Caserta, retata dei carabinieri si conclude con 23 arresti, 19 in carcere e 4 ai domiciliari, un arresto a Tenerife

CASERTA – Si è conclusa con 23 arresti di cui 19 in carcere e 4 ai domiciliari la retata effettuata dai carabinieri questa notte. Tra gli arrestati figurano nomi di spicco, i fratelli del capo clan Carmine e Antonio e il nipote Filippo Capaldo arrestato a Tenerife dove si era trasferito dopo la scarcerazione nel 2019. L’operazione diretta dalla DDA di Napoli, ha impegnato 150 carabinieri, due elicotteri, i SOS e le unità cinofile per la ricerca di armi e droga. I reati contestati, a vario titolo, vanno dall’associazione mafiosa, al concorso esterno in associazione mafiosa, all’estorsione, all’usura, al trasferimento fraudolento di valori, all’illecita concorrenza con violenze e minacce, al riciclaggio, all’autoriciclaggio, all’intestazione fittizia di beni, nonché alla detenzione e porto di armi e munizioni e al traffico e spaccio di sostanze stupefacenti. I particolari dell’operazione verranno illustrati nel corso di una conferenza stampa che si terrà alle ore 10.30 presso la sala Beatrice (8° piano) della citata Procura, presieduta dal Procuratore Capo, dott. Nicola Gratteri, alla quale parteciperà anche il Comandate Provinciale dei Carabinieri di Caserta, Col. Manuel Scarso, il Col. Paolo Vincenzoni vice comandante del ROS e il Ten. Col. Melissa Sipala, comandante del Reparto Operativo di Caserta. I provvedimenti eseguiti sono misure cautelari disposte in sede di indagini preliminari, avverso cui sono ammessi mezzi di impugnazione e i destinatari degli stessi sono persone sottoposte alle indagini e quindi presunte innocenti fino a sentenza.-