Basket: Cantù non si ferma più. Gentile: la saga continua. Benetton a pezzi, Valli sotto accusa

CASERTA – Nella giornata della roboante vittoria juventina ai danni di una Benetton apparsa davvero poca cosa, bisogna sottolineare due cose. Il grande momento della Ngc Cantù giunta alla sua sesta vittoria consecutiva e l’ennesima conferma di Alessandro Gentile, giocatore dotato di un talento che definire enorme è forse limitativo.

Roma fa il colpaccio a Teramo e cerca un posto al sole. Montegranaro, Cantù, Bologna e Caserta che lotta per centrare il secondo posto ed ebitare il quarto!

Il nostro pagellone.

10 – NGC Cantù – Sesta vittoria di fila, ma questa pesa davvero. Batte la Virtus a Bologna, e si infila nel mucchio selvaggio delle seconde, con il vento in poppa per la volatona finale che ormai è cominciata. Il “Trinka” vuol mantenere i piedi per terra, ma la sua squadra sembra avere la consapevolezza piena della sua forza, e se riesce a centrare un posto tra le prime quattro, violare il Pianella sarà impresa difficile per chiunque. Canta Cantù.

9 – Alessandro Gentile – Ha scelto il palcoscenico più affascinante per lanciare ufficialmente la sua candidatura nel mondo degli eletti. Alessandro Gentile firma nel Palamaggiò che è stata la casa indimenticata di papà Nando la sua miglior partita della stagione, e sfoggia un talento mostruoso e la stessa sfrontatezza del padre. Senza dubbio il ragazzo ha un futuro luminoso davanti, e buon sangue non mente. Di Padre in Figlio.

8 – Phil Martin – Scegliamo lui per celebrare lo storico ritorno della JuveCaserta nei playoff dopo 20 anni di inferno e purgatorio. In 16 minuti mette 12 punti di gran qualità, e se è vero che la Benetton di domenica era ben poca cosa, è altrettanto vero che in prospettiva playoff, Sacripanti ha bisogno di poter contare sempre di più sulla sua panchina. Martin ha risposto presente, ed è un segnale importante per tutti. No Martin, No Party.

7 – Dusan Sakota – Altro figlio d’arte in copertina. Dusan non ha certo il talento del figlio di Nandokan, ma quando è in giornata di tiro sa essere devastante. Sceglie con cura l’avversaria da battere, in un drammatico scontro diretto, e piega Ferrara con le sue bombe (5/7) arrivate quasi sempre in momenti decisivi del match. La Scavolini rivede la luce in fondo al tunnel, e il tanto bistrattato croato si toglie qualche sassolino dalla scarpa. Non è Mai Troppo Tardi.

6 – Montepaschi Siena – E’ ovvio e giustificato che Siena tiri il fiato, e provi a recuperare fisicamente tanti giocatori spremuti, ma fa comunque notizia che in casa vinca senza dominare ed umiliare l’avversaria. La sensazione è che, dopo la delusione in Eurolega, a qualcuno della truppa di Pianigiani possano mancare le giuste motivazioni, e i prossimi impegni di campionato non sono certo agevoli. Ulteriori sconfitte, seppur indolori, potrebbero aprire qualche crepa nelle certezze di un gruppo che comincia a dare segni di logoramento. Non che questo possa far ipotizzare scenari diversi dall’ovvia conquista dell’ennesimo scudetto di fila, ma… . Canto del Cigno?

5 – Anthony Maestranzi – Altra partita sontuosa del piccolo play della Sutor. 20 punti e 34 di valutazione; ma l’errata gestione dell’ultimo pallone lo fa passare in automatico dalla parte dei cattivi, perché il basket è sport crudele dove conta alla fine solo vincere, e a Biella per la Sutor arriva la seconda sconfitta di fila dopo le dieci cavalcate vincenti. E domenica sull’Adriatico arriva Siena. Risvegli.

4 – EJ. Rowland/ B. Brown – Non che Cremona potesse sperare di vincere a Siena, ma in vista di una drammatica volata salvezza, coach Caja vorrebbe dai suoi segnali incoraggianti. La squadra c’è, ed è uscita dal PalaMensSana a testa altissima, ma Rowland ormai non segna più come ad inizio stagione, e  Brown addirittura scrive zero partendo dalla panchina. Si Può Dare di Più.

3 – Canadian Solar Bologna – Siamo stanchi di puntare il dito sulla possibile anti-Siena ed essere puntualmente smentiti la domenica successiva. La Virtus aveva impressionato per fluidità e compattezza di gioco nelle ultime uscite; poi, nel momento dell’allungo, ritrova i vecchi fantasmi di inizio stagione. Cantù ringrazia, il campionato pure, perché 5 squadre appaiate al secondo posto, sono un bel divertimento. Altruisti.

2 – Giorgio Valli – Contro la Scavolini perde un match forse decisivo, ed il coach di tante battaglie, alla fine si ritrova sulla graticola, pubblicamente accusato da un Mascellani fuori di sé. Non certo un bel clima per provare una rimonta difficilissima. Valli di Lacrime.

1 – De Marcus Nelson – E’ ufficiale: Avellino gioca con due soli americani, perché Nelson è una presenza sempre più impalpabile, e non regge più neanche la mezza scusa dell’uomo che crea i giusti equilibri. A Milano segna solo 2 punti senza mai segnare dal campo (0/6), e Avellino arranca nella rincorsa all’ultimo posto utile per i playoff. Nelson Piatto.

0 – Benetton Treviso – A Caserta va in scena l’ennesima brutta rappresentazione di un progetto abortito, con giovani lasciati allo sbaraglio, e veterani inguardabili. Kus e Rivers hanno il peggior plus/minus di squadra, Neal è andato via, Nicevic e Taylor sono inguardabili, Hackett un equivoco mai risolto. E i giovani dovrebbero imparare da questi qua? Benettonfo.