AVERSA (Caserta) – Oltre 600 finanzieri del Comando Provinciale di Napoli e 200 carabinieri del Ros hanno arrestato una ottantina di presunti appartenenti al clan Gallo – Limelli -Vangone. Le forze dell’ordine hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare
emessa dal Gip presso il Tribunale di Napoli. L’operazione e’ stata coordinata dai pm della Direzione distrettuale antimafia. Le Fiamme gialle hanno anche sequestrato beni per oltre 65 milioni di euro.
Nel corso dell’operazione sono stati sequestrati oltre 737 chili di cocaina, 27 hashish e 62 marijuana. La Guardia di finanza del comando provinciale di Napoli diretta dal Generale Giovanni Mainolfi ha ricostruito tutti i canali utilizzati dall’organizzazione camorristica attiva nell’area vesuviana per riciclare i proventi dei traffici illeciti.
Nelle maglie dell’inchiesta sono rimasti coinvolti anche due impiegati del tribunale di Torre Anunziata e uno psichiatra, che si sarebbero adoperati per favorire uno dei capi clan.
Operazione Pandora
L’operazione denominata ’Pandora’ e’ stata coordinata dal procuratore aggiunto Rosario Cantelmo e dai pm della Dda Pierpaolo Filippelli e Paolo Siracusa. Complessivamente sono 86 le ordinanze emesse nei confronti di presunti appartenenti ai clan Gallo, Limelli e Vangone attivi nei territori di Boscotrecase, Boscoreale e Torre Annunziata.
Gli inquirenti hanno inoltre disposto il sequestro di 210 immobili, 75 aziende e 160 autoveicoli. I clan reinvestivano in attivita’ economiche i proventi del traffico di droga e delle estorsioni. L’importanza dell’operazione e’ stata sottolineata nel corso della conferenza stampa dal procuratore nazionale antimafia Piero Grasso, il quale messo l’accento sulla aggressione ai patrimoni.
Gallo viveva in villa
Prima di essere rinchiuso in carcere, Giuseppe Gallo, 43 anni fino a stamattina ha vissuto in una villa a 5 stelle, in regime di arresti domiciliari. ’Una splendida villa con piscina’, l’hanno definita i pm della Procura di Salerno, che all’alba di oggi con i colleghi della Direzione distrettuale antimafia di Napoli hanno ordinato 81 arresti, molti dei quali presunti appartenenti al clan Gallo – Limelli – Vangone. La villa a 5 stelle del boss Gallo si trova nel comune di S. S. Cosma e Damiano (Latina).
La sua residenza dorata era la centrale dei traffici illeciti della cosca. Da li’ partivano gli ordini per i gregari che curavano l’importazione di imponenti quantita’ di cocaina e hashish. Ma il boss ritenuto dagli inquirenti, non solo uno dei piu’ sanguinari e potenti della camorra campana, anche uno dei piu’ ricchi.
Boss malato mentale
Per scansare il carcere si era fatto passare per un disturbato mentale. Grazie alle false perizie che hanno dimostrato l’incapacita’ di intendere e di volere, Gallo ha ottenuto anche nei diversi procedimenti penali a suo carico vari benefici processuali e cautelari. La falsa invalidita’ gli ha provocato anche il riconoscimento di una pensione di 699 euro che il feroce capo camorra ogni mese incassava come un qualsiasi vero invalido.
Adolfo Ferraro arrestato
Nell’ambito dell’operazione denominata ’Pandora’ che ha portato all’arresto di 81 indagati, e’ finito in cella anche lo psichiatra Adolfo Ferraro, 58 anni, attuale direttore dell’ospedale
giudiziario di Aversa che e’ risultato ’aver favorito il capo clan Gallo Giuseppe durante il suo periodo di latitanza’, spiegano il pm della direzione distrettuale antimafia di Napoli che hanno coordinato l’operazione eseguita dai militari della Guardia di Finanza del comando provinciale di Napoli e del Ros.
L’operazione ha praticamente sgominato il clan Gallo – Limelli – Vangone, attivo nell’area vesuviana ma con interessi anche nel salernitano e a Latina.
