L’elezione del nuovo Papa, con la parrocchia di Sant’Anna in Vaticano curata dall’Ordine Agostiniano cui appartiene Papa Leone XIV, ha portato la ricerca di elementi del culto della Santa Nonna di Gesù presenti all’ombra della cupola di San Pietro.
La chiesa di Sant’Anna in Vaticano, costruita nel 1583, sorge all’ingresso dell’omonima porta di accesso della Città del Vaticano, proprio nel punto in cui il territorio italiano lascia il posto a quello pontificio. Questa sua particolare posizione ne fa un luogo aperto all’universalità, un punto di riferimento per poveri, bisognosi e pellegrini, una comunità multiforme e, allo stesso tempo, strettamente vincolata al Successore di Pietro. In essa opera dello scultore Giovan Battista de Rossi sono gli angeli di stucco che sorreggono le ghirlande al di sopra delle porte e le conchiglie con festoni a cui sono appesi i quattro affreschi con episodi della vita di Sant’Anna. E’ parrocchia pontificia — i suoi confini coincidono con quelli della stessa Città del Vaticano — la sua vita quotidiana è strettamente legata al Papa e a quanti lavorano all’interno della Curia Romana. Papa Pio XI il 30 maggio 1929 con la Costituzione Apostolica “Ex Lateranensi pacto” eresse la “Pontificia Parrocchia di Sant’Anna in Vaticano”, affidandone la cura all’Ordine Agostiniano.
Lo scorso 26 luglio 2024 qui il cardinale Prevost ha presieduto la Messa di mezzogiorno con la recita della supplica alla madre della Vergine. “Dobbiamo considerare l’importanza dei nonni e degli anziani nella nostra vita” e il loro ruolo nell’educazione dei giovani” -disse nell’omelia- «ogni famiglia ha una missione da compiere nel mondo, una testimonianza da dare. Noi battezzati, in particolare, siamo chiamati a vivere la missione di proclamare con la testimonianza, nella nostra vita e nelle nostre famiglie, che l’amore di Dio ci offre sempre la forza di camminare insieme, di annunciare la buona novella, la salvezza, di promuovere la vera pace, di essere fedeli discepoli di Gesù Cristo nel mondo».
Il papa Leone XIII (Gioacchino Pecci) per onorare il santo di cui portava il nome di battesimo, decretò di solennizzare la sua festa liturgica elogiando sia il padre che la madre della Madonna: «a san Gioachino si deve rendere l’onore di una particolare venerazione, come a sant’Anna, perché, avendo generato l’Immacolata Vergine Madre di Dio, sono per questo sopra tutti gloriosi. Vi conosciamo dal vostro frutto (Mt. 7, 20), dice loro san Giovanni Damasceno: Voi avete messo al mondo una figlia superiore agli Angeli e che è ora loro Regina… (G. Damasceno, Disc. 1 sulla Nativ. di M. V.) e avendo la divina misericordia disposto che nei tempi nostri sventurati siano resi onore e culto maggiori in rapporto ai bisogni accresciuti del popolo cristiano, era necessario che lo splendore e la gloria, che circondano la beata figlia, si riverberasse sui suoi fortunati genitori e possa il loro culto accresciuto far sentire più potente alla Chiesa il loro soccorso» (Decreto 1 agosto 1879).
Un caloroso segno della devozione del papa San Pio X per Sant’Anna è tratto dalla rivista dei Padri Orionini che avevano la cura pastorale della chiesa di Sant’Anna dei Palafrenieri (a Roma, da piazza Risorgimento verso via di Porta Angelica). «Ogni sabato veniva il giardiniere del Vaticano con un mazzo di fiori. Sua Santità vuole che i più bei fiori dei giardini vaticani siano per Sant’Anna. Una sorella di Pio X si chiamava Anna. Ogni tanto Pio X mi mandava per mezzo delle sorelle un cero da tenere acceso giorno e notte.» Così testimoniava il Servo di Dio Don Gaspare Goggi (https://messaggidonorione.it/articoli/1101/vaticano-don-orione-e-gli-orionini-a-santanna-dei-palafrenieri ).
Infine nella ricerca del culto di Sant’Anna all’ombra della cupola di San Pietro è emerso la guarigione di un papa per la intercessione di Sant’Anna: “nel 1622, il papa Gregorio XV, guarito da una grave malattia per intercessione di sant’Anna, aveva messo la sua festa nel numero di quelle di precetto che impongono l’astensione dalle opere servili.” ((Dom Prosper Guéranger, L’anno liturgico, II. Tempo Pasquale e dopo la Pentecoste, trad. it. L. Roberti, P. Graziani e P. Suffia, Alba, 1959)
LA SUPPLICA A SANT’ANNA RECITATA DAL CARDINALE PREVOST IL 26 luglio 2024, dopo la messa di mezzogiorno, nella Chiesa parrocchiale di Sant’ANNA in Vaticano:
SUPPLICA A SANT’ANNA GLORIOSA
Sant’Anna che per le tue eccelse virtù meritasti di essere madre della vergine Immacolata fai da mamma anche a noi che, come tale, ti veneriamo e amiamo. Come educasti Maria santissima educa anche noi nella pietà verso Dio nell’obbedienza e nel rispetto ai superiori, nella carità e nell’edificazione degli altri. Arricchisci le nostre anime di grazie, abbellisci il cuore di purezza, adorna le nostre menti di sapere, rivesti tutta la nostra persona di serietà e di modestia. Ispiraci nei dubbi, consolaci nelle pene, visitaci nelle infermità, illuminaci nello studio, addestraci nel lavoro, assistici in ogni momento della giornata. Con la tua intercessione, possiamo vivere una vita cristianamente fruttuosa e dopo una morte serena, con te chiediamo di godere il Paradiso. Amen.
