ROMA, Città del Vaticano – Proseguono i lavori del Convegno Testimoni Digitali, volti e immagini nell’era crossmediale. La CEI s’interroga sulla figura dei Testimoni Digitali, ovvero di coloro che si occupano di diffondere la Buona Novella con i linguaggi dei nuovi media. A Roma dal 22 al 24 aprile il convegno riunisce, nel nuovo decennio tutti i prelati e tantissimi laici che si occupano, nelle parrocchie e diocesi sparse su tutto il territorio nazionale, di evangelizzare con il nuvo codice comunicativo: il web e i socialnetwork.
La tre giorni romana, riunisce nella capitale ottomila addetti stampa e tecnici della comunicazione, che con il 25mila siti cattilici italiani sono il popolo multimediale che da voce alla parola del Cristo. Durante i lavori sono stati presentati i siti parrocchiali, siti di servizi per far conoscere al grande popolo della rete come divulgare e rendere visibilie fruibili a tutti, le attività parrocchiali e le moltissime iniziative che sono poste in essere in tutti il territorio nazionale ed europeo. Studiosi ed operatori del mondo cattolico si sono confrontati sull’etica di chi fa informazione cattolica in Italia, ad otto anni da Parabole Digitali la chiesa, si è resa conto che il suo popolo ha raccolto la sfida lanciata da Giovanni PaoloII , di utilizzare i nuovi media per portare avanti la parola del Cristo verso coloro che sono lontani dalla religione.
Gli operatori invitati al convegno possono interagire con il sito web: www.testimonidigitali.it ed utilizzare anche il canale comunicativo dei socialnetwork. Il cardinale Bagnasco nella sua relazione, di oggi, si è occupato dell’etica che deve essere posseduta, da chi fa informazione cattolica attraverso il web, sottolinaendo un’uso consapevole di tale mezzo comunicativo.
Domani gli operatori della comunicazione saranno ricevuti dal Santo Padre in udienza, per ricevere la Missione di evangelizzare attraverso il web. La vostra inviata.
