vaticana, Radio Vaticana e Centro Televisivo Vaticano, ha dato l’esempio della sua personale testimonianza come testimone della fede nel nostro tempo. Il suo intervento ha ripercorso i diversi stadi dell’animo umano e del nostro pianeta, la comparso dell’uomo ha determinato nel corso dei tempi una rete di rapporti , pensieri e conoscenza. La sfera della conoscenza si è infittita fino a diventere dense e nell’ultimi anni è cresciuta a dismisura, i messaggi che gli uomini si scambiano tra di loro sono moltissimi ed impressionabili, dal punto di vista del pensiero e dell’intelligenza umana. L’ambiguità dei messaggi determina una maggiore consapevolezza di chi fa il servizio nella Chiesa, nel dare le Buona Notizie. La multimedialità fa parte della vita dell’uomo, e si evolverà sempre si più.
· Lorenza Lei, Vicedirettore generale della Rai. La Rai aperta alla multimedialità attraverso la scelta dell’offerta comunicativa che si pone su tutti i canali di comunicazione multimediali, attraverso trasmissioni mirate ad un pubblico attento e critico. Che cerca la Verità anche attraverso l’esempio di chi da la Buona Notizia.
· Marco Tarquinio, Direttore di Avvenire. La notizie devono essere divulgate nel rispetto di chi le da e dei soggetti coinvolti in ciò che si riporta, questo in sintesi l’intervento lungo ad appassionato del nuovo direttore della rivista dei cattolici.
· Vittorio Sozzi, Responsabile del Servizio nazionale per il progetto culturale. Ecco il contesto in cui si colloca la nostra riflessione: “configurare l’umano”, dare forma all’uomo e quindi alla società, in tutte le sue dimensioni. È a questo che ci spinge l’ispirazione della fede ma, come abbiamo sentito, sempre cercando incontri e stringendo “alleanze” con tutti coloro che cercano il vero, servono il bene, esprimono il bello. Sono molti gli uomini che si interrogano, che bramano un orientamento sicuro e una presenza amica, non effimera o mascherata. Li troviamo fra le righe dei nostri giornali, nelle immagini che scorrono sui teleschermi, dietro ai monitor e alle tastiere presenti ovunque nel villaggio digitale. Come poterli realmente incontrare, leggendo ben oltre i display che coprono i loro volti, ce lo diranno tra poco gli autorevoli ospiti che prenderanno la parola. È ad essa, alla persona, che va la nostra prima attenzione, come ha recentemente indicato il Convegno ecclesiale di Verona e come mostra anche la scelta dei Vescovi italiani di dedicare gli Orientamenti pastorali del prossimo decennio al tema dell’educazione.
· S. Em. Card. Angelo Bagnasco, Presidente della Conferenza Episcopale Italiana. Padre Santo, oggi davanti a Lei sono riuniti gli operatori e gli animatori della cultura e della comunicazione. In questi giorni abbiamo riflettuto sul grande potenziale costituito dalle tecnologie digitali e su come esse stiano modificando non soltanto il nostro modo di informarci e di comunicare, ma anche e più in profondità le stesse relazioni tra le persone. Siamo consapevoli che aprono grandi opportunità anche per la diffusione dell’annuncio cristiano. Siamo qui con la disponibilità a nostra volta a non rimanere indifferenti davanti alle tante persone che oggi vivono nei deserti del mondo. Intendiamo valorizzare tutte le strade che il continente digitali offre per farci sempre più prossimi all’uomo; intendiamo, con la forza che ci viene dal Suo limpido Magistero, portare avanti la missione di costruire ponti di comprensione e di comunione, perché cresca il dialogo e la pace nella società e “mostrare agli uomini del nostro tempo, all’umanità smarrita di oggi, che Dio è vicino; che in Cristo tutti ci apparteniamo a vicenda” (dal Messaggio per la XLIV Giornata mondiale delle comunicazioni sociali). Grazie, Padre Santo, di quanto vorrà ora dirci: accogliamo la Sua parola con gratitudine grande e devozione filiale.
· Sua Santità Papa Benedetto XVI. Il tempo che viviamo conosce un enorme allargamento delle frontiere della comunicazione, realizza un’inedita convergenza tra i diversi media e rende possibile l’interattività. La rete manifesta, dunque, una vocazione aperta, tendenzialmente egualitaria e pluralista, ma nel contempo segna un nuovo fossato: si parla, infatti, di digital divide. Esso separa gli inclusi dagli esclusi e va ad aggiungersi agli altri divari, che già allontanano le nazioni tra loro e anche al loro interno. Aumentano pure i pericoli di omologazione e di controllo, di relativismo intellettuale e morale, già ben riconoscibili nella flessione dello spirito critico, nella verità ridotta al gioco delle opinioni, nelle molteplici forme di degrado e di umiliazione dell’intimità della persona. Si assiste allora a un “inquinamento dello spirito, quello che rende i nostri volti meno sorridenti, più cupi, che ci porta a non salutarci tra di noi, a non guardarci in faccia…” (Discorso in Piazza di Spagna, 8 Dicembre 2009). Questo Convegno, invece, punta proprio a riconoscere i volti, quindi a superare quelle dinamiche collettive che possono farci smarrire la percezione della profondità delle persone e appiattirci sulla loro superficie: quando ciò accade, esse restano corpi senz’anima, oggetti di scambio e di consumo.
Si ringraziano :
-
don Pasquale Lunato, Parroco della Parrocchia di Santa Maria degli Angeli di San Nicola la Strada, dove la scrivente svolge l’attività di addetto stampa e tecnico della comunicazione, che ha avuto l’intuizione di segnalare l’operato da me svolto e di farmi aggiornare sulla testimonianza digitale della Buona Novella.
-
Mons. Don Antonio Pascariello, vicario generale della Diocesi di Caserta, per il sostegno all’iniziativa.
-
Sua Eccellenza Mons. Pietro Farina, vescovo di Caserta, per la benedizione concessami.
-
don Valentino Picazio, responsabile dell’Ufficio Scuola della Diocesi, per il suo interessamento all’iniziativa.
-
Il Prof. Luigi Ferraiuolo, coordinatore del Corso di Comunicazione per addetto stampa e Tecnico della Comunicazione IV edizione 2009.2010, presso l’Istituto di Scienze Religiose “S. Pietro” di Caserta annesso alla Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale, giornalista presso TV2000, direttore responsabile dell’Eco di Caserta (diamo voce alle parole) www.ecodicaserta.it , quotidiano online. Per il costante sostegno all’operato dei suoi allievi del corso.
-
Il preside Prof. Alfonso Achille Saponara, del Liceo Scientifico “A. Diaz” di Caserta, per l’autorizzazione concessa alla partecipazione alle giornate di aggiornamento.
-
Il preside Prof. Enrico Carafa, dell’ISISS “S. Pizzi” di Capua, per l’autorizzazione concessa alla partecipazione alle giornate di aggiornamento.
