Caserta, basket e fede uniti per una sera: l’esempio di Pino Sacripanti e di Don Stefano Giaquinto

CASAGIOVE (Caserta) – Quando si parla di “Chiesa”, di iniziative religiose, non tutti sono proprio interessati all’ argomento. In questo caso, si parla di religione anche se tesa a ben altro. E questo è espressione di quanto è accaduto, dalla serata di Venerdì 26 Febbraio fino al Venerdì Santo 2 Aprile, presso la Parrocchia di Santa Maria della Vittoria di Casagiove, capitanata da Don Stefano Giaquinto.

Ogni Venerdì del mese di marzo,  in ricorrenza delle celebrazioni Quaresimali, Don Stefano, aiutato da tutta la sua gente, ha progettato la “Via Crucis”, in toni diversi rispetto a quelli ai quali si è abituati, o ai quali ci hanno abituati. Motivi per i quali molti giovani, oggi, si allontanano dalla fede, dai cosiddetti “luoghi comuni”.

Ogni venerdì, a conclusione della Via Crucis, condotta con sentimento, spirito vivo, molta improvvisazione che rende il tutto insolito ma unico, la parrocchia di Don Stefano ospita un invitato, un “Testimone”, il quale porta la propria esperienza di vita, insieme al proprio messaggio, della stessa vita vissuta e condotta a piccoli passi.

In questo Venerdì, le parole che sono state regalate a tutte le numerose persone presenti a Casagiove, da adulti a moltissimi bambini della scuola elementare e media, sono state del Coach della Juvecaserta:  Pino Sacripanti.

Messaggio di fede, quindi, unito ad una scelta di vita legata allo Sport e condotta per lo Sport stesso. Il discordo del “Coach” è stato breve, ma ricco di punti di riferimento. Ogni scelta nella vita viene condotta anche con paure e difficoltà, spesso posteci da altri. Ma la forza personale aiuta a non arrendersi, e per chi ha scelto di crederci, è supportata da quel Dio, il primo uomo “diffidato”, come Don Stefano è solito dire.

Il Coach, espressione di uno sport di squadra, ha manifestato ciò che si può vivere nella condivisione quotidiana, partendo da “una palla a spicchi che rimbalzando da un parquet, finisce in un canestro”. Nel basket, come nella vita vissuta e di tutti i giorni, si hanno degli  obiettivi comuni che, diventano speciali, se condivisi. Ciò che può avvenire anche per la fede.

Lo sport è celebrazione di un concetto spesso trascurato, ovvero del “fare gruppo”, ciò che alimenta una squadra come quella guidata da Sacripanti, costruita anche sulla coesistenza di più razze all’interno della stessa.

Nuovamente, per una sera, quindi, lo sport è sullo stesso gradino di un podio che non tutti accettano ma che, con l’esempio di Don Stefano e del Coach Sacripanti, uniti per una sera e non solo, diventa spartito di una musica fatta di tonalità diverse, seppur legate tra loro. In una parrocchia, come in un palazzetto, per chi  riesce a vivere di fede e per chi ci riesce un po’ meno. Diversi, ma comunque simili.